Utente 140XXX
Gentili dottori, dopo visita psichiatrica la diagnosi è ansia e panico. CURA: 1 cps cipralex 10mg al matttino per 6 mesi, xanax o,5 3 volte al dì per un mese e sargenor come integratore. Secondo voi illustri dottori è corretta? Inoltre, il malore che ho avuto (pre-lopotimia senza perdita di conoscenza)che ha scatenato circa un anno fa tutto questo, razionalmente cosa potrebbe essere? Panico?(stavo tranquillo) oppure un semplice malore estivo? Grazie mille

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

si cura il paziente non la malattia, nel senso che non esiste una terapia valida per tutti i soggetti che sono affetti dalla stessa patologia; detto questo, la sua è una cura compatibile con la diagnosi,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
se la diagnosi è corretta, la terapia prescritta è indicata per questo tipo di problema. Che sia stato panico o un reale malore, l'importante è l'elaborazione patologica che il soggetto fa di un evento, mettendo poi in moto tutto il corteo sintomatologico e comportamentale del disturbo da attacchi di panico.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

non mi sembra abbia le idee molto chiare sulla situazione. Se la diagnosi è "disturbo di panico" (ansia e panico non è chiara come dizione) la pre-lipotimia (lipotimia ?), cioè sensazione di imminente svenimento è un sintomo del panico, in cui abitualmente non si ha invece lo svenimento.
Quindi non è che il panico è "causato" dal sintomo "sensazione di svenimento", quello è uno dei sintomi della crisi di panico. Lei invece sembra formulare un pensiero in cui un problema identificabile con un sintomo le ha causato uno spavento.

La terapia va giudicata dopo almeno un mese e deve prevenire il ripetersi di questi episodi nonché il timore che possano riverificarsi come atteggiamento mentale.
Il cipralex è uno dei farmaci indicati, può funzionare o meno, e la dose può essere variata a seconda dell risposta.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 140XXX

Faccio chiarezza: la diagnosi è "disturbo da panico". Circa un anno fa ho avuto un malore stando tranquillo e non agitato. Per malore intendo calo di pressione, stavo per svenire (non sensazione), ma mi sono ripreso dopo poco tempo (non stavo da solo). Da quel giorno soffro di panico, e per panico intendo forte paura o ansia con sensazione di svenire che però non avviene. Ora quello che cerco di capire da tempo è: un attacco di panico può avvenire anche quando stai tranquillo per farti avere un malore del genere? Cioè può anche avvenire improvvisamente creandoti un malore? Grazie

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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"stavo per svenire (non sensazione)".

Se non è svenuto che significa che stava per svenire, più che una sensazione non era, quando si sta per svenire si intende che si ha la sensazione "come quando" si sviene, ma se non si sviene rimane una sensazione.

Vedo che insiste con questa visione, se la diagnosi è panico la lipotimia ne è un sintomo, non è che dal sintomo deriva il resto, sono un tutt'uno all'interno della diagnosi di panico.

Ammesso che per quella lipotimia non vi sia una causa distinta e già nota e chiarita.
Dr.Matteo Pacini
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[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Scusi ma il "panico" ha la caratteristica di creare la paura per la situazione "malore" senza che questo si presenti.

Quindi, non dovrebbe creare "malori".

Fondamentalmente, la presenza di panico resta sulla sensazione che possa accadere qualcosa.

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[#7] dopo  
Utente 140XXX

Infatti ha ragione, il panico crea la paura del malore senza che questo si presenti. In questo anno generalmente è andato così, tranne in 2 episodi di prelipotimia che ho razionalizzato in questo modo: il primo di cui ho parlato poc'anzi, cioè il malore che ho avuto improvvisamente mentre stavo tranquillo, o è panico o un semplice malore anche perchè non avevo mangiato; il secondo è successo mentre stavo molto agitato, mi son sentito male (sempre prelipotimia) e l'ho razionalizzato con una crisi vagale. A parte questo, quello che vorrei capire è: il panico può manifestarsi con un malore mentre si sta tranquillo, improvvisamente??

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei riferisce una diagnosi di panico ma sembra non averne ben afferrato il significato. Il panico è un malore, psichico, contornato da una miriade di possibili sintomi corporei ma anche semplicemente dallo spavento per una serie di sensazioni che in quel momento si vivono come segnali allarmanti, perché c'è uno stato di allarme, e non per altro.
La sua caratteristica è di non essere una reazione a niente, per cui è spontaneo o innescato da fatti che però non hanno un legame psicologico del tipo "paura di" qualche specifico evento. La paura viene ed è il sintomo caratteristico, dopo viene razionalizzata e quindi vengono fuori paure di una serie di possibili eventi (tipo svenire, cadere, perdere il controllo, morire etc).
Dr.Matteo Pacini
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[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Scusi ma sulla base di cosa "razionalizza" le sue sensazioni? Cioe' come puo' sostenere che una cosa sia una "crisi vagale"?


Anche io penso che non le sia ben chiara la sua diagnosi e quindi utilizza dei termini inappropriati per la sua condizione.
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[#10] dopo  
Utente 140XXX

La diagnosi è chiara:"disturbo da panico". Razionalizzo sulla base di quello che mi hanno detto medico e psichiatra, ma non ne sono troppo convinto, ecco perchè chiedo a voi. Il panico, come avete giustamente detto e come ho provato sulla mia pelle, è paura spontanea da cui poi vengono fuori altre paure di eventi(svenire ecc.)che in realtà non accadono. Quello che voglio dirvi è: il panico è solo questo oppure può effettivamente far svenire? Ecco perchè faccio confusione a razionalizzare eventi come quelli descritti sopra che non rientrerebbero (secondo quanto ho capito)nell'evento panico.

[#11]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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la sua tendenza a "razionalizzare" e' una operazione sbagliata perche' ha estrapolato cio' che le e' stato detto facendolo suo e come se fosse la soluzione al problema.

Il suo disturbo va curato e qualsiasi operazione mentale faccia non la aiuta a risolverlo, soprattutto se tali operazioni pur chiamandole "razionalizzazione" non hanno alcuna base razionale nella cura del suo disturbo.

Se si agita molto puo' anche svenire ma questo e' indipendente dal suo disturbo.

Il fatto che la diagnosi sia chiara dal punto di vista nosologico (cioe' della diagnosi) non vuol dire che e' chiara a lei.
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[#12]  
 Maria Clotilde Pettinicchi

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gentile utente
lei gira intorno all'argomento più volte chiarito dai colleghi e non ne comprendo il motivo.
Ha una diagnosi,una terapia data da uno psichiatra,ha avuto risposte in questa sede,soddisfacenti,dov'è il suo problema?
saluti
Prof. Maria Clotilde Pettinicchi

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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"Quello che voglio dirvi è: il panico è solo questo oppure può effettivamente far svenire? "

Gentile utente,

e con questo passiamo al secondo ragionamento caratteristico del panico, cioè che anche se "dietro" non c'è niente, ci può essere "davanti". Ovvero: se non mi viene la tachicardia perché sto per avere un infarto, forse però a forza di tachicardia l'infarto mi viene.

Adesso non resta che seguire la cura prescritta e verificarne i risultati, le domande che si pone sembrano "sintomatiche" del tipo di disturbo che ha.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 140XXX

Va bene, vi ringrazio delle risposte e della vostra disponibilità, probabilmente questa tendenza a porre domande di questo genere rientrano nel disturbo. Un'ultima domanda vorrei farvi, o più che altro un consiglio: il disturbo da panico è legato alla vita passata oppure può essere equiparato ad un disturbo organico? Questo perchè in famiglia sono tutti contrari alla terapia farmacologica ma evidentemente non sanno quello che si prova, e quindi spingono per un approccio psicologico. Voi che ne pensate? Grazie

[#15]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

il DAP ha una genesi multifattoriale essendo presenti dei consistenti correlati biologici ed anche una vulnerabilità intrinseca alla sfera psichica del soggetto, pertanto la terapia si basa sulla farmacoterapia e se le condizioni lo permettono, associata alla psicoterapia,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
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Psicoterapeuta

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

I disturbi sono organici poiché originano da un'anomalia funzionale, quindi comunque organica anche a livello di molecole e non di grossi "pezzi" visibili o lesioni.
Il disturbo ha una nota familiarità (ereditarietà) e note cure farmacologiche efficaci.
L'approccio psicologico è comunque biologico perché sul substrato biologico finisce per avere i suoi effetti.

La scelta non va operata ponendo distinzioni a monte tra due tecniche che peraltro non sono in contrapposizione, ma è bene che segua criteri di efficacia e probabilità di risposta.
Dr.Matteo Pacini
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[#17]  
 Maria Clotilde Pettinicchi

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Gentile utente
ma lei cosa vorrebbe fare per se stesso,con tutti i consigli e chiarimenti avuti?
Mi chiedo perchè la famiglia spinga in un senso o in un altro e lei non abbia in suo parere personale,considerato che la sofferenza è solo sua!
Lo psichiatra consultato le avrà pur dato indicazioni professionali!
Saluti
Prof. Maria Clotilde Pettinicchi