Utente cancellato
Gentilissimi Dottori,

buongiorno, ho 55 anni e qualche anno fa sono venuto a conoscenza di avere un rene che praticamente non ha alcuna attività e uno policistico e quindi mi sottopongo periodicamente a delle visite di controllo per salvaguardare al massimo quest'ultimo.
Ho fatto di recente un'ecografia renale-vescicale e sono emersi i recenti risulati;

-rene sn:
"grinzo" (cm 7,4 DL) con parenchina non valutabile per la presenza di numerose piccole formazioni cistiche

-rene dx in sede:
di dimensioni ali limiti superiori (cm 12 DL).
Nella norma per morfologia e riflessione pieloparenchimale.
Profilo del 3 superiore alterata dalla presenza di una formazione disomogeneaente iperecogena di mm 14,5 di diam max, a pariale sviluppo esofitico: adiacente a questa presenza di cisti parenchimale di mm12.
Opportuna valutazione Tc con mdc.
Presenza di piccoli spots iperecogeni da riferire a microlitiasi.
Presenza di piccola cisti parenchimale mesorenale di mm 5,5 con pareti parzialmente calcifiche.
Nella norma lo spessore parenchimale.
Non segni di stasi nelle vie escretrici.

-vescica:
distesa priva di patologia parietale ed endoluminale

-prostata:
di mm32x22 ad ecostruttura lievemente disomogenea

Si segnala modesta epatomegalia (cm 15,8 DL lobo dx) ad impronta steatosica.
Modesta splenomegalia (cm 11,5 diam.bip) ad ecostruttura omogena.

Come consigliato farò una tac per approfondire, ma quello che voglio chiedervi è:
da questo referto si potrebbe capire l'origine di questa cisti?
Io attualmente sono in salute (nel senso che non mi si manifesta nessun problema), ma che conseguenze potrebbe avere questa cisti? Cioè la presenza di una "cisti parenchimale di 12 mm" che pericolosità ha?
Da quello che posso intuire dal referto, non essendo un medico, sono emersi anche altri problemi (del quale non conosco conseguenze e offendibilità), ma perchè proprio in riferimento a questa cisti si richiedono ulteriori accertamenti?
Non nascondo che la presenza di questa cisti mi preoccupa un po', anche perchè dagli esami fatti gli anni precedenti, emergeva sempre questa cisti, ma non veniva richiesto nessun approfondimento.

In attesa di una Vostra risposta, vi porgo i miei più cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
non sono certo le cisti, peraltro di minime dimensioni, ad imporre un supplemento di indagine, quanto piuttosto il rilievo di codesta "formazione disomoneamente iperecogena" nel polo superiore del rene destro. Le indicazioni ad eseguire la TAC sono indiscutibili e per ora non è possibile nè opportuno esprimere alcuna ipotesi diagnostica.
Ci faccia sapere qualcosa, se lo desidera.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
341714

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Gentilissimi Dottori,

buongiorno, questa mattina ho ritirato il referto della TAC, effettuata per approfondire una "formazione disomogeneamente iperecogena" del rene destro emersa durante una normale ecografia di controllo.
Quanto segue è il referto:

ESAME TC DEI RENI SENZA E CON MDC
Rene sinistro atrofico con notevole riduzione di spessore del parenchima, con diametro di 58x21 mm.
Il parenchina è ridotto ad una lamina dello spessore massimo di 7mm.
Le cavità pielocaliciali dello stesso rene risultano relativamente dilatate.
Si osserva una tardiva e parziale visualizzazione delle cavità escretrici dilatate.

Non sono evidenti immagini da calcoli.

Rene destro di morfologia normale.
Nel tratto medio renale, sul versante posterolaterale si osserva una formazione prevalentemente solida con diametri di 30x17 mm, che determina salienza del profilo capsulare per sviluppo esofitico e si estende verso l’ilo renale, dove si osserva anche piccola area cistica.
Dopo somministrazione di mezzo di contrasto si osserva disomogeneo enhancement della lesione, da riferire a neoformazione parenchimale.
Normale eliminazoine del contrasto del rene destro; regolare transito ureterale.

Vescico urinaria ben distesa, non apprezzabilmente alterata.
Regolari il fegato, la milza, il pancreas ed i surreni, che non presentano accumuli patologici del contrasto.

Il quadro presenta controlli urologici e biopsia della lesione renale destra.


Ora francamente non so se gioire per aver scampato il pericolo (a mio modesto parere) maggiore (nel referto la parola neoplasia non viene citata), oppure preoccuparmi, non conoscendo in realtà la gravità del problema riscontrato.
Cosa potrebbe essere quindi questa "lesione"? Ho effettivamente scongiurato un grave pericolo oppure no?
Certo il fatto che questa "lesione" vada approfondita con una biopsia non mi rassicura affatto, avendo io solo un solo rene funzionante
A questo proposito volevo chiedervi: quali sono i rischi legati a un biopsia? C'è un rischio reale che per approfondire questa lesione (che tra l'altro non mi ha mai dato nessun problema "sintomatico"), io rischi di compromettere il funzionamento dell'intero rene?
Inoltre, queste formazioni generalmente si sviluppano in un periodo di tempo molto breve? E' possibile che da un'ecografia dello scorso anno (2013) questa formazione fosse completamente assente, oppure è stata semplicemente sottovalutata?

