Utente 241XXX
Difficile riassumere ma ci proverò:brillante carriera universitaria,nessun problema economico o sociale.Ho scelto un corso di studi che mi ha portata lontana dai miei affetti e ne ho sofferto molto,ma non sono un tipo che molla,soprattutto le ottime chances.Da un certo periodo,direi sei mesi circa,noto in me una vena ipercritica ed iperlogica che dilaga. La mia mente è una macchina da guerra:analizza ogni singola cosa e così tutto,rapporti compresi,mi viene restituito falsato e freddo. E' un pò che mi stupisco di tutto,anche il semplice fatto di camminare,udire,toccare. Trovo inconciliabile eppure intrinsecamente possibile l'unione di corpo e mente. Non riesco a vedermi in un futuro ed anzi rimembro dolorosamente i ricordi della mia infanzia. Preciso che ho avuto un lutto prevedibile data l'età della persona ma che comunque mi ha addolorata molto un anno fa.Mi sembra tutto finto,come se vivessi in un sogno e dovessi svegliarmi.Spesso penso che forse se morissi sarebbe tutto più semplice,smetterei di vedere il tutto così squallido e meccanico,ma l'idea"vera"di un suicidio non mi ha mai sfiorata.Nella mia mente autoproclamo me stessa in continuazione.Ho avuto un ragazzo per quasi due anni ma dopo un breve periodo sereno passato in compagnia di nuovi amici l'ho lasciato credendo stessi bene anche senza.Ora mi manca e tutti mi appaiono ridicoli rispetto a lui che conoscevo così bene e che,anche non capendomi(come nessuno del resto)mi rendeva serena.Non riesco a smettere di chiamarlo,sebbene io non abbia molto da dirgli.Se lui non mi risponde chiamo chiunque altro.Non riesco a star sola.Anche se fisicamente lo sono,studiando fuori sede,sento la necessità di sapere che c'è una persona mia,che mi chiami,mi parli,mi consoli.Mi deprimo per molto poco.Mi sento anche troppo lucida,ma so bene che nella "normalità" del giorno d'oggi anche dei pensieri così introspettivi mi classificherebbero come una con qualche rotella fuori posto.Alterno momenti di grande spensieratezza a momenti di down.Spesso sento la necessità di mollare tutto e fare ciò che mi farebbe sentire felice,ma sono così incostante e volubile che non lo faccio mai. Tutti mi dicono che non ho nulla di cui lamentarmi e che la mia vita è invidiabile.Non nego che esteriormente sia così,ma mi continuo a domandare da un pò il senso di tutto.Cos'è la vita?La mia dove mi sta portando?Perchè il mondo sembra andare in una direzione ben definita ed io mi sento ancora così persa?L'idea di essere depressa mi spaventa,anche perchè onestamente non credo che la mia sensibilità più spiccata rispetto ad altre lo possa denotare con certezza.Ma è comunque una possibilità.So solo che la mia mente è spesso ovattata da duemila pensieri e questo vivisezionare tutto mi stanca. Dopo un periodo di studio intenso circa 9 mesi fa ho perso molto peso e non riesco ancora a recuperarlo e sono SEMPRE ansiosa.Sto solo crescendo,magari?Come faccio a stare bene da sola?Vorrei delle risposte ma non tutte le domande sono ben chiare.

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Dr.ssa Valeria Randone

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Non credo che saremo in grado di risposndere a tutte le sue domende, che sicuramente fanno trasparire un disagio psichico.
Da quello che scrive sembra che i suoi pensieri invece di farle compagnia, la disturbino, creando più scompiglio che compagnia ed anche la sfera sentimentale, conclusasi, ha lasciato il posto a sconforto e solitudine.
Valuti l'ipotesi di affrontare queste tematiche con uno Psicologo Psicoterapeuta, per valutare insieme a lui, se si tratta intanto di depressione e, poi valutare quale percorso chiarificatore e risolutivo del suo disagio intraprendere.
Saluti
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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