Isolamento

Gentili Dottori,

non so quale sia il mio problema, motivo per cui mi accingo a scrivere.

Credo sia opportuno fare una brevissima biografia:

genitori separati a 6 anni, ho sempre vissuto con mia madre, padre assente

nonni materni presenti ma problematici

nonno paterno molestatore, ho subito una molestia da lui a 12 anni di cui nessuno ha mai saputo niente

ho avuto il mio primo rapporto sessuale a 15 anni con un ragazzo più grande di me, ci siamo visti saltuariamente per 3 anni, poi sono rimasta incinta, ho abortito, lui è sparito totalmente dalla circolazione

la scuola è sempre stata il mio incubo, sempre molto isolata... al secondo liceo mi sono ritirata, non sopportavo più quel peso. tuttavia mi sono diplomata studiando da privatista. ho tentato l'università ma si sono presentati altri problemi... mi vergogno quasi a scriverlo ma avevo seri problemi a trovare le aule, le informazioni sui libri di studio, le date, ecc... infine ho lasciato perdere

non ho mai lavorato, sono stata in 2-3 posti ma l'ostilità e l'aggressività degli altri mi ha sempre ferito al punto che non ho più voluto rimetterci piede, ho sempre sentito che se qualcuno mi avesse umiliato come vedevo fare con gli altri, la mia reazione avrebbe potuto degenerare... preferisco evitare problemi maggiori

nel mentre ho avuto qualche storiella, ma più passa il tempo più non sopporto nessuno... sono 2-3 anni che non ho più alcuna relazione sentimentale o di amicizia. prima almeno chattavo, da 2 anni non chatto neanche più perchè bastano 2 righe per sentirmi contrariata e nervosa

l'unico pretesto che ho per uscire di tanto in tanto è qualche incontro escort, ho cercato di farlo per lavoro ma non si riesce... per quanto sia fisicamente attraente, c'è poca richiesta, c'è crisi si sa... oltre ciò, ho sempre cercato il pelo nell'uovo nei clienti che mi capitavano, se non erano esattamente come volevo io, non li incontravo. in 2 anni ho incontrato pochissimi uomini... mi hanno pagata, cmq è stato un piacere

al di là questi incontri non c'è altro... perchè non sopporto di mantenere rapporti, dialoghi, relazioni, non ce la faccio proprio

a volte ho pensato al suicidio, a volte sento che potrei farlo... cerco di immaginare come potrebbe essere buttarsi da una terrazza, magari dopo aver preso dei farmaci, sono riuscita a procurarmi del lexotan, lo prendo quando sono depressa, per stordirmi, però dopo un primo stordimento mi deprime ulteriormente

durante il giorno non faccio niente, sono in casa da sola, giro per casa, sto al pc ma non chatto, non uso la mail, non ho voglia di leggere nessuno, non guardo la tv da circa 6 anni, non la sopporto

negli anni ho preso appuntamenti con psichiatri in ospedale, dopo mesi di attesa non trovavo il posto, la stanza, mi perdo nei corridoi, non seguo le informazioni, non capisco quale sia il mio problema e non riesco a consultare uno psichiatra, non posso permettermene uno privato

[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44.4k 1k 248
Gentile utente,

Quando una persona per anni non pensa che secondo una determinata configurazione, anche il futuro prende quella configurazione, come se fosse scontato che non possa andare diversamente.
In questo rientra anche l'approccio alle cure e alle relazioni, ovvero di isolamento e di sfiducia a priori. Questo però è soltanto una lettura, e naturalmente la soluzione non è partire con un presupposto diverso, se potesse farlo lo avrebbe fatto.

Le cure psichiatriche però cambiano questi presupposti, e non importa crederci. L'unica cosa è che a quanto ho capito nessuno l'ha poi valutata in questi anni, le visite sono andate a vuoto ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#2]
Attivo dal 2012 al 2012
Ex utente
Si esatto, sono andate a vuoto perchè non trovavo il posto... ho sempre preso appuntamento in grandi ospedali, arrivo lì in auto, perchè guido dall'età di 18 anni... anche se prima di avere il navigatore era un caos, il navigatore mi ha risolto molti problemi in quetso senso. Arrivo lì e poi non so dove devo andare, chiedo qualche informazione ma non riesco a capire cosa mi dicono... è come se cercassi di concentrarmi epr capire cosa mi stanno dicendo e questo aggravasse il problema quindi dico "si" ma non capisco niente, poi giro a vuoto finchè non cerco l'uscita che peraltro trovo molto difficilmente... una volta ho girato per mezz'ora in cerca dell'uscita. E' molto frustrante perchè mi fa sembrare stupida ma non lo sono affatto. Anche questo mi esaspera, quella sensazione di sentirmi stupida perchè non trovo i posti e non riesco a seguire le indicazioni e le informazioni. Quindi ci provo una volta ogni tanto, ogni volta è un grosso fallimento. Vivo tuttora con mia madre, lei lavora regolarmente, non ha mai avuto alcun problema ma non mi può seguire, è impegnata col suo lavoro

Quindi non mi ha mai visitata nessuno psichiatra, ho chiesto qualche ocnsulto online ma ne ho ricavato ben poco.

Il problema degli approcci... non so se è una questione di fiducia, non mi sento sfiduciata negli altri... è che la gente ha opinioni personali e quando gli altri esprimono opinioni contrarie alle mie, avverto in me un profondo senso di aggressività

[#3]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44.4k 1k 248
Gentile utente,

probabilmente c'è di mezzo sfiducia e demoralizzazione, altrimenti trovare un posto dentro un ospedale può sì essere irritante per via di indicazioni non chiare, ma di solito poi subentra una sorta di controspinta a voler lasciar perdere e rabbia.

Si deve far visitare se vuole una risposta. On-line comunque non può ottenere niente di simile.
[#4]
Attivo dal 2012 al 2012
Ex utente
Grazie per la risposta

Ma se andassi a farmi visitare in uno studio privato e mi dessero dei farmaci (perchè cmq la psicoterapia privata non posso farla e in convenzione so che non la fanno a lungo termine), poi dopo che ho preso i farmaci, cosa faccio?

Intendo dire, da dove comincio? E cosa comincio alla mia età?

E poi dovrei prenderli a vita? Immagino di si perchè se è un problema patologico, si riprensenterebbe alla prima interruzione... e so che questi farmaci non fanno per niente bene, so che molti causano il parkinson in tarda età, ecc...

Allora mi chiedo se non sia meglio tirarla avanti finchè dura, quantomeno senza andarsi a creare ulteriori patologie, visto che di mio, fisicamente, non ho proprio una salute di ferro

Lei conosce una struttura convenzionata che faccia psicoterapia a Roma? Possibilmente con uno psichiatra?

Un centro serio ma non enorme tipo un policlinico dove rischierei di non arrivare nemmeno... un centro piccolino ma serio...


[#5]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44.4k 1k 248
Gentile utente,

Mi sembrano tutte domande inutili. Non cambiano nulla di come si comporterebbe o cosa prenderebbe. I farmaci non fanno male, quest'idea bizzarra che le medicine facciano male e le malattie non esistono nel ragionamento sui rischi e i benefici purtroppo si applica solo alle malattie mentali nella nostra cultura.

Mi sembra stia girando intorno ad una semplice visita psichiatrica con ragioni incomprensibili tipo non riuscire a trovare la clinica. Alla Sapienza è facile, si trova sulla strada.
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