Stanchezza, anomia, prurito e segni neurologici: cosa indicano?
Buongiorno, chiedo un consulto per un mio parente molto stretto.
E' un uomo di 84 anni che da un po' di tempo è sempre stanco/ha sempre sonno.
E' fiacco.
Per far capire meglio la situazione globale della persona trascrivo referto di una visita neurologica da lui effettuata 2 mesi fa:
"Iperteso in trattamento farmacologico, ipertrofia prostatica, paz assume asa.
Il paz riferisce disturbo della memoria da qualche tempo.
paz riferisce anomia.
Da circa 6 mesi il paz riferisce prurito ai piedi.
ESAME NEUROLOGICO: Paz vigile collaborante discretamente orientato.
Stazione eretta ed andatura con appoggio e per brevi tratti, dispnoico (paz Forte Fumatore), non evidenti deficit di forza, iperalgesia dolorifica arti inferiori, rot evocabili, non livelli nella sensibilità cutanea, prove di coordinazione motoria nella norma, nystagmo assente, Epstein positivo bilateralmente.
Lasegue positivo Bil.
CONCLUSIONI: Lieve decadimento cognitivo, in soggetto con disturbi della sensibilità cutanea.
Si consiglia:
RMN encefalo+colonna+mdc
Si consiglia: funzionalità renale, epatica, emocromo e striscio, Omocisteina, Ac.
folico, Vit.
b12.
Markers neoplastici
EMG/ENG arti
Normast 600mg cpr 2 cpr al di per 20gg, poi passare ad 1 cpr die.
Controllo neurologico dopo esami.
"
Esami del sangue negativi; rm e emg da fare.
Il segno di Epstein e Lasegue positivi cosa indicano?
Cosa potrebbe avere?
La stanchezza cronica puo dipendere da qualcosa di neurologico o altro?
E' un uomo di 84 anni che da un po' di tempo è sempre stanco/ha sempre sonno.
E' fiacco.
Per far capire meglio la situazione globale della persona trascrivo referto di una visita neurologica da lui effettuata 2 mesi fa:
"Iperteso in trattamento farmacologico, ipertrofia prostatica, paz assume asa.
Il paz riferisce disturbo della memoria da qualche tempo.
paz riferisce anomia.
Da circa 6 mesi il paz riferisce prurito ai piedi.
ESAME NEUROLOGICO: Paz vigile collaborante discretamente orientato.
Stazione eretta ed andatura con appoggio e per brevi tratti, dispnoico (paz Forte Fumatore), non evidenti deficit di forza, iperalgesia dolorifica arti inferiori, rot evocabili, non livelli nella sensibilità cutanea, prove di coordinazione motoria nella norma, nystagmo assente, Epstein positivo bilateralmente.
Lasegue positivo Bil.
CONCLUSIONI: Lieve decadimento cognitivo, in soggetto con disturbi della sensibilità cutanea.
Si consiglia:
RMN encefalo+colonna+mdc
Si consiglia: funzionalità renale, epatica, emocromo e striscio, Omocisteina, Ac.
folico, Vit.
b12.
Markers neoplastici
EMG/ENG arti
Normast 600mg cpr 2 cpr al di per 20gg, poi passare ad 1 cpr die.
Controllo neurologico dopo esami.
"
Esami del sangue negativi; rm e emg da fare.
Il segno di Epstein e Lasegue positivi cosa indicano?
Cosa potrebbe avere?
La stanchezza cronica puo dipendere da qualcosa di neurologico o altro?
Gentile Utente,
cerco di rispondere con ordine, perché il referto contiene diversi elementi che, letti senza una spiegazione, possono generare preoccupazione.
Il segno di Lasègue positivo bilateralmente indica una sofferenza delle radici nervose lombari, spesso legata a artrosi della colonna, discopatie, stenosi lombare.
È un reperto molto comune nell’anziano e non indica una malattia neurologica grave.
Il segno di Epstein positivo è un segno di sofferenza midollare cervicale o dorsale (irritazione del midollo), che va sempre correlato alla clinica e agli esami di imaging. Da solo non fa diagnosi, ma giustifica correttamente la richiesta di RM della colonna. In altre parole: sono segni di sofferenza meccanica/degenerativa , non di malattie acute o rapidamente progressive.
Cosa suggerisce il quadro neurologico complessivo. Dal referto emerge che il paziente è vigile e collaborante, non ha deficit di forza, la coordinazione è conservata, non vi sono segni focali gravi,
è presente un lieve decadimento cognitivo, sono presenti disturbi sensitivi agli arti inferiori. Questo orienta verso lieve decadimento cognitivo (frequente a questa età), polineuropatia sensitiva (compatibile con prurito, iperalgesia, bruciore), patologia degenerativa della colonna vertebrale.
Nulla, da quanto riportato, fa pensare a ictus, tumore cerebrale, malattie neurodegenerative aggressive.
La stanchezza marcata e la sonnolenza che descrive non sono specifiche di una patologia neurologica, sono molto spesso multifattoriali, specie nell’anziano. Nel suo caso possono dipendere dall'età avanzata, da fumo e dispnea, ipertensione e terapie, disturbi del sonno, possibile anemia o
dolore cronico e neuropatico, iniziale decadimento cognitivo. In ogni modo, la stanchezza non è di per sé un segno di una malattia neurologica grave.
A parere mio, il neurologo ha impostato un percorso corretto e prudente, volto a escludere cause metaboliche e carenziali, valutare la colonna e il midollo, confermare o meno una neuropatia con EMG/ENG. Il fatto che gli esami del sangue siano negativi è un dato rassicurante.
In conclusione, sulla base di quanto riferisce, il quadro è cronico e degenerativo e non appare pericoloso né urgente, la stanchezza non indica una patologia neurologica grave e gli accertamenti in programma servono a completare l’inquadramento, non perché ci sia un sospetto drammatico.
Capisco l’ansia quando si parla di un familiare anziano, ma allo stato attuale non emergono elementi di particolare allarme.
Cordialmente
cerco di rispondere con ordine, perché il referto contiene diversi elementi che, letti senza una spiegazione, possono generare preoccupazione.
Il segno di Lasègue positivo bilateralmente indica una sofferenza delle radici nervose lombari, spesso legata a artrosi della colonna, discopatie, stenosi lombare.
È un reperto molto comune nell’anziano e non indica una malattia neurologica grave.
Il segno di Epstein positivo è un segno di sofferenza midollare cervicale o dorsale (irritazione del midollo), che va sempre correlato alla clinica e agli esami di imaging. Da solo non fa diagnosi, ma giustifica correttamente la richiesta di RM della colonna. In altre parole: sono segni di sofferenza meccanica/degenerativa , non di malattie acute o rapidamente progressive.
Cosa suggerisce il quadro neurologico complessivo. Dal referto emerge che il paziente è vigile e collaborante, non ha deficit di forza, la coordinazione è conservata, non vi sono segni focali gravi,
è presente un lieve decadimento cognitivo, sono presenti disturbi sensitivi agli arti inferiori. Questo orienta verso lieve decadimento cognitivo (frequente a questa età), polineuropatia sensitiva (compatibile con prurito, iperalgesia, bruciore), patologia degenerativa della colonna vertebrale.
Nulla, da quanto riportato, fa pensare a ictus, tumore cerebrale, malattie neurodegenerative aggressive.
La stanchezza marcata e la sonnolenza che descrive non sono specifiche di una patologia neurologica, sono molto spesso multifattoriali, specie nell’anziano. Nel suo caso possono dipendere dall'età avanzata, da fumo e dispnea, ipertensione e terapie, disturbi del sonno, possibile anemia o
dolore cronico e neuropatico, iniziale decadimento cognitivo. In ogni modo, la stanchezza non è di per sé un segno di una malattia neurologica grave.
A parere mio, il neurologo ha impostato un percorso corretto e prudente, volto a escludere cause metaboliche e carenziali, valutare la colonna e il midollo, confermare o meno una neuropatia con EMG/ENG. Il fatto che gli esami del sangue siano negativi è un dato rassicurante.
In conclusione, sulla base di quanto riferisce, il quadro è cronico e degenerativo e non appare pericoloso né urgente, la stanchezza non indica una patologia neurologica grave e gli accertamenti in programma servono a completare l’inquadramento, non perché ci sia un sospetto drammatico.
Capisco l’ansia quando si parla di un familiare anziano, ma allo stato attuale non emergono elementi di particolare allarme.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Buongiorno Dottor. Colangelo.
