Utente 112XXX
Buonasera a tutti,
sono oramai 10 mesi che soffro all'inserzione del tendine d'achille al piede destro. Purtroppo mi sono fatto vedere da diversi ortopedici (molto bravi e rinomati tra l'altro) e sinceramente non ho ancora ben capito la patologia che ho.
Il mio dolore è iniziato piano piano. Il primo mese mi doleva al mattino e poi anche facendo sport mi scompariva, poi, causa aumento dei carichi di lavoro, sono arrivato quasi al punto di non camminare. Ho fatto delle cure fisioterapiche (laser, ecc.) e dopo un mese l'infiammazione è diminuita ed ho ripreso a camminare (a correre mi faceva sempre male). Questo avveniva 10 mesi fà.
Adesso sono diversi mesi che non più corso, ma appena ho riprovato ho avvertito di nuovo un fastidio (calore, senso di compressione). Quindi prima di ricadere in una fase acuta mi sono fatto vedere da diversi ortopedici come ho detto, ma sinceramente come ho detto prima non ho ancora capito che tipo di patologia ho.
Peritendinite, borsite calcaneare o tenosinovite? Che differenze ci sono tra queste patologie?
E volevo sapere: qual è la cura più rapida? Adesso mi vogliono sottoporre e 3 sedute di onde d’urto, ma a parte il costo e il dolore (che sarebbero la minor cosa) poi siamo sicuri che non avrò più questo problema? Mi hanno detto che le onde d’urto distruggeranno la borsite e il tessuto del tendine si rigenererà. Io sinceramente sono un po’ dubbioso.

Vi ringrazio per l’attenzione

[#1]  
Dr. Sergio Lupo

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Posso chiederle perchè non ha chiesto chiarimenti a chi l'ha visitata? E perchè, pur essendo un atleta continua a rivolgersi all'ortopedico e non allo specialista in Medicina dello Sport?
Le patologie di cui parla sono tutte di origine infiammatoria e quasi sempre da "sovraccarico" (causato da errori/eccessi di allenamento, alterzioni posturale, calzature non corrette ...).
PERITENDINITE: è un processo infiammatorio rivolto al peritenonio, cioè del foglio connettivale che circonda e protegge il tendine (e ne fa anatomicamente parte).
BORSITE CALCANEALE: si intende una forma particolare di borsite che si sviluppa nel calcagno inferiore, al limite della fascia plantare.
TENOSINOVITE: (o tenovaginite) si ha quando si è in presenza di un’infiammazione della guaina sinoviale che riveste il tendine e all'interno della quale il tendine scorre.
Le onde d'urto sono un'ottima terapia, se indicata per la patologia specifica ... e questo lo deve stabilire il medico sulla base della visita e degli esami effettuati.
Dottor Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello Sport
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[#2]  
Dr. Luigi D'Introno

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Condividendo la risposta del collega, mi permetto di aggiungere ma la diagnosi che le hanno fatto i colleghi, era supportata anche da indagine strumentali (ecografia, Rx o altro)?
Provi a consultare anche uno specialista in medicina dello sport.
Dr. Luigi DIntrono

[#3] dopo  
Utente 112XXX

RingraziandoVi entrambi per la cortese risposta, con la presente cercherò di spiegarmi meglio (il post precedente purtroppo l'ho scritto in fretta e furia e rileggendolo mi son fatto pena da solo :-) ).

Quando ho scritto ortopedici in realtà intendevo medici dello sport; scusate se non ho fatto notare la grossa differenza.

Perchè ho scritto di quelle 3 patologie (borsite, tenosivite e peritendinite)? Perchè in tutte le visite che feci a suo tempo (senza però fare alcuna ecografia specifica) i medici mi parlarono di queste 3 patologie, che potevano essere la causa della tendinopatia cronica.

Adesso però mi sono sottoposto ad una radiografia ed ad un'ecografia, ed i risultati sono questi:

- radiografia: nessuna frattura ossea, nessuna spina calcaneare. Il medico che mi ha visitato ha però detto che potrei soffrire della sindrome di Haglund, ovvero ho il calcagno un pò in fuori (ma voi lo saprete meglio di me che cos'è).

- ecografia: dimostra che il tendine d'achille (ed in particolar modo le "borse") premono sul calcagno e quindi sono soggette a frizione e di conseguenza a dolore.

Non si parla mai ne di peritendinite, ne di una borsite ne di una tenosivite (sperando che l'ecografia sia stata fatta bene!).


Considerando che sono 20 anni che corro, gioco a calcetto e pratico altri generi di sport (tennis ecc), devo precisare che non ho mai sofferto di tendinite; quindi avere la sindrome di Haglund non dovrebbe essere causa principale ed unica della tendinopatia che ho (questo è un mio pensiero).

Il problema è che purtroppo l'estate scorsa non mi sono fermato al primo dolore ed ho portato il dolore in una fase acutissima.
Adesso il dolore non è più dolore vero e proprio, ma indossando le scarpe da calcio, come ho detto, avverto una sensazione di calore/conpressione del tendine che non mi piace affatto (ho praticamente paura di ritornare alla fase acuta).

Adesso mi sottoporrò a 3 sedute di onde d'urto di ultima generazione, anche se mi hanno già detto che per questa tipologia di tendinite i risultati non sono garantiti al 100%, poichè appunto la causa potrebbe essere la malformazione del calcagno.

Ultima soluzione intervento chirurgico e "piallata" del calcagno.


Spero di essere stato più chiaro.

Posso fare qualcos'altro oltre a quello che sto facendo?

Vi ringrazio nuovamente per l’attenzione

[#4]  
Dr. Sergio Lupo

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Si devono stabilire le cause della patologia e quindi si deve fare una diagnosi, che non credo sia ancora stata fatta o perlomeno fatta con chiarezza ... Poi si dovranno seguire le indicazioni dello specialista (magari fidandosi di un solo professionista e non vagando dall'uno all'altro: spesso così si aumenta solo la confusione ...).
Dottor Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello Sport
www.sportmedicina.com

[#5] dopo  
Utente 112XXX

Cioè, le cause della patologia credo siano chiare: troppi allenamenti su terreni non idonei (strada sconnessa e sterrata, spiaggia, ecc.) e calzature poco adatte, poichè come ho detto non ho mai sofferto di tendinopatia in vita mia. Agli inizi, quando avvertivo poco dolore, non mi sono immediatamente fermato (poichè dopo poco mi passava) e sono passato ad una fase molto acuta.

Viste le indagini strumentali anche la diagnosi credo sia esatta: le "borse" mi premono sul calcagno, poichè non si notano ne borsiti calcaneari, ne peritendinite ne tenosinovite.

Per quanto riguarda il consiglio di farmi vedere da un solo professionista adesso ci sono arrivato, infatti o me la risolve lui o smetto di correre (sicuramente non mi opererò mai).

Adesso il dubbio è: riusciranno le onde d'urto a sfiammare definitivamente le "borse"?

Se ci riusciranno in futuro sono sicuro che non sbaglierò più calzature, non farò allenamenti troppo intensi (ovvero tutti i giorni) e non correrò su terreni poco idonei.