Utente 347XXX
Salve,
ho 25 anni e risento da quasi un anno di un acufene pulsante a destra, sincrono con il battito cardiaco. Ho sostenuto due visite orl. Una prima, tramite Asl, limitata all'otoscopia, durante la quale mi è stato detto che la mia problematica dipendeva dall'eccessivo stato di contrazione dei muscoli del mio collo (effettivamente quasi sempre dolente), la seconda da uno specialista privato con esami audiometrico e impedenziometrico risultati perfettamente nella norma con cui lo specialista si è sentito di escludere patologie gravi dell'orecchio. Questo sintomo tuttavia mi crea piuttosto ansia e informandomi ho letto che anche un acufene pulsante può essere dovuto a problemi di malocclusione e mandibola che io effettivamente ho da diversi anni e che ho inizialmente trattato con un byte, poi sospendendo la cura in quanto studentessa fuori sede e quindi impossibilitata a sostenere i controlli periodici del caso. Il mio dentista ha parlato a suo tempo di malocclusione di 2 classe e il lato in cui la mia mandibola ha più problemi è guarda caso proprio il destro. Aggiungo tra l'altro che proprio ieri per la prima volta ho avuto un episodio di blocco poi risoltosi per fortuna spontaneamente dopo uno sbadiglio. Vi chiedo, in via del tutto informale, di spiegarmi, se possibile, quale possa essere il nesso tra le due cose e se effettivamente ci sia come da me letto. Sono piuttosto ipocondriaca e nonostante specialmente l'ultima visita sia risultata ottimista il pensiero di patologie vascolari o altro mi terrorizza.
Ho intenzione in ogni caso nei prossimi giorni di tornare dal dentista.
Grazie mille

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali si è già rivolto, cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata: l'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Ovviamente quanto sopra non si riferisce a tutti gli acufeni: se c'è di mezzo , ad esempio , un trauma acustico, il discorso non vale (il che è anche peggio per quanto riguarda la prognosi). Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi. Va quindi attentamente considerato se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza.
Nel suo caso, come si rileva dal suo racconto, altri elementi deporrebbero per questa patogenesi, e l'episodio di blocco suggerirebbe una certa urgenza.
. Tenga comunque presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo). In questi casi è importante valutare il risultato della terapia sugli altri sintomi riferiti, come ad esempio sulla cervicalgia.
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Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html

www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com