Utente 130XXX
Buonasera a tutti,avrei bisogno di parlare con qualche medico psichiatra per avere un parere su quanto mi è accaduto.
sono in cura da circa due mesi con uno psichiatra/psicologo, che mi è stato raccomandato tramite una persona di estrema fiducia che lavora come primario in una rinomata struttura neurologica. questa raccomandazione è indiretta, nel senso che, non essendo disponibile il nome del primo dottore, si è passati su indicazione di quest'ultimo al mio psichiatra attuale.
ho iniziato questo percorso per via di una forte ipocondria che mi stava rovinando la vita. sono arrivata ora ad assumere 100 mg di zoloft al giorno, e anche se ovviamente non posso dire che il disturbo sia risolto, sono almeno uscita, grazie al farmaco, da quel momento buissimo in cui mi trovavo.
ovviamente ho iniziato anche una terapia piscologica per andare alla radice del problema.

fatta questa premessa, ecco la domanda.
oggi, circa 20 minuti dopo l'inizio della seduta, mentre parlavo, il mio psichiatra ha iniziato a socchiudere gli occhi, sempre di più, sempre di più, fino a quando ha preso a ciondolargli la testa letteralmente di lato. ora, penso fosse evidente che si stava addormentando. ho continuato per qualche secondo, in cui lui riapriva velocemente gli occhi per poi richiuderli, fino a quando dopo 1 minuto non ce l'ho fatta più e gliel'ho detto. gli ho detto: scusi dottore, ma mi sta ascoltando? dorme? e lui, che ha sempre un atteggiamento molto evasivo quando pongo domande di qualunque tipo, ha iniziato a dire: secondo lei? dormo o ascolto?
da lì è partita una discussione, educata, in cui io ho detto chiaramente che era evidente si addormentasse,mentre lui diceva "lei si non lascia mai andare? non ascolta mai a occhi chiusi?", facendo discorsi vaghi e senza senso. mi sono sentita una stupida, e fortissimamente presa in giro. da quel momento il mio atteggiamento è cambiato. ho smesso di sorridere e sono diventata molto seria. mentre parlavo lui chiudeva ancora gli occhi, ma si vedeva chiaramente che era un tentativo di dimostrare che lo faceva come "tecnica", che ne so...in una parola era MOLTO diverso da quanto gli era capitato prima.
come se non bastasse, dopo 30 minuti mi ha congedato aggiornandoci come sempre alla prossima settimana. ma le sedute non erano di 50-45 minuti?
sono senza parole. aggiungo che anche la volta scorsa aveva avuto un episodio simile, che mi aveva lasciato interdetta, ma era durato troppo poco ed io ero troppo stupìta per dare un giudizio. ora invece non so proprio che pensare.
ma è normale tutto ciò?? io ho anche fatto presente che è impensabile che, se anche fosse un atteggiamento d'ascolto (??), lui non trovi naturale informare il paziente...cioè, una persona dovrebbe stare zitta e continuare a parlare davanti a un comportamento simile, senza fare domande? sentendosi anche una scema per non "capire"? vi prego di illuminarmi e di dirmi se sto prenendo un abbaglio xche sono davvero intenzionata a non andarci +. grazie mille.

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile utente,

Freud la chiamava "attenzione fluttuante" ( ma questa è una battuta ); sta a lei decidere cosa fare, se il rapporto non si basa più sulla fiducia allora forse vale la pena cambiare,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 130XXX

dottor Nicolazzo,
buonasera.

mi scusi ma potrebbe essere più preciso? lei cosa pensa di una cosa di questo genere?
sono d'accordo sul fatto che se viene meno la fiducia si debba cambiare, già una volta avevo avuto uno screzio perchè avevo dovuto disdire un appuntamento per un imprevisto e via sms mi aveva risposto in tono seccatissimo. avevo poi puntualizzato che OVVIAMNETE avrei pagato la seduta mancata visto il poco anticipo, e lui aveva detto che avevo capito male ed il suo tono dipendeva dal fatto che non poteva trovare un altro buco.
la seduta seguente gli ho detto apertamente che non mi era piaciuta questa cosa, proprio perchè non volevo che la fiducia venisse a mancare.


può dirmi cosa pensa del suo atteggiamento? è normale che uno psichiatra semrbi addormentarsi davanti al paziente?

la ringrazio.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Piuttosto che discutere dei comportamenti del suo psichiatra, che dovrebbe chiarire con lui e non con noi, porrei maggiore attenzione alla sua affermazione:

"ovviamente ho iniziato anche una terapia piscologica per andare alla radice del problema"

questa e', ovviamente, un luogo comune che non ha alcun senso.

La terapia psicologica, meglio nota come psicoterapia, ha lo scopo di risolvere il problema attraverso la interpretazione e la comprensione dei propri comportamenti patologici.

La "radice" del problema non vuol dire nulla perche' ognuno di noi ha una propria storia e metabolizza le questioni nel proprio modo di vedere le cose, sviluppando sintomi qualora si sviluppino determinate alterazioni neurochimiche a seguito di fattori stressanti.

L'assunzione del farmaco deve favorire il riequilibrio dei neurotrasmettitori che si sono alterati.

Per il resto, tutte le discussioni che ne conseguono non hanno alcuna utilita' per lei.
Fondamentalmente sta facendo un trattamento che pare che non sia indicato.

Oltretutto, se dovesse provare a spiegare cio' al suo psichiatra si discuterebbe delle sue "resistenze" al trattamento.
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[#4] dopo  
Utente 130XXX

mi scusi dottor ruggiero,
ma non ho ben compreso alcuni punti del suo messaggio, onestamente.

innanizutto mi pare fuori luogo che lei dica che dovrei discutere dei comportamenti del mio psichiatra con lui e non qui. questa è una cosa ovvia, e infatti ho cercato di avere da lui delle spiegazioni che però non sono arrivate, come ho specificato. mi sembra che se viene a mancare il dialogo da parte sua (cioè del mio psichiatra), ossia la disponibilità a spiegare cosa succede in certi momenti del rapporto paziente-curante, sia impossibile per me riporre una qualunque fiducia in lui.
ho chiesto un parere qui perchè volevo sapere se esistessero, magari, degli approcci terapeutici di ascolto carattreizzati da "stranezze" di questo tipo. questo perchè mi metto in discussione e non vorrei giungere a conclusioni affrettare, nonostante sia assolutamente mal disposta in questo momento.

in secondo luogo non ho capito la sua osservazione circa la radice dei problemi, l'inutilità della mia cura o la mia resistenza al trattamento. quale sarebbe la cura non indicata?? sono stata valutata dallo pischiatra, che ha ritenuto che questa fosse la strada da intraprendere, ossia zoloft (per la componente ossessiva del disturbo, tra le altre cose) ed una psicoterapia. radice del problema è un luogo comune? non sono uno piscologo, ma un ingegnere...mi scusi se non ho usato il termine esatto. intendevo dire che è stato ritenuto opportuno, non da me ma dal medico, iniziare anche questo percorso perchè a detta sua il farmaco non è assolutamente risolutivo.
la prego perciò, cortesemente, di spiegarmi meglio....

mi sembra strano comunque che nessuno sia in grado di dirmi se una cosa come quella che mi è successa rientra nella normalità oppure no e che io rimanga qui senza sapere se sono stata presa in giro o meno, e senza avere nemmeno la possibilità di avere delle risposte dal diretto interessato.
grazie e un saluto.

[#5]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

la domanda che lei si deve porre non è " se sono stata presa in giro o meno" ma, come le ho detto più sopra, se ho ancora fiducia nel medico che mi sta curando,

Cordiali Saluti

Dr G. Nicolazzo
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[#6] dopo  
Utente 130XXX

Buongiorno dottor Nicolazzo,
che mi debba chiedere se ripongo ancora fiducia in lui o no (e al momento la risposta sarebbe no) è chiaro, ma la fiducia/non fiducia non si ha "a priori"....è qualcosa che si fonda anche su informazioni, non solo su sensazioni......
è per questo che ho scritto qui chiedendo un aiuto. se ad esempio qualcuno mi avesse spiegato che questa cosa accade spesso fra gli pischiatri, che so, come comportamento, tecnica etc. avente un qualche fine, il riflesso di questa cosa sulla mia fiducia sarebbe stato di un certo tipo....se invece mi avessero detto che effettivamente un fatto del genere sembra non essere "normale", il riflesso sarebbe stato del tutto opposto.

il consulto che chiedo qui, e a cui nessuno sembra voler rispondere, mira proprio a capire questo. per non gettare all'aria due mesi presa dall'impulsività quando magari esiste una spiegazione. capisco benissimo che non vogliate esprimere giudizi su professionisti che non conoscete, ma mi sembra che almeno un parere discreto su quanto è successo ci potrebbe essere.....almeno perchè una persona possa avere qualche elemento per valutare l'episodio e farsi un'idea, da unire poi a tutte le altre sue considerazioni e valutazioni.

un saluto e grazie

[#7]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

".....e al momento la risposta sarebbe no) è chiaro, ma la fiducia/non fiducia non si ha "a priori"....è qualcosa che si fonda anche su informazioni, non solo su sensazioni......"

è ovvio, ma il problema reale è che ha poca importanza se questa sia una "tecnica" oppure "altro"; di fatto, a torto o a ragione dei comportamenti del medico, lei da quanto affermerebbe ne ha perso completamente la fiducia, quindi il rapporto medico - paziente è oggi compromesso essendone la fiducia appunto alla base del rapporto stesso,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
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[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il fatto che accadano certe cose e' normale perché siamo esseri umani e può capitare di avere sonno.

Il punto e' che se instaura una discussione su questo, purtroppo, visto l'infarcimento nozionistico che ha, non dovuto a lei ma a ciò che le viene comunicato, si finirebbe sullo spostare il problema su un suo problema, mentre sarebbe più facile (ma non tutti lo fanno) ammettere i propri errori e scusarsi (parlo del suo psichiatra).

Poi a ciò si aggiungono le teorie freudiane, la famosa attenzione fluttuante, che giustifica qualsiasi cosa al mondo, anche il buco dell'ozono.

Con ciò voglio dirle che lei e' libera se continuare o meno pero' sarebbe il caso di mettere dei paletti precisi che, a mio parere, verrebbero reinterpretati come delle resistenze alla psicoterapia.
Se ha successo può avvalersi di un buon trattamento altrimenti il rapporto mi pare incrinato sin da ora.
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[#9] dopo  
Utente 130XXX

vi ringrazio per le risposte, davvero, anche se qualche punto mi rimane oscuro (ad esempio sarei curiosa da sapere cosa intende il dottor Ruggiero con sarebbe il caso di mettere dei paletti precisi.....)

in sostanza comunque, dopo averci dormito su, penso che sia il caso di smettere. purtroppo la fiducia nei confronti del mio pischiatra si è compromessa irrimediabilmente e anche se mi dispiace molto, perchè è stato comunque faticoso trovare una persona ed iniziare un nuovo rapporto, non posso non prenderne atto. già come persona sono estremamente sensibile e ricettiva, non mi sento in grado di ignorare un fatto del genere, pur con tutte (?) le possibili attenuanti. ancora mi chiedo come sia possibile addormentarmisi davanti.... non mi era mai successo...sono una persona accesa e vivace, come ho fatto a concigliargli il sonno? :) ;)

scherzi a parte, non nego di esserci rimasta davvero male. all'inizio mi sono sentita anche..come dire...tradita, sì, forse è la parola più adatta. e anche ora mi chiedo a cosa sia servito arrivare fino a qui. non sono così ingenua da pensare che il tuo psichiatra ti abbia realmente a cuore, ma almeno nei fatti dovrebbe illuderti che sia così perchè il rapporto funzioni...sbaglio?
ho mandato un messaggio al mio medico di base che mi ha detto di passare da lui oggi che ne parliamo, sentirò anche il suo parere a riguardo.

quello che è certo è che non riprenderò con nessun altro, punto uno perchè ricominciare ogni cosa da capo è assurdo, punto due perchè sinceramente non ho visto molto l'utilità di queste sedute, a parte l'inquadramento farmacolgico....raccontare il mio passato e raccontarmi e basta a cosa serve? mi analizzo benissimo già da sola, non sono una di quelle persone che non sanno guardarsi dentro...ma poi? come si fanno progressi? la psicoterapia efficace prevede solo che tu parli per ore? dove sta l'effetto terapeutico? queste cose gliele avevo già chieste ma non ho mai avuto risposta.

vi ringrazio molto e scusate se mi sono dilungata.

[#10]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

quello che le è successo è comunque raro o almeno non frequente ( a prescindere dalla motivazione ) e non lo ritroverà pertanto facilmente.

Se dovesse ripensare a delle sedute di psicoterapia le consiglierei:

1. orari mattutini ( si spera che lo stato di vigilanza sia migliore ), evitando soprattutto l'orario pomeridiano ( effetto siesta ).

2. uno psicoterapeuta uomo, mediamente interessato al "gentil sesso" ( anche questo dovrebbe ridurre il rischio...)

per restare nello scherzo,

Cordiali Saluti

Dr G. Nicolazzo
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[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

mi chiarisca una cosa se può. Chiunque si sentirebbe un po' infastidito pensando che lo psichiatra si è assonnato mentre parlava. E' anche evidente che a chiunque può capitare un colpo di sonno e se gli se ne chiede conto cercherà giustificazioni per evitare l'imbarazzo immediato, magari la situazione diventa penosa, ma è comprensibile. Ora è chiaro che se tutte le volte lo psichiatra si addormenta non ci sarebbe bisogno di commentare questo fatto, però quello che non capisco è: non mi sembra un giudizio tecnico, ma un comune giudizio umano.

Quel'era la sua perplessità ?
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 130XXX

eccomi qui, Dottori (che bello, un gruppo di medici tutto per me...:)

dunque, lo pischiatra è uomo, non so quanti anni abbia, direi anziano ma non anzianissimo, sarà credo tra i 60 e i 65 anni... e tanto per dirla tutta, io sono decisamente carina! :) lo so, stiamo ragionando su un piano scherzoso, ma davvero, di presenza non sono il tipo davanti a cui ci si appisola, anche caratterialmente...e in ogni caso credo che una cosa così non debba capitare a prescindere di chi si ha davanti, fosse anche la nonna più pallosa dell'universo o il Verdone di "Fosca!!"

capisco che possa essere umano avere un crollo, ma io ad esempio non lo avrei. forse perchè non ho 60 anni, direte voi. non so, può essere. uno pischiatra però può permettersi queste debolezze? come vedete nel mio caso si è giunti alla "rovina" di un rapporto terapeutico, soprattutto perchè la sua risposta non è stata trasparente. se mi avesse detto "signorina mi scusi ma ho un sonno pazzesco!" ci avrei riso su, almeno non avrei avuto questa brutta sensazione.
non so, non penso di essere strana quando dico che mi è sembrata una cosa assurda...io parlavo e lui mi si abbioccava davanti, era una situazione surreale, tant'è che mi è venuto anche da ridere all'inizio.
ci tengo a precisare che è successo anche un'altra volta, come ho accennato, ma è stata una cosa più breve ed io , pur essendo rimasta interdetta, non gli ho dato più di tanto peso. adesso mi sta sorgendo il dubbio che abbia qualche problema di salute, non saprei.

inoltre sono una persona molto gentile, ho cercato di metterlo a suo agio chiedendo spiegazioni in modo dolce e cercando di fargli capire che se non mi diceva la verità rischiavo davvero di restare confusa, ma è stato evasivo come sempre, a domanda rispondeva con domanda, o con qualche frase relativa al flusso di coscienza, esercizio che conosco bene ma che in genere si discute prima e comunque non prevede che il terapista dorma :-/

e poi mi dicono che ho carisma...

che devo fare?
un salutissimo

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Sì, ma mi perdoni, visto che discute questo già secondo sue impressioni chiare, tutto questo per arrivare a quale conclusione pratica ? Nel senso, va inteso come uno sfogo o le interessa una risposta a qualche particolare domanda ?
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 130XXX

oddio, ho scritto "concigliargli" con la "gl" e modifica testo non funziona più...che atrocità.

dottor Pacini, il quesito iniziale era chiaro: volevo sapere se in psichiatria esisteva una qualche strana modalità d'ascolto, una forma di trance o cose del genere, che mi facesse pensare che non mi si stava addormentando davanti.
tutto qui.
a quanto pare, visto che nessuno ha parlato di un'ipotesi simile, pare di no.

trarrò le mie conlusioni.

[#15]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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il fatto che lei sia ".... decisamente carina! :)... ( ne avevo il sospetto comunque ) aggrava purtroppo in modo incontrovertibile la posizione del collega...
Dr G. Nicolazzo
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[#16]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Tecnicamente Freud la chiama attenzione fluttuante.

Io la chiamo colpo di sonno.

Sarebbe stato meglio ammettere di essersi addormentato, pero' può anche dire che era attenzione fluttuante.

Può capitare di addormentarsi, ma non e' poi drammatico.

Questo e' uno dei motivi per cui gli psichiatri/psicoanalisti vengono derisi in molti film, in cui il paziente e' di spalle al terapeuta e il terapeuta ne fa di tutti i colori.
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[#17] dopo  
Utente 130XXX

due volte il colpo di sonno?
una bella media...

oggi sembro arzilla, ma in realtà mi creda, ci sono rimasta veramente ma veramente male. non tanto per il fatto in sè, quanto per quello che implica, comprese le ripercussioni sulla mia disposizione nei suoi confronti e quindi, ora, il fatto di gettare al vento quasi 3 mesi di trattamento (anche se, ripeto, ancora non mi era chiara la funzione di queste chiacchierate).
ieri ero molto triste.

il dottor nicolazzo ha ragione, è necessario che mi chieda se ripongo ancora fiducia in lui, e la risposta prutroppo è assolutamente no.

per la terza volta in vita mia, anche se per motivi diversi, sono rimasta delusa dagli psicologi. sarò io il problema, a questo punto.

[#18]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile utente, mi permetta di proseguire su questa linea serio/scherzosa e di dirle, che se davvero lei è ingegnere, carina e interessante, allora sarebbe la prima eccezione che conferma la regola! Ho conosciuto e lavorato gomito a gomito con tanti ingegneri donna, in passato, ma mai nessuna carina e carismatica come lei dice di essere.

Tuttavia, dato che non la vedo, le concederò il beneficio del dubbio...

Ciò che le è successo *è* un'eccezione che conferma la regola. Il terapeuta che si sente stanco davanti al paziente - può sempre succedere - dovrebbe dirlo, chiedere scusa e rinviare la seduta. Ma sa, non tutti ragionano allo stesso modo. Quindi, per quanto mi riguarda, concordo con la sua decisione di abbandonare *questa* terapia.

C'è però il rischio che lei veda confermata l'immagine negativa che già aveva di psicologi, psichiatri e psicoterapeuti. Questo potrebbe avere ricadute importanti per *lei*, non per noi. Ogni professionista risponde di se stesso, e quelli capaci e corretti avranno sempre da lavorare. Il punto non è questo, ma che lei rischia di non usufruire di una terapia adeguata, che potrebbe aiutarla.

Quando si dice "psicoterapia" non si dice nulla, in realtà, perché gli indirizzi psicoterapeutici riconosciuti sono molti e molto diversi l'uno dall'altro. La psicoterapia non è solo raccontare e ascoltare, ma consiste in certi approci in una visione molto attiva del percorso. Si danno compiti e prescrizioni comportamentali fra una seduta e l'altra, e poi si discute degli effetti.

Quindi la invito a documentarsi, prima di decidere che nessun psicoterapeuta sarà mai in grado d'aiutarla.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#19] dopo  
Utente 130XXX

caro dottor santocito,
il suo è un gran bel luogo comune, anche se statisticamente confermato.
la rassicuro dicendole che sono ingegnere, sì, ma svolgo un lavoro completamente diverso di stampo creativo. comunque è sempre liberissimo di pensare che sono un cesso ed un'ameba :) ;)

tornando sul piano serio, capisco perfettamente cosa vuole dire. questo psichiatra è indubbiamente una persona intelligente, forse la più intelligente tra quelli con cui ho avuto a che fare, ma certi suoi comportamenti purtroppo mi hanno portato a perdere fiducia. per questo sono così dispiaciuta.
so bene che non posso fare di tutta l'erba un fascio, e che ogni psicologo è un caso a sè, ma resta il fatto che con loro non ho mai avuto fortuna. con i primi avevo un atteggiamento manipolatorio, se così posso chiamarlo, nel senso che le mie fascinazioni (non estetiche ma intellettuali), conscie o inconscie che fossero, mi facevano sempre avere la sensazione di essere io che comandavo il gioco e di non avere nulla da imparare o capire dalla persona che stava lì per aiutarmi.
questo è stato il primo psicologo (e l'unico medico) che si è dimostrato più resistente a questo aspetto e non mi ha dato questa sensazione. e ora non mi dica che mi dorme in faccia apposta! ;)

è difficile da spiegare quello che ho vissuto ieri, è stata una cosa che mi ha molto toccato.
onestamente non mi sento di ripartire con un altro. sono una persona complicatissima e la sola idea di ripassare settimane a dare il quadro della situazione mi snerva.

ps. aggiungo che la cosa di dare compiti e prescrizioni comportamentali è ESATTAMENTE una delle domande che gli avevo fatto, proprio perchè credo che siano utili per modificare i propri meccanismi, ma non mi pare lui lavori in questa direzione.

[#20]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> con i primi avevo un atteggiamento manipolatorio, se così posso chiamarlo, nel senso che le mie fascinazioni (non estetiche ma intellettuali), conscie o inconscie che fossero, mi facevano sempre avere la sensazione di essere io che comandavo il gioco
>>>

Beh, scusi, ma questo era chiaro fin dall'inizio! :)

Ad ogni modo è lei che deve scegliere cosa fare: se continuare a fare la distruttrice di terapeuti, oppure se cercarsene uno davvero in grado d'aiutarla - SE ritiene d'aver bisogno d'aiuto, è chiaro.

E non è vero che siano necessarie settimane per dare il quadro della situazione. Anche se lei pensa d'essere "una persona complicatissima", il terapeuta che sa il fatto suo può farsi un'idea piuttosto precisa di ciò che le serve in una seduta. Anche meno.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#21] dopo  
Utente 130XXX

beh, ma lei ne parla come se io facessi la distruttrice di terapeuti in modo intenzionale. come potrebbe essere così??
l'unico modo per trovare qualcuno che sia in sintonia è provare ed eventualmente cambiare, o sbaglio? quindi non sta a me decidere cosa fare, in sostanza, perchè non posso sapere a priori se la persona a cui mi rivolgerò sarà quella giusta. se mai la scelta è fra il cercarne un altro o smettere proprio, e al momento sono talmente delusa che mi sembra di aver perso la motivazione.

ne ho appena parlato col mio medico di base, comunque, che si è fatto delle grasse risate. lui dice che assolutamente questo episodio ha fatto incrinare il rapporto e perciò dovrei cercarne un altro. ha detto che o l'ho annoiato (?!) oppure l'ho ipnotizzato.
mi sta vendendo un nuovo complesso, quello dell'addormentamento altrui...

un saluto.

ps. perchè le era chiaro fin dall'inizio?

[#22]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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È chiaro che non lo fa in modo intenzionale. Anzi, il suo atteggiamento controllante e manipolatorio potrebbe far parte proprio di quella rigidità che l'ha portata a dover cercare aiuto.

"La distruttrice di terapeuti" era solo un modo carino per incorniciare la sua situazione.

Il modo per trovare qualcuno che sia in sintonia con lei è farci almeno una seduta insieme, indubbiamente. Ma come le dicevo, sarebbe importante che si documentasse PRIMA sui differenti approcci terapeutici disponibili. Non tutti lavorano allo stesso modo. Documentandosi, potrà restringere il campo e diminuire le probabilità di errore.

Ma se e quando fare tutto ciò, lo deve decidere lei. Non può aspettarsi che sia il terapeuta, a cercare di convincerla ad andare in terapia.

>>> ps. perchè le era chiaro fin dall'inizio?
>>>

Perché lei, anche se svolge un lavoro creativo, è un ingegnere, e io sono uno psicologo. :)

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#23]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

ma perché ne fa una questione personale ? Non vedo che se una persona si dimostra annoiata o disinteressata questo debba essere inteso "nei suoi confronti". Lei non intrattiene il terapeuta e il terapeuta non è lì per farsi intrattenere.
Io non capisco ancora esattamente dove stia il problema al di là dello sfogo.
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[#24] dopo  
Utente 130XXX

dottor Pacini,
le faccio una domanda: se lei fosse al posto mio, ci tornerebbe?

dottor Santonocito, fa delle osservazioni molto puntuali. in effetti l'ipercontrollo e la tendenza assura alla "perfezione" sono tra le principali cause del mio malessere, da sempre, e, in sostanza, le ragioni che mi hanno spinto a chiedere aiuto (l'ipocondria ossessiva altro non è che una delle manifestazioni dell'esigenza di vincere il caso, l'accidente, l'imperfetto).

[#25]  
Dr. Matteo Pacini

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Visto che ha una chiara sua posizione in merito all'accaduto, cos'è che rimane da dire ?
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[#26] dopo  
Utente 130XXX

ma perchè ha questo atteggiamento?
non rimane più nulla da dire, si tranquillizzi.
se la dà fastidio che si continui la discussione sconfinando magari in qualche altro aspetto non c'è problema, per me la questione limitata all'episodio si può considerare conclusa.

ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, di cuore.

[#27]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

concludendo sono io a ringraziarla per aver permesso di cogliere anche l'aspetto più leggero della vicenda con ironia, qualità rara in genere nelle donne.

Resta il fatto che al momento sente di aver perso tempo e danaro, ma il miglioramento o la guarigione non è una meta ma un percorso e anche quello che le è accaduto volendo ne può fare parte,

Tante Cose Buone
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#28]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

più che altro le chiedevo il perché iniziale del consulto, ancora non ho capito fondamentalmente la domanda, visto che nel raccontare praticamente commenta da sola la cosa.

Dr.Matteo Pacini
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[#29]  
Dr. Antonio Vita

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Gentile Utente,

Mettiamola in questo modo. Il suo psichiatra-psicologo-psicoterapeuta aveva in animo di indurla in un sonno ipnotico blando... ma poi ha finito per autoipnotizzarsi...
Che ne dice?
Certo è che pagare uno psicoterapeuta che si fa la pennichella e che in fatto di orari (ed onorari) ritorna ad essere intransigente, rigoroso e irremovibile non è un'ipotesi allettante... e che tutti riescono a digerire. Freud a parte, che si poteva permettere tutto, Greenson, che è un analista freudiano convinto, parla della "pennichella del paziente": se il paziente si addormenta è segnale che presenta una resistenza a parlare...
(Greenson: Tecnica e pratica della psicoanalisi, Ed. Feltrinelli).

Le consiglio di portarsi un termos di caffè forte e carico, e di offrirlo al suo psichiatra-psicologo-psicoterapeuta prima di iniziare la seduta.
Che ne dice?

E se cambiasse terapeuta?

Se uno andasse da un chirurgo che dovesse sottoporlo ad intervento chirurgico, cioè che dovesse mettergli i ferri addosso, e durante la visita di prammatica o colloquio, mentre legge le lastre, o gli appunti di altri medici, o ascolta il racconto dei suoi sintomi... pian piano lo vedesse cadere tra le braccia di Morfeo... penso che uscirebbe dallo studio senza pagare... lasciando il proprio indirizzo e quello del suo avvocato.... No?

In bocca al lupo... e speriamo che il lupo si addormenti !!

Cordialmente
Dott. Antonio Vita
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sito web: www.psicovita.it

[#30] dopo  
Utente 130XXX

Buongiorno dottori,
vorrei aggiornarvi sulla situazione.

Dopo quanto era successo sono ritornata da lui per avere un incontro chiarificatore, prima di buttare al vento quanto si era costruito (?). In quell'occasione gli ho fatto una specie di terzo grado aperto e sincero, diciamo così, spiegandogli che avevo bisogno di una spiegazione onesta per poter conservare, o riguadagnare, la fiducia in lui. per tutta la seduta invece, nonostante le mie domande insistenti, i miei discorsi etc, si è rifiutato di darmi una spiegazione. ad ogni domanda non rispondeva, dicendo che tanto nulla mi avrebbe mai convinto e che non voleva assecondare la mia esigenza di controllo. Lì mi sono davvero arrabbiata. Ora, d'accordo che uno dei miei "problemi" consiste in una forte tendenza al controllo, è vero che fatico a dare fiducia alle persone in generale, ma com'è possibile che non capisse che in quel caso non era un mio problema di "scarsa propensione alla fiducia", ma un fatto oggettivo a cui chiunque avrebbe reagito con delle domande? Gliel'ho detto chiaro e tondo, come gli ho detto che non poteva usare questa mia caratteristica come alibi per ogni suo comportamento (se uno mi mena e mi ruba la borsa, e io non gli stringo la mano dopo, è UN MIO PROBLEMA D'ASSENZA DI FIDUCIA??).

Insomma, alla fine gli ho detto "va bene dottore, sappia che mi sta mandando via lei, facendo così. non rispondendo onestamente nemmeno ad una mia domanda con la scusa del controllo, lei mi sta dicendo vattene". Lì allora si è smosso qualcosa, e cioè lui è parso dire, sempre in modo molto diluito ed annacquato, che era un suo modo d'ascolto, che mai avrebbe seguito il filo del discorso, che sentiva, che si era aperta come una specie di porta di coscienza diversa. Ammettendo che in certi casi, forse, l'assenza di spiegazioni è peggiore di una spiegazione data (dopo 1 ora ci è arrivato). Ha anche avuto il coraggio di propormi il lettino con il medico dietro, scatenando una mia gran risata (benevola), dicendo che nel mio caso la modalità vis a vis forse non era opportuna per via della mia iper attenzione al feedback del mio intelocutore (osservazione ridicola se uno mi dorme davanti, ma vera in generale: sono molto ricettiva ad atteggimaenti, movimenti, sensazioni, forse troppo).
HO COMUNQUE VOLUTO DARGLI FIDUCIA, anche spinta da una mia parente primario che era arrivata al suo nome perchè pareva referenizato.

Ieri un'altra seduta.
HA AVUTO QUESTI ABBIOCCHI TUTTO IL TEMPO. Sin dal secondo minuto di dialogo. Non ci volevo credere. Mi faceva una domanda e appena iniziavo a parlare gli occhi gli cedevano, e lui cercava di opporsi con gran fatica, a volte anche scuotendo un po' la testa. Io stavolta non ho detto nulla. Ad un certo punto ho anche smesso all'improvviso di parlare, per vedere se sentiva, e siamo rimasti così per 40 interminabili secondi. Alla fine lui si è ripreso e mi ha fatto una domanda nemmeno troppo legata al discorso precedente.
Sono senza parole. Oltre al fatto che quando uno ti fa una domanda e poi non riesce nemmeno a tenere aperti gli occhi appena rispondi hai solo voglia di tagliare corto e dire "va beh, ma non è importante".

Posto che ho già deciso che stavolta è troppo, vorrei da voi un parere, comunque, su quanto mi succede. Davvero, sono attonita. Ho anche pensato di aspettare il paziente dopo per chiedere se fa lo stesso con lui, ma ieri l'ho perso.
Spero non mi rispondiate con "ma tanto ha già deciso, cosa parliamo a fare?" perchè non sempre si chiede un consulto per prendere una decisione, ma anche per cercare di capire un evento che, davvero, mi sta lasciando il segno.

Grazie come sempre.

[#31]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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".....Ha anche avuto il coraggio di propormi il lettino con il medico dietro....",

gentile utente,

che abbia proposto il "lettino" non sorprende, ma è proprio sicura che sia lui a stare dietro?,

scherzi a parte valuti bene cosa sia rimasto di questo rapporto, nel suo interesse,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#32] dopo  
Utente 130XXX

Dottor Nicolazzo :)

Certo che valuterò cosa rimane, ma la prego, mi dia un parere professionale sul comportamento di questo dottore. Non ho fatto nomi e non vedo nulla di male nell'esprimere, da collega, un'opinione educata (senza entrare nel personale) che mi faccia almeno capire se una situazione così è davvero al limite dell'assurdo o se sono "io che non dovrei nemmeno pormi il problema".

[#33]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

deve capire che quello che afferma è da lei stessa esposto, quindi ogni parere necessariamente si ferma a lei e non può andare oltre; con questo voglio dire che da queste pagine non è possibile percepire la contestualizzazione dei fatti, aspetto necessario per esprimere un giudizio,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta