Utente 510XXX
Gentili medici,
mio padre (ottantaseienne), che ebbe un ictus circa 11 anni fa e che, stando alla diagnosi del medico, è affetto da parkinsonismo vascolare e da demenza (mio padre, da un po’ di tempo a questa parte, non parla quasi per niente e non si muove), è stato sottoposto ad una TAC del cranio. Sul foglio della TAC è scritto:
“Ampliamento diffuso degli spazi liquorali peri-encefalici e ventricolari come per condizione di atrofia cerebrale. Sistema ventricolare in asse. Esiti ischemico-lacunari si evidenziano nella corona radiata di destra ed in sede nucleare profonda bilateralmente
Sfumata ipodensità peri-ventricolare si apprezza in adiacenza dei corni frontali di entrambi i ventricoli laterali come per gliosi. Non raccolte emorragiche intra-craniche.”
Mi potrebbero, gentilmente, aiutare a capire il significato di quello che c’è scritto?
Ringraziando in anticipo, porgo i miei più cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

l'ampliamento diffuso "degli spazi liquorali peri-encefalici e ventricolari come per condizione di atrofia cerebrale" giustifica il deterioramento cognitivo che riferisce.
Invece gli "Esiti ischemico-lacunari si evidenziano nella corona radiata di destra ed in sede nucleare profonda bilateralmente" indicano delle pregresse ischemie cerebrali e sono compatibili con la diagnosi di parkinsonismo vascolare.
La sfumata ipodensità periventricolare invece è un segno di deficit cronico di ossigenazione, anche se il radiologo parla di "gliosi", cioè di riparazione di vecchi insulti cerebrali, probabilmente di tipo vascolare (ischemie).
Faccia però visionare le immagini dell'esame al neurologo che segue Suo padre.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 510XXX

Grazie mille, dottore, per la gentilissima e graditissima risposta. Il medico ha detto che mio padre è destinato a vivere vegetativamente. Mi pare di aver letto che i pazienti con demenza grave, oltre a diventare totalmente dipendenti dagli altri per l’alimentazione, la pulizia e gli spostamenti, perdono completamente la memoria a breve e lungo termine divenendo incapaci di riconoscere anche i familiari stretti. Io noto, però, che mio padre mostra di riconoscere sia me sia i miei familiari. Per altro, ha riconosciuto anche una persona di famiglia che non vede da più di 4 anni. Ma è possibile che la demenza di mio padre sembri aggravata per la presenza di altri mali? Come può un paziente affetto da demenza grave continuare a riconoscere i familiari?
Grazie mille in anticipo per le Sue preziose spiegazioni e per la Sua squisita disponibilità.
Cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

il decorso di ogni malattia è variabile da un soggetto all’altro e dipende da vari fattori, non ultimo l’associazione di altre condizioni patologiche e il grado di deterioramento cognitivo per cui non mi sorprende che Suo padre riconosca i familiari nonostante il grado avanzato di demenza.
Un grosso in bocca al lupo.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 510XXX

Gentilissimo dottor Ferraloro,
la ringrazio per la Sua gentile risposta.
Cordiali saluti.

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Di nulla.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro