Utente 447XXX
Salve. Mia madre, 71 anni, l'anno scorso (il 22 febbraio 2017, per la precisione) ha avuto un ictus ischemico con infarcimento emorragico. Le sue condizioni adesso includono: emiplegia destra, disfagia, epilessia, incontinenza doppia, decadimento cognitivo. Ma la cosa che più mi turba è l'afasia: emette solo alcuni suoni flebili e senza senso ("ma... ba... ba... ma... ua... ma... biui... vi", a volte sembra che mi dica "mamma"). Sulla relazione di dimissione dell'ospedale c'è scritto "afasia globale". Ha perso totalmente il linguaggio, non solo la parola: non capisce il linguaggio del corpo né lo utilizza per farsi capire, non sa più leggere né scrivere, non imita, non esegue gli ordini, niente di niente. La comunicazione con lei si limita a qualche espressione facciale incoerente e a qualche urlo: talvolta urla e si lamenta (senza parlare) e non capisco perché. La neurologa che l'ha visitata mi ha detto che le urla e i lamenti dipendono probabilmente dal decadimento cognitivo.
È stata in un centro per neurolesi dove ha fatto, per un mese e mezzo, la neuroriabilitazione (con logopedia giornaliera), che non ha avuto alcun risultato data la totale mancanza di collaborazione.
Di tanto in tanto sorride quando le imbocco il pranzo o la cena o l'acqua addensata (addensata per via della disfagia) o in altre occasioni.
La mia priorità è comunicare con lei. L'afasia è davvero terribile! Non capisco nemmeno se mi riconosce: io ho l'impressione che non mi riconosca sempre o mi identifichi per qualcun altro (che è ancora peggio). Quando mi guarda e sorride, mi chiedo se lei sappia chi sono.
Ora, la mia domanda è: date le condizioni, pensate che sotto ipnosi riesca a comunicare in qualche modo? L'ipnositerapia è ormai la mia ultima spiaggia! Esistono altri metodi comunicativi che non ho considerato e che potrei tentare prima di ricorrere ad una eventuale ipnosi?
Non so se ho scelto la specialità giusta. Se no, indicatemi dove posso mettere questo messaggio.

[#1] dopo  
Dr. Otello Poli

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Buonasera a Lei,

lo Stroke o Ictus ischemico con infarcimento emorragico deve essere stato esteso concernente l'emisfero sinistro dell'encefalo.
Qui tra l'arto sono localizzati i centri della espressione e della comprensione del linguaggio che debbono aver subito seri danni verosimilmente non reversibili.

Questa è la condizione anatomo/funzionale. Non ritengo che un trattamento di ipnosi possa cambiare nulla.

Mi spiace...

NB: Questo è un consulto a distanza e come tale non può sostituire una visita medica.

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
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email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#2] dopo  
Utente 447XXX

Gentile Dr. Poli, La ringrazio per la risposta chiara e puntuale. Avevo sperato che con l'ipnosi si potessero aggirare certe limitazioni anatomo-funzionali del cervello di mia madre, ormai molto compromesso.
Mi perdonerà se le pongo altre domande sempre sulle condizioni di mia madre e nell'ambito della neurologia (spero). Lei talvolta grida forte. Io, ogni volta, tendo a pensare che provi dolore fisico e vorrei fare qualcosa per aiutarla, ma lei non parla né indica la sorgente del dolore e io non so che fare. Esiste un modo per distinguere con sufficiente certezza un grido di dolore da uno che invece non è indice di dolore? In altre parole, non potendo in alcun modo comunicare con lei, almeno vorrei sapere se prova dolore fisico o no (come mi auguro), se sta bene. Vorrei sapere solo questo per stare più tranquillo. C'è un modo per capire se prova dolore o meno, se sta bene?
Poi mia madre è diventata epilettica, anche se gli attacchi non sono frequenti. Finora ne ha avuti cinque (due in ospedale, tre a casa) con scosse di tipo tonico-clonico, a distanza di un mese e mezzo l'uno dall'altro. Adesso sono passati più di due mesi dall'ultimo: un piccolo miglioramento, credo. Prende Depakin (500mg la mattina, 500mg la sera). Come devo comportarmi in caso di altra crisi convulsiva epilettica? Io finora ho fatto quello che mi ha detto il neurologo dell'ospedale, cioè niente (a parte cercare di evitare che si faccia male) ed eventualmete chiamare il 118 se la crisi si prolunga o se si ripete in breve tempo. Il medico della squadra di cure palliative dice invece che dovrei farle un'intramuscolare di Valium durante la crisi. Così dice pure l'infermiere. Io ho paura delle inienzioni, non riuscirei proprio a farle. D'altronde immagino che fare un'iniezione durante una crisi non sia semplice, quindi alla fine mi limito a non fare nulla. Gli attacchi epilettici (di tipo tonico-clonico) in persone fragili sono pericolosi per la vita?
In un video che ho visto su Internet (girato all'estero), si vede un bambino che ha una crisi epilettica. A un certo punto, durante le convulsioni, un genitore gli abbassa lievemente il labbro inferiore e gli spruzza un po' di estratto di marijuana (mediante una pompetta) sulla gengiva appena sotto gli incisivi e in pochi secondi il bambino si calma. Tutto molto semplice: anche io riuscirei agevolmente ad effettuare questa manovra. So che in Italia la marijuana a scopo terapeutico non è legale, però mi chiedevo se in casi particolari (come questo) si possa avere accesso **legalmente** a questa sostanza. È possibile?


Cordialmente.

[#3] dopo  
Dr. Otello Poli

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"...Lei talvolta grida forte. Io, ogni volta, tendo a pensare che provi dolore fisico...";
solitamente afasico vocalizza a tonalità elevate per cercare di esprimere il proprio disagio/disperazione per non riuscire ad esprimersi e verosimilmente per non riuscire a comprendere;
se di dolore si tratta... è dolore psichico/morale per la propria condizione.
Le tocchi le mani, le faccia sentire la sua presenza ed il suo affetto: "la empatia produce sollievo al dolore, di qualsiasi tipo essso si tratti".

"...Come devo comportarmi in caso di altra crisi convulsiva epilettica?...";
esattamente come le volte precedenti... come le ha detto il medico del PS.

La Cannabis Terapeutica è verosimilmente efficace nel trattamento di profilassi della Epilessia farmaco-resistente.
Le crisi usualmente sono auto-limitantesi (da alcune decine di secondi a pochi minuti).

"...eventualmete chiamare il 118 se la crisi si prolunga o se si ripete in breve tempo..." come Le ha detto il collega del PS.

NB: Questo è un consulto a distanza e come tale non può sostituirsi ad una visita medica specialistica.
Dr. Otello Poli, MD
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[#4] dopo  
Dr. Gaetano Moccia

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Gentile Utente ,
sarebbe il caso che sua mamma venisse sottoposta a una batteria di tests neuropsicologici completa specifici per l'Afasia oltre che indagini per la disfagia . Potrebbero dare indicazioni sulle residue capacita' comunicative piu' o meno evolute e su eventuali tecniche di compenso per la deglutizione . Esistono inoltre varie tecniche per la riabilitazione , che vanno da quelle linguistiche a quelle "comportamentali". Si affidi anche ad un medico specialista della comunicazione ben presenti anche nella sua Regione
Saluti
Dr. Gaetano Moccia
Specialista in Audiologia e Foniatria