Utente 258XXX
Buongiorno, sono un uomo ed ho da poco compiuto 30 anni. Circa quattro mesi fa, come un fulmine a ciel sereno, ho avuto un attacco di panico. Premetto che da diverso tempo auspicavo cambiamenti importanti sia nella mia vita privata che professionale e questo stato delle cose mi generava tensione. Una sera, mentre ero in auto, reduce da una giornata particolarmente stressante, mi accesi una sigaretta e mi feci casualmente una domanda: stai bene? (rivolta a me stesso). In quel preciso momento si scatenò l’inferno, il cuore mi andò a mille, il respiro si fece soffocato e corto, continue vampate di calore mi assalirono dal ventre, sentivo le braccia e le gambe come fossero pesanti e incontrollabili ed avevo come la sensazione di svenire. Il tutto durò all’incirca tre-quattro minuti nei quali ad aggravare la situazione c’era il fatto che ero ancora per strada, lontano da casa e con il cellulare scarico. Passato il peggio riuscii a tornare a casa in condizioni di spossatezza incredibili, cercai attraverso informazioni raccolte da internet di capire che cosa mi fosse successo e la sera stessa mi autodiagnosticai (penso in maniera corretta in quanto confermato anche da medico di base e psichiatra poi) un attacco di panico (durante l’attacco pensavo di avere qualcosa di simile ad un infarto). I primi giorni successivi all’attacco li passai, come è normale che sia, in uno stato di allerta massima, sviluppai la famosa ansia anticipatoria e uno stato di perenne preoccupazione che il fenomeno potesse ripetersi. Inizialmente tendevo ad evitare, se possibile, di uscire o allontanarmi da casa, quasi ritenendo che l’attacco di panico non potesse raggiungermi tra le mura domestiche. Fortunatamente, al di la di alcuni picchi di tensione che riproposero in maniera ridotta i sintomi del primo attacco, in maniera lenta ma costante ripresi gradualmente la padronanza di me stesso. Cercavo peraltro di aiutarmi con ritmi di vita più sostenibili, iniziai ad assumere valeriana e melatonina per conciliare il sonno, assumevo integratori di magnesio e sali minerali, giocavo a tennis per scaricare le tensioni. Il medico di base, al quale mi rivolsi per raccontargli l’accaduto, mi prescrisse cinque gocce di xanax al bisogno che però non assunsi quasi mai. Poi, dopo circa 40 giorni dall’evento principale iniziai ad avere problemi seri di insonnia: dapprima facevo fatica a prendere sonno, in seguito mi svegliavo di soprassalto nel cuore della notte, agitato e confuso quel tanto che basta per non riuscire più a riaddormentarsi. Parallelamente all’insonnia sviluppai disturbi fastidiosi che mi accompagnavano anche durante il giorno quali fascicolazioni, tachicardia con extrasistoli, sensazione di affanno, intorpidimento degli arti, dolori intercostali. In generale sentivo il sistema nervoso in affanno e sotto pressione, questa sensazione auto-rigenerava (penso sempre in autodiagnosi) forme di ansia generalizzata. Mi rivolsi allora ad un neuro-psichiatra che escluse immediatamente problemi neurologici e mi prescrisse per combattere l’insonnia una pastiglia di Xanax 0.25 + n°2 gocce di Entumin, la sera. Funzionò. Nel senso che ritrovai, anche se in maniera farmacologica, il sonno perduto. Progressivamente migliorai anche in relazione ai fenomeni d’ansia. Per circa due mesi ho seguito questo trattamento raggiungendo condizioni di vita sicuramente migliori rispetto a prima, ma ora sono tornati, anche se in maniera più blanda, sintomatologie d’ansia durante il giorno (specialmente extra-sistoli e fascicolazioni) e l’altra sera, sempre in auto, ho avuto di nuovo un principio di attacco di panico. Questa volta perlomeno, sapendo di cosa si trattava fin da subito, sono riuscito a gestirlo meglio e a non perdere il controllo in maniera totale. Dopo questa infinita premessa sono a porVi quindi le seguenti domande:
1) In relazione al fenomeno dell’insonnia che da due mesi tengo a freno mediante Xanax 0.25 + 2 gocce Entumin la sera prima di coricarsi è corretto provare a smettere/ridurre il trattamento per vedere se l’insonnia si possa considerare superata? L’interruzione dei farmaci deve avvenire in maniera graduale sia per lo Xanax sia per l’Entumin (nonostante io assuma una pastiglia da 0.25 del primo e solo 2 gocce del secondo)? Posso andare in contro a fenomeni di astinenza anche a queste dosi? La mia volontà di smettere tali farmaci scaturisce dal fatto che spesso mi sento sedato e sonnolente anche il mattino dopo l’assunzione dei farmaci con difficoltà ad alzarmi la mattina e di concentrazione sul lavoro, inoltre ho una certa diffidenza verso questo tipo di farmaci che non mi fa stare tranquillo.
2) La presenza ancora durante il giorno di sintomatologie d’ansia (anche se in forme abbastanza lievi), nonché ogni tanto di principi di attacco di panico, sconsiglia il tentativo di smettere i farmaci “serali” descritti prima? Può essere il caldo di questi giorni (che io soffro particolarmente) a determinare recrudescenze dello stato ansioso?
3) Nel mio caso, tenendo presente che l’evoluzione delle mie condizioni di salute rispetto all’originale attacco di panico (avuto 4 mesi fa) ha alternato periodi ansiosi a periodi di sostanziale tranquillità, è pensabile che il fenomeno possa in un certo momento esaurirsi spontaneamente? Lo chiedo perché fino ad ora ho evitato di fare terapie cognitivo comportamentali o similari (mi è stato proposto anche l’ascolto di suoni acuti filtrati come terapia). Se non strettamente necessario eviterei queste terapie a causa dei costi eccessivi.
Grazie per la Vostra cortese attenzione e disponibilità.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

In presenza di una diagnosi corretta, come confermatole dallo psichiatra, il trattamento prescritto non ha nulla a che vedere con il tratttamento degli attacchi di panico e dell'insonnia che ad oggi potrebbero ripresentarsi in modo uguale a prima.

Sarebbe il caso di sentire il parere di un altro psichiatra.

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Dr.ssa Chiara Bergesio

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Gentile utente,
- per quanto riguarda il trattamento per l'insonnia, anche se i dosaggi dei farmaci da lei assunti sono bassi, conviene sempre consultare lo specialista di riferimento prima di provare a scalarli e poi sospenderli. Nel suo caso poi occorrerebbe sapere perchè è stato scelto l'Entumin che è un farmaco che in genere si utilizza nei disturbi d'ansia e nelle insonnie resistenti ad altre terapie.
-il caldo può contribuire a determinare una recrudescenza della sintomatologia ansiosa cosi' come particolari eventi stressanti di vita.
- data la persistenza anche se in forma lieve di sintomatologia ansiosa e il ripresentarsi se pur occasionale di attacchi di panico consiglierei di valutare col suo specialista di riferimento una terapia specifica per il disturbo d'ansia e in particolare per il disturbo di panico (ovviamente nel caso che lo specialista effettui questa diagnosi). Le terapie del disturbo di panico infatti sono generalmente ben tollerate e sopratutto efficaci in una elevata percentuale di casi. Oltre alle psicoterapie (tra cui la cognitivo comportmentale da lei citata) è considerata di prima linea anche la terapia farmacologica con antidepressivi ad azione serotoninergica.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Chiara Bergesio

[#3] dopo  
Utente 258XXX

Seguirò certamente il suo consiglio e mi rivolgerò ad un altro psichiatra.
Nel frattempo lei mi consiglia di smettere totalmente xanax e entumin la sera in quanto inefficaci? Io ho comunque avvertito un aiuto da questi farmaci nel dormire