In attesa di una Vostra risposta, Vi porgo i miei più cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
il suo caso deve essere prontamente valutato dal punto di vista specialistico, poiché la rimozione di questa neoformazione è assolutamente necessaria. Il fatto di far precedere una biopsia è discutibile, dovrà però essere valutato da chi la prenderà in carico. Questo per lei è l'unico rene funzionante, pertanto andrà trattato con la massima attenzione. Oggigiorno questi interventi vengono brillantemente eseguiti per via laparoscopica, ovviamente dai professionisti che ne hanno la competenza tecnica.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
341714

dal 2014
Come mai il fatto di far procedere a una biopsia è discutibile? Perchè essendo una massa che va necessariamente rimosa è inutile fare 2 interventi (uno per la biopsia e uno per la rimozione)? Oppure per quale altra ragione?


cordialità

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
l'utilità della biopsia delle neoformazioni renali è sempre stata molto dibattuta. Con le biopsie effettuate sotto guida ecografica o TAC per puntura dall'esterno si raccoglie poco materiale e la maggioranza delle volte l'anatomo-patologo non riesce ad esprimersi con sicurezza. Tempo fa si temeva che la puntura stessa potesse faciltare la disseminazione di cellule aggressive, anche se oggi questa possibilità è stata notevolmente ridimensionata. In conclusione, l'opportunità o meno dovrà essere decisa dai nostri Colleghi che si faranno carico dell'eventuale intervento successivo.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
341714

dal 2014
Gentilissimi Dottori.

Dal'ultimo consulto che vi ho richiesto ho consultato un urologo che mi ha richiesto un ulteriore approfondimento con una risonanza magnetica,cosa che ho appunto effettuato il prima possibile,ora vorrei sapere se il quadro rispetto all' referto dato dalla t.a.c. e rimasto invariato ,oppure se ce qualche nota diversa ,io vedo che le dimensioni sono minori da quelle che emergevano dalla tac,ovviamente io sono preoccupato dalla natura di questa formazione ed è su questo che vorrei un ulteriore chiarimento.
Le invio il referto:

RM ADDOME SUPERIORE CON MDC

Nel tratto medio del rene destro è presente un area di alterato segnale parzialmente cistica del maggior diametro di circa 2 cm,che protrude della superficie ,iperintensa nelle sequenze T2,parzialmente ipointensa T1.
La somministrazione di gadolinio dimostra disomogeneo e tenue enhancement del contrasto nella parte solida periferica,in cui il segnale risulta peraltro nettamente inferiore rispetto a quello del parenchima normale.
Quadro di neoformazione della corticale renale parzialmente cistica.
Normale eliminazione del contrasto dal rene.

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
la risonanza magnetica conferma sostanzialmente il risultato della TAC, relativo ad una massa renale relativamente piccola, che però deve essere rimossa. Eseguire dapprima una biopsia in questi casi è perlopiù giudicato discutibile. Queste piccole masse vengono oggi brillantemente trattate con la laparoscopia da professionisti competenti in centri attrezzati.

Saluti

Dr. Paolo Piana
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[#8] dopo  
341714

dal 2014
Gentilissimi Dottori,
buongiorno,
mi rincresce disturbarVi ulteriormente ma desidererei avere più pareri possibili su questa questione.
L'urologo oggi mi ha detto che visto la posizione di questa massa, è impossibile rimuoverla con la terapia robotica, pertanto l'unica soluzione rimasta sarebbe quella di un normale intervento chirurgico ma in questo caso il rischio è quello di compromettere la funzionalità del rene (essendo già monorene ho escluso immediatamente di sottopormi a un intervento del genere).
Come alternativa (a questo punto non sarebbe più un alternativa) possibile ci sarebbe la crioterapia o la crioablazione. Però in questo caso ci sarebbe il rischio della recidività di questa massa.
L'urologo a questo punto mi ha consigliato di rivolgermi altrove essendo queste 2 procedure non praticate nella struttura nel quale mi sono rivolto.

Potreste indicarmi i pro e i contro, e nel mio caso specifico la fattibilità di procedere a rimuovere questa massa con un intervento in crioterapia o in crioablazione?
Inoltre mi potreste indicare qui in Italia i migliori centri specializzati nelle suddette terapie?

Vi ringrazio per l'attenzione
cordiali saluti

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
non potendo materialmente osservare le immagini delle indagini effettuate, è impossibile a distanza giudicare sulla fattibilità o meno di un certo tipo di intervento. Senz'altro l'ultima parola sarebbe meglio la dicesse un professionista che dimostri un'ampia pratica della laparoscopia renale (convenzionale o robotica). Noi non possiamo fornire indicazioni relative a professionisti o centri di cura, d'ogni modo non le sarà difficile trovare riferimenti relativi a noti centri oncologici dove vengano correntemente eseguiti codesti interventi (es. www.oncoguida.it). La crioterapia è abbastanza poco diffusa, maggiormente le radiofrequenze, applicazioni che vengono però eseguite perlopiù dai radiologia.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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