Utente 263XXX
Buongiorno. All'inizio del mese di agosto sono stato colpito da una prostatite acuta febbrile. Sono stato curato (direi in modo inappropriato, visto che ci stò ancora combattendo) con una sequenza antibiotica di circa 20 giorni. Peraltro la circostanza è capitata quando ero fortemente stanco e teso per stress lavorativo e personale (da tempo assumevo Lorazepam gocce soprattutto per dormire); è così accaduto che, alla metà di agosto, ho avuto un crollo: insonnia improvvisa (una notte ho dormito - si fà per dire - circa un'ora) e forte stato ansioso con somatizzazioni varie. Ho consultato uno psichiatra che mi ha prescritto Ansiolin gocce (8 tre volte al dì) e la sera Olanzapina cps 2,5 per dormire. Inizialmente vi sono stati buoni effetti, ma poi un peggioramento. Visto il quandro significativamente depressivo, Lo psichiatra ha recentemente prescritto Paroxetina gocce (a regime 10 la mattina) e confernato Ansiolin gocce e l'Olanzapina nonostante che io abbia riscontratto che la mattina, al risveglio, mi sento fisicamente e mentalmente "distrutto" (anche avendo dormito, seppure con sonno alquanto disturbato: stato che perdura per buona parte della girornata).
Mi chiedo (viste le indicazioni dell'Olanzapina) se questo farmaco risulti obiettivamente inadatto per il mio stato caratterizzato da ansia costante e depressione.
Ringrazio

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Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
alla Sua domada rispetto all'Olanzapina, rispondo:

questo farmaco nasce come un antipsicotico, ma ha anche diversi altri usi:
- a dosaggio prescritto (basso), può essere utile come un'alternativa agli ansiolitici e ipnotici della classe delle benzodiazepine, per evitare la dipendenza e nel caso nel quale loro effetto sia logorato dall'assuefazione a causa dell'uso prolungato.
- inoltre, è un farmaco che ha attualmente indicazioni come "stabilizzatore di umore" (a dosaggi tendenzialmente maggiori) e,
- negli ultimi annni è diffuso il suo uso (a bassi dosaggi) anche come la cura di potenzialemento negli stati depressivi, però in aggiunta ai farmaci antidepressivi e non come la prima cura.

Dunque, la prescrizione di Olanzapina nel caso da Lei descritto non mancherebbe di razionale (secondo me, soprattutto del primo razionale che ho citato: come cura ansiolitica-ipnoinducente).

Bisogna notare che è un farmaco con proprietà sedative, e nello stato depressivo ciò può essere, oltre all'effetto ansiolitico, anche alla base degli effetti indesiderati (minimizzati dalla dose bassa, la quale nel Suo caso è veramente bassa, ma forse non nulli). Questo non significa che è automaticamente controindicato nello stato depressivo, ma che l'opportunità del suo uso andrebbe monitorata e, eventualmente rivalutata. Importante notare che non solo l'Olanzapina ha il potenziale antiterapeutico nello stato depressivo, ma anche gli ansiolitici della classe di benzodiazepine. E tornare ad uso maggiore delle benzodiazepine, sospendendo l'Olanzapina è una strategia discutibile.

Vorrei in ogni modo sottolineare, che
- il peggioramente che è seguito agli effetti iniziali positivi potrebbe essere spiegabile con il fatto che sia l'olanzapina, sia le benzodiazepine (ansiolin) non sono una cura antidepressiva. Il miglioramento poteva essere grazie agli effetti sul sonno ed effetti ansiolitici, e la sospensione del lorazepam, però non hanno cambiato il decorso della malattia. E, a parte gli effetti terapeutici e sfavorevoli di questi farmaci, il peggioramento, in gran parte, è seguito anche perché tali farmaci da soli non potevano modificare il decorso della malattia.

- le dosi (sia di olanzapina, sia di ansiolin) sono basse, e, più che il rischio che facciano male, è più probbile che non fanno più l'effetto sufficiente, ma la decisione di toglierli o di ridurrli deve essere ben ponderata, perché in tal caso è anche possibile l'aumento della quota ansiosa ed il peggioramento del sonno. Potrei dire che rispetto ad entrambi questi farmaci conviene discutere con lo specialista l'opportunità di non assumerli per un lungo periodo. Ma è un discorso successivo.

- ora, con l'aggiunta dell'antidepressivo (paroxetina) bisognerà vedere gli sviluppi. Ci vogliono alcune settimane dall'inizio di assunzione a dosaggio sufficiente. 10 gocce al giorno, con moltà probabilità è solo la dose iniziale (forse, ma è solo un'ipotesi, non ancora la "dose sufficiente"), e bisogna tenersi in contatto con il Suo specialista per monitorare gli effetti e la dose della Paroxetina.

- il miglioramento ed il peggioramento potevano essere dovute anche ai fattori del contesto della Sua vita e organici ai quali Lei accenna;

Per me è ovvio che bisogna indagare meglio anche la questione della prostatite.

Inoltre, alcuni fattori fattori di stress legati al contesto della Sua vita (se persistono) possono essere responsivi al trattamento farmacologico solo nella misura nella quale Lei sarà più in grado ad affrontarli, ma per il resto possono risultare opportuni altri approcci.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#2] dopo  
Utente 263XXX

La ringrazio Dottor Gukov. Desidero aggiungere che la cura con la Paroxetina stà dando già qualche inziale risultato. Ciò che, invece, mi desta forte preoccupazione (incrementando il mio livello di ansia) è il risvegliarmi (è capitato già alcune volte) avvertendo un senso di irrealtà (nell'ultimo caso come se mi trovassi ancora nell'ultimo sogno fatto mentre dormivo)...aggiungo che tale fenomeno ebbe a manifestarsi già alla prima assunzione di Olanzapina, riducendo la dose scomparve ed ora (anche alla bassa dose attuale) si è ripresentato: devo dirle che, alla sera, mi è stato prescritta l'assunzione di Olanzapina (1,25 mg) e di Ansiolin (8/9) gocce.
Tenga conto che Olanzapina mi venne inizialmente prescritta solo per un problema di forte insonnia e che la stò assumendo ormai da poco più di due mesi. Temo che il descritto senso di irrealtà al risveglio (e, talora, anche durante il giorno) possa essere un effetto collaterale dell'Olanzapina soprattutto in combinazione con l'Ansiolin.
Vorrei avere un suo parere. Grazie per l'attenzione

[#3] dopo  
Utente 263XXX

Ho dimenticato di chiederLe (riferendomi al suo richiamo ad un necessario approfondimento della prostatite) in quale misura e per quali ragioni questa patologia abbia avuto od abbia ancora riflessi sulle mie condizioni psicologiche.
Rinnovo il ringraziamento

[#4]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
provo a risponderLe.

<<..Ciò che, invece, mi desta forte preoccupazione (incrementando il mio livello di ansia) è il risvegliarmi (è capitato già alcune volte) avvertendo un senso di irrealtà (nell'ultimo caso come se mi trovassi ancora nell'ultimo sogno fatto mentre dormivo)...>>

Visto che, con la riduzione della dose dell'olanzapina, il sintomo scomparve, il suo ripresentarsi ora, sempre se analizziamo i fattori legati ai farmaci, potrebbe essere dovuto piuttosto all'entrata in azione dell'antidepressivo. Associati, la paroxetina e l'olanzapina, potrebbero rallentare il metaboliso una dell'altra, potenziando i propri effetti effetti a vicenda, compresi anche gli effetti collaterali. Tuttavia, Le consiglierei di non preoccuparsi e di non drammatizzare questo sintomo, trattandosi di un fenomeno fisiologico nel passaggio dal sonno alla veglia, che ora può essere solo più accentuato. E' probabile che scompaia con il riuscire l'organismo ad adattarsi all'antidepressivo. Anche l'ansia che accompagna tale sintomo, con il proseguire della terapia con la Paroxetina, dovrebbe scomparire. In ogni modo, aggiorna sempre il Suo specialista sui Suoi sintomi, certamente non deve limitarsi al ricevere le risposte da noi, in internet.

<<..Tenga conto che Olanzapina mi venne inizialmente prescritta solo per un problema di forte insonnia..>>

Assieme alla dipendenza e all'assuefazione creatasi da ansiolitici "classici" (Lorazepam), è un motivo sufficiente. L'introdurre l'olanzapina è stata una scelta migliore rispetto ad incrementare ancora di più le dosi di Lorazepam o di Ansiolin. Questi ultimi farmaci a lungo termine potrebbero essere non meno problematici di Olanzapina, e, secondo me, se si riuscisse a sospenderli prima dell'olanzapina, sarebbe meglio. Altrimenti Lei ne rimane dipendente. Ovviamente, bisogna farlo al tempo giusto (non frettolosamente) e concordandolo con lo specialista curante.

In una delle ipotesi, che non contraddice la prima, i disturbi del sonno (forte insonnia prima, "strani" sintomi al risveglio in seguito) potevano e possono dipendere anche dalla disregolazione del sonno a mano degli ipnotici e ansiolitici "classici" (Lorazepam, Ansiolin ecc.). Tali farmaci hanno un effetto ipnoinducente, sì, ma anche alterano alcune fasi del sonno. Tipico di questi farmaci è anche "l'effetto postumo" sullo stato di vigilanza durante il giorno successivo. Dunque, quando ha iniziato ad avvertire questo sintomo, poteva trattarsi anche dell'effetto combinato di olanzapina e di Ansiolin. Ora è più probabile che si è sviluppata una maggiore tolleranza agli effetti di Ansiolin. Anche questa maggiore tolleranza (con una graduale perdita di effetto ansiolitico e ipnotico) può essere alla base dei problemi del sonno (a causa dell'efficacia minore del farmaco e dunque dei sintomi d'astinenza), come, forse, è capitato prima con il Lorazepam. In altre parole, gli ipnotici "classici" (del gruppo delle benzodiazepine) a lungo termine sono nocivi per la fisiologia del sonno e per l'umore in generale.

Rispetto alla prostatite.

La prostatite (la quale può avere diverse cause: infettive e non), dal punto di vista patofisiologico, è in ogni modo connotata da unprocesso infiammatorio. Il processo infiammatorio può avere manifestazioni "locali" e "generali" (queste ultime interessano tutto l'organismo: la febbre è l'esempio classico, ma anche la spossatezza, astenia, debolezza muscolare, disturbi del ciclo sonno-veglia, influendo indirettamente anche sulla volizione, motivazione ecc.).

In tali casi si potrebbe parlare dello stato che "mima" lo stato depressivo. Talvolta però, nelle persone predisoste, questo stato può anche precipitare uno stato che clinicamente merita il nome di uno stato depressivo vero e proprio; ma ciò non sminuisce il ruolo del "co-fattore" del processo infiammatorio.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#5] dopo  
Utente 263XXX

Le ringrazio Dottore per le utili indicazioni. Condivido molto l'interconnessione tra evento urologico e successivo evento psichico: è certo che la patologia prostatica acuta (microbica: in atto Proteus mirabilis, inizialmente Pseudomonas spp...è in atto nuova orinocultura per capire chi ha sbagliato) si è andata ad innestare su un preesistente stato di iperstress, ma credo sia innegabile che in assenza della prostatite acuta le ricadute psichiche sarebbero state minori se non assenti (immagino che, al più, sarei rimasto nelle condizioni in cui ero - iperstressato - che un buon periodo di riposo avrebbe potuto lenire almeno in parte).
Visti i vari effetti collaterali del neurolettico (e mi chiedo se il Seroquel non sarebbe stato più indicato nel mio caso) in combinazione con l'antidepressivo, mi sarebbe uile avere il suo parere sull'uso dell'iperico: so che per qualcuno è stato piuttosto efficace.
La ringrazio

[#6]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
non è detto che i fenomeni psichici che Lei descriveva siano da attribuire allo Zyprexa o soltanto allo Zyprexa (può essere anche l'effetto iniziale transitorio della Paroxetina). E non è detto che il Seroquel sia efficace come lo Zyprexa nell'aiutarLe a fare a meno delle benzodiazepine. Più importante, secondo me, come obbiettivo a lungo termine, è l'evitare la dipendenza da una terapia ipnoinducente o ansiolitica in generale (soprattutto benzodiazepinica, ma anche neurolettica). La strategia che Lei aveva seguito fino a questo estate ("da tempo assumevo Lorazepam gocce soprattutto per dormire") è da eradicare e da prevenire che risucceda in futuro.

L'iperico può avere un'efficacia antidepressiva, ma anche la Paroxetina è efficace. Entrambi (anche iperico) possono avere effetti collaterali. Avendo già iniziato la terapia con la Paroxetina, e stando il farmaco "dando già qualche inziale risultato", non capisco perché bisogna cambiare il farmaco, e iniziare da capo. I tempi d'attesa di effetto con l'iperico sono più lunghi rispetto alla Paroxetina. Inoltre, è importante informarLa che, come anche nel caso degli altri rimedi erboristici, dal punto di vista farmaceutico, non esiste "l'iperico" (con l'articolo determinativo): le diverse preparazioni dei produttori diversi (e potenzialmente anche ogni lotto diverso dalla stessa ditta) possono avere efficacia diversa: questo è l'aspetto da considerare sempre con i rimedi "naturali", "non sintetici".

Siccome Le Sue domande hanno le motivazioni pratiche, riguardanti le decisioni sulla terapia, non dimentichiamo che tali decisioni sono di competenza dello specialista che La segue dal vivo. Dunque, bisognerebbe porre i Suoi quesiti in ogni modo anche a lui.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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