Grazie per la disponibilità e la gentilezza

[#4] dopo  
Utente 258XXX

Mi scusi dr. Bergesio, non avevo ancora letto la sua risposta prima di inviare il messaggio precedente. Penso che l'Entumin mi sia stato prescritto perchè quando mi sono presentato dal neuro-psichiatra erano tre notti che non dormivo e chiedevo principalmente un aiuto (massiccio) in tal senso. Non ho effettuato altre terapie in precedenza se non un ascolto di cd audio di rilassamento prodotti dallo stesso specialista. Per scalare i farmaci dell'insonnia Lei mi consiglia di rivolgermi allo specialista o anche il medico di base può darmi valide indicazioni?

[#5]  
Dr.ssa Chiara Bergesio

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Gentile utente le consiglio di rivolgersi ad uno specialista psichiatra anche per l'eventuale riduzione dei farmaci per il sonno. Lo specialista, contestualmente, potrà impostare una terapia adeguata per il disturbo d'ansia. La cura dell'insonnia, dell'ansia e degli attacchi di panico deve essere valutata e gestita insieme. Cordiali saluti.
Dr.ssa Chiara Bergesio

[#6] dopo  
Utente 258XXX

Buongiorno, come da voi consigliato mi sono rivolto ad uno specialista psichiatra (un altro) che mi ha diagnosticato disturbo d'ansia e panico. In merito al problema dell'insonnia mi ha fatto smettere di prendere le gocce di entumin in quanto (parole sue) farmaco largamente superato ma mi ha lasciato la compressa di xanax 0.25 prima di coricarsi. Poi mi ha prescritto daparox 20 mg compresse da prendere un quartino di pastiglia 3 volte al giorno dopo i pasti e per le emergenze una compressa di tavor oro. Nella giornata di ieri ho iniziato quindi a prendere il daparox ma ho scoperto che mi fa un effetto disagevole: mi sono venuti dei veri e propri affanni respiratori con extrasistoli poco dopo l'assunzione e ieri ho avuto dei momenti di forte debolezza e (penso) bassa pressione. Stamattina ne ho parlato con lo specialista che mi ha consigliato comunque di continuare con un quartino di pastiglia a pranzo almeno fino al nostro prossimo incontro dicendomi inoltre che le dosi da me assunte sono comunque basse e non giustificano reazioni di questo tipo. Ma è normale che io abbia avuto una reazione del genere? Premetto che antidepressivi e ansiolitici mi fanno un po paura. E' solo suggestione o potrei avere una qualche forma di intolleranza al farmaco? La cosa stranissima è che lo stesso affanno respiratorio lo avevo avuto quando ho assunto la prima volta lo xanax gocce (n°5 gocce) salvo poi non avere nessun problema con lo xanax compresse (0.25) che tutt'ora assumo la sera da circa 2 mesi.
Spero possiate risolvere i miei dubbi, grazie per l'attenzione.

[#7]  
Dr.ssa Chiara Bergesio

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Gentie utente,
spesso chi soffre di disturbo di panico ha molti timori ad intraprendere terapie con farmaci poichè teme gli effetti collaterali (si parla di farmacofobia). Inoltre, effettivamente, può manifestare una particolare sensibilità ai farmaci antidepressivi (nel suo caso il Daparox) con peggioramento dell'ansia all'inizio della terapia che si risolve nel giro di qualche settimana quando il farmaco comincia a manifestare i suoi effetti curativi. Per evitare il peggioramento iniziale dell'ansia in genere si comincia con dosaggi molto bassi di antidepressivo che andrà poi gradualmente aumentato secondo le indicazioni dello specialista. Le consiglio di seguire le indicazioni del collega tenendo conto che potrebbero essere necessarie alcune settimane per vedere un significativo miglioramento.
Cordiali saluti
Dr.ssa Chiara Bergesio