Utente 263XXX
Buongiorno. Dopo un prolungato periodo di stress lavorativo e familiare (con stato d'ansia crescente terapizzato con lorazepam) all'inizio di agosto ho assunto antibiotici, per circa 12 giorni, per un'unfezione dentaria prima e per prostatite acuta poi. Al termine del ciclo antibiotico l'ansia è improvvisamente aumentata con crescent debolezza e tensioni muscolari (particolarmente alla gola, nell'area diaframmatica ed alle gambe) ed umore sempre più depresso. Il medico di base ha prescritto un aumento delle dosi di lorezepam (20 gocce per tre volte al giorno). Peraltro la tensione non è diminuita ed il sonno notturno e diventato difficile sino all'insonnia (da 1 a 4 ore per notte) con senso di grave malessere generale . Il medico di base ha prescritto Gabapentin 300 (1 cps la sera) e l'uso di En gocce per 3 volte al dì.
Su insistenza dei parenti (prima di cominciare la terapia anzidetta) è stato consultato un neuropsichiatra che ha prima prescritto Dalmadorm cps 15 mg (due alla sera) confermando il Lorazepam (e non l'En) e quindi (dopo un'ulteriore notte quasi insomme) Olanzapina 5 mg (1/2 capsula la sera) ed Ansiolin gocce (3 volte al dì). Dopo la prima assunzione ho dormito a lungo (circa 10 ore), ma al risveglio ho accusato stato confusionale e torpore, senso di irrealtà,crescente debolezza agli arti e forte secchezza delle fauci.
Mi sarrebbe gradito sapere se sarebbe stato utile l'impiego del Gabapentin piuttosto dell'Olanzapina che mi sembra essere farmaco piuttosto pesante indicato per ben altre patologie psichiche.
Ringrazio per l'attenzione

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sono due prodotti diversi, entrambi possono avere tra gli effetti l'induzione del sonno, certamente il primo (gabapentin) ha un effetto meno duraturo e meno sedativo, l'altro di più. Se non vi è stato di agitazione, i sedativi sono avvertiti nel modo in cui lo ha avvertito Lei.
Le prime prescrizioni erano sonniferi tra di loro intercambiabili, anzi dopo qualche settimana cambiarli è relativamente inutile visto che si è assuefatti ad uno, per cui la sostituzione a dosi equivalenti non cambia niente.

Andrebbe caratterizzata l'insonnia (ansiosa, agitazione psicomotoria, etc) e scelto un farmaco per il disturbo psichiatrico più affine.

Di che antibiotico si trattava ?
Ha già un passato di disturbi psichiatrici oppure è la prima volta che soffre di insonnia ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 263XXX

Egregio Dottore, La ringrazio per la risposta e Le fornisco le indicazioni richieste.
L'insonnia è stata ricondotta ad un forte stato ansioso, con componente depressiva, legato ad iperstress a cui non sono estranee varie e negative vicende personali abbisognevoli di psicoterapia.
Gli antibiotici assunti sono stati Velamox 1 g.cps (due volte al dì) per 5 giorni e, quindi, Tazocin 2 g intramuscolo (due al dì) per 7 giorni.
Non ho mai sofferto di specifici disturbi psichiatrici, ma fenomeni ansiosi si sono manifestati già da alcuni anni nel tempo terapizzati con Lorazepam prima solo di sera (per facilitare la regolarità del sonno) ed in seguito (da circa un anno a causa di un primo momento di iperstress) con assunzioni anche giornaliere (10/15 gocce la mattina). Per questo ultimo evento mi sono sottoposto anche ad un ciclo di psicoterapia cognitiva (circa 20 sedute).
Le preciso che oggi ho accusato una recrudescenza dei fastidi prostatici (lieve bruciore nella minzione ed in area prostatica) e mi è sorto il dubbio che possa ricondursi all'Olanzepina che ho letto essere controindicata per chi è affetto da patologie di questa natura (ancor prima della prostatite acuta mi era stata diagnostica una lieve ipertrofia della ghiandola.
Nell'attesa, La saluto con viva cordialità.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Nella sua storia non sembra esserci una diagnosi che riconduce alla scelta dell'olanzapina. Questa è un farmaco utile quando vi è un disturbo dell'umore o una psicosi, e in questo contesto può correggere insieme agli altri sintomi anche la difficoltà a dormire.

Direi quindi di far diagnosticare meglio la condizione. Uno stress infettivo (anche semplici episodi influenzali) possono fare da innesco per ricadute di disturbi d'ansia o di depressioni per le quali è comunque previsto un andamento ricorrente.

Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 263XXX

La ringrazio per la risposta. Devo dirLe che, nei giorni intercorsi, la sintomatologia astenica (estrema debolezza con forte difficoltà anche a percorrere camminando brevi tratti, ad es. da una stanza ad un'altra) si è accentuata e che, nella serata di ieri sono stato colpito da una forte crisi ansiosa (senso di grave malessere, forte rialzo pressorio, angoscia acuta, sbandamenti...attacco di panico ?).
E, sinceramente, è questo grave stato astenico che mi produce una fortissima ansia poiché cresce il timore (nonostante la regolarità delle numerose analisi ematiche effettuate un mese e mezzo fà) che l'astenia sia causata da una qualche patologia organica non ancora diagnosticata.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Più che sul singolo episodio, l'andamento dovrebbe indirizzare verso la diagnosi, e i sintomi mentali che sono abbastanza specifici del panico o delle altre condizioni di pertinenza psichiatrica.

Gli stati infettivi o infiammatori sono facilmente accertabili mediante esami, e penso che il suo medico questo lo stia tenendo presente.

Più che altro il punto è sulla coerenza tra tipo di quadro (esempio, ansioso/panico, oppure ansioso/ipocondriaco) e scelta del medicinale.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 263XXX

La ringrazio per la risposta, Dottor Pacini. Devo dirLe che la sintomatologia è francamente ansiosa (con momenti acuti - soprattutto serali - tanto da giungere ad un episodio di panico) e crescentemente ipocondriaca. In tutta franchezza da circa un mese a questa parte la mia percezione di un qualsivoglia disturbo fisico (e se ne stanno presentando a raffica) produce immediatamente un accrescimento dell'ansia e deella tensione muscolare.
Vari disturbi (di cui in vario modo soffro da tempo e, sinceramente, prima un pò trascurati, da ultimo dolori in zona lombare soprattutto stando in piedi che io associo mentalmente - con proiezioni molto negative visto anche un mio recente dimagrimento - ad una vecchio reflusso gastroesofageo: nonostante markers specifici negativi e ves bassa) ora attivano immediatamente il meccanismo dell'ansia.
Immagino che, a prescindere dai medicinali prescritti (ora l'Efexor, proposto in sede di primo e breve incontro in assenza di un'accurata valutazione anche anamnestica), l'interruzione di questa sequenza di problematiche fisiche (infezione odontoiatrica: antibiotici per 5gg; infezione acuta prostatica: antibiotici per 13 gg ed ora per altri 7), ora dolori dorsali come sopra descritti; pressione arteriosa altalenante e tachicardia; reflusso gastrico; contratture muscolari varie; astenia senza base ematologica: valori emocromo, ves, pcr e transaminasi regolari; dimagrimento in breve periodo, circa 4 kg) apporterebbe un sollievo alla sintomatologia ansiosa. Immagino che in buona parte si possa trattare di somatizzazioni varie e credo di essere entrato in un circolo vizioso: ansia e stress producono riflessi fisici i quali, a loro volta, producono ansia.
Mi piacerebbe molto che, vista la varietà delle opinioni mediche espresse (medico di base, neuropsichiatra, gastroenterologo e, a seguire, anche il fisiatra), si possa trovare qualcuno che, a prescindere dala sua specializzazione, abbia un'ottica di valutazione globale (su base internistica) che impedisca il dover girovagare da uno all'altro (magari ricevendo la sensazione di arrecare disturbo. Come dire: sei un pò matto, non ci scocciare).
La ringrazio ancora per l'attenzione e La saluto cordialmente

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se gli esami si riferiscono a "dopo" la cura sembrerebbe quindi che sia risolta la parte infettiva e infiammatoria, magari manca l'esame delle urine (ma presumo sia stato fatto anche quello, in genere si fa).

Un medico dovrebbe avere un'ottica di valutazione globale, purtroppo spesso ci sono due falsi concetti:

a) che quando non si trova niente (non si sa bene dopo quali esami) forse c'è una "componente" psicologica, il che non significa niente;

b) che si manda dallo psichiatra "per esclusione"

Invece i disturbi d'ansia ad esempio si diagnosticano come tali, hanno dei criteri, per cui non è che siano il risultato di un'esclusione. Se le è stato detto che il problema è di matrice mentale, o meglio in questo momento i sintomi che Lei lamenta fanno sospettare questo, allora l'anello successivo è diagnosi e terapia.
La terapia c'è anche già stata, però come dicevamo manca la diagnosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 263XXX

