Utente 712XXX
Buonasera,
vi ringrazio per l'attenzione! Ho mia mamma(60 anni) che da 4 anni ha perso il marito, mio papà e da lì si sono susseguite una serie di patologie..ad oggi é in cura da uno psichiatra che gli somministra psicofarmaci (ha problemi di sonno e depressione) ed é in cura da una psicoterapeuta consigliata dallo stesso psichiatra. Ad oggi parlandoci mi mette in faccia la dura realtà..mia mamma é borderline e la psicoterapia può fare quasi niente..mi é caduto il mondo addosso e mi dico é davvero così? Mi é stato fatto un quadro davvero drammatico della situazione e quando ho chiesto che tipo di comportamenti io(sono in un'altra città rispetto a mia madre) e mia sorella potevamo avere per aiutarla é stata di un vago disarmante..ributtare la palla ai familiari senza aiutarli, scusate lo sfogo mi sembra assurdo e poco professionale..mi sono fidata in questi quattro mesi del lavoro svolto dallo psichiatra e psicoterapeuta ed ora? E' triste pensare che una donna che ha già vissuto tanto dolore nell'infanzia ora paga caro e..noi? CI azzeriamo? Qual'é il limite? Credetemi é faticosissimo e ad oggi faccio fatica ad avere speranze anche solo di un piccolo miglioramento..il disturbo più evidente di mia madre é l'aggressività esagerata (ma non ha mai rotto nulla né picchiato nessuno), é aggressiva a livello verbale e urla..e poi a volte esagera nel bere..insomma dove può eccede. Spero davvero possiate darmi un consiglio valido e ben definito perché é dura, tanto dura non solo accettare quello che mi é stato malamente detto ma trovare anche un modo per aiutarla..
Grazie e buona serata

[#1]  
Dr. Massimo Lai

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Gentile utente,

borderline detto così significa poco. Probabilmente intendevano dire che ha un disturbo di personalità borderline.

Trattandosi di disturbo di personalità, per definizione è difficile che si sia manifestato a 60 anni in seguito alla morte di suo padre. Al contrario è un'età in cui, secondo alcuni studi, in genere tali disturbi si attenuano.

Mi sembra di capire inoltre che le abbiano prospettato la patologia come incurabile.
Non è proprio così, soprattutto se considera che potrebbe non essere la diagnosi giusta.
Le consiglierei di sentire un secondo parere, ma molto dipende da quello che sua madre vuole fare.

Cordiali saluti
Massimo Lai, MD

[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

affermare che una persona e' intrattabile dopo 4 mesi di "psicoterapia" non mi pare una pratica corretta.

La psicoterapia ha delle indicazioni di eleggibilita' e l'eta' di sua madre avrebbero dovuto considerare una limitazione al trattamento psicoterapeutico.

Non specifica i farmaci assunti da sua madre, parla genericamente di psicofarmaci per la depressione.

Una volta che eventualmente la diagnosi sia cambiata, e' opportuno valutare una variazione del trattamento.

La presenza di disturbi che fanno pensare ad un disturbo di personalita' deve considerare le diagnosi differenziali di tipo neurologico, in quanto non e' comune pensare di fare una diagnosi per tale disturbo all'eta' di sua madre, avrebbe dovuto avere diverse manifestazioni precedentemente.
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[#3] dopo  
Utente 712XXX

Buongiorno,
vi ringrazio tanto di avermi risposto..di certo la mia mamma prende seroquel 2 pasticche la sera associato però ad altri farmaci di cui ora non ricordo il nome! La psicoterapeuta in questione(avevo omesso disturbo della personalità) come disturbo della personalità bordeline in psicoterapia e depressione aggravata in psichiatria. C'é stata prima una visita psichiatrica che ha definito la cura farmacologica e poi é stata inserita in un percorso psicoterapico; nessuno prima di ieri di fronte alla mia richiesta mi aveva spiegato cosa avesse e questa che vi ho riportato é la diagnosi.
So per certo che mia madre non é una persona stabile e passa da uno stato a volte di contentenza (eccitazione) a pianto improvviso. Non ha un uomo definitivo seppur non si lancia in storie di sesso smisurate credetemi!Ed ha un bisogno esagerato di protezione e sostegno..Ha avuto sempre un carattere di instabilità ma mio padre ha come arginato il tutto, era un uomo presente ed autoritario che le ha fatto da marito e padre, la sua morte a mio modesto parere ha accentuato qualcosa di già presente ed ora la solitudine la mette in crisi. Aggiungo che é una donna che ha dei precisi schemi comportamentali:ogni giorno ha la sua attività ben scandita e non cambia, i cambiamenti le fanno paura e come "barcolasse". Quello che chiedo e so bene che se non si vede il paziente é difficile ma tutto questo come si può chiamare? E la psicoterapia quindi non funziona per lei? Come si potrebbe aiutarla? E come noi familiari potremmo aiutarla? Io ho preso un appuntamento con uno psicoterapeuta per me! Un'ultima cosa..la diagnosi quindi potrebbe essere sbagliata?

Grazie ancora
Buona giornata

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il seroquel e' disponibile in diversi dosaggi.

Comunque non ho ben capito se anche prima avesse problemi psichiatrici, trattati o meno, oppure si sono presentati ora con questa forma di euforia, che potrebbe non essere un disturbo borderline.

Comunque anche le due diagnosi, se fossero esatte, difficilmente potrebbero coesistere.

Oltretutto, se non erano sintomi gia' presenti io farei comunque una diagnosi differenziale.


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[#5] dopo  
Utente 712XXX

Dottor Ruggiero,
la ringrazio ma cosa significa diagnosi differenziale? E che parere ha lei? Mia mamma é sempre stata piuttosto aggressiva ma come dire é stata contenuta da mio padre..le caratteristiche più note sono un'instabilità emotiva e le arrabbiature che sono sproporzionate all'evento ed esageratamente aggressive! Sembra che tutto il mondo ce l'abbia con lei e tende a distruggere ogni persona a passare da un ipervalorizzazione ad una svalorizzazione..mi aiuti a comprendere per favore..e ripeto qual'é il migliore atteggiamento da tenere da parte nostra nei suoi confronti? Arginarla? Fare muro? Acconsentire? Cosa??? Mi creda siamo in seria difficoltà
Grazie










[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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la diagnosi differenziale significa cercare patologie (per esempio demenza) che possono essere responsabili di tale quadro.

Se afferma che anche prima sua madre aveva questi comportamenti e suo padre riusciva a trattenerla, puo' essere superfluo considerare una diagnosi differenziale, anche se a 60 anni la situazione e' variabile e potrebbero essere presenti fenomeni organici fino ad ora non evidenti.

Per cio' che riguarda invece il comportamento e' opportuno considerare un buon trattamento, direi che in questo caso la psicoterapia e' pressoche' inutile, direi anche che ci vuole una diagnosi piu' accurata in modo da stabilire un trattamento efficace.

Non saprei quale possa essere la diagnosi, pero' mi pare strano che fino ad ora non ci sia stato nessun trattamento.
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[#7] dopo  
Utente 712XXX

Mia mamma ha fatto tutta una serie di esami di tipo neurologlico: dei test, risonanza etc..e a quel livello é tutto a posto..mi creda fino ad oggi nessuno si é espresso se non dicendo che mia mamma era depressa a causa della morte di mio padre..e da quel momento é stata messa dalla psichiatra della asl sotto psicofarmaci. Ci siamo quattro mesi fa rivolti ad un centro a pagamento dove uno psichiatra rinomato ci ha detto che la sua situazione era complicata nel senso che mia mamma vedeva la realtà diversa da quello che realmente era..ma non ha chiamato per nome questa cosa...si é limitato a dare una terapia farmacologica e a mandarla da una sua psicoterapeuta..che dire? CI hanno preso in giro? Io non so quanto mia madre sia ancora disposta a girare per medici..é già stato difficile farle iniziare questo percorso figuriamoci..non ho chiarezza davvero, non capisco e non so davvero come pormi di fronte ai suoi atteggiamenti..che fare?

