Utente
Egregi Dottori,
Scrivo per mio nonno, 90 anni compiuti da poco.
Mio nonno è stato sempre una persona lucida, attiva e autonoma fino al 3 Settembre 2020 quando è stato operato d'urgenza per aderenze intestinali, operazione difficile e lunga 3 ore e mezza che lo ha completamente cambiato.
L'operazione in sè è andata bene ma già le notti successive in ospedale presentavano delle difficoltà: il nonno era sempre agitato, urlava e dormiva poco.
I medici lo hanno dimesso dopo 10 giorni rassicurandoci che tutto sarebbe rientrato una volta tornato a casa.
Ora è un mese che il nonno è casa ma alterna momenti in cui è lucido e sta bene a momenti in cui invece è agitato e aggressivo verso tutti.
In particolare, l’agitazione e l’aggressività si presentano di notte: lui non dorme e offende tutti e scaraventa cose in giro dappertutto, per non parlare dei pugni che vuole tirare a tutti.
La mattina puntualmente non ricorda nulla.
Di giorno è abbastanza tranquillo anche se è capitato che a volte facesse le stesse cose di notte.
Quando invece sta bene, è lucido, ricorda tutto, mangia bene ed è il nonno di una volta.
Quando invece sta male, a volte si rifiuta anche di mangiare, ripete sempre le stesse cose e si agita.

Gli sono stati somministrati serenase, talofen, quetiapina, tavor e zolpidem a dosaggi diversi e in orari diversi ma non hanno risolto nulla, se non farlo dormire di giorno.

Ha eseguito anche una TAC all’encefalo.

Il problema è che i miei zii (cioè i figli di mio nonno), vedendo che la situazione non migliora, vorrebbero portarlo in una casa di riposo ma mio padre (e soprattutto io) è contrario.
Ora, con questa situazione del covid, non potremmo andare a trovarlo e soprattutto ci sono dei momenti in cui torna in sé ed è perfettamente lucido.

Alla luce di quanto sopra vorrei chiedervi se ci sono dei farmaci che possano stabilizzare/migliorare la situazione (soprattutto per il fatto delle notti) oppure se dobbiamo arrenderci al fatto che sarà sempre così o peggio.

Grazie e cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Utente,
il comportamento caratterizzato da esplosioni di aggressività, che lei ha descritto, esprime una riduzione delle capacità di critica che rientra, anche in considerazione dell'età avanzata del paziente, nel quadro clinico del declino cognitivo di grado medio, che nel caso di suo nonno potrebbe anche essere stato facilitato dall'evento legato alla sua ospedalizzazione. L'esatta definizione del coinvolgimento cognitivo può essere determinato attraverso i test neuropsicologici ed una valutazione clinica neurologica, allo scopo di individuare se il disturbo abbia assunto un orientamento prevalentemente psicotico o di tipo depressivo, allo scopo di impostare una terapia appropriata. Se vuole ulteriori ragguagli sull'argomento può leggere qualche mio articolo di cui le accludo il link.
Cordialmente
https://www.medicitalia.it/salute/neurologia/241-malattia-di-alzheimer.html
https://www.medicitalia.it/salute/neurochirurgia/138-demenze.html
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente
Buongiorno,
Innanzitutto grazie per la sua risposta.
Ieri abbiamo chiamato un neurologo che ha prescritto al nonno 10 gocce di serenase durante il giorno e 20 gocce di talofen prima di dormire.
Quanto ci vorrà per vedere gli effetti della terapia?
Questa notte il nonno non ha mai dormito ed è diventato molto aggressivo nei confronti della badante.
Grazie e cordiali saluti,

[#3]  
Dr. Mauro Colangelo

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Per poter rispondere alla sua domanda, dovrei poter apprendere qual è stata la diagnosi formulata dal collega.
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