Utente
Salve, ho 25 anni e mezzo e ho un problema che ha richiesto la rettoscopia, che ancora non è stata eseguita perchè mancano ancora 2 settimane.

Da un po' di tempo a questa parte (febbraio, almeno) quando le feci sono un po' più dure o non evacuo da qualche giorno, provo un dolore molto forte nella spinta che si protrae anche nel tempo, in modo variabile. Aggiungo che sempre a febbraio ho dovuto procedere manualmente per aiutarmi ad espellere le feci, come se qualcosa avesse "ridotto" la larghezza del retto. Avendo sofferto da piccola di stitichezza, pensavo fosse semplicemente tornato il disturbo, se non che sono iniziati periodi di alternaza diarrea/stipsi, e durante l'ennesimo tentativodi rapporto anale da parte del mio compagno(si, non vi era modo di effettuare la penetrazione a causa del dolore successivo), abbiamo scoperto a 3/4 cm dallo sfintere, dentro il retto sulla parete intestinale sopra l'osso sacro, una sorta di "pallina" morbida ma che al semplice tocco mi faceva vedere le stelle. Il medico curante aveva pensato a una forma di emorroidi, e mi ha segnato la preparazione H, facendomi prenotare una visita dal gastroenterologo.
Alla visita effettivamente sono state riscontrate delle leggere emorroidi, e il medico si è mostrato preoccupato per questa "pallina" di cui non ha saputo dirmi niente, se non che risultasse "anomala" per posizione e composizione al tatto(sembrerebbe essersi innestata tra l'osso sacro e la parete rettale).
Mi sono spaventata molto, visto che non ha voluto sbilanciarsi sulla diagnosi e prescrivendomi una rettoscopia, più le analisi contenenti paroloni come antigene carcino embrionale.

Aggiungo che da un mese a questa parte ho continua acidità di stomaco e acido in bocca, e negli ultimi giorni è capitato ben 2 volte di espellere come del tessuto dopo le feci, di piccole dimensioni e di color ocra/nero, con la sensazione di essere costantemente intasata.

Ci tengo a far presente che a 18 anni ho subito un intervento di carcinoma papillare tiroideo, con tuttora tireoglobulina dosabile, e sono letteralmente spaventata, visto che scoprimmo il nodulo cancerogeno per pura casualità(le analisi ematiche erano perfette, il nodulo era palpabile): non vorrei che il medico non avesse proposto una diagnosi perchè mi ha visto sconvolta.

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Dr. Marco Catani

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gentile utente,

premetto che le consulenze a distanza hanno dei limiti legati proprio al mezzo che stiamo utilizzando.

provo a riassumere: ha scoperto un pò di tempo fa la presenza di una tumefazione di circa 4cm sulla parete posteriore del retto, la sua palpazione provoca intenso dolore e questa tumefazione sembrerebbe prendere contatto con il sacro. dovrà eseguire una endoscopia tra un paio di settimane.

l'esame endoscopico sarà importante per la soluzione del problema, mi chiedo e le chiedo però se lei in passato anche lontano abbia avuto un trauma della regione sacrococcigea, inoltre se è stata eseguita una radiografia della regione sacrococcigea.

i sintomi che lei riferisce potrebbero, essere compatibili con un esito di trauma o comunque ad un problema legato al coccige. la sua storia patologica impone di dover necessariamente pensare, ed escludere, con l'esecuzione di esami diagnostici, a patologie neoplastiche vista la sua storia,

ne parli con il suo medico curante che è l'unico mi pare di capire che ha avuto la possibilità di eseguire una esplorazione rettale, ed una visita completa. questo era il limite a cui mi riferivo in introduzione.

le chiederei cortesemente di potermi tenere aggiornato sia dopo l'eventuale colloquio ma soprattutto dopo l'endoscopia.

cordiali saluti a presto
Marco Catani
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[#2] dopo  
Utente
Gentile Professore,
La ringrazio per la cortese attenzione che ha per il mio caso, e procedo a rispondere a quanto mi ha chiesto:

-la "tumefazione" incriminata non è di 4 cm ma si trova a 4 cm sopra lo sfintere, a contatto con l'osso sacro;

-non ritengo di aver avuto alcun trauma nella zona sacrococcigea (se per esso intende una frattura), a meno che non si possa riferire a delle ferite tipo taglietti che hanno eseguito una cicatrice ipertrofica (sono capitate sporadiche minuscole sporcature ematiche della carta igienica dopo un'evacuazione difficile): in tal caso Le rendo noto che dopo l'intervento della tiroide ho sviluppato una cicatrice a forma di pipistrello larga e rialzata, e la stessa sorte è toccata a 2 tatuaggini;

-non ho mai eseguito una lastra nella zona sacrale per escludere fratture o altro.

-la visita rettale è stata eseguita, su prescrizione del mio medico curante, da un gastroenterolo, che ha provveduto a prenotarmi la rettoscopia a 2 settimane di distanza dalla visita (ovvero per il 17 corrente mese). Secondo il suo parere non c'è da preoccuparsi perchè al tatto i tumori avrebbero un'altra conformazione, ma non so se lo ha detto per calmarmi.


Data la Sua gentilezza, potrebbe spiegarmi cosa intende per trauma alla zona sacrococcigea? O per lo meno, una "pallina" molle al tatto-ma molto dolorosa!- a quale genere di trauma ricondurrebbe?

La ringrazio in anticipo per il tempo che mi è stato e mi verrà dedicato

[#3]  
Dr. Marco Catani

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gentile utente,

la semplice caduta in posizione seduta potrebbe provocare non necessariamente fratture (evento comunque possibile) ma anche delle lussazione del coccige, che potrebbero inizialmente non provocare sintomi se non dopo qualche periodo di tempo.

certamente lo scrivevo per tranquillizzarla, ma in quello che scrivevo, ribadisco che noi al contrario dei curanti, non abbiamo la possibilità di visitare il soggetto, analizzando solo quello che viene riferito ed elaborando le informazioni solo teoricamente è possibile possa essere presa in considerazione anche questa possibilità.

una ulteriore possiblità è quella di una piccola raccolta la cui natura dovrà essere approfondita con altre indagini diagnostiche.

certamente l'esame endoscopico spero ci darà informazioni esaustive.

le chiedo pertanto di tenermi informato.

cordiali saluti
Marco Catani
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[#4] dopo  
Utente
Gentili Medici e Professori,
finalmente arriviamo a capo della mia questione:

durante l'esame rettoscopico, l'esaminatore ha individuato questa "formazione", giustificandola così:


"non alterazioni grossolane della mucosa del sigma; edema e fragilità della mucosa rettale; a livello della giunzione anorettale si osserva tralcio fibrotico rivestito da mucosa integra, come per esiti di pregressa flogosi emorroidaria; eritema dell'anello emorroidario".

In poche parole, è una ipercicatrizzazione di un'emorroide "rotta"? Perchè alla giunzione del collo col tronco ho una cicatrice da tiroidectomia totale larga, alta ed evidente, a forma di pipistrello, che però nessun dermatologo è stato in grado di classificare come cheloide o cicatrice ipertrofica.


Vi ringrazio per l'attenzione dedicatami.

[#5]  
Dr. Marco Catani

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gentile utente,

quello che l'endoscopista riferisce potrebbe essere l'esito della infiammazione di un tronco venoso del plesso emorroidario.

visto che sono distante direi che potrebbe essere reale e suggestivo.


mi tenga informato sull'evoluzione.

cordiali saluti
Marco Catani
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