Utente
Buonasera, sono una signora di 53 anni che da circa un anno soffre di un dolore acuto e intermittente all avampiede sn e più precisamente nello spazio tra il secondo e il terzo dito; dolore che s' irradia con il tempo a tutto il piede in particolar modo dopo una passeggiata o qualsiasi esercizio. (Il dolore non si presenta a riposo)
Mi rivolgo a voi perchè dopo varie e molteplici visite specialistiche ed esami non sono ancora riuscita a capire la causa del mio disturbo. Dapprima ipotizzavamo il "neuroma di morton", diagnosi poi scartata dati gli esiti dei successivi accertamenti che qui vi riporto.
Circa 4 mesi fa mi sono rivolta ad una podologa la quale mi ha consigliato un plantare che ho portato per circa un mese senza alcun risultato per quanto riguarda la diminuzione del dolore.
successivamente ho eseguito un rx piede il quale non ha evidenziato alcuna anomalia ossea.
Infine, ho eseguito un RM avampiede dal quale è emerso un "modesto versamento a carico dell articolazione metatarso falangea del primo dito con superfici articolari a morfologia conservata. N alterazioni alle strutture osse e no versamenti a livello delle guaine tendinee"

Preciso che negli ultimi giorni mi è sopraggiunta una lombosciatalgia che sto curando con antinfiammatori/antidolorifici. Non so se vi può essere collegamento.
Per quanto rigurada il dolore al piede, fin' ora mi sono limitata a riposarmi al sopraggiungere del medesimo.

Vi ringrazio anticipatamente e mi auguro che mi possiate aiutare a comprendere la causa di un distubo cos' invalidante per me.
Grazie ancora, a risentirci, Maria.

[#1]  
Dr. Roberto Leo

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Gentile Signora,
in effetti il suo racconto fa pensare, in principio, ad un neuroma di Morton.
Se i colleghi che la hanno visitata lo hanno escluso potrebbe allora trattarsi di una metatarsalgia.
Cio' detto, se cosi' fosse realmente, si tratta di porre in atto adeguate cure anti infiammatorie e successivamente un plantare il piu' possibile personalizzato e ben fatto
Non e' possibile dire di piu' senza poterla visitare direttamente.
Cordiali saluti
Dr. Roberto LEO

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno, la ringrazio innanzitutto per la sua celerità e gentilezza.

Capisco anche che per lei sia difficile porre una diagnosi senza potermi visitare ma quello che mi chiedo (nel caso in cui soffra di metatarsalgia) è se esitano ulteriori approcci terapeutici.
Le soluzioni che lei gentilmente mi ha proposto (plantari/ antinfiammatori) mi sembrano più che altro cure palliative, non causali. Non esistono terapie/interventi che possono risultare risolutivi?
Scusi ancora per l insistenza,
Grazie, Maria.

[#3]  
Dr. Roberto Leo

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Gnetile utente,
parlare di intervento in una metatarsalgia, peraltro ancora da dimostrare, mi sembra l'ultima ipotesi da mettere in campo.
Cio' detto le cure sono volte a contenere l'infiammazione (ghiaccio, farmaci, cure fisiche specifiche, infiltrazioni locali) e successivamente volte a controllare il problema meccanico se si dimostra che vi' e' un problema meccanico alla base ---> da qui la utilita' possibile del plantare.
Cordiali saluti.
Dr. Roberto LEO