Utente 506XXX
Salve,
Sono una giovane studentessa fuorisede e da due anni lotto con una candidosi orale e vaginale che non accenna a guarire.
A gennaio 2017 contraggo una candidosi vaginale e orale, mi rivolgo alla ginecologa che mi manda a fare un tampone orale ed un tampone vaginale. A febbraio 2017 dal tampone orale emerge una positività alla candida e dal tampone vaginale una positività all’hpv e alla candida. Ritengo in questo periodo di aver sicuramente contratto la candida dalla mia ragazza con cui ho da diversi anni una relazione stabile.
Procedo ad una biopsia per capire il ceppo di hpv e mi viene riferito che era un ceppo “a basso rischio”.
Intanto faccio diverse cure farmacologiche con pillole, ovuli, creme e integratori. L’ultimo trattamento è stato Elazor 200mg x 7gg, Lorenil 600mg x 2 volte, soavemin lavande x 5gg.
Nel frattempo farò inoltre un intervento per eliminare il condiloma.
Dopo l’intervento per l’eliminazione del condiloma, superato il periodo di guarigione, ho rifatto due trattamenti ma la candida è sempre presente e stabile sia nella vagina che nella bocca.
Non so più cosa fare e a chi rivolgermi. Oggi la mia ginecologa con l’ennesimo tampone che ha confermato la mia positività mi ha consigliato di iniziare ad indagare il sistema immunitario (eventuali streptococco, stafilococco, mononucleosi) e le MST fra cui l’HIV.
Farò sicuramente ciò che mi ha consigliato la mia ginecologa e ciò che mi consiglierà inoltre il mio medico di base ma vorrei capire se c’è altro che posso fare ed a chi potrei eventualmente chiedere un secondo parere considerando che questa situazione sembra meritare un’attenzione multidisciplinare.
Conduco una vita sana, ho una dieta equilibrata, soffro di intolleranza al lattosio e soprattutto durante i mesi freddi mi ammalo facilmente di faringite (ho dei residui di tonsille post tonsillectomia che si ingrossano ancora ormai a distanza di anni). Cinque anni fa mi è stata diagnosticata un'anemia che ha risposto al trattamento consigliatomi dal medico di base. Non ricontrollo però i valori del ferro da quattro anni.

Sono davvero esausta, come devo muovermi?
Saluti

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2005
Gentilissima, lei si sta muovendo già bene: l’effettuazione di teste immunologici che auspico di natura sistemica Al fine di indagare lo stato della risposta cellulo-mediata linfocitaria è assolutamente necessario,

Il corollario sintomatologico da lei descritto difatti potrebbe essere compatibile con un calo delle difese immunitarie, dovuto questo a motivi che ovviamente da qui non possiamo indagare oltremodo.

Pertanto mi sembra corretto l’iter procedurale del suo medico volto appunto a ad appurare questa situazione. Solo dopo questo esame potremmo avere un quadro più chiaro della condizione clinica che sta accompagnando questi suoi sintomi patologici.

Tutte le terapie saranno susseguenti alla comprensione di questi dati sierologici.

Faccia anche aggiornare lo status dei depositi di ferro ematici, spesso collegati con stati depressivi del sistema immunitario.

Carissimi saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
MST, Tricologia, Laserterapia, Dermochirurgia
www.latuapelle.it