Un aneurisma celebrale

Salve sono Gianni da domenica mia suocera è in ospedale per un aneurisma celebrale.
Le riassumo un po' tutto ha inizio domenica mattina un improvviso mal di testa le fa perdere i sensi, ripresa conoscenza la porto al più vicino pronto soccorso dove dopo una tac le riscontrano un aneurisma. Viene trasferita in un altro ospedale dove le fanno un primo intervento. I vice primario dice che il primo intervento era per vedere un po' l'entità del danno e per vedere che dimensioni dovevano ordinare la gabbietta in Germania. In tutto questo tempo mia suocera è stata sempre lucida e sveglia. Il lunedì sera viene comunicato che il mattino seguente doveva avere il secondo intervento poiché il materiale era arrivato. Entra in sala operatoria alle ore 12,15 e ne esce alle 15,30 circa, purtroppo non più cosciente poiché il Primario disse che circa 10 minuti prima che finisse l'intervento vi era stata un ulteriore emorragia e che mia suocera doveva essere trasferita in rianimazione, dove si trova tutt'oggi i medici dicono che l'emorragia è andata avanti e che ha invaso gran parte del cervello. Dicono anche che viene tenuta in vita dai macchinari poiché c'è solo il cuore che continua a battere. Carissimo Dottore c'è qualche speranza mia suocera si possa riprende.
In attesa di una Vostra gradita risposta
Porgo Distinti Saluti
Giovanni N.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. Signor Giovanni,
il Suo racconto non è ben chiaro e pertanto è difficile capire cosa sia successo.
Se di aneurisma si trattava, non si fa nessun intervento "esplorativo" per l'entità del danno né tantomeno per prendere le misure di una inesistente "gabbietta" per aneurismi.

Il danno cerebrale si ipotizza con una TC e si valuta con l'esame clinico.

Probabilmente Lei si riferisce non a un intervento a cielo aperto, ma a quello che si definisce "embolizzazione dell'aneurisma per via femorale selettiva", ossia introduzione di una "sonda" nell'arteria della coscia adatta a trasportare fino all'arteria cerebrale interessata del materiale (non gabbietta) da riasciare all'interno della sacca dell'aneurisma al fine di chidere la fessura che lo ha fatto sanguinare.

In ogni caso, al di là di complicanze e rischi di tali interventi, sembra alquanto riprovevole che un Ospedale dove si fanno tali interventi, manchi lo strumentario idoneo e che debba essere ordinato al momento, come le pastiglie dei freni.

In assenza di una valutazione diretta delle procedure clinico-diagnostico-terapeutiche effettuate e dello stato clinico della paziente, non posso esprimere alcun parere oggettivo.

Con cordialità ed auguri per Sua suocera

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