Sertralina inefficace?
Salve, chiedo un consulto in merito alla mia situazione.
A settembre 2021 ho iniziato ad assumere citalopram a causa di disturbo dansia generalizzata e disturbo di attacchi di panico, arrivando ad assumere 20mg (il primo mese coadiuvato con Xanax 0.25 due volte al giorno e poi tolto).
Fino al 2023 tutto bene, poi lansia è tornata anche se non ai livelli pre ciyalopram e la mia psichiatra ha aumentato a 30mg.
Ora, a fine gennaio ho avuto un fortissimo attacco di panico, tanto da chiamare unambulanza, da quel giorno ho avuto una ricaduta fortissima di disturbo dansia e attacchi di panico e umore depresso.
La mia psichiatra ha dunque deciso di sostituire il citalopram con sertralina.
Le prime settimane tra scalaggio del citalopram e introduzione sertralina sono state un inferno, aumento esponenziale di ansia e crisi di pianto.
La psichiatra mi introduce pregabalin per tamponare passando da 25, poi 50, poi 75 ma non ne trovo beneficio.
Dopo circa tre settimane ho notato un netto miglioramento sullumore ma non sullansia.
Decide dunque di aumentare a 75, poi 125 e ora a 150 (da ieri).
Lansia è ancora totalmente invalidante, devo farmi accompagnare dappertutto, non posso rimanere da sola, anche a lavoro devo sempre avere qualcuno con me.
La mia psichiatra mi dice di attendere ma inizio a essere totalmente sfiduciata.
Con il citalopram la risposta era stata più rapida e sicuramente meno burrascosa (forse anche grazie allo Xanax). È possibile che sia solo una questione di tempo e dosaggio oppure questa terapia non è adatta a me?
Continuo a prendere il pregabalin 75 ma non mi da alcun effetto, ne benefico ne collaterale.
Tengo a precisare che seguo anche un percorso di psicoterapia che negli ultimi anni mi ha fatto stare molto meglio.
A settembre 2021 ho iniziato ad assumere citalopram a causa di disturbo dansia generalizzata e disturbo di attacchi di panico, arrivando ad assumere 20mg (il primo mese coadiuvato con Xanax 0.25 due volte al giorno e poi tolto).
Fino al 2023 tutto bene, poi lansia è tornata anche se non ai livelli pre ciyalopram e la mia psichiatra ha aumentato a 30mg.
Ora, a fine gennaio ho avuto un fortissimo attacco di panico, tanto da chiamare unambulanza, da quel giorno ho avuto una ricaduta fortissima di disturbo dansia e attacchi di panico e umore depresso.
La mia psichiatra ha dunque deciso di sostituire il citalopram con sertralina.
Le prime settimane tra scalaggio del citalopram e introduzione sertralina sono state un inferno, aumento esponenziale di ansia e crisi di pianto.
La psichiatra mi introduce pregabalin per tamponare passando da 25, poi 50, poi 75 ma non ne trovo beneficio.
Dopo circa tre settimane ho notato un netto miglioramento sullumore ma non sullansia.
Decide dunque di aumentare a 75, poi 125 e ora a 150 (da ieri).
Lansia è ancora totalmente invalidante, devo farmi accompagnare dappertutto, non posso rimanere da sola, anche a lavoro devo sempre avere qualcuno con me.
La mia psichiatra mi dice di attendere ma inizio a essere totalmente sfiduciata.
Con il citalopram la risposta era stata più rapida e sicuramente meno burrascosa (forse anche grazie allo Xanax). È possibile che sia solo una questione di tempo e dosaggio oppure questa terapia non è adatta a me?
Continuo a prendere il pregabalin 75 ma non mi da alcun effetto, ne benefico ne collaterale.
Tengo a precisare che seguo anche un percorso di psicoterapia che negli ultimi anni mi ha fatto stare molto meglio.
La dose è stata aumentata ieri, per cui c'è ancora da vedere se funziona. Il pregabalin a 75 mg sul DAG è sottodosato.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini
Gentilissima,
Lei descrive un netto miglioramento dell'umore a fronte di un'ansia che rimane totalmente invalidante. Questo scenario ha una possibilie spiegazione farmacologica..
La sertralina è un antidepressivo generalmente molto efficace eccellente, ma è tra le molecole "maggiormente attivanti"; per questo motivo, nella pratica clinica quotidiana, può talvolta portare ad una minore efficacia sull'ansia rispetto a molecole come il Citalopram, specialmente nelle fasi di aumento a dosaggi elevati (come i 150 mg a cui è appena arrivata).
Il suo effetto attivante può potenzialmente "accendere" il sistema nervoso centrale, migliorando l'umore depresso e l'apatia, ma fallendo nel sedare la componente neurovegetativa del panico, o addirittura amplificandola temporaneamente.
E' fondamentale sottolineare che nelle fasi iniziali dell'aumento di terapia, tali possibili picchi d'ansia sono spesso amplificati dall'adattamento al farmaco, ed è dunque necessario attendere qualche settimana per verificare se i sintomi ansiosi dovessero migliorare.
Per quanto riguarda l'aggiunta del pregabalin, pur essendo un farmaco che "sulla carta" è indicato dalle linee guida per il trattamento dei disturbi d'ansia, nella mia esperienza clinica risulta essere generalmente non risolutivo, specialmente in quadri di panico acuti, complessi e paralizzanti come quello che sta descrivendo. Inoltre il dosaggio di 75 mg è sottodosato in un disturbo d'ansia generalizzato, ed è dunque improbabile che possa agire in modo concreto.
La psicoterapia che sta seguendo è un pilastro fondamentale e fa benissimo a portarla avanti, ma non è un intervento da "pronto soccorso": non può spegnere da sola un disturbo d'ansia acuto che richiede, quasi certamente, un intervento farmacologico mirato.
Il mio consiglio clinico è quello di confrontarsi in modo estremamente chiaro con la sua specialista riguardo questi aspetti, spiegandole come si sente, perchè la relazione terapeutica in psichiatria è un cardine fondamentale imprescindibile per la buona riuscita di qualsiasi alternativa; se sente di voler chiedere un secondo parere, è una scelta comprensibile, considerando che sta affrontando la terapia attuale con uno stato d'animo sfiduciato, come lei stesso riferisce, e questo molto spesso può influire negativamente sull'andamento di tutto il protocollo terapeutico.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto.
Un caro saluto.
Lei descrive un netto miglioramento dell'umore a fronte di un'ansia che rimane totalmente invalidante. Questo scenario ha una possibilie spiegazione farmacologica..
La sertralina è un antidepressivo generalmente molto efficace eccellente, ma è tra le molecole "maggiormente attivanti"; per questo motivo, nella pratica clinica quotidiana, può talvolta portare ad una minore efficacia sull'ansia rispetto a molecole come il Citalopram, specialmente nelle fasi di aumento a dosaggi elevati (come i 150 mg a cui è appena arrivata).
Il suo effetto attivante può potenzialmente "accendere" il sistema nervoso centrale, migliorando l'umore depresso e l'apatia, ma fallendo nel sedare la componente neurovegetativa del panico, o addirittura amplificandola temporaneamente.
E' fondamentale sottolineare che nelle fasi iniziali dell'aumento di terapia, tali possibili picchi d'ansia sono spesso amplificati dall'adattamento al farmaco, ed è dunque necessario attendere qualche settimana per verificare se i sintomi ansiosi dovessero migliorare.
Per quanto riguarda l'aggiunta del pregabalin, pur essendo un farmaco che "sulla carta" è indicato dalle linee guida per il trattamento dei disturbi d'ansia, nella mia esperienza clinica risulta essere generalmente non risolutivo, specialmente in quadri di panico acuti, complessi e paralizzanti come quello che sta descrivendo. Inoltre il dosaggio di 75 mg è sottodosato in un disturbo d'ansia generalizzato, ed è dunque improbabile che possa agire in modo concreto.
La psicoterapia che sta seguendo è un pilastro fondamentale e fa benissimo a portarla avanti, ma non è un intervento da "pronto soccorso": non può spegnere da sola un disturbo d'ansia acuto che richiede, quasi certamente, un intervento farmacologico mirato.
Il mio consiglio clinico è quello di confrontarsi in modo estremamente chiaro con la sua specialista riguardo questi aspetti, spiegandole come si sente, perchè la relazione terapeutica in psichiatria è un cardine fondamentale imprescindibile per la buona riuscita di qualsiasi alternativa; se sente di voler chiedere un secondo parere, è una scelta comprensibile, considerando che sta affrontando la terapia attuale con uno stato d'animo sfiduciato, come lei stesso riferisce, e questo molto spesso può influire negativamente sull'andamento di tutto il protocollo terapeutico.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto.
Un caro saluto.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Utente
Gentile Dott. Tortorelli,
La ringrazio per la celere risposta e per le spiegazioni da lei fornite, che non mi erano state date se non in minima parte. Effettivamente, sento fortemente il bisogno di un secondo parere, in quanto la relazione terapeutica non la sento come delle migliori (il primo psichiatria a cui mi rivolsi, che mi prescrisse il citalopram e con cui avevo instaurato effettivamente un rapporto di fiducia, non visita più a causa dell’età).Ho visto che lei visita su Roma e dunque mi sono convinta a prenotare. A presto e buon lavoro
La ringrazio per la celere risposta e per le spiegazioni da lei fornite, che non mi erano state date se non in minima parte. Effettivamente, sento fortemente il bisogno di un secondo parere, in quanto la relazione terapeutica non la sento come delle migliori (il primo psichiatria a cui mi rivolsi, che mi prescrisse il citalopram e con cui avevo instaurato effettivamente un rapporto di fiducia, non visita più a causa dell’età).Ho visto che lei visita su Roma e dunque mi sono convinta a prenotare. A presto e buon lavoro
Gentilissima,
La ringrazio sinceramente per la fiducia. Prendere in carico la propria salute e cercare attivamente il percorso terapeutico nei confronti del quale percepiamo una forte motivazione di Cura è sempre il primo fondamentale passo.
Nel pieno rispetto delle linee guida della piattaforma, le ricordo che tutti i miei recapiti professionali e i contatti diretti della segreteria sono reperibili cliccando sul mio nome e accedendo al mio profilo personale Medicitalia.
Sarò lieto di poter valutare la sua situazione clinica con la massima attenzione.
Un caro saluto.
La ringrazio sinceramente per la fiducia. Prendere in carico la propria salute e cercare attivamente il percorso terapeutico nei confronti del quale percepiamo una forte motivazione di Cura è sempre il primo fondamentale passo.
Nel pieno rispetto delle linee guida della piattaforma, le ricordo che tutti i miei recapiti professionali e i contatti diretti della segreteria sono reperibili cliccando sul mio nome e accedendo al mio profilo personale Medicitalia.
Sarò lieto di poter valutare la sua situazione clinica con la massima attenzione.
Un caro saluto.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 409 visite dal 16/04/2026.
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