Utente 427XXX
Alla c.a. del dott FERRALORO.
Salve dott avrei bisogno di sapere cosa ne pensa:
eeg eseguito in veglia:
attivita di fondo posteriormente costituita da componenti ritmiche intorno a 9 hz, simmetriche, regolari e reagenti bilateralmente all apertura degli occhi. Si osservano figure di punta lateralizzate a sx, ad incidenza occasionale. La prova di iperventilazione e sli, condatta a frequanze di Stimolo tra 1 e 40 hz, non modificano significativamente le caratteristiche del segnale.
Conclusione: tracciato sufficientemente organizzato in veglia con la presenza di rare anomalie epilettiformi lateralizzate a sx.
Eseguita rm encefalo nella norma. Cosa ne pensa della situazione? Potrebbe inquadrare questo tipo di epilessia? concorda con una diagnosi di e focale idiopatica come sostenuto dal mio medico? è UNA SITUAZIONE GRAVE O LIEVE?
Grazie per l' attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

la diagnosi di epilessia è essenzialmente clinica, cioè si fa sulla base del racconto del paziente o di chi assiste alla presunta crisi epilettica. L'EEG poi serve per conferma, ma ci sono casi di epilessia con EEG normale nell'intervallo tra una crisi e l'altra, così come possono esserci tracciati francamente epilettici in soggetti senza alcuna crisi e che pertanto vengono considerati non epilettici.
Ritornando al Suo caso specifico, mi pare di capire che Lei abbia una diagnosi di epilessia focale idiopatica ma non ha descritto la tipologia delle crisi, la loro modalità d'insorgenza, la frequenza, la data della prima crisi, eventuali traumi cranici avvenuti in passato, l'eventuale terapia in atto e la sua efficacia. Tutte queste informazioni sono fondamentali, più di un EEG.
Ottima notizia l'esito negativo della RM encefalica.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 427XXX

allora @dott ferraloro la situazione è questa: 3 crisi in totale prima dell inizio di ox-carbazepina 600 mg al giorno in 2 dosi mattina e sera che ha portato al controllo delle crisi, nel senso che dopo l inizio della terapia non si sono piu verificati episodi. Le 3 crisi sono cosi susseguitesi: a distanza di una settimana le prime 2, dopo 2 mesi dalla seconda è sopraggiunta la terza. Per quanto riguarda l esordio è epigastrico nelle prime 2 (bruciore che risale verso la gola) solo che le prime 2 crisi hanno portato a perdita di conoscenza, mentra la 3 è stata diversa in quanto memoria e conoscenza rimanevano intatte e senza esordio epigastrico. tutte hanno pero irrigidimento del corpo.
Per quanto riguarda gli eeg (fatti in veglia) nel corso tempo che sono all incirca 5 sono tutti puliti con la stessa conclusione( il tracciato è ben organizzato e nei limiti della normalità) tranne 1 che è quello sopra descfitto che parla di queste anomalie lateralizzate a sx.
Quale è la sua opinione riguardo l eeg positivo sopra descritto? E sulla sistuazione in generale che ne pensa: vede una forma grave o lieve di epilessia?
In particolare lei è d accordo con la diagnosi di e. focale idiopatica (nel senso che è troppo generica secondo me): secondo lei di che forma si tratta in particolare?
Grazie per l attenzione e l ottimo lavoro svolto.

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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la diagnosi, in base a quanto scrive, sembra corretta.
Riguardo l'EEG, questo da solo non fa fare diagnosi, è compatibile con la sintomatologia ma anche se fosse stato negativo, come lo era prima, non avrebbe aggiunto nulla alla diagnosi stessa.
Solo alcune forme di epilessia dell'infanzia presentano EEG diagnostici, per il resto questi sono molto variabili e non diagnostici.
L'importante è la RM encefalica negativa e soprattutto l'efficacia della terapia in atto.
Comunque dovremmo essere di fronte ad una forma lieve.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 427XXX

@dott ferraloro
Le aggiungo qualche altra informazione affinche la situazione sia piu chiara.
1) Per quanto riguarda l'eeg descritto nella prima domanda del consulto (ossia quello in veglia) le brevissime sequenze epilettiformi sono in sede F3-C3 ed F7-T3-T5;
Ho un solo dubbio: ma questo eeg in veglia secondo lei è negativo o io ho mal compreso il passaggio da lei scritto "è compatibile con la sintomatologia ma anche se fosse stato negativo, come lo era prima" ?
2) prima di iniziare la terapia eseguito un eeg dopo privazione di sonno dove risulta tutto pulito tranne:
si rilevano rari gruppi di attività theta prevalenti sulle derivazioni temporali di sx, accentuati da fasi di veglia tranquilla e da oscillazioni del livello di vigilanza.
Conclusione eeg dopo privazione sonno : anomalie aspecifiche prevalenti sulle derivazioni temporali di sx, accentuati da fasi di veglia tranquilla e da oscillazioni del livello di vigilanza.
-A quanto io ho capito aspecifiche vuol dire "non epilettiche", vero?
-Che interpretazione da a questo eeg dopo privazione di sonno?
Alla luce di questi nuovi nuovi dati
- i 2 eeg hanno qualcosa in comune?
- si puo ricavare qualche altra informazione da questi eeg guardati insieme?
- rimane sempre d accordo con la diagnosi di epilessia focale idiopatica o secondo lei si tratta di qualche altra forma di epilessia piu specifica. lo chiedo perche la dizione e foacale idiopatica sembra molto generica.
Ho le idee molto confuse, e la ringrazio per la disponibilità a fare un po di chiarezza sulla storia.
cordiali saluti

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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"brevissime sequenze epilettiformi" senza un corrispettivo clinico (sintomi) non ha nessun significato, potrebbe assumerlo se la clinica lo giustifica, per es. nel Suo caso.
'Aspecifiche" vuol dire che non ha caratteristiche indicative di particolari patologie.
La diagnosi, come Le dicevo precedentemente, mi sembra corretta.
Personalmente, almeno al momento, darei meno importanza all'EEG focalizzando il problema sul dato clinico perché in definitiva non si cura un esame ma una persona.
Per essere più chiaro, un paziente che fa un EEG, le cui alterazioni sono chiaramente epilettiche, ma non ha mai avuto una crisi non è epilettico e ovviamente non si mette in terapia, viceversa un paziente con EEG pulito ma con forte sospetto di crisi epilettiche va in terapia.
Si faccia seguire da un neurologo esperto in epilessie (epilettologo) che, per l'esperienza nel campo specifico, rappresenterebbe una garanzia.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente 427XXX

@dott ferraloro
Considerando i pezzi tutti insieme ossia la presenza di crisi con sensazioni epigastriche di risalita, un eeg (senza sonno) che evidenzia anomalie sulle zone temporali di sx, un eeg in veglia che ha come zone epilettogene sedi F3-C3 ed F7-T3-T5 (che si trovano sul versante sx del cranio) e considerando che si tratta di una e. focale è giusto pensare quasi esclusivamente al lobo temporale sx come sede dell attività elettrica alterata?
1) In altre parole il mio caso le sembra un epilessia del lobo temporale mesiale?
2) un punto importante da chiarire: si trova scritto che quasi tutte le epilessie del lobo temporale (mesiale o laterale che sia), siano sostenute da sclerosi temporo-mesiale o sclerosi ippocampale; nel mio caso invece con rm encefalo a 1.5 t non si evedenzia nulla tuute le strutture sono ok.
3) è possibile che la epilessia del lobo temporale mesiale sia una variante specifica di e. focale idiopatica.
Di conseguenza cosa dovrei pensare?
In merito all' argomento e. temporale mesiale ho le idee confusissime.
Potrebbe aiutarmi a capire? Grazie per la collaborazione.

[#7] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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teoricamente è possibile pensare ad una forma di epilessia temporale anche senza sclerosi ippocampale e temporo-mesiale, infatti non tutte queste forme presentano tale condizione, almeno macroscopicamente evidenziabile alla RM encefalica.
La stessa epilessia temporale, razionalmente, è una epilessia focale idiopatica, cioè ad esordio in un punto specifico (focale) e senza una causa nota (idiopatica).
Tutto questo dal punto di vista teorico, in pratica, invece, la cosa più importante è il controllo delle crisi mediante una terapia adeguata, come nel Suo caso.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#8] dopo  
Utente 427XXX

Gent.mo dott Ferraloro,
secondo la sua esperienza le sembra piu una forma focale semplice con sensazione epigastrica, che a volte generalizza; o una chiara forma di epilessia temporale?
Le chiedo questo perche ho letto che le crisi temporali raramente generalizzano (quando a me e successo in 2 casi su 3) e nella maggior parte dei casi sono accompagnate da lesioni (quando a me no): è per questo che non riesco a capire se è presente o una forma esplicitamente temporale o una crisi focale elementare con esordio epigastrico che a volte generalizza.
Inoltre accuso problemi di linguaggio e memoria:
-mentro dico una frase, alcuni momenti non mi viene la parola adatta da inserire all' interno della frase e mi blocco
-la memoria non è piu come prima nel senso che mi sembra indebolita.
Se non ci sono lesioni all' encefalo, come giustifica lei la presenza di questi problemi?
Puo essere il farmaco oxcarbazepina 600 mg al giorno che influisce su linguaggio e memoria? Cosa ne pensa?

[#9] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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non è possibile sbilanciarsi a distanza su una diagnosi di tipo di epilessia, la dicitura "focale idiopatica" è descrittiva e un po' generica. Come Le dicevo precedentemente, anche l'epilessia temporale, nella sua forma non generalizzata può farne parte.
Riguardo la generalizzazione e l'assenza di lesioni a carico del lobo temporale, non sono elementi che la possano escludere. Me, ripeto, se la terapia funziona è solo questione di disquisizione teorica.
Riguardo il problema della memoria, le ipotesi possono essere diverse, sia un effetto collaterale del farmaco ma anche un disturbo "psicologico" causato dalla preoccupazione della condizione in atto, quest'ultimo punto sembra evidente dal contenuto di questo consulto, anche se con questo non voglio dire che il problema sia esclusivamente questo.
Inoltre alcune forme di epilessia, soprattutto quelle non pienamente controllate dalla terapia, si possono evidenziare problemi di memoria, non mi sembra però il Suo caso considerata la recente insorgenza della malattia e il numero molto limitato di crisi.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#10] dopo  
Utente 427XXX

buonasera dott Ferraloro,
riguardo l influenza di oxcarbazepina su memoria, linguaggio e concentrazione cosa ne pensa? nel senso che l oxcarbazepina è un farmaco "leggero" o "pesante" a livello cognitivo.
Il problema del linguaggio ossia la difficoltà a inserire determinati parole all interno di una frase, con la sensazione di avere la parola sulla punta della lingua ma che non riesce ad uscirti, a cosa potrebbe essere ricondotto?
Considerata la storia clinica e quindi la forma di e. focale idiopatica si potrebbe pensare ad un indebolimento di linguaggio e memoria, nonostante le non-alterazioni strutturali dell encefalo?
infine un altra curiosita: nell ultima frase della sua risposta mi dice "considerata la recente insorgenza della malattia" non si dovrebbero avere problemi della memoria: questo vuol dire che col passare del tempo l epilessia danneggia la memoria e le altre funzioni cognitive: di conseguenza è vero che l epilessia si associa a declino o deficit cognitivo?
Cosa ne pensa,in modo particolare di quest ultimo punto?
grazie e complimenti per la preparazione in materia.

[#11] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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come detto nel precedente post, disturbi della memoria e della concentrazione (non vedo infatti problemi di linguaggio) possono anche essere effetti collaterali del farmaco che assume, ovviamente a livello ipotetico.

Molti studi mettono in evidenza una possibile correlazione tra numero delle crisi e problematiche a livello cognitivo, infatti avevo specificato la scarsa probabilità, nel Suo caso, di questi problemi considerato "il numero molto limitato di crisi".
Pertanto mi sentirei di rassicurarLa.

Terza ipotesi, quella del disturbo ansioso causato dal problema attuale.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#12] dopo  
Utente 427XXX

@dott Ferraloro
Gent.mo dott Ferraloro perfetto nello spiegare che le poche crisi non hanno effetto sul cognitivo, ma non ho compreso la parte in cui lei spiega che "considerata la recente insorgenza della malattia" non dovrebbero esserci problemi di memoria e sulle altre facoltà cognitive:
1) questo vuol dire che l' epilessia, in generale e anche nel caso in cui sia perfettamente controllata, col passare del tempo e quindi degli anni danneggia in maniera sempre maggiore memoria e altre funzioni cognitive?
2) è vero quindi che gia in partenza la malattia si associa a declino deficit cognitivo?
3) quale è la relazione tra epilessia e neurodegenerazione, nel senso che una persona anche se con epilessia perfettamente controllata, dopo 40 anni per. es. di convivenza con la malattia, deve aspettarsi la comparsa di malattie neurodegenerative?
Grazie tante per le risposte

[#13] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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1. no, assolutamente, questo può succedere solo quando le crisi non sono controllate e il problema si manifesta in età infantile.
2. Assolutamente no.
3. Non ci sono evidenze serie di questa associazione, La posso tranquillizzare.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#14] dopo  
Utente 427XXX

Gent.mo dott ferraloro, può chiarirmi un punto: le regioni cerebrali individuate dalle sigle F3-C3 ed F7-T3-T5 dell eeg, quali funzioni cognitive possiedono? Questo per capire con precisione quali funzioni cerebrali sono interessate?

[#15] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

non funziona così semplicisticamente, la situazione è molto più complessa considerate le centinaia di migliaia di interconnessioni che ci sono in tutto l'encefalo, anche a notevole distanza. Ovviamente nemmeno la scienza ancora è riuscita a decifrarle.
Mi pare però che Lei si stia ponendo dei problemi superiori alla loro effettiva importanza e che stiano diventando ossessioni, un supporto psicologico Le sarà senz'altro utile, ne guadagnerà certamente la qualità della vita. Consideri pure che eventuali problemi di memoria e/o cognitivi possono essere causati anche da stati ansiosi e da pensieri fissi.
Si rilassi.

Buon fine settimana
Dr. Antonio Ferraloro

[#16] dopo  
Utente 427XXX

buongiorno dott ferraloro,
ma i farmaci antiepilettici, in una terapia a lungo termine quindi anche di 5 anni, oltre a coprire dalle crisi riescono ad apportare qualche modificazione ai circuiti cerebrali alterati che causano appunto l epilessia? nel senso se una persona prende antiepilettici per 5 anni, oltre ad essere coperto da crisi in questo periodo di tempo, puo sperare che in questi 5 anni gli antiepilettici abbiano aiutato nella "riparazione" dei circuiti cerebrali alterati dal punto visto elettrico favorendo quella che i medici chiamano plasticita cerebrale?
Come funziona la cosa? esistono nele cervello dei meccanismi naturali che tentano di riparare naturalmente i circuiti cerebrali anomali elettricamente che causano epilessia? Puo chiarirmi questo aspetto. infatti, non comprendo a cosa serve far sospendere la terapia dopo anni privi di crisi ai pazienti sotto decisione del neurologo, se effettivamente nel corso degli anni la terapia antiepilettica ha avuto solo una funzione di protezione e non di aiuto nella correzione di queste anomali elettriche? allora vuol dire che i farmaci hanno anche altre funzionalita?
Come funziona? Grazie per la risposta.

[#17] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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la domanda è pertinente considerato che in molti soggetti dopo alcuni anni di terapia si può tentare di ridurre molto gradualmente il farmaco fino a sospenderlo senza la manifestazione successiva di ulteriori crisi.
Questo fenomeno è dovuto ad una proprietà che questi farmaci hanno, agendo si determinati canali, di stabilizzare la membrana neuronale che col tempo potrebbe ripristinare la sua normale eccitabilità.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#18] dopo  
Utente 427XXX

Buongiorno dottore, il problema più grande per me rimane comunque la memoria nel senso che ho come L impressione che abbia difficoltà a fissare le informazioni è una certa difficoltà a richiamarle. Quello che mi lascia perplesso è una risonanza magnetica negativa del tutto perciò completamente perfetta e non riesco a spiegarmi appunto la situazione. Ho un solo dubbio: ma non è che sono state 3 crisi a distruggere la memoria danneggiando così il cervello oppure è L epilessia che, nonostante sia perfettamente sotto controllo sta rovinando il cervello e quindi anche le funzioni cognitive o addirittura non è che ci sono anomalie elettriche che interferiscono con la memoria, guarda caso proprio lateralizzate a sx. ( nonostante gli eeg degli ultimi anni siano completamente puliti e nonostante in uno si parla di anomalie si tratta comunque di una brevissima sequenza). Cosa mi sta succedendo? Sono forse molti 600 mg al giorno di oxcarbazepina e stanno interferendo con La memoria .È stato un problema sempre più grande da quando ho avuto problemi di crisi e quindi ho dovuto iniziare la terapia.puo aiutarmi dottore nel senso che è più difficile questa situazione che la malattia stessa. Grazie, come posso far capire al neurologo che mi segue che la situazione non è più sopportabile ?

[#19] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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come Le dicevo precedentemente, escluderei che l'epilessia sia la causa dei disturbi della memoria.
La causa potrebbe essere farmacologica o ansiosa.
Deve rivolgersi al Suo neurologo di fiducia.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#20] dopo  
Utente 427XXX

buonasera dott. ferraloro, le posso chiedere cosa la induce a pensare che la malattia non sia collegata ai disturbi di memoria? le chiedo questo perche ho letto che le alterazioni elettriche che ci sono al di fuori delle crisi, (ma che non causano crisi cioè quelle intercritiche) possono interferire con i circuiti della memoria: puo spiegarmi meglio questo passaggio in modo da stracciare via tutti i dubbi?
Ritornando alle cause farmacologiche ho letto sul bugiardino che oxcarbazepina causa disturbi a memoria e concentrazione tra i disturbi comuni.
oxcarbazepina è un farmaco pesante specialmente in un paziente in terapia a 600mg al giorno che pero e in cura da 4 anni?
Grazie e buona serata.

[#21] dopo  
Utente 427XXX

Gent.mo dott ferraloro, mi scusi se glielo chiedo ma non avendo ricevuto risposta alla domanda precedente non riesco a capire se ci sia un limite max ai consulti o se non ha avuto ancora la possibilità di rispondere. Grazie e buona serata

[#22] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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mi pare di avere risposto secondo le linee guida del sito che Lei sicuramente conosce.
Le ho menzionato quali possono essere le possibili cause del disturbo della memoria nel Suo singolo caso (ansia e/o farmaci), adesso deve rivolgersi allo specialista che La segue.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#23] dopo  
Utente 427XXX

Buongiorno dott ferraloro
Ma nel caso in cui il medico che mi segue manifestasse la possibilità di una riduzione/ sospensione del oxcarbazepina, so solo che deve essere graduale. Lei come farebbe questo scalatgio a partire da 600 mg al giorno riguardo tempi e milligrammi?

[#24] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Innanzitutto premetto che parliamo solo di un'ipotesi generale non conoscendo il pensiero del neurologo che La segue.
Non ci sono schemi rigidi per la riduzione graduale fino alla sospensione di un farmaco antiepilettico, i tempi e i dosaggi sono estremamente variabili in base a molteplici elementi che il neurologo prende in considerazione.
Per portare un esempio personale, due pazienti che praticavano la stessa terapia con identici dosaggi, uno ha sospeso entro 3-4 mesi, l'altro in quasi due anni.
Ancora più individualizzata è la sostituzione di un farmaco con un altro, per cui, come Le dicevo, non esistono schemi rigidi, tutt'altro.

Buona domenica
Dr. Antonio Ferraloro

[#25] dopo  
Utente 427XXX

Buona domenica a lei dottore e grazie per la risposta così veloce. Mi scusi se glielo richiedo e ne abbiamo già parlato in una risposta precedente ma Sono molto dubbioso riguardo le proprietà dei farmaci. Dicono siano solo sintomatici pertanto non aiutano a curare L epilessia, ma allora perché i medici tentino di sospendere i farmaci se già in partenza sanno già che questi proteggono dalle crisi finché li usi. Ma non è che i farmaci ,oltre a proteggere dalle crisi ,che ripristinano i circuiti cerebrali ipereccitabili e quindi diciamo che i farmaci portano il cervello a riparare in maniera detenitiva questa attività elettrica alterata? Può chiarirmi le idee ho molta paura dal momento che forse devo ridurre il farmaco grazie.

[#26] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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a questa considerazione ho risposto al #17, Le faccio il copia-incolla "Questo fenomeno è dovuto ad una proprietà che questi farmaci hanno, agendo su determinati canali, di stabilizzare la membrana neuronale che col tempo potrebbe ripristinare la sua normale eccitabilità." Ecco il motivo, almeno da quello che conosciamo oggi, della possibilità di sospendere la terapia antiepilettica senza l'insorgenza di ulteriori crisi a distanza di tempo dalla sospensione.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#27] dopo  
Utente 427XXX

Buongiorno caro dott ferraloro,
Ho un po’ di dubbi riguardo la situazione in generale. Ma secondo la sua esperienza ci sono casi in cui i pazienti hanno sospeso completamente i farmaci senza più crisi successive o è sempre la stessa storia che dopo un po’ di tempo dalla sospensione si ricade di nuovo? E poi quelli che più mi preme sapere e se, nonostante L epilessia, il cervello cerca naturalmente dei meccanismi riparatori per riportare L attività elettrica nella norma durante gli anni in cui si prende la terapia anti epilettica. Un po’ come quando si sente dire che la crescita porta alla stabilizzazione di alcune forme dj epilessia che addirittura non vengono trattate fatmacologicamrnte. Fino a che età si può sperare che L encefalo mettano in atto questo meccanismo riparatori, se esistono. Grazie e buona giornata.

[#28] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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"ci sono casi in cui i pazienti hanno sospeso completamente i farmaci senza più crisi successive o è sempre la stessa storia che dopo un po’ di tempo dalla sospensione si ricade di nuovo?" Certamente casi che si risolvono definitivamente ne esistono tanti.

Riguardo eventuali "meccanismi riparatori", non ci sono ancora evidenze tali per potere affermarlo, sugli effetti favorevoli dei farmaci invece la rimando all'ultima mia risposta.
I casi che si possono risolvere spontaneamente, a volte anche senza terapie, sono alcuni casi di epilessia dell'infanzia, molto caratterizzati da un punto di vista EEG, cioè con tracciati spesso tipici.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#29] dopo  
Utente 427XXX

buonasera dott ferraloro,
grazie per la risposta immediata.
purtroppo non ho mai capito cosa si intende per "sofferenza dell' encefalo" in relazione all'eeg eseguito dopo privazione di sonno dove le riporto il testo:
si rilevano rari gruppi di attività theta prevalenti sulle derivazioni temporali di sx, accentuati da fasi di veglia tranquilla e da oscillazioni del livello di vigilanza.
Conclusione eeg dopo privazione sonno : anomalie aspecifiche prevalenti sulle derivazioni temporali di sx, accentuati da fasi di veglia tranquilla e da oscillazioni del livello di vigilanza),
nel senso che il medico leggendo il suddetto eeg mi ha detto che si tratta di sofferenza del cervello ma non riesco a capire in che senso( puo essere metabolica, infettiva, infiammazione? ).
davvero non riesco a capire cosa sia successo al mio encefalo , a maggior ragione con una rm completamente negativa, tale da evidenziare all eeg una "sofferenza".

[#30] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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la parola "sofferenza" non va intesa nel senso comune del termine, piuttosto come un'anomalia elettrica, prevalentemente temporale sinistra, per il resto il Suo cervello è sano, come evidenzia la RM.
Non si faccia prendere dall'ansia, lo stress psicofisico è infatti in questi casi un elemento negativo.
Cerchi di stare sereno.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#31] dopo  
Utente 427XXX

Caro dott ferraloro ma se la rmn e negativa e quindi il cervello e sano come fa una sua parte a sviluppare attività elettrica anomala?
ossia da cosa è causata questa attività elettrica anomala in un encefalo anatomicamente sano?
Cosa è successo all encefalo tale da sviluppare questa attività anomala solo in una parte del cervello? Possibile che non ci sia una causa?
Secondo la sua esperienza sono stati fatti tutti gli esami necessari o si è tralasviato qualcosa?

[#32] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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la causa ovviamente è sconosciuta, almeno in una gran parte di casi, come il Suo.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#33] dopo  
Utente 427XXX

buonasera carissimo dott ferraloro,
1) ma una rm encefalo, completamente nella norma e quindi senza nessuna alterazione, come nel mio caso, implica che le funzioni cognitive di memoria e linguaggio funzionano correttamente?
ossia , in presenza di un cervello sano, di conseguenza ci si deve aspettare che anche memoria e linguaggio funzionino in modo "sano", anche in presenza di sofferenza elettrica?
2) un eeg dove si rilevano rari gruppi di attività theta prevalenti sulle derivazioni temporali di sx, accentuati da fasi di veglia tranquilla e da oscillazioni del livello di vigilanza , puo secondo lei essere collegato con i problemi di linguaggio e memoria da me esposti?
3) un eeg , che non evidenzia anomalie tranne il passaggio sopra descritto delle derivazioni temporali di sx, fa capire che ci si trova dinanzi ad un encefalo che nelle sue "porzioni" frontale, occipitale , parietale e temporale dx ha comunque attivita elettrica nella norma ,tranne appunto il lobo temporale sx?
Grazie per la collaborazione

[#34] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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non è possibile rispondere in maniera univoca alle questioni poste, spesso in medicina ci possono essere più risposte.
Per es. la maggioranza dei pazienti con diagnosi di epilessia con RM encefalica negativa e tracciato EEG come il Suo non ha nessun problema di memoria né di concentrazione nonostante i farmaci, infatti questi ultimi non danno le stesse risposte terapeutiche e gli stessi effetti collaterali in tutti i soggetti.
Eventuali problematiche in tal senso possono essere possibili dopo decenni di malattia non completamente sotto controllo farmacologico.
In linea di massima mi sentirei di escludere, nel Suo caso, alterazioni encefaliche che possano interferire con i meccanismi di memoria e cognitivi.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#35] dopo  
Utente 427XXX

caro dott ferraloro,
ma è vero che l' epilessìa parziale è sempre causata da una lesione (la cicatrice è elettricamente inattivi, mentre la ipereccitabilità è propria dei neuroni adiacenti)?
non riesco a capire come si ha una lesione, nel caso di una e. focale, se la risonanza encefalo è completamnete negativa?
che differenza ce tra epilessia focale e criptogenetica?
la lesione puo essere stata causata da una pallonata (avvenuta all incirca 6/7 mesi prima del primo episodio) che pero' non ha dato alcun sintomo tranne un po di confusione e mal di testa al momento della botta?
buona domenica

[#36] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

criptogenetica significa da causa sconosciuta.
Un'epilessia focale può essere criptogenetica.
Una pallonata? Esistono le epilessie post-traumatiche, ovviamente non è possibile entrare a distanza in merito alla Sua condizione.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#37] dopo  
Utente 427XXX

Dottore le fornisco qualche altra informazione sulla pallonata: non credo abbia fratturato il cranio e perforato lo strato esterno del cervello prima perché subito dopo la pallonata ho continuato a giocare s calcio.
La pallonata è avvenuta diciamo 6/7 mesi prima della prima crisi ma non so se è collegata la cosa.
La rm eseguita in occasione della prima crisi e quindi diciamo 6/7 mesi dopo la famosa pallonata non ha evidenziato alcun segno, un altra risonanza fatta a 5 anni di distanza non ha evidenziato nessun problema.
Ora, anche nel caso ci fosse stata un danneggiamento cerebrale all atti della pallonata, la risonanza fatta a 6-7 mesi di distanza non avrebbe dovuto mostrare qualche residuo?
La mancanza di problemi alla risonanza e la dimostrazione che la pallonata non c’entra nulla con le crisi?
E perché invece L attività theta si è mostrata proprio nella zona dove ho preso la pallonata?

[#38] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

con RM negativa non ci sono patologie macroscopiche che determinano le crisi epilettiche, direi che questo è un elemento importante.
Se è una forma post-traumatica? È possibile ma non certo.
In ogni caso non è detto che la pallonata debba lasciare segni visibili alla RM. L'esito negativo di questa non esclude il trauma come causa.
In definitiva però quello che importa è la RM negativa e l'efficacia della terapia. Il resto a questo punto è filosofia.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#39] dopo  
Utente 427XXX

caro dott ferraloro,
approfittando della sua disponibilità avrei bidogno di chiarire alcuni punti.
1) partendo dal dato certo della rm encefalo negativa, non riesco a capire se esista o meno una lesione dell encefalo che sostenga la tendenza al ripetersi delle crisi.
cioè se non ci sono lesioni alla rm, perche l encefalo ha iniziato a fare delle crisi?
2) "si rilevano rari gruppi di attivita theta sulle derivazioni temporali di sinistra" praticamente , in parole povere, cosa sta ad indicare? vuol dire che il cervello funziona rallentato in quella zona o altro?
3) la suddetta attivita theta( che si trova a sx) sta interferendo con i centri di linguaggio e memoria che si trovano proprio nell'emisfero di sx?
4) durante la sua carriera medica, ha visto altri casi simili a questo? secondo lei siamo di fronte a d una prognosi BUONA O INCERTA , usando le linee guida della lice?

[#40] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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1. Anomalie elettriche e problematiche di canali ionici delle membrane cellulari non vengono rilevate alla RM, e questo è ovvio.
2. Presenta anomalie elettriche che i farmaci possono curare.
3. Ritengo di no ed è l'ennesima volta che lo scrivo.
4. Certamente. Prognosi buona ma nessuno può dare certezze.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#41] dopo  
Utente 427XXX

Grazie delle risposte dottore, ma forse non mi sono spiegato bene. Comunque quello che voglio dire io quale delle due situazioni seguenti si è verificata nel mio caso?
1) L attività elettrica alterata dei canali ionici delle mentine cellulari può essere presente anche nel caso in cui nell encefalo non ci sia nemmeno una lesione di mezzo mm, indipendentemente se la rm la vede o no?
2)Oppure L attività elettrica alterata focaleè sempre sostenuta da lesioni ,quindi amche se la rm non la vede si deve supporre appunto L esistenza di una lesione anche millimetrica?
La 1 o la 2? Grazie per la risposta

[#42] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

entrambe le ipotesi possono essere possibili ma, ripeto, non ha nessun significato pratico. L'unica cosa che importa è l'efficacia della terapia.
Mi pare che il consulto si possa concludere qui.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#43] dopo  
Utente 427XXX

buonasera dottore, le scrivo per informarla che il controllo col neurologo e stato positivo...la terapia si continua e non crisi dall ultimo controllo.
ho chiesto informazioni sull eeg :"si rilevano rari gruppi di attività theta prevalenti sulle derivazioni temporali di sx, accentuati da fasi di veglia tranquilla e da oscillazioni del livello di vigilanza.
Conclusione eeg dopo privazione sonno : anomalie aspecifiche prevalenti sulle derivazioni temporali di sx, accentuati da fasi di veglia tranquilla e da oscillazioni del livello di vigilanza." e mi ha detto che non è chiaramente epilettico, quindi si puo considerare negativo.
1) ma perche allora si parla di anomaie( anche se sono aspecifiche.)
cioe praticamente che cosa suggeriscono o cosa rappresentano queste anomalie?
2) significa che il pezzetto in cui si trovano le anomalie non sta funzionando come dovrebbe? queste anomaie aspecifiche "danno fastidio" al funzionamento delle funzioni cognitive e non che si trovano in quello stesso pezzetto.?
mi puo spiegare?
3) riguardo oxcarbazepina invece non sono rimasto soddisfatto della risposta: ma secondo le sue conoscenze ed esperienze e' uno dei farmaci piu leggeri o pesanti a livello cognitivo che ci sono con una dose di 600 mg al giorno? quai sono gli effetto che di solito da , giusto per verificae se corrisponfono?
Grazie e una buona domenica a lei.

[#44] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

all'eeg le anomalie aspecifiche si possono riscontrare anche in soggetti che non hanno mai avuto crisi epilettiche e Le posso assicurare che questi tracciati sono frequenti, la loro interpretazione è molto incerta.
Riguardo la oxcabazepina, tra gli effetti collaterali non parliamo di deficit cognitivi ma di deficit della concentrazione e della memoria.
Tali effetti sono comuni anche ad altri antiepilettici e, come sempre, sono fortemente individuali. Le posso dire, per es., che ho pazienti con oxcarbazepina che non manifestano nessun effetto indesiderato.

Buona domenica anche a Lei
Dr. Antonio Ferraloro

[#45] dopo  
Utente 427XXX

buonasera dottore quindi mi conferma che la oxcarbazepina influisce su memoria e concentrazione?
ho bisogno di alcuni chiarimenti:
1) nelle crisi che hanno esordio epigastrico ascendente, di solito in che zona dell encefalo si trova il focolaio che causa appunto le crisi?
2) che differenza c'e secondo lei tra una isonanza encefalo nella norma ed una in cui si richiede di analizzare particolarmente le zone temporali?
3) partendo dal fatto che la risonanza encefalo fatta a 1,5 tesla è del tutto negativa, questa basta per escludere lesioni all' ippocampo e alla zona temporale mediale?
4) 3 crisi ad inizio epigastrico ascendente secondo lei hanno potuto rovinare la struttura encefalica o i circuiti predisposti alla memoria (ossia ippocampo e zona temporale mediale)?
mi puo aiutare in particolare sugli ultimi 2 punti? la ringrazio per il tentativo di aiutarmi a fare chiarezza, putroppo sono carico di ansia riguardo il problema ella memoria.
grazie dottore.

[#46] dopo  
Utente 427XXX

Dottore lo so che ci sono anche altri consulti, ma le chiedo cortesemente se mi può aiutare rispondendo alle domande precedenti dal momento che iniziò ad avere paura della malattia.
Grazie mille dottore