Gentile Dottore, condivido pienamente: un medico dovrebbe sempre avere un approccio globale alla problematica del paziente.
Ma nel mio caso Le confermo che lo psichiatra (consultato su indicazione nominativa di altro medico) ha affrontato la questione "in breve" basandosi su una crisi ansiosa da stress (lavorativo e familiare) che aveva provocato insonnia con somatizzazioni varie (tra cui tensioni muscolari diffuse). In effetti un'esplicita diagnosi non è stata formulata (non l'hanno udita, oltre a me, anche i due familiari che mi hanno accompagnato): dal che deduco anche una certa (e non apprezzabile) approssimazione nelle prescrizioni terapeutiche. Non è incoraggiante sentirsi dire: "a prescindere da altre patologie che lei potrebbe avere, in ogni caso deve curare la sua depressione", anche perché non si comprende come tre incontri da circa 15 minuti ciascuno conducano a definire genericamente "depressione" il mio caso con relative prescrizioni psicofamacologiche.
Nei prossimi giorni (agosto è ancora, almeno in alcune città, una "sospensione" coattiva dei problemi dell'esistere) consulterò altro specialista sperando di ottenere di meglio in termini diagnostici e, quindi, terapeutici.
Gli esami clinici effettuati sono di carattere ematochimico (molto ampi, compresi vari marcatori: tutti risultati negativi) e mi appresto (di mia iniziativa, in assenza di qualsivoglia indicazione medica) a consulenza gastroenterologica e, se del caso, endoscopica, ecografica e radiologica (ad esempio rx polmonare).

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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""a prescindere da altre patologie che lei potrebbe avere, in ogni caso deve curare la sua depressione",

Questo vorrebbe dire che hanno diagnosticato una depressione, e allora il discorso tornerebbe: a prescindere etc, deve curare la sua depressione.

Però depressione è una cosa, disturbo d'ansia un'altra etc, non è che siano tutti sinonimi per dire che uno sta male mentalmente, ci sono diversi tipi di disturbo della sfera mentale.

La diagnosi psichiatrica la fa lo psichiatra. Non vale né la diagnosi del tipo "non è niente, quindi è depressione"; né la diagnosi opposta "siccome ha un problema di tipo diverso, non è una depressione"
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 263XXX

Condivido pienamente....la diagnosi (chiamiamola così) l'ha formulata proprio uno psichiatra. E, come da Lei evidenziato, appare un pò deboluccia...

[#11] dopo  
Utente 263XXX

Gentile Dottor Pacini, desidero aggiornarla sugli sviluppi della mia vicenda confidando in un suo parere.
Sin quì (ma stò per consultare altro psichiatra) è stata posta la diagnosi di sindrome ansioso-depressiva su base reattiva.
La terapia indicata è Seroxat 20 mg cps (1/4 al dì x 3, poi 1/2 al dì per 5, poi 1 cps al dì), Ansiolin gocce alla bisogna (5/6), Olanzepina cps 2,5 mg la sera.
Peraltro il mio medico di base (cardiologo) ha esluso l'uso contemporaneo di Seroxat ed Olanzepina visto che entrambi inflluiscono sul tempo di qt cardiaco e consuìiderato che, per la mia recidivata infezione urinaria, devo segiore terapia con chinolonici (che, mi si dice, influenzano lo stesso tempo di qt).
Il risultato è che mi è stato sconsigliato l'uso di Seroxat anche per gli effetti gastrici (lo stato di stress ansioso di cuo tuttora soffro ha accentuato la mia vecchia gastrite con reflusso esofageo). Quindi continuo ada assumere ansiolin e, la sera, l'Olanzepina (in dose da tempo più ridotta).
Peraltro le mie condizioni psicologiche erano, sino a circa una settimana fà, discrete. Ma, a seguito di ulteriori eventi assai stressanti, i sintomi sono progressivamente ripresi: sonno notturno interrotto due o più volte, frequenti minzioni (diurne e notturne), tic muscolari vari, tensione muscolare alla gola, al diaframma ed in zona pelvica, inappetenza con senso di nausea, stato di tensione diffusa e malessere generale, disturbi intestinali, senso di derealizzazione, difficoltà di concentrazione, umore assai depresso. La mattina, al risveglio, sono distrutto: se mi addormento di giorno (magari per un breve periodo) idem. Lo stare sdraiato a letto (magari solo per guardare la televisione) fà riemergere tensione e contrazioni muscolari...il tutto si attenua solo se, forzandomi, mi metto in movimento per fare cose varie o quando qualcosa (un dialogo, magari animato) mi induce ad essere teso. Come dire che la tensione nasconde la tensione (e, credo, anche la depressione), il riposo la fà riemergere.
Caro Dottore, per me e per la mia vita è un vero disastro...
Mi sarebbe gradito sapere cosa ne pensa

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le questioni sono due:

- la diagnosi, che serve a orientarsi sulle cure. Ad esempio, quale è la cura per una sindrome ansioso-depressiva in base agli studi scientifici ? Risposta: nessuna, perché questa categoria diagnostica non è quella utilizzata per studiare le cure, per cui, che abbia o meno un senso, non aiuta a orientare nella cura. Dire sindrome ansioso depressiva significa come per un medico dell'apparato respiratorio dire: sindrome tosse-febbre.

