Utente 432XXX
Ho fatto un tampone vaginale e la diagnosi è gardnerella vaginalis, mycoplasma hominis e uraplasma parvum (questi ultimi due batteri non mi è neanche stato spiegato cosa siano)
Inoltre lattobacilli e leucociti sono rari. Mi è stato prescritto Mecloderm (meclociclina) ovuli 35 mg e lavande di betadine, ma ho paura che il mecloderm non sia la cura corretta per la gardnerella.. infatti mi è stato detto che quegli ovuli si usano in genere per le vaginiti e per la gardnerella invece esistono altri farmaci specifici. Vorrei il vostro parere e attendo un gentile riscontro.
Grazie e buona serata

[#1] dopo  
Dr.ssa Daniela Pelotti

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Il tuo problema di vaginosi batterica dipende dal tuo intestino infiammato o colon irritabile, tutti i problemi uroginecologici dipendono da un intestino infiammato. Corrreggi la tua alimentazione evita i cibi con glutine e ad alto indice glicemico, segui una dieta povera di zuccheri semplici in quanto i batteri si nutrono prevalentemente di questa sostanza. La dieta deve essere quindi priva di bevande zuccherine, amidi dei cereali, zucchero semplice e dolci. Inoltre è bene che nella dieta siano presenti alimenti proteici in quanto le proteine aiutano il sistema immunitario a produrre anticorpi. la terapia deve essere sistemica e locale con antibiotico sensibile alle specie isolate.
Dr.ssa Daniela  Pelotti

[#2] dopo  
Utente 432XXX

Grazie mille dottoressa per la sua risposta.
Purtroppo, non posso dedurre quali siano gli antibiotici sensibili a questi batteri, perchè la mia ginecologa nel tampone non ha richiesto l'antibiogramma (non so perchè).
Quindi la cura a base di ovuli Mecloderm non è una cura specifica? Secondo lei sarà efficace contro questi batteri?
E infine: oltre alla dieta che lei mi ha consigliato, posso iniziare a prendere fermenti lattici (considerando che nel risultato del tampone non sono stati trovati lattobacilli, cioè, ci sono ma sono rari) in concomitanza con mecloderm che è un antibiotico?
Grazie.

