Utente
ho 28 anni, nessuna gravidanza, ciclo regolare.

da circa un mese ho iniziato a soffrire di disturbi intestinali, con un generico e sordo fastidio all'inguine destro. Contemporaneamente a tali disturbi si è manifestato l'ingrossamento dei linfonodi inguinali e successivamente di alcuni linfonodi del collo.
L'intestino era inizialmente "teso", con senso di pienezza e formazione di gas, ma evacuazioni regolari; per circa 10 gg ancora tensione e senso di pienezza continuo accomnpagnati da stipsi, con evacuazioni solo con assunzione di lassativi; da qualche giorno ripresa della normale attività intestinale.

Partendo da una ipotesi di colon irritato, infezione intestinale, o simili, ho fatto diverse visite, analisi ematiche ed ecografia dei linfonodi.
Dalle analisi ematiche è emersa una iniziale inversione della formula leucocitaria, ora rientrata, senza altre alterazioni di rilievo. Ho effettuato le analisi ematiche il 5, il 9, il 22, seguita da un ematologo che ha interpretato il quadro come del tutto normale.

L’ecografia dei distretti linfonodali superficiali ed epato-splenica ha evidenziato "alcuni linfonodi modicamente ipertrofici ma con aspetto morfostrutturale normale. Si possono inoltre escludere tumefazioni linfonodali lombo aortiche. Nulla da segnalare a pancreas e reni, nessuna alterazione strutturale di tipo diffuso o a focolaio a carico del fegato, che è di volume entro i limiti, e della milza che appare di modeste dimensioni".

La presenza di linfonodi inguinali superficiali ha indirizzato il medico generico ad ipotizzare un problema ginecologico, seppure in mancanza di dolori, fastidi o altre evidenze legate direttamente al funzionamento dell’apparato genitale.
La visita ginecologica ha infatti individuato il 25 agosto, con ecografia transvaginale, una "neoformazione" presso l'ovaio destro ("neoformazione di consistenza tesoelastica a partire dall'annesso dx. Collo piccolo regolare. Nulla a sx." )
Secondo l’ecografia, la neoformazione si resenta "rotondeggiante di 55mm di diametro a contenuto misto (complex) a partenza (?) dell'annesso dx".

Dopo la visita si è parlato di una possibile cisti dermoide.
Quali indizi potrebbero indicare che si tratti effettivamente di questo tipo di formazione?
Mi sono subito sottoposta ad analisi del sangue per markers tumorali (CEA, CA125, CA 19.9, oltre a beta-HCG). Tutti i markers sono risultati negativi.

Spero di poter ricevere qui alcune informazioni ed indicazioni diagnostiche.
Quali sono i criteri morfologici con cui è possibile classificare la cisti? E’ possibile per via ecografica distinguere una formazione tumorale da una cisti innocua?
L'uso di Evra cerotto contraccettivo per i 5 mesi immediatamente precedenti a questi fastidi può avere inciso nello sviluppo in volume o nella formazione della cisti? (La contraccezione ormonale è stata sospesa il 28 giugno mentre i disturbi sono comparsi intorno al 23-25 di luglio, la prima mestruazione "spontanea" è comparsa il 31 luglio, e la seconda il 27 agosto.)
La tipologia "complex", con una corona liquida ed un corpo centrale solido, può dare delle indicazioni sulla natura della cisti? Quali potrebbero eventualmente essere le altre alternative rispetto alla cisti dermoide?
Oltre ai markers tumorali sopra indicati, ci sono altri esami che possono essere consigliati per una diagnosi più accurata, e per escludere l’evenienza di una formazione maligna? La negatività dei markers garantisce che si tratti di una formazione benigna?
I fastidi intestinali possono essere dovuti ad una propagazione dello stato infiammatorio locale? Oppure ad una azione meccanica della cisti? Tali sintomi possono essere indicativi rispetto ad una diagnosi di formazione benigna o maligna?
Attualmente l'ipotesi è quella di una rimozione chirurgica. E' un intervento che può essere eseguito in laparoscopia? Nell'ipotesi di rimozione dell'ovaio dx, la fertilità risulterebbe compromessa?
In vista di un intervento, esistono terapie preparatorie che possono essere messe in atto?
Con quale tempistica è il caso di intervenire? Quali fattori indicherebbero la necessità di operare immediatamente?

spero di ricevere al più presto una risposta.
grazie.

[#1]  
Dr. Nicola Blasi

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La negatività dei markers tumorali la deve tranquillizzare.
Ulteriori indagini non necessitano se dal punto di vista ecografico non sono stati evidenziati flussi anomali.
I dolori pelvici sono legati a fenomeni compressivi da parte della tumefazione sugli organi viciniori.
E' preferbile rimuovere la cisti,per cercare (se possibile)di salvaguardare una parte del parenchima ovarico non intaccato dalla cisti teratogenetica.
Le caratteristiche della cisti dermoide sono a volte molte chiare ,per la possibilità di evidenziare strutture come denti,sebo,capelli.
SALUTI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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[#2]  
Dr. Maurizio Di Felice

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Sarà l'esame istologico a parlare, ma con i marker negativi dovrebbe stare tranquilla; le confermo che la asporterei in laparoscopia e la fertilità non verrà compromessa, auguri
Dr. Maurizio Di Felice

[#3]  
Dr. Nicola Blasi

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Non viene compromessa la fertilità,perchè comunque funzionerà l'ovaio controlaterale.
L'esame istologico chiarisce tutti i dubbi,infatti in corso di intervento chirurgico si ricorre all'esame estemporaneo,per poi poter eseguire un intervento ADEGUATO!
In bocca al LUPO!
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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[#4] dopo  
Utente
Dr Blasi, Dr. Di Felice,
grazie per le risposte.

Vorrei se possibile un ultimo chiarimento in relazione alla cisti "complex" di cm 5,5 già descritta.
La prima ipotesi è stata quella di una cisti dermoide. Vorrei sapere, se possibile, quali altri tipi di cisti potrebbero corrispondere ad una formazione di queste dimensioni e con queste caratteristiche.
E cosa si intende per "flussi anomali" evidenziabili con l'ecografia?Sono comunque in attesa di un ulteriore controllo ecografico previsto tra una settimana circa.

Grazie ancora.

[#5]  
Dr. Maurizio Di Felice

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La massa complex è per definizione una formazione il cui contenuto non è omogeneo, può essere l'aspetto di un corpo luteo emorragico, talvolta una cisti endometriosica, talvolta un dermoide e tanto altro; La vascolarizzazione di queste formazioni può essere + o - regolare, quindi potrebbe dare un dato in più all'atto della diagnosi ecografica, ma è l'esame istologico che darà certezze
Dr. Maurizio Di Felice

[#6]  
Dr. Nicola Blasi

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Non aggiungo altro al chiarimento del COLLEGA.
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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