Utente 573XXX
Gentili dottori, vi scrivo per avere un parere medico riguardo mio nonno.
Vi faccio un quadro della situazione.
Mio nonno ha 95 anni.In passato ha vissuto una vita molto attiva, viaggiando molto ed è stato un gran camminatore.
Ha comunque sofferto di depressione, dalla quale comunque ne è uscito. Saltuariamente prendeva le EN in gocce, quando si sentiva un po' ansioso con una posologia sotto la dose minima.
Abituato a dormire oltre alla notte, anche il pomeriggio dopo pranzo.
Ad ottobre, un pomeriggio, non dorme bene e si alza convinto che gli era accaduto un certo fatto, cosa che ovviamente non era impossibile perchè dormiva.
In passato raramente poteva essere capitato che al risveglio succedesse una cosa simile, ma lui stesso poi capiva che si era trattato di un sogno che aveva fatto.
Questa volta invece era convintissimo e a niente sono valse le spiegazioni della famiglia circa il fatto che fosse solo un sogno.
Alla fine, bene o male, siamo riusciti a fargli cambiare discorso (ma non quindi a convincerlo) e la serata è proceduta diciamo piuttosto normalmente, anche se si notava un certo grado di "iperattività", cioè era "molto sveglio e vigile" (occhii proprio aperti, quasi spalancati).
Ma, al momento di dormire la notte, praticamente non chiude occhio, cominciando a lamentarsi sempre di presunti fatti.
Da qui va sempre peggio, perchè inevitabilmente non riuscendo a dormire neanche un po', comincia sempre più ad immaginarsi e a vedere cose, comincia a credere di non essere a casa, cosa che aumentava il suo stato di ansia.
Questa situazione è continuata per circa 48 ore consecutive. Le EN non hanno sortito nessun effetto neanche a dosi superiori, al che il medico di base, geriatra, diagnosticando una demenza vascolare, gli prescrive il Risperdal.
Nel frattempo, passati circa 2 giorni, alla fine l'organismo è crollato al sonno profondo, che è durato ben più di 24 ore consecutive!
Al risveglio, seppur intontito, mio nonno era tornato cosciente, consapevole di ciò che era successo!
Infatti nei giorni seguenti poi tutto è tornato alla completa normalità: mente sveglia, in grado di seguire ragionamenti, di riconoscere persone, di camminare,ecc.
A dicembre però, si verifica un 2°episodio, anche questa volta completamente dal nulla senza nessuna avvisaglia.
Al risveglio però resta notevolmente abbattuto, con frequenti deliri e ricordi, difficoltà di dormire la notte, ecc..
Sembra ormai cronico e infatti siamo costretti a febbraio a trasferirlo in una casa protetta per maggiore assistenza.
Qui, comincia a migliorare notevolmente, fino al completo recupero (come la prima volta).
Inoltre, il geriatra, notando una certa rigidità corporea, sospetta sintomi iniziali di parkinson e prescrive un farmaco utilizzato per tale malattia (al momento non ricordo il nome!).
Oggi, dopo 1 mese di ritorno alla normalità, si ripresenta una nuova crisi!
Vorrei avere un parere e un confronto tra le possibili terapie, soprattutto in questa fase acuta.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

non è possibile esprimere un parere attendibile senza la visita diretta. Comunque Le posso dire che quegli episodi di disorientamento potrebbero essere stati provocati da ipossia cerebrale (scarsa ossigenazione del cervello) in un paziente probabilmente, data anche l'età, che potrebbe avere un deficit cronico del flusso sanguigno cerebrale.
Se così fosse, la rigidità potrebbe essere dovuta anche a problemi vascolari prefigurando un quadro di parkinsonismo vascolare. Le aggiungo che molti farmaci antiparkinsoniani possono provocare, come effetti collaterali, fenomeni di allucinazione.
Sarebbe importante sapere se il nonno soffre di ipertensione arteriosa, diabete, colesterolo alto.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro