Utente
Ho inoltrato la presente richiesta di consulto in questa sezione perché mi sembrava la più consona, ma desidero specificare fin da subito che i problemi sono due, ma, credo, connessi. Il primo riguarda questa specialità, il secondo è di natura ginecologica.
Il primo sintomo, non ancora svanito, è comparso circa 3 mesi fa, ossia un senso di orecchie tappate e un suono come di apertura/chiusura mentre deglutisco, apro la bocca ecc. Alla visita del primo otorino mi è stata diagnosticata una tubarite causata da una rinite allergica (il mio prick-test è positivo a graminacee e acari) e una discreta deviazione del setto nasale. Mi sono stati prescritti degli anistaminici (che non prendevo più da anni, perché mi causavano sonnolenza), l'Aerius, e uno spray nasale, Biorinil. Ho seguito la terapia per 10 giorni come indicato, ma la situazione delle mie orecchie non è migliorata.
Circa un mese dopo, mi sono sottoposta ad un esame audiometrico che è risultato nella norma e ad un'altra visita di un altro otorino, che mi ha diagnosticato una "rinite cronica vasomotoria ipertrofica di tipo pallido". Tenendo conto della sintomatologia, non ha ritenuto sussistessero le condizioni nè per ITS, nè per un intervento chirurgico. Mi ha consigliato un altro spray, il Nasonex, mantenendo invece l'Aerius. L'indicazione è stata quella di iniziare la cura diantistaminici + spray solo in caso di peggioramento dei sintomi e così ho fatto.
Soltanto ieri, infatti, il senso di ovattamento nelle orecchie è peggiorato in contemporanea con un'irritazione a livello vaginale, secondo me causata dagli assorbenti esterni, che mi dà un forte senso di bruciore, senza perdite. La cosa più strana, e vera motivazione che mi ha spinta a richiedere un consulto online, è che nel momento in cui applico la crema consigliatami dal farmacista sull'irritazione, sento nel mio orecchio sinistro un suono simile a delle bollicine che scoppiano in modo ripetuto e che non so spiegare altrimenti. A volte è più forte, tanto che lo sento chiaramente anche mentre mi siedo, o lo slip sfrega contro la vagina.
Non so veramente cosa pensare al riguardo: possibile che questi due problemi, apparentemente così lontani, possano essere connessi? La mia speranza è che quando l'irritazione scomparirà, smetterò di sentire questo rumore come di bollicine molto fastidioso. Oppure devo pensare di continuare a sentirlo ogni volta che mi lavo intimamente per il resto della mia vita? Inoltre, sempre più spesso mi succede di sentire dei fischi, della durata di qualche decina di secondi. Per una rinite rischio di sviluppare un acufene? Come prospettiva non mi sembra molto attraente, tenendo conto che ho solo 18 anni.
Se vi fosse bisogno di altre analisi o di ulteriori chiarimenti, sono disposta a fornirvi tutto ciò che so e che è presente nella mia cartella medica da quando sono nata a oggi.
Grazie anticipatamente per la Vostra attenzione, spero di ricevere presto un parere.

[#1]  
Dr. Raffaello Brunori

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Una tubotimpanite catarrale, prima di risolversi, necessita di circa 1 mese di terapia farmacologica a base di spray nasale decongestionante delle mucose, fluidificanti del muco per via orale a base di acetilcisteina ed antistaminici. Si puo' integrare tale terapia anche con aerosol a base di zolfo, per via nasale. Piu' che dell'esame audiometrico, necessita di una impedenzometria e di una rinomanometria con test di decongestione dei turbinati per verificare la sua reale respirazione nasale. Certamente, gli acufeni da lei lamentati possono essere scaturiti dalla patologia catarrale, sempre che non ci siano altri motivi. Non vedo una correlazione, infine, fra la sintomatologia dell'orecchio e quella di natura ginecologica. Un cordiale saluto
Dr. Raffaello Brunori

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio innanzitutto per la cordiale risposta.
Vorrei porle un'altra questione: qualche giorno fa, parlando con mia cugina, ho scoperto che anche lei ha avuto di questi problemi (catarro nelle tube, ovattamento, ronzii ecc.) e che l'ha risolto con dei diuretici da prendere per via orale (di cui ora non ricordo il nome). Tale terapia potrebbe adattarsi anche al mio caso secondo il Suo parere, in base alle informazioni sino ad ora raccolte? Scoprire che almeno una persona è riuscita a risolvere questi fastidi mi ha dato un po' di speranza, ma non vorrei gioire troppo presto. Sono 6 giorni che mi sottopongo a insufflazioni endotimpaniche, ma senza risultati apprezzabili. Inoltre da 10 giorni circa sento un fischio all'orecchio sx che varia spesso di intensità: a volte è più forte e a volte meno, a volte è "intermittente" mentre altre è fisso... Il fastidio è notevole nel momento in cui mi devo coricare, ma a volte mi è di disturbo anche in pieno giorno nonostante i rumori che mi circondano. Ora che ricomincia l'anno scolastico, ho il terrore di non riuscire a concentrarmi durante verifiche e lezioni...
La ringrazio ancora per le informazioni, spero mi saranno utili quando mi recherò dall'otorino per un'altra visita.

[#3]  
Dr. Raffaello Brunori

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Se stiamo parlando di tubotimpanite catarrale, la terapia farmacologica con diuretici non ha alcun senso. Sicuramente sua Cugina soffriva di una patologia diversa, probabilmente anche con catarro tubarico, ma con altri problemi concomitanti. Si attenga, pertanto, alle cure prescritte: purtroppo, per la risoluzione della sintomatologia occorre molto tempo!
Dr. Raffaello Brunori

[#4] dopo  
Utente
Un'ultima cosa: la strana sensazione all'orecchio che ho avuto durante quell'infezione vaginale, attenuatasi dopo la risoluzione di quest'ultima, si è rifatta sentire ora che ho ricominciato ad usare gli assorbenti e la zona si è irritata di nuovo (adesso sto usando assorbenti ipoallergenici e applicando una crema datami dalla farmacista per evitare un peggioramento). Come può non esistere una correlazione tra le due cose? Azzardo un'ipotesi: potrebbe c'entrare qualcosa la pressione sanguigna, essendo aumentata nella zona vaginale per via dell'infiammazione e data la natura vasomotoria della rinite?
La ringrazio infinitamente per il sostegno.

[#5]  
Dr. Raffaello Brunori

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Non vedo una correlazione fra le due patologie. E' bene, quindi, consultare il suo ginecologo per una diagnosi e relativa terapia. Il farmaco vendutole in Farmacia probabilmente non è idoneo per la patologia di cui soffre. Solo un esame clinico consente di fare una diagnosi e, quindi, di stabilire una adeguata terapia specifica
Dr. Raffaello Brunori

[#6] dopo  
Utente
Gentile dr. Brunori, ho terminato la terapia di insufflazioni, che mi ha portato qualche beneficio più che altro a livello nasale, ma non ha risolto il problema acufene. Oggi sono stata dall'otorino per un controllo: ha rimosso un po' di cerume, mi ha guardato l'orecchio sx con il microscopio, mi ha guardato anche il naso e mi ha anche provato la pressione. Tutto regolare e la respirazione è migliorata notevolmente. La conclusione che mi è stata data è che la natura del disturbo all'orecchio può essere solo psicologica.
Capisco che l'essere ansiosa non aiuta di certo, ma tra questo e l'affermare che, di fatto, i problemi me li sono creati io, c'è una bella differenza. Mi ha prescritto una risonanza magnetica e dei ricostituenti (al momento non ho sotto mano la ricetta quindi non so dirle il nome), ma mi ha fatto capire che non serviranno a niente, che il problema è solo nella mia testa. Ha anche detto che vorrebbe evitare di prescrivere ansiolitici a una diciottenne, ma se proprio dovesse essere necessario...
Mi ha davvero demoralizzata.
Anche secondo Lei è così? Sta tutto nella mia testa? Sinceramente.
Grazie, cordiali saluti.

[#7] dopo  
Utente
Ho controllato la ricetta, i farmaci prescritti sono Nootropil e un integratore di vitamine del gruppo B...

[#8]  
Dr. Raffaello Brunori

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Gradirei conoscere, a distanza di un mese, le sue condizioni di salute. A presto
Dr. Raffaello Brunori

[#9] dopo  
Utente
Buonasera,
ho appena ricevuto i risultati della risonanza magnetica. Ecco il referto, se volesse visionarlo:
"Reperti sotto-sopratentoriali nei limiti. In particolare aspetto normale del poro acustico interno e della cisterna dell'angolo ponto-cerebellare di entrambi i lati.
Dominanza vertebrale sinistra contatto intradurale di tale arteria che esercita una lieve impronta sul profilo antero-laterale sinistro del bulbo".
Mi può spiegare almeno vagamente che cosa significa?
In ogni caso, l'acufene persiste, così come tutti gli altri sintomi.
Grazie dell'assistenza.

[#10]  
Dr. Raffaello Brunori

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Non mi sembra che ci siano motivi di preoccupazione. E' necessario, pero', che le immagini della RM vengano lette da uno Specialista: non mi posso esprimere in merito solamente con la lettura del referto. Mi faccia sapere cio' che il Collega le dirà dopo la lettura delle immagini. Cordialmente
Dr. Raffaello Brunori

[#11] dopo  
Utente
Gentile dr. Brunori,
oggi sono stata da un neurologo il quale non ha nemmeno voluto prendere visione delle immagini, perché secondo il suo parere il referto già escludeva qualsiasi problema. Dopo una normale visita, mi ha prescritto Dropaxin (20 gocce, da prendere la sera) dicendo che mi avrebbe aiutata a ridurre la sensazione dell'acufene. Ora io ho letto solo qualcosa su internet, ma ho trovato che si tratta di un antidepressivo... Non capisco, com'è possibile che da un disturbo all'orecchio che mi era stato fatto passare per 'assolutamente banale' si sia potuti passare ad una terapia con antidepressivi?
Il medico mi è sembrato competente e inizialmente mi aveva convinta, eppure adesso non so più cosa fare: se arrendermi all'idea che è un problema di testa da curare in questo modo, o se devo continuare a combattere per far capire ai medici che non sono depressa e che voglio solo tornare a godermi un po' di beato silenzio.
Lei crede che questo farmaco mi sarebbe di giovamento?
La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che mi vorrà accordare.

[#12]  
Dr. Raffaello Brunori

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Sicuramente il Collega Neurologo è stato poco professionale! Il Medico non legge il referto ma le immagini di una indagine diagnostica. Pertanto, non mi fiderei piu' di tanto, specialmente sulla prescrizione del farmaco. Potrebbe essere anche possibile che l'acufene sia di natura ansioso-depressiva, ma non mi convince la condotta del Collega. Che fare? Un piccolo sacrificio: comnsultare a Milano, presso il policlinico Universitario la Divisione di Audiologia per un Consulto in merito.
Dr. Raffaello Brunori

[#13] dopo  
Utente
E' passato più di un anno dall'ultima volta che ho scritto qui. In questo lasso di tempo, ho seguito la terapia con paroxetina fino allo scorso settembre, con risultati modesti. Ovviamente il problema non è stato risolto, ma l'intensità dell'acufene si è abbassata abbastanza da permettermi di riprendere regolari ritmi di sonno, anche in seguito all'interruzione della terapia antidepressiva (nonostante una breve fase "critica" dovuta alla paura che il problema si ripresentasse una volta smessa la terapia).
Questo finché, due settimane fa, un violento raffreddore, poi sfociato in sinusite, con dolori alla testa e peggioramento della tubarite (i cui caratteristici "clac" di apertura/chiusura non mi hanno mai abbandonata), l'acufene è tornato a farsi sentire in modo prepotente, anche in presenza di altri rumori, come musica, televisione, eccetera (prima, invece, lo avvertivo solo nel silenzio).
Allarmata, mi sono ricordata dell'ultimo consiglio che il dr. Brunori mi aveva dato, ovvero di rivolgermi ai medioi del reparto di audiologia del Policlinico di Milano. Così, ho fissato una visita presso lo studio di uno di questi medici, di cui non credo di poter fare il nome. Anche in questo caso, comunque, non ho ricevuto risposte chiare: dice che il mio è un acufene centrale, che potrebbe trattarsi di problemi di cervicale o di malocclusione, che dovrei fare dei massaggi e prendere degli integratori (spera in un effetto placebo?), che il mio specialista non è l'otorino perché ci sento benissimo. La tubarite c'è, insomma, ma non c'entra nulla. Tutto questo in base a un esame audiometrico e a uno sguardo ai timpani. La cosa che più mi sconcerta è proprio che non mi sia mai stato fatto un esame un po' più specifico, nè da un otorino nè dall'altro. Una volta escluse le patologie gravi, come un tumore, si rassegnano e mi dicono che le mie orecchie sono perfette.
Io capisco che la componente psicologica abbia un suo peso nella percezione dell'acufene, ma penso che ce l'abbia un po' come su qualsiasi altro problema fisico: anche se mi rompo un braccio mi fa più male quando ci penso e meno quando mi distraggo! Poi, mi piacerebbe sentire con le mie orecchie (che tanto funzionano benissimo) le storie di quei fantomatici pazienti guariti da un acufene con dei massaggi al collo.
Mi scuso per il tono un po' risentito, ma ogni volta che mi faccio visitare da uno specialista la mia fiducia nei medici non fa che diminuire. Il mio desiderio di guarire ormai viene preso come il sintomo di una mania, di un problema psicologico da curare tramite benzodiazepine. Suppongo che non mi resti altro, alla fine. Del resto, ho solo diciannove anni e certe decisioni, anche sulla mia salute, non posso prenderle solo io. Ma un altro consulto mi sarebbe davvero gradito.

[#14]  
Dr. Raffaello Brunori

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Dalla visita cui ti sei sottoposta, mi pare di aver capito che l'acufene sofferto non dipenda da una patologia dell'orecchio, ma da altro. Una delle possibili ipotesi è una malocclusione, per esempio. Per questo, è necessaria una visita specialistica maxillo-facciale. Per il catarro tubarico, sempre utile una terapia farmacologica con mucolitici e spray nasali decongestionanti le mucose.
Dr. Raffaello Brunori