[#3] dopo  
Dr.ssa Daniela Pelotti

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glutine causa infiammazione intestinale detta colite o sindrome da overgrowth batterico Questa alterazione cronica
della flora batterica intestinale è caratterizzata da eccessiva proliferazione di germi nel lume del piccolo intestino.
L’abnorme proliferazione di batteri nel lume del piccolo intestino è secondaria a modificazioni dell’“ecosistema intestinale”, a sua volta regolato da un equilibrio tra meccanismi di difesa, fattori ambientali ed interazioni microbiche:
non si riconosce uno specifico microrganismo responsabile, benché nei casi conclamati si assista all’invasione batterica
della parete intestinale (traslocazionebatterica - BT) da parte di batteri ,o, ancora più frequentemente, dal
lipopolisaccaride di parete (LPS) fino alle stazioni linfonodali periviscerali e/o ad altre sedi extraintestinali tra cui
vagina utero ovaia prostata vescica.
Questo fenomeno detta sindrome dell’aumentata permeabilità intestinale si accompagna ad aumento del numero dei
linfociti intraepiteliali (IEL) responsabili dell’attivazione dell’infiammazione di parete, una vasta proporzione di
pazienti presenta, inoltre, un numero di cellule infiammatorie mucosali significativamente maggiore rispetto agli
individui sani di controllo, in particolare di mastociti, cellule fondamentali per l’ecosistema intestinale.
I mastociti sono in grado di liberare, sulla base di stimoli differenti, mediatori quali istamina, serotonina, triptasi,
leucotrieni, citochine, prostaglandine, sostanza P, NGF ed altri fattori di crescita.
Tali mediatori, a propria volta, sono in grado di sensibilizzare ed attivare le fibre nervose viscerali afferenti ed i
nocicettori silenti attraverso la stimolazione di specifici recettori, determinando
uno stato di ipersensibilità viscerale che, soprattutto nei pazienti affetti da colite o sindrome del colon irritabile, svolge
un ruolo chiave nel determinare la soglia di insorgenza dei sintomi.
– L’alterata integrità della barriera intestinale, favorita dal microambiente infiammatorio locale e dalla ialuronidasi
batterica, favorisce la comparsa di leaky gut syndrome (intestino tenue permeabile) in cui un ruolo centrale nel controllo
dei meccanismi di permeabilità è giocato dalle giunzioni serrate tra le cellule epiteliali (Tight Junctions -TJ).
La progressiva attivazione di mediatori infiammatori e l'invasione batterica a livello dell’area pelvica travalica i confini
dell’intestino coinvolgendo in toto gli organi pelvici e crea un meccanismo tendente all’auto-mantenimento
denominato “fenomeno di wind up” (termine traducibile con l’espressione “caricare avvolgendo”, come avviene, per
esempio con la molla di un orologio); ciò rende ragione del fatto che pazienti affetti da colite possano presentare episodi
di cistite interstiziale, prostatite, annessite, vaginite, dolore pelvico cronico.
La mucosa dell’intestino, oltre a permettere l’assorbimento dei nutrienti attraverso i capillari presenti nei villi, deve
anche impedire che sostanze dannose vengano anch’esse trasferite nel sangue; la parete dell'intestino ha quindi
anche l’importante funzione di fungere da barriera per le sostanze tossiche e patogene presenti nei cibi, che non
devono assolutamente entrare nel circolo sanguigno, perché altrimenti esporrebbero tutti i distretti del corpo ad
intossicazioni e contaminazioni. E’ per questo motivo che la mucosa intestinale deve essere impermeabile, o meglio,
selettivamente permeabile: i micronutrienti, scomposti durante le digestione, devono poter attraversare la mucosa,
mentre le sostanze di scarto e gli agenti patogeni, di dimensioni molto maggiori, devono rimanere all’interno del
lume intestinale. Immaginate si tratti di un colino a trama molto molto fine, che permette il passaggio solo di
particelle piccolissime.
In caso di aumentata permeabilità intestinale la trama di questo immaginario colino diviene più rada e la mucosa
dell'intestino non riesce più a filtrare adeguatamente le sostanze da immettere nel circolo sanguigno. Quando
l’intestino diviene “poroso”, infatti, tossine, batteri, virus, miceti, parassiti ed altre sostanze che dovrebbero
rimanere all’interno del tratto gastro-intestinale per essere eliminate, passano invece nel sangue e nella linfa e,
attraverso la circolazione, in moltissimi altri distretti, causando una miriade di disturbi, prevalentemente dovuti ad
una attivazione anomala del sistema immunitario, che attacca queste particelle “estranee” generando una reazione
immunitaria ed infiammatoria.

Una volta entrate nel sangue, batteri, tossine e cellule infiammatorie possono dare origine a vari disturbi da sovraccarico tossinico:
· stanchezza· cefalea· confusione mentale, perdita di memoria· forme reumatiche ed artrosiche (possono essere
favorite ed aggravate dalla presenza nel sangue di queste sostanze che, quando non adeguatamente eliminate dal
fegato, si depositano nei tessuti e nelle articolazioni, generando infiammazione e dolore
· cistite recidiva (oltre alle sostanze trasportate dal circolo sanguigno, quando la mucosa intestinale è diventata
porosa, c’è una trasmissione di sostanze e batteri ai distretti vicini anche solo per contatto diretto, e questa è una
delle ragioni per cui si hanno infezioni continue dell’apparato urinario)
· candida recidiva (oltre alle sostanze trasportate dal circolo sanguigno, quando la mucosa intestinale è diventata
porosa, c’è una trasmissione di sostanze ai distretti vicini anche solo per contatto diretto, e questa è una delle ragioni
per cui si hanno episodi di candida così violenti e recidivanti)
· vaginiti recidive e persistenti (per le stesse ragioni indicate per cistite e candida, cioè la adiacenza dei tessuti)
· psoriasi· dermatite atopica· patologie della pelle in genere (eczemi, dermatiti)· fibromialgia
Dr.ssa Daniela  Pelotti