Artrodesi sacroiliaca

Salve, sono un ragazzo di 37 affetto da disfunzione sacro iliaca diagnosticata ahimè tardivamente quindi dopo circa 6 anni di atroci dolori, visite specialistiche presso svariati professionisti ed ogni sorta di cura sono giunto in sala operatoria per tentare di risolvere il problema.
Ad oggi, a sei mesi dall' intervento mininvasivo con metodo I-FUSE il dolore persiste soprattutto stando in posizione eretta mentre da steso si annulla quasi completamente.
Il medico nn mi ha prescritto farmaci nè fisioterapia.
Ora la domanda è: quali sono i tempi di fusione?
Finirá mai questa sofferenza ed inoltre, potrei tentare presso un terapista del dolore un' infiltrazione o una neurolis per alleviare il male nell' attesa della sperata guarigione?
Grazie a chi vorrá rispondere ai miei quesiti.
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Dr. Luigi Leone Ortopedico, Medico fisiatra, Medico dello sport 48 8
Gentile Signore,
prima di rispondere ai Suoi due quesiti (il tempo di fusione della sacro-iliaca che è stata stabilizzata con impianti in titanio e l’eventuale trattamento antalgico nell’attesa della fusione articolare con infiltrazioni o con neurolisi) è bene soffermarsi un attimo su quanto Lei già conosce per averlo vissuto di persona.
Mi riferisco ai riferiti atroci dolori per circa sei anni e ad ogni inefficace sorta di cura .
Allora, sono io a chiederLe: la attuale situazione, a sei mesi dall’intervento, è la stessa o è nettamente migliorata ?
Rifletta con calma e si risponda nel suo intimo senza fretta.
Per quanto riguarda il trattamento antalgico presso un medico esperto nella terapia del dolore, ritengo che possa tranquillamente essere eseguito se non sono presenti controindicazioni di altro tipo. Invece lascerei per il momento da parte la neurolisi, trattamento volto a distruggere-eliminare fibre nervose conducenti anche stimoli dolorosi, e lo prenderei in considerazione come ultimo rimedio in caso di fallimento dell’intervento subito.
Come Lei già sa, i Suoi atroci dolori sono stati attribuiti ai movimenti dell’articolazione sacro-iliaca e quindi il blocco articolare effettuato con la tecnica I-fuse è si propedeutico alla fusione vera completa osteoarticolare della Sua sacroiliaca ma l’infissione degli impianti in titanio ha già determinato una artrodesi funzionale, cioè il blocco del movimento articolare, e di conseguenza l’intervento eseguito dovrebbe aver già ridotto notevolmente il dolore derivante dai movimenti della articolazione sacro-iliaca.
Certamente, con il passare del tempo, si verificherà una fusione vera completa della articolazione sacro-iliaca ma quando ciò avverrà non si può dire con ragionevole sicurezza.
Dipenderà sia dalla situazione cartilaginea articolare presente prima dell’intervento che dalla risposta individuale del suo tessuto cartilagineo (articolare) il quale, non essendo stato rimosso perché l’intervento a cui Lei è stato sottoposto non lo prevede, è di per se ostacolo alla fusione e pertanto bisognerà attendere la sua lenta distruzione-trasformazione in tessuto osseo.
Sperando di esserLe stato utile,
La saluto molto cordialmente
dr. Luigi Leone

Dr. Luigi Leone
Specialista in Ortopedia e Traumatologia, in Fisiatria e in Medicina Sportiva

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dopo
Utente
Utente
Gentilissimo dott.Leone, ho letto attentamente la sua risposta e la ringrazio per la chiarezza fattami. Torno a spiegarle che nonostante l' intervento la sintomatologia persiste, il dolore è diminuito solo di poco ma con l' articolazione bloccata in un certo senso, è migliorata la postura in quanto il bacino, antiverso a sx, ora non lo è piú. Parlando d' infiltrazioni si, ne ho fatte tante (anche l' ozonoterapia) ma tutte nella colonna per una sospetta sindrome delle faccette articolori (diagnosi errata) mentre nella sacroiliaca non ho effettuato alcun intervento del genere, mai! Quindi speravo di provarci ed avere successo poichè ora si conosce per certo la causa del mio male. Ho fissato un appuntamento a Lecce per il 16 settembre per eventuale terapia del dolore. La ringrazio ancora e l' aggiorneró a breve.

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