Utente 234XXX
Salve,
desidero chiedere un parere circa la situazione di mia madre: 54 anni, residente a Napoli senza alcuna malattia o disfunzione pregressa di rilievo.
Due mesi fa, nelle ore successive a un intervento di devitalizzazione del settimo inferiore destro avvenuto in anestesia tronculare, la mascella di mia madre si è serrata limitando l'apertura a pochi millimetri. Non provava alcun dolore sebbene la parte destra era lievemente gonfia. Ogni tentativo di aprire la bocca era impossibile, la sensazione era come se avesse voluto compiere un movimento innaturale.
In un primo momento il dentista e il medico di famiglia hanno ipotizzato una contrattura, poi un trisma, ma né il muscoril, né il cortisone, né l'antibiotico hanno dato alcun effetto. Si è quindi proceduto con l'agopuntura, ma senza risultati apprezzabili se non il rilassamento del gonfiore nella parte destra. A un mese dall'evento, su indicazione dello gnatologo del dentista, mia madre effettua una panoramica e una RM dalla quale risulta il ripiegamento del condilo a sinistra (non a destra).
Sottoposte le lastre al chirurgo maxillo-facciale e al suo gnatologo la diagnosi è stata: lock articolare sinistro, lock muscolare destro: caso raro. Il 28 dicembre mia madre è stata sottoposta a una manovra di apertura in anestesia generale all'ospedale Cardarelli di Napoli perfettamente riuscita. Tuttavia mia madre non è ancora in grado di aprire del tutto la bocca perché oltre la metà prova un dolore di tipo irradiante che parte dalla ATM a destra. Lo gnatologo ha predisposto degli esercizi riabilitativi ipotizzando anche il successivo uso di un bite, ma col passare dei giorni la bocca si sta lentamente richiudendo malgrado farmaci ed esercizi. Vale a dire che oggi prova prima il dolore rispetto a ieri nel processo di apertura della bocca.
Al punto che mia madre è intenzionata ad effettuare una seconda RM perché teme che il condilo si stia spostando nuovamente. In altre parole è spaventata e poco fiduciosa nei medici a causa delle brutte esperienze che questa vicenda ha comprtato con 5 medici coinvolti ciascuno con pareri e terapie diverse.
Chiedo dunque se quanto sta avvenendo ha una rispondenza con gli abitutali decorsi di tali problematiche o se sia piuttosto il caso di rivolgersi a dei centri specializzati esterni al contesto napoletano, giacché mi è perso di capire che in questa area non vi sia una grande scuola.
Spero di essere stato esauriente e ringrazio fin da ora per la pazienza, la cortesia e la disponibilità.

[#1] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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Di solito io uso uno strumento di stretching mandibolare dinamico http://www.danieletonlorenzi.it/?p=554. Credo che sia necessario uno gnatologo con buona manualità. Non possiamo dare indicazioni agli utenti sui nomi di colleghi. Dal titolo mi pare che potrebbe essere interessato a leggere http://www.danieletonlorenzi.it/?p=79
Saluti
http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum

[#2] dopo  
Utente 234XXX

Grazie infinite dott. Tonlorenzi, ho trovato la lettura molto istruttiva ma vorrei conoscere il suo parere diretto: lei ritiene che tutto si stia svolgendo secondo regola? Lo gnatologo ha definito il caso di mia madre molto raro e difficile (sebbene reversibile), mentre il chirurgo maxillo-facciale sostiene che se la mandibola tende a ri-lussarsi sarà necessario rimuovere il condilo.
Lavoro anche io nel campo della ricerca (non medica) e so bene cosa significa avere pareri contrastanti ma proprio per questo ritengo fondamentale il confronto senza ricorrere ad approcci fideistici verso Tizio o Caio solo perché indossano un camice.
Grazie mille ancora.

[#3] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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Se pareri contrastanti sono frequenti nella ricerca, in gnatologia questi sono ancora più frequenti. Chieda allo gnatologo che glielo ha proposto le basi di questa affermazione (gli articoli su cui prescrive questo trattamento).
Personalmente non condivido l'approccio chirurgico, credo che si debba provare con un altro tipo di bite https://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/news/821/Tanti-tipi-di-bite-ai-denti-come-sceglierlo
http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum

[#4] dopo  
Utente 234XXX

Gentile dott. Tonlorenzi,
ieri mia madre ha effettuato una seconda RM ed ecco il risultato:
"persiste notevole limitazione funzionale; invariata la lussazione anteriore e la notevole deformazione del menisco articolare sinistro che non contrae alcun rapporto con il condilo mandibolare".
La manovra era stata effettuata il 28 dicembre e l'apertura c'era (sebbene dolorosa a destra dove la muscolatura era indolensita ma non vi era lussazione). Per dovere di onestà aggiungo che il chirurgo maxillo-facciale aveva messo nella bocca un divaricatore che però mia madre ha rimosso non appena ripreso coscienza giacché, purtroppo, da sempre ella avverte profondi conati di vomito non appena si ritrova un oggetto in bocca.
Il giorno successivo lo gnatologo ha giudicato l'apertura insufficiente per prendere il calco e fabbricare il bite.
Ora mi domando cosa è accaduto? Tenga conto che nel periodo intercorso tra manovra e RM mia madre ha effettuato 7 giorni di muscoril, assunto arnica quotidianamente, due sedute di agopuntura e dello stretching manuale a casa seguendo le istruzioni dello gnatologo, ma dopo la prima settimana ha smesso perché si vedeva peggiorare. Ora la bocca si apre a circa un centimetro di apertura massima (senza dolore) che consente una lieve masticazione. Dunque meglio della serrata di prima di natale ma certamente inaccettabile.
Non le nascondo che c'è molto scoramento e ampio nervosismo dato che mia madre (sotto consiglio di amici dentisti) vorrebbe ricorrere alla chirurgia mentre io temo le conseguenze di un intervento e vorrei trovare una soluzione gnatologica.
Grazie ancora per la disponibilità

[#5] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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"Per dovere di onestà aggiungo che il chirurgo maxillo-facciale aveva messo nella bocca un divaricatore che però mia madre ha rimosso non appena ripreso coscienza giacché, purtroppo, da sempre ella avverte profondi conati di vomito non appena si ritrova un oggetto in bocca."
Una parte di colpa l'ha anche Sua madre a non aver tenuto il divaricatore. Se si rivolge ad un medico e poi non segue quello che lui dice, non facilita il compito. Spero almeno che un bite riesca a portarlo, altrimenti "non ci sono margini di manovra."

"mentre il chirurgo maxillo-facciale sostiene che se la mandibola tende a ri-lussarsi sarà necessario rimuovere il condilo".
L'articolazione temporomandibolare è composta da http://www.danieletonlorenzi.it/?p=653. Se toglie la testa del condilo non c'è più l'articolazione. E' come se quando fa male una gamba si consigliasse di tagliarla, una cosa difficile da comprendere. Il caso di Sua madre necessita di uno sblocco articolare e di un buon bite.
Anch'io sarei in apprensione.
http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum