Utente 509XXX
Ho 38 anni e da circa 10 giorni ho un dolore al torace a fascia (seno, schiena e spalle) che si irradia alle braccia (a giorni a sinistra altri giorni a destra) e che si tramuta in formicolio alla schiena e al braccio. Ho preso la tachipirina per circa 5 giorni ma non ha alleviato i sintomi togliendomi i dolori ma ha solo diminuito i dolori. Da circa 10 giorni mi tremano inoltre le palpebre. Mi sento anche molto stanca anche al risveglio. Sospettando un problema di ernia discale, mi è stata prescritta una risonanza magnetica colonna che ha avuto il seguente esito:
Riduzione della fisiologica lordosi cervicale, con tendenza all'inversione, per quanto apprezzabile in
clinostatismo. Riduzione della fisiologica cifosi dorsale.
Iniziali fenomeni degenerativi spondilo-unco-artrosici.
Iniziale degenerazione dei dischi intersomatici nel tratto cervicale esaminato che mostrano modesta
riduzione del tono idrico e di altezza. Regolare idratazione dei dischi intersomatici dorsali.
A livello C2-C3 e C3-C4 si apprezzano minimi fenomeni di bulging discale.
A livello D12-L1 si apprezza grossolana ernia discale in sede mediana.
Non evidenza di ulteriori immagini riferibili a protrusioni e/o ernie discali nei restanti livelli esaminati.
Canale vertebrale di ampiezza nei limiti.
Regolare intensità del segnale della corda midollare.

Può essere qualcosa di piiù grave a livello neurologico ovvero si tratta di una banale contrattura? Può una contrattura al trapezio creare anche formicolii a schiena e braccio e tremore alle palpebre?

Grazie molte. Cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Paziente,
da quanto riferisce in anamnesi e raffigurandolo con il reperto della Risonanza Magnetica, posso dirle che l'estrusione erniaria evidenziata al livello D12 non gioca alcun ruolo patogenetico sul disturbo a carico del braccio e della parte alta del torace e men che meno sul fenomeno accusato a carico delle palpebre. Il mio consiglio è che si rechi da un Neurochirurgo che valuti l'effettiva entità dell'ernia discale e le suggerisca eventuali ulteriori indagini per decidere sulla terapia più appropriata da adottare.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it