Utente 176XXX
Buongiorno,

sono arrivato qui spulciando un pochino in rete....Ho trovato il sito e mi sono iscritto. Veniamo ai fatti. Da circa 10 anni sento delle voci nella mia mente, voci che danno molto fastidio e dicono cose molto poco nobili. Sorvoliamo sulle cause che hanno scatenato questo gravoso ed ormai penoso (per me) fenomeno.

Uno psichiatra ha stabilito una diagnosi di psicosi e schizofrenia e mi sta curando con seroquel. Siccome soffro (pure da dieci anni circa) di emicranie persistenti trattate con i triptani, è venuta a porsi da parte mia la domanda circa la pericolosità di assumere triptani e seroquel insieme.

Il seroquel è un farmaco a mio parere molto buono, ma devo confessare che ne assumo solo 25 mg al giorno, la sera, perche mi fa dormire molto bene. La mattina sono molto stanco e non mi alzo prima delle 10.00 (Lo prendo verso le dieci di sera). Ho letto comunque un opuscolo della Astro Zeneca, la casa madre del farmaco, opuscolo che da indicazioni sulla pericolosità del seroquel stesso (pare che in alcuni pazienti possa causare la morte).

Tornando alla domanda d'origine, è saggio assumere seroquel con una pastiglia di
almotriptano? E' risaputo che i neurolettici (perche di questo si tratta) causano essi stessi patologie emicraniche.

La seconda domanda che vorrei porre riguarda il fenomeno (molto sgradevole) delle voci stesse. Secondo un uomo di scienza che ha la casistica sotto controllo, vi sono persone che sono guarite da tale fenomeno senza essere lobotomizzate?

Vi ringrazio per la cortese risposta e auguro una buona giornata

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Al momento lei non sta assumendo nessun trattamento per i sintomi che descrive (in particolare le voci). L'indicazione sull'opportunità di assumere diversi farmaci deve essere data dagli specialisti di riferimento e non può certo venire via internet.

Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

[#2] dopo  
Utente 176XXX

La ringrazio per la risposta. Tuttavia devo ribattere che
il seroquel mi è stato prescritto come cura proprio per queste voci da una psichiatra. Comprendo quindi l'importanza
di dover ricorrere ad un secondo parere.

Non avete risposto alla seconda domanda...

Buona giornata

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"una diagnosi di psicosi e schizofrenia", non è una diagnosi, schizofrenia è una diagnosi, psicosi E schizofrenia non significa niente, è come dire "infezione e polmonite".
Lei può avere quanti pareri crede, ma non si capisce esattamente perché abbia deciso di non seguire la cura prescritta, e di non comunicarlo neanche al medico. Assumere un farmaco ad una dose inefficace che senso le sembra possa avere ? Non sta seguendo una cura, sta solo usando un farmaco per scopi non corrispondenti alla cura della malattia. Riferice che i sintomi le danno fastidio, poi per quale motivo evita di curarli ?
Vada dal medico, gli riferisca la situazione, chieda a lui e non alla madre eventuali spiegazioni su cose lette e mal comprese. Di tutte le informazioni contenute perché se ne isola una e -guardandosi bene dal chiedere il parere medico- si utilizza quel che si è capito come base per decidere di usare una medicina in maniera impropria ?.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 176XXX

Abbia pazienza Dottor Pacini,
il fatto è che la psichiatra che mi aveva visitato a suo tempo lo aveva fatto in una situazione d'urgenza, adducendo poi di non potermi annoverare fra i propri pazienti e rimandandomi alla ricerca di un nuovo psichiatra.
Durante la visita ed in base ai sintomi mi ha prescritto per l'appunto seroquel. Ora se questo farmaco non è previsto per gli scopi corrispondenti alla malattia, per quale motivo mi è stato prescritto? Ammetto di aver seguito
una posologia non corretta, (non ho domandato alla madre, stia tranquillo, sono autodidatta) ma certo è che seroquel
non influisce minimamente su un possibile miglioramento della situazione voci. Certo è pure che è ora di trovarsi un nuovo psichiatra.

La conclusione è che Seroquel non è comunque il farmaco adatto, ne a 25 mg ne a 400 mg, anche se lo trovo comunque un farmaco molto buono perche mi fa dormire come un ghiro. Le voci sono il problema principale ma mi rendo conto che ciò dev'essere affrontato in modo serio in sede più idonea.

Non volete proprio rispondere alla mia seconda domanda posta più sopra?

Grazie

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le è stato prescritto un farmaco per una diagnosi. La schizofrenia rientra tra le diagnosi per cui è indicato il seroquel, visto che ha spulciato il foglietto presumo abbia letto per prima questa cosa, che è tra le prime informazioni. Quindi non capisco perché abbia questo dubbio. Psicosi è un termine generico, la schizofrenia è una delle psicosi, per cui dire schizofrenia E psicosi non ha senso come espressione, la schizofrenia è una psicosi. L'importante è che la diagnosi sia stata questa, e se vuole comunque con un secondo parere ottiene una verifica di questa diagnosi.
Fatto sta che non ha seguito l'indicazione del medico né si è rivolta ad un altro medico come indicatole.

"La conclusione è che Seroquel non è comunque il farmaco adatto"

La conclusione di chi ? Non certo quella che ha ricavato da questi commenti.

"anche se lo trovo comunque un farmaco molto buono perche mi fa dormire come un ghiro"

Lei era andato principalmente per delle presunte allucinazioni, quindi che sia utile per dormire mi sembra un po' fuori fuoco come uso, anche se può essere utile.

La seconda domanda non ha senso, visto che la lobotomia non era una terapia per guarire niente, era solo curativa.
Così come le medicine. Non vedo perché andare a parlare di lobotomie e di guarigione quando la situazione è semplicemente che Lei è andato a chiedere un consulto e ha ritenuto di non seguire la cura per motivi ignoti, certamente non perché non le può tornare l'indicazione, forse non è convinto della diagnosi, forse non ha avuto un buon "contatto" con il primo medico, ma queste sono tutte buone ragioni per chiedere un secondo parere, e subito.
Dr.Matteo Pacini
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[#6]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
che seroqueli sia un farmaco non adatto lo ha dedotto lei non so sulla base di che cosa. Quello che è certo è che per la sintomatologia che lei descrive 25 mg di seroquel non servono a nulla, se non a favorire il sonno.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#7] dopo  
Utente 176XXX

Da qui comprendo rileggendo il mio post iniziale che vi sono state alcune incomprensioni.

La schizofrenia (per quanto ne sappia io) è la peggiore delle psicosi e di questo ero e sono consapevole. Quindi la diagnosi è schizofrenia, anche se non ho ancora letto il rapporto stilato dalla specialista che mi ha visitato. (non ritengo opportuno farlo ora)

Riguardo al seroquel. Probabilmente ho mal interpretato il messaggio del Dr. Martialis il quale asserisce che

"Al momento lei non sta assumendo nessun trattamento per i sintomi che descrive (in particolare le voci)"

secondo me cio significa che seroquel non è il trattamento adatto al fine di guarire da codesta situazione.
Sempre per rispondere al Dr. Martialis, la specialista che mi ha a suo tempo visitato mi ha detto che potevo prendere
un triptano prima di assumere seroquel. La cosa non mi è piaciuta affatto, perche (e questa è casa nota) i neurolettici causano emicranie in soggetti predisposti, quindi assumere questi due farmaci contemporaneamente significa esporsi a rischi di assuefazione da triptani i quali a loro volta, secondo la mia esperienza, espongono il soggetto ad un aumento della patologia emicranica.

La questione allucinazioni è corretta solo se riferita ad allucinazioni uditive e non visive. Ciò che odo nella mia mente sono vere e proprie voci che acquistano intensità proprio al momento in cui vado a dormire e nei momenti di stanchezza psico-fisica diventano un vero e prorpio inferno. Per questo assumendo una sola pastiglia di Seroquel da 25 mg mi addormento nel giro di 45 minuti ed
il giorno dopo mi sento comunque meglio. (le voci sono sempre li ma meno intense)

La seconda domanda verteva non tanto sulla lobotomia quanto sulla casistica. Volevo sapere se dalle voci si guarisce o no. Esistono a vostra conoscenza dei casi di guarigione, oppure si è destinati a convivere con un fenomeno che ci accompagnerà tutta la vita?

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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""Al momento lei non sta assumendo nessun trattamento per i sintomi che descrive (in particolare le voci)"

secondo me cio significa che seroquel non è il trattamento adatto al fine di guarire da codesta situazione."

Assolutamente no, significa che assume una dose inefficace.

I suoi ragionamenti sull'emicrania sono decisamente contorti, lei non cura la schizofrenia per evitare che (forse) i neurolettici peggiorino l'emicrania (ma quali poi ? il seroquel non è un "neurolettico" tipico), e quindi uno sarebbe legato (perché ?) ad assumere i triptani (perché proprio e solo questi ?) e quindi peggiorerebbe l'emicrania perché ne farebbe un uso smodato (cosa non chiara perché in tal caso andrebbe da un medico dicendo che l'emicrania è peggiorata e sarebbero prese decisioni in considerazione di questo).
Quindi tutta questa concatenazione di eventi del tutto ipotetica che utilità pratica ha ?

"Volevo sapere se dalle voci si guarisce o no"

A Lei è stata diagnosticata una schizofrenia o no ? "Le voci" sono un sintomo, è come chiedere: dal dolore si guarisce o no ? Non capisco poi la domanda in assoluto: ma se le era stato prescritto un farmaco per questo tipo di sintomo, lei a cosa pensa che serva se non a mandar via le voci (che poi funzioni completamente o meno è da vedersi, ma ovviamente può funzionare eliminando il sintomo, altrimenti a che servirebbe ?).
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 176XXX

Si..dunque....

intanto ecco giusto per gradire un link, (anzi,il link...visto che chi lo propone è proprio la casa produttrice) che mette in guardia dagli effetti collaterali del Seroquel tra i quali figura pure il decesso per cause molteplici.

http://www.seroquelxr.com/

Quindi Seroquel sarà anche un "neurolettico atipico" ma può comunque comportare, in soggetti particolari, tutta una serie di conseguenze più o meno pericolose.

Dal punto di vista della pressione fa al caso mio perche avendo io pressione alta il farmaco me l'abbassa o comunque me la regolarizza, con mia grande soddisfazione. Quindi grazie Astro Zenca (che tra l'altro è pure la produttrice del famoso Quorn)

Detto questo, da qui nacque la mia paura a salire nel dosaggio. Ora, ovviamente in questo modo non posso sapere se ad una dose finale auspicata di almeno 400 mg die le vo
ci sparirebbero (mi permetto di avere comunque dei dubbi che tali per ora rimangono). E' cosa certa che valutando i pro e i contro nel salire le dosi decisi tempo fa di restare a 25 mg e, nonostante ciò, quandanche assuma una sola pastiglia per più giorni, l'emicrania si fa sentire in modo più marcato di quando non assumo nulla.

Mi chiede perche i triptani. La risposta è che nella mia decennale esperienza in materia, i triptani sono la sola medicina a tutt'oggi che ha una risposta positiva sull'emicrania, a grappolo e non...Ma so bene che vi è pericolo di assuefazione e dopo dosaggi frequenti ed elevati il triptano non funziona più come prima, a meno che non si salga nel dosaggio. La cosa è comunque pericolosa. Mi perdoni, ma io non vedo affatto una contorsione del mio pensiero riguardo all'emicrania. Si tratta di esperienza personale e sulla base di quest'esperienza agisco di conseguenza. E' però cosa ovvia che il primo passo da fare è tornare al più presto da un-una psichiatra (possibilmente persona aperta a diverse possibilità, quindi con una visione non "integralista" ma piuttosto a largo raggio (ma non per questo meno efficace) con la quale discutere seriamente
sulla pericolosità dell'assumere più farmaci contemporaneamente.

Tengo a precisare la seguente cosa. Io sono grato sia ai triptani che al Seroquel (sono grato a chi li ha inventati ovviamente) e grazie al cielo ci sooo e sono disponibili per tutti. Sono un vero sollievo. Però ci sono comunque controindicazioni delle quali tener debito conto. Infatti da qui le mie titubanze.






[#10] dopo  
Utente 176XXX

Scusate,

riguardo ai precedenti discorsi sul guarire o no dalla schizofrenia, avrei trovato un link interessante


http://www.affaritaliani.it/cronache/salute-dalla-schizofrenia-si-puo-guarire-intervista.html


Grazie

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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"E' cosa certa che valutando i pro e i contro nel salire le dosi decisi tempo fa di restare a 25 mg"

Ecco, questa è una decisione che a lei sembrerà sensata, invece è priva di senso, poiché a dosi insufficienti si espone ad una serie di effetti collaterali possibili (minori se sono dose-dipendenti) senza avere però un effetto terapeutico.

Sinceramente mi sembra un modo di ragionare improduttivo, la casa produttrice non "mette in guardia", informa. Trattasi di un prodotto che vende e raccomanda per la cura della schizofrenia, non di un prodotto da cui "mette in guardia". Questa è una sua percezione parziale, ma comunque parte con l'atteggiamento di chi è preoccupato e diffidente, per cui poi è ovvio che di qualsiasi cosa legga prenderà un messaggi parziale e sbilanciato nel senso del rischio etc. Potrebbe faro lo stesso ragionamento con qualunque cura, dalla psicoterapia alla chirurgia, non le è molto d'aiuto nel selezionare le cure da fare, anche perché per questo c'è il medico. Niente le vietava di chiedere informazioni a lui, ha invece preferito far valere conclusioni sue piuttosto gratuite e aspecifiche (ovvero non specifiche del seroquel, applicabili a qualsiasi cosa).


Nel link succitato, si dice "Ma chi soffre di schizofrenia può guarire? XYZ, psichiatra etc etc...” ne è convinto". Quindi una libera convinzione personale basata su ipotesi e neanche empirica, cosa c'è di rilevante sul piano della conoscenza della malattia ? Mi pare niente.

Comunque io chiederei un secondo parere, anche per una conferma diagnostica che mi sembra il punto di partenza principale.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 176XXX

Ecco, ora ci siamo. Riconosco che il mio atteggiamento
è improntato verso una visione se non pessimistica quanto meno eccessivamente guardinga e sulle difensive verso un certo tipo di approccio farmacologico. Sono consapevole che per affrontare il problema ci vuole serietà, pazienza e tanta buona volontà (oltre a tutta una serie di altre cose
che esulano dal discorso farmaceutico, ma che probabilmente sono altrettanto utili).

Mi propongo quindi di partire alla ricerca del Graal (vedi alla voce terapeuta psichiatrico, in effetti il vero Graal dovrebbe essere rappresentato dalla guarigione) e mi permetto mantenere questa discussione nei bookmark del mio browser e recuperarla per tenervi aggiornati sul proseguio
della prossima terapia.

Ringrazio sentitamente ed auguro un buon fine settimana

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

la metafora del Graal è quanto mai adeguata. In tempi "arcaici" la guarigione rimaneva un concetto perfetto e quindi divino, o meglio si imparava così a non partire dalla prospettiva della guarigione, ma del miglioramento, il che evitava il paradosso di non curarsi perché nessuno promette la guarigione.

Questo non riguarda il fatto che si possa star meglio, bene o anche guarire, è una questione di come prendere le cose.

Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 176XXX

Ecco guardi,

la ringrazio per avermelo fatto presente, perche trattasi di un ottimo argomento di meditazione prima di addormentarsi.

Secondo la sua opinione, perche scienza e metafisica ancora non riescono a collaborare? Non si potrebbero trovare più facilmente soluzioni a problemi o casi disperati?

E' forse perché tutto ruota oggi intorno al denaro? O per
mancanza di affinità elettive che rendono impossibile ogni dialogo?

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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quella del Graal è soltanto una similutidine, niente a che vedere con i significati metafisici. Sono due piani di conoscenza diversa, non conciliabili, e non hanno peraltro necessità di integrarsi a mio avviso.
Dr.Matteo Pacini
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[#16] dopo  
Utente 176XXX

Sono daccordo con lei,

ma in quanto alla domanda riguardante l'integrazione fra neuroscienze e metafisica, che ne pensa?
Non c'è proprio possibilità di collaborazione?

[#17]  
Dr. Matteo Pacini

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Non ce n'è alcuna necessità a mio parere, nei presupposti di entrambe le discipline.
Dr.Matteo Pacini
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