Utente
Gentili dottori
ho 66 anni e da almeno 30 ho esofagite da reflusso che pero' stando alle ultime 2 gastroscopie (ultima 1 anno e mezzo fa: grossa ernia iatale e cardias beante) , che hanno evidenziato un importante reflusso biliare, sembra essere non erosiva.
Ho tamponato la situazione per molto tempo con antiacidi e cicli abbastanza ridotti di omeprazolo, ma la scorsa primavera la situazione e' precipitata e, qualsiasi cosa mangio in qualsiasi pasto, dopo 2 o 3 ore comincio ad avvertire bruciore all'esofago.
Negli ultimi 2 o 3 mesi al bruciore si e' spesso sostituita una sensazione di gonfiore dello stomaco e peso retrosternale subito dopo i pasti.
In giovane età alle radiografie con il bario risultava uno stomaco dilatato e che non si svuotava, cosa che in realtà ho dimenticato di dire al curante, come anche il fatto che a volte sento il sapore in bocca del cibo consumato 4/5 ore prima.
Il curante mi ha prescritto un ciclo di 45 giorni di omeprazolo (20 mg 15 gg poi 10 mg per 30gg) , durante il quale solo un paio di volte ho avuto leggermente quella sensazione di peso/dolore retrosternale, altrimenti definirei quella terapia efficace al 100%.
Dopo 5 giorni che ho sospeso l'omeprazolo e' ricominciato il tutto, anche con amplificazione dei sintomi probabilmente dovuta al rebound, e provo a controllare con difficoltà la situazione con 3/4 riopan al giorno.

Il curante mi ha prescritto in caso di nuovi problemi, un ciclo di un mese di famotidina da 40 mg e di lasciar perdere l'omeprazolo
Le mie domande ora sono le seguenti
1) quanto posso resistere con questi sintomi con 4 riopan al giorno, prima di fare altri cicli dei farmaci piu' potenti, senza rischiare di provocare danni all'esofago?
(sempre che il riopan possa essere preso 4 volte al gg per lunghi periodi)
2) E' ovvio che per avere una vita serena devo trovare una terapia a vita: cicli di omeprazolo alternati a cicli di famotidina?

3) Si era ventilato di passare ai procinetici: anche questi possono essere inseriti in una ciclicità di farmaci a vita?
Mi spiego : alternando 1 ciclo di omeprazolo, ad uno di famotidina, ad uno di procinetico, annullo gli effetti collaterali di ognuno degli altri in quanto sono stati sospesi, e posso continuare cosi per sempre?

4) domanda che può sembrare assurda: la cistifellea ad un primo esame ecografico aveva evidenziato sabbia biliare , che poi e' sparita.
E' ipotizzabile la sua asportazione per eliminare o ridurre l'importante reflusso biliare che forse e ' la causa del tutto?
Una mia amica, anche lei con cardias beante, dopo l'asportazione della cistifellea per calcoli ha risolto il problema del reflusso che la tormentava da sempre.

Grazie

[#1]  
Prof. Alberto Tittobello

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Sono favorevole al punto 3) delle sue ipotesi. Il solo antiacido non è sufficiente. Dì altra parte, periodi troppo lunghi senza terapia potrebbero provocare danni all ' esofago, talvolta non reversibili. Il punto 4) è una coincidenza : non c' è rapporto tra le due patologie.
Prof. alberto tittobello

[#2] dopo  
Utente
Grazie Prof
il dubbio e' quello se essendo in presenza di un reflusso non erosivo confermato da una storia di 30/40 anni, ci si possa tenere la sintomatologia , tamponandola il piu' possibile con gli antiacidi , sperando che la situazione migliori , specialmente se si e' in una fase di rebound, oppure al primo sintomo si debba subito reiniziare la terapia : questo vorrebbe dire che uno si condanna alla terapia a vita , e non tenterà mai piu di vedere se riesce a interromperla.

[#3]  
Prof. Alberto Tittobello

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No, non è così. Sono terapie che si possono fare a cicli, due o più volte l' anno e sono altrettanto efficaci.Ma negli intervalli, è bene prendere degli antiacidi da banco, con alginato e bicarbonato.
Prof. alberto tittobello

[#4] dopo  
Utente
Grazie, come al solito per il vostro prezioso contributo che in casi limite come il sottoscritto hanno bisogno del supporto dell'esperienza che solo ad un certo livello puo' esistere.
Forse diciamo la stessa cosa : intendevo che come lei ben sa con gli IPP per 45gg il rebound e' assicurato , e dura anche una 15ina di gg. Se al primo sintomo di rebound si ricomincia subito un altro ciclo si finisce in quel circolo perverso che spaventa medici e pazienti perche' non se ne esce piu' . Quindi , confermato che gli IPP non si possono fare piu' di 3 volte all'anno diciamo x 30gg, cosa si fa nel resto del tempo se lo stile di vita , anche se castigatissimo, non permette di risolvere la sintomatologia?
E inoltre il punto e' proprio questo : se si e' con reflusso non erosivo diagnosticato da gastroscopia, si puo' cercare di sopportare i sintomi , ovviamente controllandoli con antiacidi, piu di coloro che invece ce l'hanno di tipo erosivo, in attesa di iniziare un altro ciclo?
Inoltre mi e' stato consigliato alla ripresa dei sintomi di usare la famotidina x 2 mesi.
Se funziona la famotidina sono ipotizzabili quindi 1 mese di ipp, 1 mese di antiacidi ( 4 al giorno), 2 mesi di famotidina?
(ciclo di 4 mesi che x 3 copre tutto l'anno).

[#5]  
Prof. Alberto Tittobello

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No, non c' è nessun " circolo perverso " : tante persone assumono gli IPP in continuazione e non succede nulla. E' solo saggio farne l' uso necessario, non di più, alternandoli con gli antiacidi suddetti. Va bene anche la famotidina
Prof. alberto tittobello

[#6] dopo  
Utente
Grazie Prof
e date le molte visualizzazioni che sta avendo questa conversazione , il problema e' di molto interesse, perche' come lei ben sa , ci sono molti che ti dicono prenditi sempre gli IPP e goditi la vita, ed altri assolutamente no perche' hanno trovato poliposi, nausee frequenti, e ricordano tutti i recenti studi fatti che evidenziano tutte le altre problematiche sulle quali non mi soffermo, quindi siamo tutti alla ricerca del male minore.
Quindi, ripeto essendo in non erosiva, si puo' cercare di tollerare i sintomi, se non forti, contenendoli con antiacidi, oppure al primo bruciore bisogna subito ripassare ad IPP o antagonisti H2?
La decisione che ne consegue e' importante non solo per gli eventuali effetti collaterali, ma anche psicologicamente, in quanto ognuno sa che poi deve prendere quel farmaco per sempre per potersi sedere a tavola.

[#7]  
Prof. Alberto Tittobello

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Lei è troppo ansioso e troppo pessimista. Certo, è possibilissimo proseguire con gli antiacidi da banco, ma il suo terrore di assumere gli IPP o gli H2-bloccanti non è giustificato dalla pratica , ormai più che trentennale.
Prof. alberto tittobello

[#8] dopo  
Utente
Grazie prof.
in effetti gli studi che parlano più marcatamente degli effetti collaterali degli IPP sono abbastanza recenti ( segue giusto un esempio della molteplice documentazione)

https://www.ordinemedicipa.it/pdf/429_pdf.pdf

e, senza assolutamente criminalizzarli, mettono in guardia chi li deve prescrivere e chi li deve assumere : da qui la nuova strategia di prenderli on demand, che personalmente ho seguito con successo per 30 anni assumendoli durante un vacanza , le feste di natale etc, perchè sapevo che rientrando in una dieta attenta non ne avrei avuto bisogno : il problema e' quando ti accorgi che hai problemi anche se mangi il riso in bianco , cosa che ti obbliga a fare altri piani , argomento di cui stiamo parlando.
Quindi nessuna ansia, ma decidere cosa fare per non farti male e non abbatterti tutte le volte che ti metti un piatto di fronte. E' questo credo quello che interessi a tanta gente come me che ha questa frustrazione almeno 3 volte al giorno

[#9]  
Prof. Alberto Tittobello

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Mi scusi, ma io mi fido di più della mia esperienza personale, di quello che ci diciamo nel corso dei congressi importanti e di quello che viene pubblicato sulle riviste internazionali quotate.
Prof. alberto tittobello

[#10] dopo  
Utente
Certo professore e condivido il suo approccio che e' il metodo empirico che da sempre ha trainato la scienza : credo in quello che vedo. Quindi in decenni di attività endoscopica da lei svolta puo' confermare che lei non ha mai visto danni gastrici o altri disturbi in caso di terapie lunghe e continue che possano far pensare che e' meglio evitarne questo tipo di utilizzo?

[#11]  
Prof. Alberto Tittobello

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E' così.
Prof. alberto tittobello