[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Ma una diagnosi gliela devono dire.

Oltretutto, il trattamento completo di sua madre quale e'?
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[#9] dopo  
Utente 712XXX

Buonasera dott. Ruggiero,
non sono nella stessa città di mia madre in questo momento..so che oltre al seroquel prende il felison..ma nn credo altro..poi mia mamma di sua iniziativa aggiunge il minias..capisco la difficoltà a determinare la diagnosi ma non ci capisco più nulla mi creda..lo psichiatra mi ha solo detto un mese fa che mia mamma é migliorata la psicoterapeuta mi dice di no..anzi..ma a parte la durezza nel determinare la diagnosi da parte psicoterapeuta di mia madre lo psichiatra non ha mai detto più che la situazione risulta complicata..

[#10]  
Dr. Massimo Lai

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Gentile utente,

a prescindere da quale sia la diagnosi, è chiaro che in questo momento sua madre non sta bene e lei è preoccupata.
Quattro mesi non sono tanti per certi disturbi, comunque se lo psichiatra vede un miglioramento e la psicoterapeuta no, è perché si pongono obiettivi diversi e analizzano aspetti diversi.
Fossi in lei continuerei con la strada intrapresa.

Cordiali saluti
Massimo Lai, MD

[#11] dopo  
Utente 712XXX

La ringrazio dott. Lai per l'incoraggiamento ma non avere chiarezza non aiuta neanche noi nel porci nei confronti di mia madre..cosa fare? contenerla? arginarla? lasciarla fare e correre rischi? I familiari a mio parere dovrebbero essere aiutati per aiutare..l'unica cosa che la psicoterapeuta ha detto é che non bisogna creargli ambienti ostili e non cadere però nei suoi ricatti morali e atteggiamenti infantili..ritengo sia davvero insufficiente e troppo vago! NOn so più che pesci prendere!!!

[#12] dopo  
Utente 712XXX

Buonasera dottori,
ritrovo una mail in cui lo psichiatra definisce la situazione ingarbugliata di mia madre come: tua madre confonde alcune cose reali con alcune interpretazioni peculiari? Sarò "limitata" ma non capisco..cosa significa? Di cosa parliamo?

[#13]  
Dr. Massimo Lai

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E' difficile darle una risposta senza conoscere la situazione e poter parlare con sua madre.
Credo (spero) comunque di capire cosa intende dire lo psicoterapeuta e mi sembra un consiglio saggio e terapeutico:

"non bisogna creargli ambienti ostili e non cadere però nei suoi ricatti morali e atteggiamenti infantili..ritengo sia davvero insufficiente e troppo vago"

Io trovo il suggerimento chiaro, ma capisco che lo sia meno per lei. Dovrebbe prendersi il tempo di capire (con i terapeuti) il funzionamento di sua madre e le relazioni in famiglia per capirne il senso.
Assecondare sua madre in ogni suo capriccio per paura della sua reazione e sentirsi colpevoli se si provoca una crisi significa in effetti cadere nei ricatti morali di sua madre.
Questo è come interpreto io questa frase, ma le ripeto, senza conoscenza dei fatti e delle persone.
A 60 anni le possibilità di cambiamento sono ridotte ma non assenti.

La sua apprensione a distanza, il fatto che sia lei a chiedere aiuto per sua madre, per quanto sia comprensibile in quanto figlia, potrebbe anche essere segno dell'influenza che sua madre esercita su di lei. Provi a staccarsene un po' se le va.
Massimo Lai, MD