Utente 225XXX
Mio figlio, 23 anni, dopo un'adolescenza difficile con disadattamento scolastico a fronte di un notevole livello intellettivo e problemi di relazione col padre, ha abbandonato gli studi dopo la maturità. Si sono susseguiti periodi di depressione alternati a iperattività ed euforia, curati prima con due diversi tentaivi di psicoterapia, con scarsi risultati, l'ultimo accompagnato da paroxetina 20mg/die.
La situazione è precipitata in questo anno, in cui ha accentuato moltissimo quello che da vizio è diventata una situazione patologica seria, cioè il gioco d'azzardo uscito dal controllo fino a consumare una quantità ingente di denare, con cambiali e vari artifici per farsene prestare. Per aiutarlo siamo ora in difficoltà economiche. Nel frattempo è aumentata l'agitazione, i ritmi sonno-veglia sono sballati completamente, la cura di se' al minimo o anche al di sotto. Abbiamo sospettato uso di sostanze ma gli esami successivi hanno escluso. Era del tutto concentrato sul gioco, ha escluso tutto il resto.
Nel luglio u.s. per un episodio di aggressività vs il fratello per futili motivi, su mia chiamata la guardia medica lo ha portato in ps dove, è iniziato trattamento con Risperidone a lento rilascio, che da allora, con qualche sua resistenza gli viene somministrato quindicinalmente in DH presso SPDC. Durante il primo mese non si sono manifestati effetti collaterali ma una graduale riduzione dell'agitazione, una presa graduale di coscienza sui trascorsi recenti, ma non la scomparsa del sintomo-gioco. E' stata aumentata da circa un mese la dose (50mg). pesa 140, per 1,90. Dopo qualche giorno è subentrata una maggiore lucidità e autocritica accompagnata però daingravescente depressione che in questi ultimi gg è tale da non farlo più uscire, mangia pochissimo, si sente finito, senza speranze, in colpa per i guai economici, qualche volta ha detto di voler farla finita, con crisi di pianto serali, credo non casualmente all'ora in cui prima si preparava per uscire e andare a giocare. Ora dichiara repulsione per il gioco, per gli ambienti e le persone collegate.
Ho telefonicamente informato i curanti, che alla prossima vicinoi accesso in DH prospettano l'introduzione di paroxetina.

Vi chiedo ora: questa depressione è indotta chimicamente dal farmaco ed è un effetto collaterale previsto, credo anche utile entro certi limiti, o è uno stato in cui era comunque destinato a trovarsi viste le oscillazioni del suo umore?
Unire antidepressivi è prassi? MI preoccupa un cervello bombardato su versanti opposti.
Ha senso, come mi verrebbe da proporre, tornare alla precedente dose di RIsperidone?
Quanto tempo durerà il tutto e dopo quanto tempo compaiono effetti coll. neurologici che ora non ci sono?
Ultimo dato ma non meno importante: il nonno paterno soffriva di disturbo bipolare e a cicli è stao curato con farmaci. Il padre ha umore instabile e aggressività.
Grazie infinite, scusate se le domande sono troppe o incongrue. Buongiorno e buon lavoro.

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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quale diagnosi è stata formulata?
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[#2] dopo  
Utente 225XXX

All'accesso al ps "STATO DI SCOMPEMSO MISTO, DISTURBI FORMALI DEL PEMSIERO MOM DEL COMTEUTO".
eseguito test di Rorschach semza aspetti psicotici, molti di scarsissima autostima e grave coflitto colla figura paterma. Buom livello imtellettivo.

Sembramo oriemtati sull'aspetto crisi mamiacale da trattare e su ua forma bipolare poi si vedrà..proposto ache supporto comportametista per disturbo gioco d'azzardo ma fimora il ragazzo mom aderisce perchè mom si semte.
Scusi ma come avrà visto mi è partito um tasto del pc. La rigrazio amcora.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il test di Rorschach non è uno strumento diagnostico che consenta di individuare cose che da un esame clinico non risultano. I risultati così esposti (conflitto con la figura paterna) sono interpretazioni e fanno riferimento ad una teoria.
Il livello intellettivo comunque non è oggetto del Rorschach.

Poiché parla di alternanza di fasi euforiche e depressive, sono presenti disturbi dell'impulsività, e parla di "crisi maniacale", automaticamente dovbrebbe trattarsi di un disturbo di tipo bipolare.

Il risperdal nelle forme psicotiche è uno dei possibili strumenti, anche se non l'unico.
Dr.Matteo Pacini
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[#4]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
il trattamento con risperidone è indicato nel caso di episodio maniacale nell'ambito di un disturbo bipolare. L'attuale momento depressivo non è imputabile al farmaco direttamente; è frequente che all'uscita da un episodio maniacale insorga una sintomatologia simil-depressiva o depressiva conclamata. Le strategie terapeutiche sono molteplici e devono essere necessariamente gestite dagli specialisti di riferimento.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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