In seguito ad episodi di vertigini con instabilità posturale ha eseguito valutazione otorinolaringoiatrica:
"Riferisce episodi di vertigini soggettive, instabilità posturale, Pregresse ipoacusie a sinistra. Pz fumatore. In atto assenza di w sporadico. PVS negative. Otoscopia bilaterale: MF sclerotiche. CSP e/o CSL negative entrambe."
Lui deve effettuare tra 2 settimane EMG + RM ENCEFALO + COLONNA IN TOTO + MDC.
Le veritigini, talvolta accompagnate da emesi, possono avere cause centrali a livello neurologico?
In seguito ad episodi di vertigini con instabilità posturale ha eseguito valutazione otorinolaringoiatrica:
"Riferisce episodi di vertigini soggettive, instabilità posturale, Pregresse ipoacusie a sinistra. Pz fumatore. In atto assenza di w sporadico. PVS negative. Otoscopia bilaterale: MF sclerotiche. CSP e/o CSL negative entrambe."
Lui deve effettuare tra 2 settimane EMG + RM ENCEFALO + COLONNA IN TOTO + MDC.
Le veritigini, talvolta accompagnate da emesi, possono avere cause centrali a livello neurologico?
Gentile Utente,
la sua domanda è legittima e replico con una risposta chiara. In linea generale, le vertigini possono avere sia cause periferiche (otorinolaringoiatriche) sia cause centrali (neurologiche). Tuttavia, nel caso che descrive, gli elementi attualmente disponibili orientano prevalentemente verso un’origine non centrale e non grave. La valutazione otorinolaringoiatrica non ha evidenziato segni suggestivi di una patologia vestibolare acuta o di una sofferenza centrale: le prove vestibolari risultano negative, non sono emersi nistagmi patologici né segni di deficit neurologici associati. Questo è un dato rassicurante. Quando le vertigini hanno origine neurologica centrale, di solito si associano a
deficit neurologici focali (perdita di forza, disturbi del linguaggio, alterazioni della coordinazione),
peggioramento progressivo, segni obiettivi evidenti all’esame neurologico.
Da quanto riferisce, nulla di tutto questo emerge al momento.
Gli episodi di vertigine con nausea o vomito, in assenza di segni neurologici focali, sono molto spesso legati a disturbi dell’equilibrio di origine periferica o funzionale, fattori vascolari o pressori,
condizioni generali (fumo, affaticamento, ansia, ipotensione, disidratazione).
Gli accertamenti programmati (RM encefalo e colonna, EMG) sono correttamente impostati a scopo di completamento diagnostico e prudenza, non perché vi sia un sospetto concreto di patologia neurologica grave. È importante attendere con serenità l’esito di questi esami senza anticipare conclusioni.
Cordialmente
la sua domanda è legittima e replico con una risposta chiara. In linea generale, le vertigini possono avere sia cause periferiche (otorinolaringoiatriche) sia cause centrali (neurologiche). Tuttavia, nel caso che descrive, gli elementi attualmente disponibili orientano prevalentemente verso un’origine non centrale e non grave. La valutazione otorinolaringoiatrica non ha evidenziato segni suggestivi di una patologia vestibolare acuta o di una sofferenza centrale: le prove vestibolari risultano negative, non sono emersi nistagmi patologici né segni di deficit neurologici associati. Questo è un dato rassicurante. Quando le vertigini hanno origine neurologica centrale, di solito si associano a
deficit neurologici focali (perdita di forza, disturbi del linguaggio, alterazioni della coordinazione),
peggioramento progressivo, segni obiettivi evidenti all’esame neurologico.
Da quanto riferisce, nulla di tutto questo emerge al momento.
Gli episodi di vertigine con nausea o vomito, in assenza di segni neurologici focali, sono molto spesso legati a disturbi dell’equilibrio di origine periferica o funzionale, fattori vascolari o pressori,
condizioni generali (fumo, affaticamento, ansia, ipotensione, disidratazione).
Gli accertamenti programmati (RM encefalo e colonna, EMG) sono correttamente impostati a scopo di completamento diagnostico e prudenza, non perché vi sia un sospetto concreto di patologia neurologica grave. È importante attendere con serenità l’esito di questi esami senza anticipare conclusioni.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Buongiorno.
Ha eseguito stamattina l'EMG di cui trascrivo il referto:
"Attività a riposo assente. Attività volontaria: potenziali di unità motoria (PUM) polifasici, di ampiezza e durata aumentate con tracciato da sforzo massimo di transizione sui muscoli esaminati.
Elettroneurografia - nervo mediano di destra e di sinistra: aumento della latenza sensitiva e motoria bilaterale. Nervi ulnare ds e sn nei limiti. Nervi spe nei limiti. Nervo surale ds nei limiti.
Conclusioni:
Sofferenza neurogenica cronica senza attiva denervazione in territorio C7 e L5 bilaterale.
Coesiste sindrome del tunnel carpale bilaterale di grado moderato."
E' un esito positivo?
Domani eseguirà l'rm encefalo + colonna in toto + mdc.
Inoltre le volevo chiedere se con la creatinina plasmatica a 0,67, azotemia a 35 e clearance della creatinina a 67 sarà possibile eseguire l'esame col mdc.
Grazie.
Ha eseguito stamattina l'EMG di cui trascrivo il referto:
"Attività a riposo assente. Attività volontaria: potenziali di unità motoria (PUM) polifasici, di ampiezza e durata aumentate con tracciato da sforzo massimo di transizione sui muscoli esaminati.
Elettroneurografia - nervo mediano di destra e di sinistra: aumento della latenza sensitiva e motoria bilaterale. Nervi ulnare ds e sn nei limiti. Nervi spe nei limiti. Nervo surale ds nei limiti.
Conclusioni:
Sofferenza neurogenica cronica senza attiva denervazione in territorio C7 e L5 bilaterale.
Coesiste sindrome del tunnel carpale bilaterale di grado moderato."
E' un esito positivo?
Domani eseguirà l'rm encefalo + colonna in toto + mdc.
Inoltre le volevo chiedere se con la creatinina plasmatica a 0,67, azotemia a 35 e clearance della creatinina a 67 sarà possibile eseguire l'esame col mdc.
Grazie.
Utente
Buongiorno.
Riferisco il referto della rm encefalo + colonna in toto + mdc. (premetto che è un po' lungo).
RM DI ENCEFALO E TRONCO ENCEFALICO, GIUNZIONE CRANIO SPINALE SENZA E CON CONTRASTO. Esame eseguito con sequenze FLAIR, GRE e TSE pesate in T2, TSE pesate in T1 e DWI acquisita sui piani di scansione assiali, sagitalli e coronali in condizioni di base.
Non evidenza di significative alterazione del segnale a carico dei tessuti dell'encefalo. Le scansion in DWI non hanno rilevato la presenza di aree ischemiche di recente insorgenza. Esito ischemico in sede frontale sinistra. Presenza di circostritte aree di alterata intensita del segnale, iperintense nelle sequenze pesate in T2, a carico della sostanza bianca biemisferica dei centri semiovali e della corona radiata, in see periventricolare, da riferire ad aree di gliosi su base vascolare ischemica di tipo cronico. Linea mediana in asse. Sistema ventricolare sovra e soottotentoriale e spazi liquorali della volta e della base ectasici in relazione a fenomeni atrofici su base senile. Non alterazioni di fegato patologico nelle sequenze post contrastografiche.
RM DELLA COLONNA IN TOTO: Severi segni di natura degenerativo-artrosica sostenuto da sclerosi delle componenti ossee affontarte, produzioje osteofitaria margino-somatica anteriore e posteriore e riduzione di spazi intersomatici cui si associa evidente artrosi interapofisaria posteriore. Sostanzialmente nei limiti la curvatura rachidea. Degenerazione dei dischi intervertebrali esaminati che presentano bassa intensita nel segnale nelle sequente T2 pesate lungo tutta la colonna rachidea. Cono midollare a livello di L1. In sede cervicale sono presenti impronte sullo spazio subaracnoideo anteriore, sostenute da protrusioni discali associate all'osteofitosi retrosomatica, a livello del tratto C2-C7 (prevalentemente in sede mediana in appoggio sul sacco durale prendendo contatto con la corda midollare9; a tale livello si documenta sfumata e appena valutabile iperintensita della corda midollare da verosimili fenomeni malacici cronici. In sede dorso-lombare si documentano multiple protrusioni discali ampio raggio che improntano il sacco durale anteriore, in particolare si documenta: in sede dorsale multiple diffuse protrusioni ad amopip raggio in assenza di evidente contatto midollare; In sede lombare protrusione ad ampio raggio a livello L2-L3 che determina impronta il sacco durale anteriroe e contatto sulla radice nervosa emergente di L3 bilateralmente. Protrusione ad ampio raggio asimmetrica a livello L3-L4 che determina, insieme all'artrosi retrosomatica, riduzione dello spazio midolarre che presenta diametro AP di circa 6,5mm e contatta le radici nervose di L3 in sede intraforaminale bilaterale maggiore a destra ed emergenti di L4 bilateralmente;Formazione erniaria in sede mediana paramediana sinistra, migrata caudalmente per circa 5mm , a livello L4-L5 in appoggio sul sacco durale con contatto con le radici nervose di L4 in sede intraforaminale bilaterale maggione a destra e le emergenti di L5 bilateralmente; riduzione del canale midollare a causa della artrosi retrosomatica a tale livello; Protrusione ad ampio raggio a livello L5-S1 in appoggio sul sacco durale che lambisce le radici nervose di L5 in sede intraforaminale bilaterale. Concomitano segni di artrosi interapofisaria con ipertrofia delle faccette articolari e dei legamenti flavi che contribuiscono insieme dell'alterazione precedenemente descritte ad riduzione dello spazio foraminale, in particolare a livello L2-S1. Canale vertebrale di ampezza lievemente ridotta per decremento del DAP anche a seguito dei fenomeni artrosici suddetti. A livello delle limitanti somatiche affrontate L3-L4 si documenta area di iperintensita nelle sequenze T2 e STIR e con iposegnale in T1 da riferire in prima ipotesi alterazioni di natura reattiva in atto .
