Utente 196XXX
Buonasera a tutti,

penso sia superfluo descrivervi la disperazione con la quale vi scrivo, avrei bisogno di un parere per sapere se i medici hanno fatto il loro dovere nei confronti di mia madre che ora si trova in fin di vita.

Circa dieci giorni fa mia madre ha avuto una paralisi del braccio sinistro e del volto sinistro, durata pochi minuti senza dirlo a nessuno. Il giorno dopo si è recata dal suo medico curante riportando i sintomin che pensando ad una TIA le ha dato una cardioaspirina e le ha detto si sottoporsi ad una visita neurologica. Il giorno seguente l'evento si è ripresentato e abbiamo portato mia madre al pronto soccorso.

Le hanno chiesto di stringere gli occhi ma non ci è riuscita e nonostante gli avessimo detto che era stato il secondo evento in tre giorni, e la sua situazione (mia madre ha 75 anni è invalida ed ipertesa) le hanno assegnato un codice verde. Dopo 6 ore la visitano per farle una risonanza magnetica è succede il dramma, mia madre viene colta da una grave emorragia e va in coma. I medici non ci hanno dato speranze dicono che l'emorraggia è stata molto vasta, che non ci sono possibilita di ripresa e dobbiamo solo sperare che muoia il prima possibile.

Ora è in coma da una settimana, ma i suoi parametri vitali, cuore pressione sono buoni. Questa è la ricostruzione di ciò che è successo secondo la sua cartella clinica, che ancora non è in mio possesso:

- ictus ischemico con infarcimento emorragico
- emorragia di tetraemoventricolo
- risonanza magnetica non mostra malformazioni vascolari
- emorragia subaracnoidea a livello degli spazi della base

Ho delle domande che mi stanno letteralmente lacerando:

1) il medico di base si è comportato bene? Non avrebbe dovuto mandarla immediatamente al prontosoccorso?

2) il medico che l'ha accolta al prontosoccorso, considerando le condizioni di mia madre, la pressione alta e i due episodi di presunta TIA a distanza di tre giorni, e considerando che non riusciva a chiudere gli occhi ha commesso un errore assegnando un codive verde?

3) se al pronto soccorso fossero intervenuti d'urgenza con una tac o risonanza e avessero provato ad abbassare la pressione, invece che fargliela alzare facendola aspettare da sola per 6 ore seduta in mezzo a malati gravi, si sarebbe potutto fare qualcosa, i danni potevano essere meno gravi?

Grazie di cuore per il vostro parere.

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signore,

il nocciolo della questione sta nel verificare, mediante un esame diretto ed accurato della risonanza magnetica e della documentazione clinica, se vi era una possibilità di intervento neurochirurgico tempestivo e tale da potere impedire il propagarsi drammatico dell'emorragia.

In poche parole, se con un controllo dei valori pressori e con una RM più precoce, poteva essere messa in atto una strategia terapeutica farmacologica e/o neurochirurgica idonea ad impedire o perlomeno a ridurre l'impatto devastante dell'emorragia encefalica, ammesso che si possa escludere con certezza che questa non fosse in atto già dal giorno precedente.

Ci tenga al corrente se lo desidera.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#2] dopo  
Utente 196XXX

Grazie Dottore per la sua risposta.

Mia mamma si è spenta questa mattina, cosi finalmente ha trovato la pace che meritava.

Al più presto avrò la cartella clinica cosi potrò darvi maggiori dettagli. Comunque a prescindere da ciò che si poteva fare, era giusto assegnare un codice verde a mia madre nelle condizioni in cui stava e considerati i sintomi che ha riportato?

Grazie.
Saluti.