Crollo d12 in esiti di stabilizzazione l2-l4

Buongiorno,
scrivo per conto di mio nonno, 80 anni. Nel settembre 2016, a seguito di un evento traumatico, è stato sottoposto ad intervento di stabilizzazione L2-L4 con decompressione e laminectomia in L3. L'intervento è andato bene, ha ripreso a camminare (con l'ausilio di un bustino) e non ha più avuto dolori. A fine giugno di quest'anno, dopo un importante sforzo, riferisce dolore alla zona dorsale e anche lombare. Su suggerimento del neurochirurgo ha effettuato Tc; la risonanza è invece programmata per il 2 agosto. Per tutto il mese di luglio e ancora ora indossa un corsetto tipo Jewett.
La TC, eseguita senza mezzo di contrasto, evidenzia: esiti di vertebroplastica tra L2-L4 con verosimile fuoriuscita del materiale cementante in corrispondenza di L2. Si documenta frattura della limitante disco-somatica superiore di D12 con avvallamento e riduzione dello spessore del soma vertebrale. Regolare allineamento dei somi vertebrali.
Vi chiedo, in attesa di una nuova visita specialiatica, se a vostro giudizio e con i limiti di un consulto a distanza, è necessario un ulteriore intervento chirurgico.
Grazie e buon lavoro.
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,8k 321 205
Egregio Utente,
il suo quesito è molto specifico e con tutta franchezza è difficile potervi dare una risposta attendibile, in quanto la descrizione sintomatologica (dolore alla zona dorsale e anche lombare) non parrebbe essere un correlato clinico del reperto TAC. E' opportuno pertanto che sottoponga l'indagine (meglio se effettua anche la Risonanza) ad un Neurochirurgo. Tuttavia, in linea di massima, non mi pare di intravvedere una stringente necessità chirurgica.
Cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

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dopo
Utente
Utente
Buonasera.
Ringrazio, anzitutto, per la precedente risposta il dottor Colangelo.
Riporto il referto della risonanza.

L'esame è stato eseguito mediante acquisizioni sagittali e trasverse con sequenze pesate in T1 e in T2. L'esame è stato completato con sequenza STIR.
Si osserva accentuazione della fisiologica cifosi dorsale; la lordosi lombare è conservata.
Si osservano gli esiti di stabilizzazione vertebrale nel tratto L2-L4.
L'esame mostra presenza di cedimento della limitante somatica di T12, nel cui contesto si osserva una diffusa alterazione del segnale caratterizzata da ipointensità di segnale in T1 ed iperintensità in STIR, per presenza di fenomeni di edema della spongiosa ossea e pertanto da riferire cedimento somatico relativamente "recente". Lo spigolo somatico postero-superiore di tale soma protrude posteriormente in sede mediana-paramediana sinistra determinando una impronta sul profilo ventrale del sacco durale e sul midollo spinale, in assenza di alterazioni di segnale endomidollari.
Si osservano a monte gli esiti stabilizzanti di pregresso cedimento somatico di L3, in assenza di segni RM di edema della spongiosa ossea.
è presente una minima antero-listesi di primo grado di L4 su L5.
Non vi sono ulteriori cedimenti somatici, né disallineamenti metamerici.
Si segnala la presenza di emangiomi vertebrali in corrispondenza di D9 e di D11.
A livello dorsale non si osservano protrusioni e/o ernie discali.
Il midollo spinale conserva regolare morfologia e dimensioni ed è privo di alterazioni di segnale al suo interno.
A livello lombare, in corrispondenza di L3-L4, L4-L5, L5-S1, si rilevano multipli restringimenti del canale vertebrale determinati da protrusioni discali posteriori ad ampio raggio sottese da osteofiti che deformano il profilo anteriore del sacco durale e che lateralmente si estendono ad interessare il recesso inferiore dei forami di congiunzione da entrambi i lati. La stenosi appare maggiormente marcata in corrispondenza di L4-L5, dove si osserva impegno bilaterale della tasca radicolare di L5.
In corrispondenza di L1-L2, L2-L3, L3-L4 e L4-L5, il segnale dei dischi intervertebrali appare discretamente ipointenso nella sequenza T2 dipendente per fenomeni di disidratazione e di discomalacia delle loro componenti.
Regolare visualizzazione del cono midollare e delle radici della cauda.

Il controllo neurochirurgico è fissato non prima di inizio settembre. Vi chiedo un vostro parere circa il suddetto referto e se ritenete necessario anticipare la visita.
Grazie, buon lavoro e cordiali saluti.
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,8k 321 205
Dalla lettura del referto della Risonanza a parere mio non sussiste alcuna necessità di ulteriori approcci chirurgici, anche se il quadro di stenosi del canale lombare appare alquanto marcato. Nel resoconto anamnestico tuttavia lei ha citato solamente una sintomatologia di tipo doloroso e non ha riferito disturbi nell'andatura (del tipo di claudicazione intermittente) per cui questa condizione non avrebbe un correlato clinico significativo.
Ovviamente, stiamo solo formulando le ipotesi che sono possibili in un consulto online: verifichi con il Neurochirurgo che tiene in cura suo nonno.
Cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

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dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la celere risposta.
In effetti ora mio nonno non riferisce sintomatologia dolorosa acuta, né sembra avere particolare difficoltà nella deambulazione.
Le chiedo, da ultimo, quali approcci vi sono per il trattamento della stenosi del canale lombare e se ritiene possano essere praticati su un soggetto con età avanzata.
Grazie ancora.
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,8k 321 205
Quando si rende necessario, l'intervento consiste nel creare spazio mediante l'asportazione delle porzioni posteriori delle vertebre. Non è indicato in un soggetto al di sopra dei 75 anni.

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
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Utente
Utente
La ringrazio nuovamente.
Buona giornata e buon lavoro.
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dopo
Utente
Utente
Buongiorno.
Scrivo nuovamente per conto di mio nonno in riferimento al crollo del 12° soma dorsale. Dopo aver eseguito tac e risonanza, ha effettuato, nel mese di settembre, una nuova visita neurochirurgica di controllo. La dottoressa ha deciso di discutere il caso con alcuni colleghi e, nel frattempo, ha optato per proseguire la deambulazione precauzionale mediante utilizzo di apposito corsetto. Ancora oggi mio nonno indossa il bustino (dal mese di luglio) e, la nuova tac, eseguita settimana scorsa, non sembra contenere un buon responso. Vi riporto il referto:
"Ulteriore riduzione d'ampiezza del 12° soma dorsale che ha ora aspetto a cuneo anteriore con muro anteriore di 9 mm, muro posteriore di 25 mm (versus 18 mm e 25 mm); lo spigolo postero-superiore sporge nel canale rachideo per circa 5 mm improntando il profilo anteriore della dura. I rilievi descritti necessitano di valutazione specialistica. Noti gli esiti di artrodesi stabilizzante nel segmento lombare".
Vi chiedo, in attesa di controllo neurochirurgico fissato per il 10 dicembre, una consulenza riguardo questa nuova indagine.
Grazie, buon lavoro.
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 5,8k 321 205
La valutazione clinica è sempre prioritaria rispetto alla diagnosi radiologica. Più che dirle che la vertebra fratturata ingombra il canale spinale non posso, ma il parere fondamentale è quello che si desume dalla visita clinica.

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

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dopo
Utente
Utente
Mi rendo conto dell'importanza della valutazione clinica; tuttavia mi pare di comprendere che il quadro, almeno dal punto di vista radiologico, è peggiorato rispetto al mese di agosto nonostante l'utilizzo di apposito corsetto e l'astensione a sforzi e movimenti scorretti della colonna.
Mio nonno attualmente non lamenta dolori significativi sebbene la deambulazione appaia a tratti un po' incerta e vacillante.
Dal Suo punto di vista, tenendo presenti i limiti di un consulto a distanza, sussistono probabilità significative di un intervento chirurgico?
Grazie.
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dopo
Utente
Utente
Buongiorno, vi aggiorno sulla situazione clinica.
Dalla visita neurochirurgica (peraltro assai superficiale e frettolosa) è emersa la possibilità o di un'eventuale vertebroplastica (che fu però sconsigliata dalla precedente dottoressa che visitò mio nonno a settembre) o di un ulteriore intervento di stabilizzazione.
Mio nonno ha un'osteoporosi diffusa (dalla MOC il valore di BMD -T score misurato sul collo femorale era risultato marcatamente ridotto rispetto ai parametri di normalità) e, su suggerimento del fisiatra, a settembre fu impostata una terapia con risedronato 35 mg 1cp/settimana, calcio 1 cp/die e vitamina D3.
Ora, anche su consiglio del medico di base, ci stiamo attivando per effettuare una nuova visita neurochirurgica privata. Quel che è certo è che la situazione è peggiorata e mi pare inaccettabile questo comportamento sfuggente e altamente non risolutivo del problema.
Nel frattempo chiedo, se possibile, un vostro parere al riguardo.
Grazie, buona giornata.

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