Utente
Gentilissimi Dottori, ho 31 anni e da un circa 6 anni dopo aver fatto vari accertamenti soffro di reflusso gastroesofageo che tendo a limitare/curare con esomeprazolo (20/40 mg al dì), procinetici e ogni tanto antiacidi (riopan, gaviscon); sono una persona di temperamento ansioso/nervoso dovuto a forti stress emotivi passati. Nel tempo, nonstante abbia tentato di curare tale reflusso, ho sempre avuto la necessità di raschiare la gola, ipersalivazione, fattori di cui incremento cresceva in modo consistente dopo che bevevo in particolar modo del caffè (tutto questo nonostante assumessi IPP etc..). Da Dicembre 2008 fino ad oggi, dopo aver preso un influenza stagionale, ho iniziato ad avvertire un senso di corpo estraneo in gola SOLTANTO dal lato alla mia sinistra a volte più intenso, altre volte meno e/o quasi assente. Inizio subito controlli ed il primo otorino a cui mi rivolgo mi rileva un papilloma nel velo palatino e tramite una laringoscopia diretta una cisti salivare all'epiglottide, note di faringite cronica in atto sub-acuta ed un iperemia e succulenza aritenoidale da probabile patologia da reflusso. Mi sottopongo alla microlaringoscopia diretta in anestesia generale per ispezionare meglio tutto l'apparato laringeo e mi faccio rimuovere il tutto;
dai risultati non emerge niente di ulteriormente significativo oltre quanto diagnosticato in precedenza e l'esame istologico del papilloma e della cisti salivare non rilevano nessuna atipia. Faccio guarire il tutto dopodichè mi accorgo sorprendentemente che il senso di corpo estraneo in gola è rimasto lì, tale e quale! Inizio a fare altre laringoscopie dirette da diversi otorini (ben 3 da 3 dottori diversi) e quello che trovano sempre in comune nelle loro rispettive diagnosi oltre la faringite cronica è: *iperemia sovraglottica e succulenza aritenoidale*. A complemento di ciò faccio una eco alla tiroide la quale risulta perfetta e senza nessun problema. Le caratteristiche di questo senso di corpo estraneo riassumendo, in particolar modo sono:

1) A volte lo sento più consistente e presente, altre volte meno, ma MAI mi dà dolori trafittivi o di alcun tipo tranne qualcosa di molto lieve ogni tanto.

2) Non mi dà particolari problemi quando mangio e deglutisco anzi sembra quasi sparire

3) Ne sento la presenza maggiormente quando deglutisco semplicemente aria e/o saliva

4) Ogni tanto tosse stizzosa, leggera otalgia riflessa, no tumefazioni esterne, mai febbre, a volte leggera fatica a parlare che "sento" provenire dal medesimo lato.

Adesso vi/mi chiedo: il disturbo è SOLTANTO dal lato mio sinistro; c'è chi tende a configurarlo nel quadro del cosidetto bolo isterico c'è chi lo imputa alle aritenoidi le quali a detta di tutti gli otorini sono entrambe iperemiche e edematose(reflusso).

1) Possono le aritenoidi comportare questo fastidio ?

2) Come mai se è sì, essendo ENTRAMBE iperemiche e edematose quasi d'identiche dimensioni avverto tale fastidio SOLO da un lato?

Grazie in anticipo

[#1]  
Dr. Raffaello Brunori

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Penso, sulla base di quanto descrive, che una parte della sintomatologia è data dal problema esofageo, mentre dall'altra da un problema laringeo. Poichè non conosco personalmente il suo caso, cio' che posso consigliarle è di chiedere un consulto presso la Clinica Otorinolaringoiatrica del Policlinico Universitario di Roma UmbertoI, Dir. Prof. Marco de Vincentiis. Un cordiale saluto
Dr. Raffaello Brunori

[#2] dopo  
Utente
Salve Dott. Brunori. Capisco che tramite questo approccio è difficile formulare qualsiasi tipo di diagnosi e anche dare un consulto diciamo più o meno attendibile; però è anche vero che affermare "Penso, sulla base di quanto descrive, che una parte della sintomatologia è data dal problema esofageo, mentre dall'altra da un problema laringeo", è cosa che avrebbe potuto asserire anche il mio macellaio sotto casa, senza offesa alcuna.

Trovo utile tuttavia la sua replica riguardo l'indicazione del prof. De Vincentiis, di cui la ringrazio.

Cordiali Saluti.

[#3]  
Dr. Raffaello Brunori

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La formulazione di una diagnosi, caro Amico, si basa su anni di studio, di pratica clinica e di aggiornamento continuo. E' fondamentale, come le dicevo, l'esame clinico, oltre un'accurata anamnesi e la conoscenza fra le parti. Inoltre, si deve instaurare un rapporto di fiducia fra Medico e Paziente. Non è possibile, pertanto, tramite Internet, telefono o per sentito dire ,dare dei pareri specifici su singoli casi che, come il suo, necessita assolutamente di un riscontro clinico. Non è corretto, etico, professionale sciorinarle tutte le ipotesi possibili che possono ricondurre alla patologia da lei sofferta: io personalmente non mi presto a questo.
Non so che tipo di professione lei svolga ma, qualunque essa sia, manuale od intellettiva, è degna di rispetto, purchè svolta onestamente e con professionalità. Pertanto, la invito a considerare cio'. Concludendo, il Medico non puo', in questa Sede, per motivi Etici e Legali, formulare diagnosi o prescrivere terapie farmacologiche: il tutto si basa sulla informazione generale. Forse in un prossimo futuro, con la telemedicina, si potrà arrivare a quanto da lei richiesto .
Dr. Raffaello Brunori

[#4] dopo  
Utente
Dr. Brunori, condivido il suo pensiero a 360°. Il fatto è che avrei preferito non di certo nè una diagnosi nettantomeno un elenco di tutte le possibile ipotesi relative al mio problema ma: semplicemente un consiglio sull'indirizzamento all'approfondimento clinico in una determinata direzione; Lei mi ha proposto il Prof. Marco de Vincentiis e di sicuro è una utile informazione (le rinnovo i miei ringrazimenti in merito ad essa) ma io sono di Messina e sinceramente vorrei provare qui a fare degli ulteriori tentativi d'indagine prima di mettermi in mano soldi e stress per andare a Roma.
In merito a ciò confidavo - nonostante sulla base dell'esaustiva ma al tempo stesso "riduttiva" anamnesi da me riportata - in un consiglio su quale direzione potrei orientarmi per scendere più in profondità dal punto di vista clinico, nel mio problema e poterne scorgere la natura e/o la causa, visto che, nonostante tutti quegli accertamenti, cure e indagini strumentali...mi si continua a dire che non c'è nulla all'infuori di quanto precedentemente riportato ma il problema persiste.

Esistono una o più direzioni ulteriori che posso intraprendere per approfondire clinicamente la mia problematica nel ramo dell'otorinolaringoiatria o no ?

Le rinnovo i miei saluti e grazie dell'attenzione.

[#5]  
Dr. Raffaello Brunori

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Cio' che ci deve rassicurare è che, dalle diverse visite specielistiche ed esami cui si è sottoposto ,non sia risultato nulla di grave. Sicuramente, alla base della sintomatologia sofferta, esiste un problema infiammatorio gastroesofageo. Poi, il suo carattere ansioso, certamente, amplifica la sintomatologia facendo di una formica un elefante. Ma alla base c'è sicuramente una patologia che determina il disagio. Non avendo la possibilità di leggere i referti o le immagini degli esami effetuuati e, ancora piu' importante, non potendo effettuarle un esame clinico, mi sono permesso di indicarle una delle Strutture Universitarie specializzate nelle patologie della laringe. Comprendo anche il disagio nel dover venire a Roma ma, nel suo caso, penso che il sacrificio ne valga la pena. Il venire a Roma presso il Policlinico Umberto I, le costerà sicuramente meno rispetto ad ulteriori Consulti ed accertamenti eseguiti senza un orientamento specifico. Mi dia retta.
Dr. Raffaello Brunori