Utente 441XXX
È da questo febbraio che soffro di allucinazioni visive senza miglioramenti. Provo a descrivere le sensazioni che provo: a) percepisco dei movimenti, delle "ombre" che non esistono nella visuale periferica che mi mettono in allerta; quando mi giro e fisso quel punto vedo però che non c'è niente. b) ho la sensazione che gli oggetti nella mia visuale periferica mi vengano incontro. C) vedo delle scie/puntini a volte luminosi, a volte neri, che mi disturbano la vista, specialmente se fisso superfici chiare (cielo, muri che riflettono il sole).

Gli esami neurologici hanno dato tutti esito negativo, tanto che la neurologa mi ha detto di passare dall'endocrinologo (RMN ha evidenziato cisti sull'ipofisi e ghiandola pineale).

Ho anche una forma di diplopia che sento più accentuata in questi mesi, ma l'ortottista dopo test di Hess mi ha detto che è una sindrome congenita (di Duane, se non erro) che ho sempre avuto.

La mia domanda è: siccome ho assunto per 3 mesi (contando anche lo scalamento per toglierlo) un SSRI, la paroxetina, sospesa a metà dicembre, e siccome non emergono cause organiche, è possibile che la causa di questi disturbi sia da imputare al farmaco? Se sì, come posso risolvere la cosa?

Più recentemente ho cominciato a soffrire anche di capogiri intensi. In generale mi sembra di soffrire di un declino cognitivo, come se stessi sviluppando una specie di demenza. Non so più cosa pensare.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Quelle che lei chiama "allucinazioni visive" non sembrano essere di interesse psichiatrico. Mi sembra anche molto improbabile che siano dovute ad una astinenza da paroxetina. Considerando anche i "capogiri" e il timore di "declino cognitivo" sembrerebbe opportuno che lei contattasse uno specialista psichiatra. Tutto quello che lei descrive va probabilmente ricondotto alla stessa causa per la quale lei ha assunto paroxetina (ansia? lieve disturbo dell'umore?).
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#2] dopo  
Utente 441XXX

La paroxetina mi era stata prescritta dopo una diagnosi di fobia sociale (con un'attenzione ossessiva per il proprio aspetto, usò la parola "dismorfofobia").

Ho sofferto di attacchi di panico in passato, prima di prendere la paroxetina, a partire dall'età di 14-15 anni, poi negli anni successivi non scomparsi ma diventati più sporadici e gestibili. Comunque erano diversi da quelli di adesso, perché mi succedevano solo in contesti sociali e non erano accompagnati da disturbi visivi. Inoltre erano episodici e reversibili, invece adesso mi sembra di essere entrato quasi in uno stato di allarme permanente. È per questo che non mi sembrano da ricollegare al disturbo per il quale assumevo paroxetina.

Cioè, a me sembra che l'ansia sia conseguenza di questo disturbo visivo, più che la causa

[#3] dopo  
Utente 441XXX

Se si trattasse effettivamente di astinenza da SSRI, se reintroducessi il farmaco i sintomi dovrebbero risolversi?