Utente
Gentili Dottori,
ho 30 anni e un problema di irsutismo lieve non dovuto a squilibrio ormonale, ma presumibilmente ad un'alterata risposta del recettore androgenico.
Data l'entità crescente del problema e i relativi risvolti psicologici e sociali, ho parlato alla mia ginecologa della possibilità di assumere la pillola (in concomitanza con sedute di laser a diodo).
Ho effettuato lo screening per un profilo coagulativo, mi sono sottoposta ad ecografia mammaria, visita ginecologica e pap-test e, per scrupolo maggiore, la ginecologa mi ha fatto ripetere il dosaggio della proteina S coagulasi per escludere eventuali imprecisioni di laboratorio (il primo dosaggio aveva dato esito pari al 61% con un valore minimo di riferimento attestato su 60, il secondo, effettuato altrove è risultato essere 72, 00%per valori di riferimento 55, 00-124, 00%).
Oltre a questi esami avevo dei referti dell'anno precedente per altri fattori della coagulazione (lupus anticoagulante, complemento C3, C4, Anti-Beta2 glicoprroteina IgG e IgM) richiesti dalla reumatologa per la ricerca di eventuali patologie autoimmuni.

La mia ginecologa, pur disponendo dei referti ha mostrato scarsa attitudine a procedere con la somministrazione della pillola, dal momento che lo scorso anno mia madre - nonché sua paziente - ha manifestato un episodio trombotico e da allora è sotto anticoagulante.
C'è da precisare che mia madre ha sempre avuto il problema dei capillari in evidenza e per questo si è sottoposta negli ultimi anni a sedute di laser per eliminare l'inestetismo e ad un'iniezione di soluzione sclerosante sulla safena, che però le ha arrecato danno.
Un anno è mezzo fa, poco prima di essere operata alla safena, il chirurgo vascolare ha riscontrato la presenza di un trombo in profondità, dovuto probabilmente alla vena danneggiata e all'intensa attività fisica a cui si era sottoposta nelle settimane precedenti.
10 anni prima mia madre aveva assunto per non più di un anno la pillola anticoncezionale, per cui aveva già effettuato gli esami della coagulazione, che però non ha tenuto (ma i cui valori erano ottimali), per cui la ginecologa non ha potuto avere accesso ai referti per valutare l'anamnesi familiare propedeutica alla mia prescrizione della pillola.

Ho effettuato gli ultimi esami della coagulazione un mese fa e alle mie incalzanti richieste di ottenere finalmente la prescrizione ha risposto varie volte con vaghezza e volontà di declinarne la responsabilità, salvo poi informarmi - soltanto oggi - dell'imprescindibilità della dichiarazione scritta di un ematologo (lo stesso consultato da mia madre), che a seguito di un consulto dovrebbe darmi il suo placet.

Sono tentata di cambiare ginecologa, avendo letto in varie situazioni più che scrupolosità una volontà di declinare ogni sorta di responsabilità e scarsa attenzione al paziente.

Con un profilo clinico e familiare di questo tipo, qual è il vostro parere in merito all'assunzione della pillola anticoncezionale?

[#1]  
Dr. Nicola Blasi

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Controindicazioni assolute all'uso della pillola :
- presenza o una pregressa neoplasia maligna estrogeno-dipendente (cancro della mammella)
- funzionalità epatica sostanzialmente compromessa
- diabete in presenza di danni vascolari
- tabagismo cronico in età avanzata (> 40 anni)
- EPISODI TROMBOEMBOLICI in corso o pregressi -
- PRESENZA DI DIFETTI GENETICI della coagulazione
- coronaropatie , valvulopatie , malattie vascolari e cerebro vascolari , ipertensione.
- fibrosi cistica
Criteri dettati dall'OMS.
Se non evidenziate MUTAZIONI TROMBOGENICHE ( fattore V LEIDEN ,mutazione della Protrombina, deficit proteina S , Proteina C e Antitrombina III) lo screening di routine non è appropriato per la rarità delle condizioni e il costo elevato dello screening ,
Quindi secondo i criteri MEDICI elaborati dall' OMS lei può assumere la pillola .
Volutamente PROLISSO per sfatare le "leggende metropolitane" sulla pillola!
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio, è stato chiaro ed esaustivo.

L'iter richiesto dalla mia ginecologa mi sta portando via risorse notevoli in termini di tempo, denaro e pazienza. Non so se lo faccia per farmi desistere dal proposito dell'anticoncezionale o per declinare le responsabilità mediche, dato l'evento trombotico di mia madre (che, ripeto, è ascrivibile a diverse cause).
Lei reputa dunque che non sia necessario sottopormi all'ennesimo scrupolo del consulto ematologico presso uno specialista? L'unica mia fonte di dubbio era legata al fumo: fumo da diversi anni ma molto poco, più per capriccio che per dipendenza (da 0 a 3 sigarette al giorno, con lunghi periodi di astinenza totale).

[#3]  
Dr. Nicola Blasi

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Il fumo in ogni caso è dannoso, .Scrivevo TABAGISMO , per gli effetti dannosi della nicotina sui vasi arteriosi e venosi
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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