Utente
Buon pomeriggio
Il mese scorso mi sono recata in uno studio ginecologico per una visita primaria, con l'intenzione di iniziare un percorso di contraccezione.

Dopo la visita mi sono stati prescritti diversi esami, sia di routine che specifici riguardo la trombofilia, purtroppo manifestata da un familiare di secondo grado [presenza di mutazione in eterozigosi del fattore II].

Gli esami di base, sia del sangue che delle urine, sono risultati perfettamente nella norma, mentre nelle analisi genetiche è risultata un'unica anomalia: MTHFR c677t [da dicitura "omozigote mutato"], mentre tutti gli altri fattori presentavano la dicitura "omozigote normale".

Avendo questa mutazione, ma essendo l'omocisteina nella norma, potrei fare uso di anticoncezionali ormonali?

Quali sono le eventuali conseguenze in generale?

Grazie di cuore per l'attenzione e perdonate la significativa lunghezza del testo, sono un po' in ansia e non riesco ad attendere fino al prossimo appuntamento dal ginecologo

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Dr. Marcello Navazio

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Gentile signorina,
l'incremento di rischio per la trombosi è legato agli aumentati livelli di omocisteina e non al polimorfismo genetico MTHFR C677T , che rimane dubbio da annoverare fra le condizioni trombofiliche. In tal senso, soprattutto se anamnesticamente non sono riportati episodi trombotici familiari, può usare contraccettivi ormonali, magari, per il principio di precauzione, scegliendo fra le composizioni con progestinici di prima generazione, notoriamente meno impattanti sul sistema emocoagulativo, e supplementando la dieta con folati ed altre vitamine come B6 e B12 , onde prevenire un'eventuale iperomocisteinemia. Cordiali saluti.
Dr. MARCELLO NAVAZIO
Specialista in Ginecologia ed Endocrinologia
Bologna

[#2] dopo  
Utente
Caro dr. Marcello Navazio,
la ringrazio di cuore per la chiara e coincisa risposta, la sua spiegazione mi ha illuminata.
Cordialità.