- i farmaci di fatto si associano, il QT si può controllare, vero che si raccomanda di non associare, ma poi di fatto ce n'è spesso l'esigenza. Giusto che con un terzo farmaco (il chinolone) è opportuno non associare, essendo comunque una terapia di durata limitata.

Se l'idea è quella di utilizzare un'associazione antipsicotico a basse dosi come in funzione di farmaco somatico, con un antidepressivo, questo è possibile anche con farmaci ad hoc (cioè un solo farmaco con dentro entrambe le componenti).
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Utente 263XXX

Le ringrazio Dott. Pacini. Condivido pienamente quanto lei dice in ordine alla genericità della diagnosi formulatami.
In ogni caso le chiedo, in via assolutamente generale ed ipotetica, quale farmaco, contenente entrambe le componenti, potrebbe essere utilmente utilizzato.
Soggiungo che, attualmente, l'uso serale di ansiolin (8 gocce) ed
olanzapina (mg 1,25) oltre a non consentirmi un livello di sonno accettabile (6 ore per notte con almeno un risveglio intermedio) mi provoca al risveglio uno stato di torpore con marcato malessere generale che si attenua un pò solo nel primo pomeriggio. La sensazione è che lo stato di forte ansia che attualmente provo non trovi, in questa terapia, un adeguato beneficio.
Nell'attesa, La saluto cordialmente

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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Alcuni prodotti che combinano antidepressivo-antipsicotico, che in epoca precedente l'introduzione delle diagnosi attuali si usavano per tutte le situazioni che includevano sintomi d'ansia, umore, somatici, potendo anche contare sul bilanciamento dell'eventuale agitazione da antidepressivo con la parte sedativa rappresentata dall'antipsicotico. I nomi dei prodotti sono questione del medico, ed è tecnicamente equivalente associare due farmaci diversi che non esistono in combinazione.
L'olanzapina a quel dosaggio, dicevo, non è chiaro quale ruolo debba avere però.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
Utente 263XXX

Gentile Dottor Pacini, la ringrazio per la risposta. Desidero aggiornarla, confidando nel proseguimento del nostro dialogo.
Ho consultato un altro psichiatra (che ha avuto in cura un paio di miei amici) che, pur non formulando (dopo una prima visita) una diagnosi precisa mi ha:
- indicato, come terapia farmacologica, Seroxat cps (1/4 per i primi 5 giorn, poi mezza al dì), Rivotril gocce (3/5 la mattina, 3/5 la sera), Ansiolin gocce (8/10 a mezza giornata), Olanzapina cps (mg 2,5 la sera);
- proposto (mi pare giustamente) una psicoterapia di tipologia da definire nel corso di almeno altri due incontri necessari per inquadrare il problema.
Confesso di nutrire una mia soggettiva avversità agli psicofarmaci (e per le loro inevitabili interazioni) anche in ragione dei loro numerosi effetti collaterali. Il mio stato è il frutto di una sequenza significativa di eventi avversi della vita e dell'altissimo livello di stress che hanno determinato. Non nascondo che il fiorire di patologie varie (vecchie e nuove: iperacidità gastrica con reflusso, colon irritabile, ipertensione arteriosa essenziale e, da circa due mesi, prostatite batterica da un incerto germe - chi certifica Pseudomonas, chi invece Proteus mirabilis: e dalla prostatite acuta sono "crollato") mi ha provocato uno stato plurifobico per i medicinali che, a profusione, mi vengono prescritti (da ciascuno specialista) per le varie patologie....dovrei diventare (se assumessi tutto ciò che ognuno prescrive senza neppure chiedere quali altri disturbi si hanno e quali farmaci già si assumono) una sorta di brodo chimico umano...il che non mi pare sia utile per ridurre il mio stato tensivo, anzi....
Non posso sapere (solo ipotizzare) la sua opinione sull'omeopatia e, per questo le chiedo: non crede che un eccesso di chimica farmaceutica (4 prodotti per la psiche, 1 o 2 per il tratto gastroenterico, 1 per l'ipertensione, altri - alla bisogna - per la prostata) sia molto dannoso a livello biologico ? e non sarebbe meglio tentare con l'omeopatia (o anche con l'omeopatia) ivi compresa la problematica psichica ?
Mia figlia, che anni addietro ha sofferto di attacchi di panico, è stata curata con grande successo con l'Ipericum plus (per l'umore), Auxilium forte (per gli accessi di panico) e vitamine varie più psicoterapia...cosa ne pensa ?