In poche parole cosa si è riscontrato? Come si può trattare ciò che è stato riscontrato?
Il referto dell'emg lo ho scritto nel post precedente.
Infinite grazie a colui/colei che trascorrerà il suo tempo a leggere il referto.
Riferisco il referto della rm encefalo + colonna in toto + mdc. (premetto che è un po' lungo).
RM DI ENCEFALO E TRONCO ENCEFALICO, GIUNZIONE CRANIO SPINALE SENZA E CON CONTRASTO. Esame eseguito con sequenze FLAIR, GRE e TSE pesate in T2, TSE pesate in T1 e DWI acquisita sui piani di scansione assiali, sagitalli e coronali in condizioni di base.
Non evidenza di significative alterazione del segnale a carico dei tessuti dell'encefalo. Le scansion in DWI non hanno rilevato la presenza di aree ischemiche di recente insorgenza. Esito ischemico in sede frontale sinistra. Presenza di circostritte aree di alterata intensita del segnale, iperintense nelle sequenze pesate in T2, a carico della sostanza bianca biemisferica dei centri semiovali e della corona radiata, in see periventricolare, da riferire ad aree di gliosi su base vascolare ischemica di tipo cronico. Linea mediana in asse. Sistema ventricolare sovra e soottotentoriale e spazi liquorali della volta e della base ectasici in relazione a fenomeni atrofici su base senile. Non alterazioni di fegato patologico nelle sequenze post contrastografiche.
RM DELLA COLONNA IN TOTO: Severi segni di natura degenerativo-artrosica sostenuto da sclerosi delle componenti ossee affontarte, produzioje osteofitaria margino-somatica anteriore e posteriore e riduzione di spazi intersomatici cui si associa evidente artrosi interapofisaria posteriore. Sostanzialmente nei limiti la curvatura rachidea. Degenerazione dei dischi intervertebrali esaminati che presentano bassa intensita nel segnale nelle sequente T2 pesate lungo tutta la colonna rachidea. Cono midollare a livello di L1. In sede cervicale sono presenti impronte sullo spazio subaracnoideo anteriore, sostenute da protrusioni discali associate all'osteofitosi retrosomatica, a livello del tratto C2-C7 (prevalentemente in sede mediana in appoggio sul sacco durale prendendo contatto con la corda midollare9; a tale livello si documenta sfumata e appena valutabile iperintensita della corda midollare da verosimili fenomeni malacici cronici. In sede dorso-lombare si documentano multiple protrusioni discali ampio raggio che improntano il sacco durale anteriore, in particolare si documenta: in sede dorsale multiple diffuse protrusioni ad amopip raggio in assenza di evidente contatto midollare; In sede lombare protrusione ad ampio raggio a livello L2-L3 che determina impronta il sacco durale anteriroe e contatto sulla radice nervosa emergente di L3 bilateralmente. Protrusione ad ampio raggio asimmetrica a livello L3-L4 che determina, insieme all'artrosi retrosomatica, riduzione dello spazio midolarre che presenta diametro AP di circa 6,5mm e contatta le radici nervose di L3 in sede intraforaminale bilaterale maggiore a destra ed emergenti di L4 bilateralmente;Formazione erniaria in sede mediana paramediana sinistra, migrata caudalmente per circa 5mm , a livello L4-L5 in appoggio sul sacco durale con contatto con le radici nervose di L4 in sede intraforaminale bilaterale maggione a destra e le emergenti di L5 bilateralmente; riduzione del canale midollare a causa della artrosi retrosomatica a tale livello; Protrusione ad ampio raggio a livello L5-S1 in appoggio sul sacco durale che lambisce le radici nervose di L5 in sede intraforaminale bilaterale. Concomitano segni di artrosi interapofisaria con ipertrofia delle faccette articolari e dei legamenti flavi che contribuiscono insieme dell'alterazione precedenemente descritte ad riduzione dello spazio foraminale, in particolare a livello L2-S1. Canale vertebrale di ampezza lievemente ridotta per decremento del DAP anche a seguito dei fenomeni artrosici suddetti. A livello delle limitanti somatiche affrontate L3-L4 si documenta area di iperintensita nelle sequenze T2 e STIR e con iposegnale in T1 da riferire in prima ipotesi alterazioni di natura reattiva in atto .
In poche parole cosa si è riscontrato? Come si può trattare ciò che è stato riscontrato?
Il referto dell'emg lo ho scritto nel post precedente.
Infinite grazie a colui/colei che trascorrerà il suo tempo a leggere il referto.
Gentile Utente,
provo a riassumere in modo semplice e comprensibile quanto emerso dagli esami.
1) RM encefalo
L’esame non mostra patologie neurologiche acute o gravi.
Le piccole aree di gliosi vascolare cronica e l’atrofia cerebrale descritta sono reperti frequenti con l’età, spesso legati a fattori vascolari (pressione, fumo, colesterolo) e non spiegano direttamente episodi vertiginosi acuti.
Non vi sono segni di ictus recente, tumori o malattie
2) RM colonna vertebrale
È presente una diffusa patologia degenerativa (artrosi e discopatie) lungo tutta la colonna, più marcata a livello cervicale e lombare, con protrusioni ed ernia discale L4-L5, riduzione degli spazi foraminali, segni di sofferenza cronica delle strutture nervose.
Si tratta di un quadro cronico e degenerativo, non acuto, che può spiegare dolori, rigidità, formicolii o disturbi sensitivi, ma non è causa diretta di vertigini di tipo centrale.
3) EMG
L’elettromiografia conferma quanto visto alla RM: sofferenza neurogenica cronica in territori C7 e L5, assenza di denervazione attiva (dato importante), sindrome del tunnel carpale bilaterale moderata.
Anche questo è un quadro cronico, non evolutivo, compatibile con patologia degenerativa della colonna.
Capisco l’ansia generata da referti complessi, ma gli esami vanno letti nel loro insieme e nel contesto clinico: in questo caso hanno escluso le cause più temute e orientano verso una gestione prudente e non invasiva.
Casi come i suoi sono frequenti nella mia pratica clinica, per cui le consiglio di affidarsi ad uno Specialista con serenità e di seguirne le indicazioni cliniche.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo Neurochirurgo
provo a riassumere in modo semplice e comprensibile quanto emerso dagli esami.
1) RM encefalo
L’esame non mostra patologie neurologiche acute o gravi.
Le piccole aree di gliosi vascolare cronica e l’atrofia cerebrale descritta sono reperti frequenti con l’età, spesso legati a fattori vascolari (pressione, fumo, colesterolo) e non spiegano direttamente episodi vertiginosi acuti.
Non vi sono segni di ictus recente, tumori o malattie
2) RM colonna vertebrale
È presente una diffusa patologia degenerativa (artrosi e discopatie) lungo tutta la colonna, più marcata a livello cervicale e lombare, con protrusioni ed ernia discale L4-L5, riduzione degli spazi foraminali, segni di sofferenza cronica delle strutture nervose.
Si tratta di un quadro cronico e degenerativo, non acuto, che può spiegare dolori, rigidità, formicolii o disturbi sensitivi, ma non è causa diretta di vertigini di tipo centrale.
3) EMG
L’elettromiografia conferma quanto visto alla RM: sofferenza neurogenica cronica in territori C7 e L5, assenza di denervazione attiva (dato importante), sindrome del tunnel carpale bilaterale moderata.
Anche questo è un quadro cronico, non evolutivo, compatibile con patologia degenerativa della colonna.
Capisco l’ansia generata da referti complessi, ma gli esami vanno letti nel loro insieme e nel contesto clinico: in questo caso hanno escluso le cause più temute e orientano verso una gestione prudente e non invasiva.
Casi come i suoi sono frequenti nella mia pratica clinica, per cui le consiglio di affidarsi ad uno Specialista con serenità e di seguirne le indicazioni cliniche.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo Neurochirurgo
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
In base ai reperti potremmo parlare di ''demenza vascolare'' oppure non c'entra niente?
Lui assume cardioaspirina, pravastatina (colesterolo) e tripliam (ipertensione).
Il neurologo che vedrà tra 3 settimane circa gli potrebbe consigliare altri farmaci o esami diagnostici? Se sì, di che tipo?
Le vertigini con emesi allora che eziologia potrebbero avere siccome rm e visita orl sono negativi per patologie che si collegano a tali sintomi?
Grazie mille.
Lui assume cardioaspirina, pravastatina (colesterolo) e tripliam (ipertensione).
Il neurologo che vedrà tra 3 settimane circa gli potrebbe consigliare altri farmaci o esami diagnostici? Se sì, di che tipo?
Le vertigini con emesi allora che eziologia potrebbero avere siccome rm e visita orl sono negativi per patologie che si collegano a tali sintomi?
Grazie mille.
Gentile Utente,
In base ai dati che ha riportato non ravviso personalmente elementi per porre diagnosi di demenza vascolare. Di fatto, le piccole aree di gliosi vascolare cronica descritte alla RM sono reperti molto comuni nella popolazione adulta, soprattutto in presenza di fattori di rischio vascolare (ipertensione, dislipidemia), e non coincidono automaticamente con una demenza.
La demenza vascolare, per definizione, si accompagna a un declino cognitivo progressivo e clinicamente evidente, documentato da test neuropsicologici e correlato a lesioni vascolari significative. Se non vi è un disturbo cognitivo strutturato, parlare di demenza non è appropriato.
La terapia che attualmente assume (antiaggregante, statina, antipertensivo) è coerente con una corretta prevenzione vascolare.
Dal mio punto di vista, che potrebbe essere condiviso dal neurologo che la visiterà, potrebbe piuttosto essere opportuno eseguire una valutazione neuropsicologica per l’accertamento di deficit cognitivi e non ritengo siano indicati nuovi esami neuroradiologici in assenza di segni clinici nuovi o peggiorativi.
Per quel che concerne le vertigini con vomito, se RM e ORL sono negative, le cause più probabili sono vertigini periferiche funzionali, che il più delle volte non documentabili fuori dalla fase acuta; il dato più importante è che sono state escluse cause centrali gravi, e questo è l’aspetto maggiormente rassicurante.
Un cordiale saluto
In base ai dati che ha riportato non ravviso personalmente elementi per porre diagnosi di demenza vascolare. Di fatto, le piccole aree di gliosi vascolare cronica descritte alla RM sono reperti molto comuni nella popolazione adulta, soprattutto in presenza di fattori di rischio vascolare (ipertensione, dislipidemia), e non coincidono automaticamente con una demenza.
La demenza vascolare, per definizione, si accompagna a un declino cognitivo progressivo e clinicamente evidente, documentato da test neuropsicologici e correlato a lesioni vascolari significative. Se non vi è un disturbo cognitivo strutturato, parlare di demenza non è appropriato.
La terapia che attualmente assume (antiaggregante, statina, antipertensivo) è coerente con una corretta prevenzione vascolare.
Dal mio punto di vista, che potrebbe essere condiviso dal neurologo che la visiterà, potrebbe piuttosto essere opportuno eseguire una valutazione neuropsicologica per l’accertamento di deficit cognitivi e non ritengo siano indicati nuovi esami neuroradiologici in assenza di segni clinici nuovi o peggiorativi.
Per quel che concerne le vertigini con vomito, se RM e ORL sono negative, le cause più probabili sono vertigini periferiche funzionali, che il più delle volte non documentabili fuori dalla fase acuta; il dato più importante è che sono state escluse cause centrali gravi, e questo è l’aspetto maggiormente rassicurante.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
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Questo consulto ha ricevuto 8 risposte e 381 visite dal 21/12/2025.
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