Utente
gent.mi dottori
cercherò di essere breve. Mio marito 60 anni, il 27 luglio 2011 ha subito una operazione di tiroidectomia, tutto ok, era solo un gozzo. Ad una settimana è tornato a lavoro e in montagna con i suoi cani. Ad ottobre comincia ad avere dei sintomi che all'inizio si scambiano con problemi di masticazione come già vi avevo scritto o problemi oculistici, ma invece poi siamo giunti a conclusione che era un problema neurologico. Il neurologo sospetta miastenia. I soli sintomi sono: ptosi, problema di deglutizione e masticazione e stanchezza che aumenta durante il giorno. Gli occhi sono perfetti non vede doppio, non ha problemi di equilibrio, non ha dolori muscolari.
elettromiografia - negativa addirittura i muscoli sotto sforzo reagiscono benissimo
tac - negativa
rediografie - negative
pet - negativa
tutti gli esami di sangue relativi anche alla tiroide sono perfetti.
esame dell'aceticolina - positivo
Il chirurgo, dalla TAC, dice che il timo non è rilevante, è circa cm 1,6 quindi non crede sia necessario toglierlo.
il neurologo adesso vuole fare nuovamente un'altra elettromiografia.
Volevo capire ne necessariamente c'è una relazione tra la miastenia e il timo, ho letto che con i farmaci adeguati, forse bromuro, si può arrivare alla completa recessione della malattia.
Ma come viene questa malattia? C'è collegamento con la tiroide?
Mio marito è un tipo molto attivo, ama andare in montagna e scarpinare con i suoi cani, non sta mai fermo, siamo quindi preoccupati. Ribadisco che non ha alcun dolore né negli arti superiori né inferiori.
Possiamo aver sbagliato diagnosi? Potrebbe essere un'altra malattia con stessi sintomi? L'unico esito positivo è quello dell'aceticolina.
Scusate se qualche termine e/o descrizione non è corretta.
Vi ringrazio e attendo risposta


[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

la diagnosi di miastenia non è tra le più agevoli. Innanzitutto sarebbe importante conoscere l'esito della visita neurologica. Tra gli esami elettrofisiologici sarebbe opportuno effettuare il test di stimolazione ripetitiva e l'EEG a singole fibre.
Circa i rapporti col timo, nell'80% dei miastenici sono stati riscontrati alterazioni timiche come il timoma (15%) o iperplasia timica (65%). Circa 2/3 (due terzi) dei pazienti ha avuto completa o parziale remissione della sintomatologia dopo asportazione del timo (timectomia).
Comunque Le consiglio di rivolgersi ad un centro neurologico universitario o ad una struttura neurologica specializzata. Con la tiroide pare che non ci siano correlazioni dimostrate.

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente
vi ringrazio sempre per la cortesia e sollecitudine con la quale rispondete,
anche se da lontano la vostra professionalita' ci aiuta a ponderare bene le situazioni e potere così valutare bene il dafarsi.
grazie ancora a presto, vi terro al corrente.

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Con piacere!

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente
caro dottore,
vedo che lei esercita a Messina, mio marito sarà visitato da un altro neurologo che gli farà ache l' elettromiografia a singola fibra, questo dottore di cui non dico il nome, ha collegamenti con il centro neurologico di Messina, tral'altro io scrivo da Palermo.
Mi fa piacere pensare che siamo a breve distanza, potrei avere bisogno di venire a trovarla.

[#5]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

a Palermo è in ottime mani, stia tranquilla.

Buon pomeriggio
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente
gentile dottore, abbiamo avuto un colloquio col chirurgo.
molto probabile che mio marito dovra' togliere questo timo, ma voglio essere davvero certa.
cmq vorrei conoscere bene le varie tecniche, se posso scegliere, scelgo la mini invasiva.
Le propongo l'articolo che ho letto su internet:
L' equipe di Zingonia, è riuscita ad arrivare all' esecuzione, codificata e ormai ripetibile, dell' intervento di timectomia secondo la nuova tecnica mininvasiva toracoscopica che consente, attraverso tre minuscoli accessi, di introdurre una microtelecamera e gli strumenti chirurgici per asportare la ghiandola e le sue "isole" responsabili della miastenia. I vantaggi. L' importante risultato e' stato raggiunto grazie alla presenza del professor Giuseppe Pezzuoli, uno dei padri della chirurgia italiana (che e' il direttore scientifico dell' ospedale privato convenzionato di Zingonia) e del professor Novellino, ai quali si e' aggiunta la collaborazione del professor Ferdinando Cornelio, primario dell' Istituto Besta di Milano. "Evitare l' apertura dello sterno, secondo la chirurgia tradizionale . spiega Lorenzo Novellino, responsabile della Divisione di chirurgia generale e mininvasiva . oltre al significato di salvaguardia estetica e psicologica del paziente, permette un decorso postoperatorio infinitamente meno doloroso e piu' rapido, con una degenza ridotta e una precocissima ripresa dell' attivita' fisica". La vecchia tecnica. L' intervento tradizionale, la cosiddetta timectomia estesa, impone l' esecuzione di un' incisione orizzontale al collo e di una invasiva e deturpante apertura totale dello sterno, cosi' da consentire l' asportazione completa dei residui timici che possono trovarsi tra la tiroide e il diaframma. La sezione chirurgica dell' osso sternale non e' solo causa di un rilevante danno estetico, ma anche di un importante dolore postoperatorio ed espone, infine, al rischio di mediastinite, una complicazione estremamente grave. Da queste considerazioni e' scaturito il progetto di applicare le tecniche mininvasive.
Il chirurgo di palermo mi ha detto che non usa la tecnica tradizionale, di tagliare lo sterno ma ci arriva dallo sterno lateralmente, più giù delle ascelle. non ho capito molto.
per favore vorrei che lei mi spiegasse affinchè possa decidere quale scegliere per un recupero migliore e più veloce e quale tecnica usate da quelle parti. Siamo nel terzo millennio e non posso accettare che i pazienti non debbano ususfuire delle tecniche migliori per una minore sofferenza.

grazie sempre

[#7]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

dai dati che ho a disposizione la tecnica che adotta il chirurgo a cui vi siete rivolti è molto valida e non prevede l'apertura dello sterno. I tempi di recupero non sono lunghi.
L'altra tecnica mininvasiva invece ancora non è utilizzata su larga scala ma soltanto in alcune strutture.
Si faccia consigliare anche dal neurologo che segue Suo marito in quanto occupandosi di miastenia Le potrà dare maggiori delucidazioni.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro