Utente
Buonasera,
Soffro da anni con lo stomaco: nausea, acidità, difficoltà a digerire, inappetenza. Da una gastroscopia effettuata qualche anno fa è venuta fuori una gastrite e reflusso, che però non ho mai curato. Prendendo poi il levobren per problemi completamente diversi (di natura cervicale) ho scoperto che mi dava grosso sollievo e sono riuscita anche a prendere qualche chilo. Consapevole di non poter proseguire la terapia per un tempo molto lungo, ho sospeso il farmaco e mi sono decisa a fare una visita dal gastroenterologo. La cura è stata di alcuni fermenti lattici, una pillola contro il gas intestinale e omeprazolo da 20 mg la mattina per 4 settimane. I problemi si sono risolti. Niente più nausea né difficoltà di digestione. Spariti anche fastidi come tachicardia ed extrasistole. Purtroppo appena interrotta la cura i problemi sono tornati identici a prima. Mi chiedo adesso: posso ricominciare a prendere l'omeprazolo e per quanto tempo al massimo. In alternativa come si può risolvere il problema? Indubbiamente la mia qualità della vita migliora notevolmente quando non ho questi problemi.

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Dr. Francesco Quatraro

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Può assumere il PPI a cicli,
la cui durata va stabilita, dopo visita diretta,
dal suo specialista.

Purtroppo il Reflusso non è patologia soggetta a guarigione.
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[#2] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,
torno a consultarla perché il problema si è ripresentato in maniera molto più seria.
Dopo una cura di antibiotici per un'estrazione dentale, ho cominciato ad accusare fortissimi bruciori che partono dallo stomaco e si estendono per tutto il petto, fino alla gola. Non ho reflusso, né acidità, solo questo bruciore persistente che mi provoca a volte una sensazione di mancanza di fiato.
Sono stata al pronto soccorso, preoccupata che potesse essere un problema di natura cardiaca ma i dottori, dopo ecg ed esami del sangue, hanno attribuito di nuovo il tutto allo stomaco e mi hanno fatto una flebo di ranidil, che ha alleviato la sensazione di bruciore per alcune ore, dopo di che punto e a capo.
Sto prendendo omeprazolo e maalox, ma non trovo sollievo.
Ritiene che possa trattarsi di qualcosa di diverso da problemi gastrici (qualcosa di polmonare ad esempio?) o devo approfondire la questione, magari rifacendo la gastroscopia o facendomi prescrivere una cura differente?
E' un disturbo veramente molto fastidioso.
Grazie.

[#3]  
Dr. Francesco Quatraro

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Potrebbe comunque trattarsi ancora di reflusso.

Prima di tutto si faccia valutare da un Gastroenterologo.
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[#4] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,
in seguito al forte bruciore di cui le parlavo, che non accennava a passare e dopo un episodio di feci scure che ha allarmato il mio medico curante, ho effettuato la gastroscopia. L'esame ha rilevato il cardias modicamente incontinente e la diagnosi è stata di malattia da reflusso gastroesofageo associata a ernia iatale. Aspetto ancora il referto istologico per vedere se c'è infezione da Helicobacter.
Nel frattempo il bruciore forte è scomparso. Ho seguito una dieta leggera, eliminando molti alimenti e ho continuato a prendere omeprazolo la mattina.
Finchè mangio in bianco e prendo omeprazolo va tutto bene, ma appena ricomincio un'alimentazione più varia e sospendo la terapia ricominciano i fastidi. La cosa più fastidiosa è una sensazione forte di mancanza di respiro, soprattutto dopo che mangio. Ho la sensazione di non riuscire a respirare, come se mi salisse un calore fortissimo fino alla gola.
Inoltre l'omeprazolo comincia a diventare sempre meno efficace.
Cosa mi consiglia di fare? Dovrei sentire un altro gastroenterologo per farmi cambiare cura? devo continuare a mangiare in bianco ancora per molto (sono già sottopeso e questa alimentazione non mi aiuta)? Quanto possono durare questi sintomi? La mancanza di respiro può essere qualcosa di grave? Esiste un farmaco più efficace?
La ringrazio anticipatamente per il consiglio che vorrà darmi per questo problema che sta diventando davvero invalidante.

[#5]  
Dr. Francesco Quatraro

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L'ansia è di non semplice soluzione,
ancor più del reflusso.

Deve gestirle entrambe con l'aiuto del medico di cui ha fiducia.
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