Lesione menisco posteriore: intervento necessario?
Buongiorno; dopo un mese di dolore e gonfiore al ginocchio, ho difficoltà a camminare, anche perché ha cominciato a farmi male l'anca, tra la coscia e l'inguine; in realtà al momento è più fastidioso il problema all'anca che non al ginocchio.
La rsm fatta una settimana fa evidenzia "esile rima di lacerazione che coinvolge il corpo del corno meniscale posteriore" e "note di condropatia femoro-rotulea".
Se cammino sto un po' meglio, fare le scale tende a infastidire il ginocchio; accovacciarsi no, anche perché è proprio da lí che è partito tutto un mese fa, facendo dei piccoli lavori in casa.
A breve sentirò un ortopedico, ma potete dirmi se una lesione meniscale così refertata sia già indicativa di intervento?
Grazie
La rsm fatta una settimana fa evidenzia "esile rima di lacerazione che coinvolge il corpo del corno meniscale posteriore" e "note di condropatia femoro-rotulea".
Se cammino sto un po' meglio, fare le scale tende a infastidire il ginocchio; accovacciarsi no, anche perché è proprio da lí che è partito tutto un mese fa, facendo dei piccoli lavori in casa.
A breve sentirò un ortopedico, ma potete dirmi se una lesione meniscale così refertata sia già indicativa di intervento?
Grazie
La risonanza magnetica (RM) descrive una "esile rima di lacerazione che coinvolge il corpo del corno meniscale posteriore" e "note di condropatia femoro-rotulea".
Una lesione meniscale "esile" o di grado 1, spesso descritta come una rima, indica una lacerazione superficiale e non necessariamente sintomatica. Molte di queste lesioni possono essere gestite in modo conservativo con fisioterapia, farmaci antinfiammatori e modificazione dell'attività fisica.
L'intervento chirurgico (artroscopia) è generalmente riservato per:
- Lesioni meniscali più estese (gradi 2 o 3, con coinvolgimento del corno, instabilità, blocco).
- Sintomi persistenti e invalidanti nonostante la terapia conservativa.
- Presenza di blocco articolare.
La condropatia femoro-rotulea, indicata come "note", suggerisce un certo grado di degenerazione della cartilagine, ma di solito non è un indicatore diretto per l'intervento a meno che non sia grave o associata ad altri problemi strutturali.
Nel suo caso, la lesione descritta non sembra essere grave. L'approccio migliore sarà discuterne con l'ortopedico, che valuterà la sua sintomatologia, l'esame fisico e l'imaging per decidere il trattamento più appropriato, che potrebbe iniziare con la terapia conservativa.
Una lesione meniscale "esile" o di grado 1, spesso descritta come una rima, indica una lacerazione superficiale e non necessariamente sintomatica. Molte di queste lesioni possono essere gestite in modo conservativo con fisioterapia, farmaci antinfiammatori e modificazione dell'attività fisica.
L'intervento chirurgico (artroscopia) è generalmente riservato per:
- Lesioni meniscali più estese (gradi 2 o 3, con coinvolgimento del corno, instabilità, blocco).
- Sintomi persistenti e invalidanti nonostante la terapia conservativa.
- Presenza di blocco articolare.
La condropatia femoro-rotulea, indicata come "note", suggerisce un certo grado di degenerazione della cartilagine, ma di solito non è un indicatore diretto per l'intervento a meno che non sia grave o associata ad altri problemi strutturali.
Nel suo caso, la lesione descritta non sembra essere grave. L'approccio migliore sarà discuterne con l'ortopedico, che valuterà la sua sintomatologia, l'esame fisico e l'imaging per decidere il trattamento più appropriato, che potrebbe iniziare con la terapia conservativa.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 25/01/2026.
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