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Info dal dott. Pacini

Gentile dottore, mi potrebbe spiegare che significa, in termini più pratici, ciò che lei ha scritto?
" Anche la difficoltà nel riprendersi dalle depressioni è proprio relativa all'intensità della mania: quel che il cervello fa fatica a colmare, biologicamente e psicologicamente, non è la distanza tra depressione e "media" normalità, ma tra depressione e mania".
Grazie mille

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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Significa che una depressione dopo una fase maniacale pesa di più non tanto e non solo per la sua intensità, ma perché l'umore è in picchiata, così come era in ascesa durante la mania. Precipitare dalla mania, anche senza depressioni gravi, può accompagnarsi a idee negative totali e impulsi di autodistruzione, o isolamento totale. Anche nella fase di ripresa, spesso la persona rimane bloccata anche con funzioni normali, perché il suo cervello considera normalità la mania, e quindi si mantiene in una posizione di "depressione relativa".

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref

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Utente
Utente
Grazie mille, quanto tempo è necessario, più o meno, perchè il cervello riprenda a considerare normalità la normalità. La durata della ripresa del cervello a cosa è legata? La durata del periodo di ipomania incide? Non ci sono farmaci "specifici" per questa "depressione relativa"?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Ci sono farmaci specifici, però la fase di cui stiamo parlando comunque dura abbastanza a lungo, e la strategia migliore rimane sempre la prevenzione della mania.
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Utente
Utente
Dottore, questo "abbastanza" a lungo sarà influenzato da qualcosa?! Dai farmaci specifici che si usano, penso. Lei che farmaci specifici utilizzerebbe? E la prevenzione della mania è una stategia per il futuro, deduco, però chi sta male, sta male nel presente.
Grazie
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Inutile che esprima pareri su farmaci specifici in un caso che non gestisco. Non ci sono fattori particolari che influenzano la durata, a meno che non ci siano di mezzo uso di sostanze e alcol.
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Utente
Utente
No, nessuna sostanza o alcol. Ho cercato di comunicare con lei su FB.
Grazie
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Non uso facebook per consulti.
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Utente
Utente
Ovvio, non voglio un consulto, però legga, please.
Grazie
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Legga Lei e eviti certi toni inopportuni.
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Utente
Utente
Mi scusi ma non era nelle mie intenzioni essere inopportuna.
Però mi lasci dire che è anche colpa di voi medici, delle vostre scuole di pensiero, delle vostre teorie se io non so che fare. Io vorrei solo curarmi nel miglior modo possibile.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Esistono scuole di pensiero ovunque, lo stesso varrebbe da parte dei medici nei confronti delle scuole di pensiero dei pazienti.

E' chiaro se chi voglia curare nel miglior modo possibile, così come penso sia comprensibile che sul piano operativo deve interagire con un medico in carne e ossa.
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Utente
Utente
I pazienti sono "vittime", che scuole di pensiero potrebbero avere?
Non posso interagire con un medico perchè in questo momento ho due cure e due medici e non so che fare.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Vittime di che cosa ? Delle malattie. Scuole di pensiero ce ne sono eccome, sono quelle derivate dalla cultura dominante.

"Non posso interagire con un medico perchè in questo momento ho due cure e due medici e non so che fare. "

Infatti è un problema e la scelta è sua in questo caso.
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dopo
Utente
Utente
Io non sono l'unica in famiglia a soffrire di questo disturbo, ho avuto il penultimo episodio nel 1994 e poi nessun episodio sino al 2002. Pensavo che quindi la causa di tutto fossero le situazioni di vita. La ricaduta mi ha costretto, a malincuore, ad accettare che è, in primis, il mio cervello. Quindi penso di non seguire la cultura dominante.
La scelta è mia, ma è come tirare i dadi. Se peggioro?
Grazie
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Utente
Utente
Errata corrige: nessun episodio fino al 2012.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Se peggiora non dipende dalla scelta di curarsi. Se migliora dipende dalla scelta di curarsi. Questa è la logica approssimativa delle scelte di questo tipo.
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Utente
Utente
Gentile dottore 1) Grazie, almeno lei risponde 2) Io avevo già scelto di curarmi, il problema era il cambio della cura e lo stare peggio con la nuova cura 3) Mercoledì, alla fine, ho cambiato cura ( 2cp noritren 25 e 1/2 sulamid, al posto di 2 cp da 150 di venlafaxina); il primo giorno non ho notato differenze, poi ho cominciato a sentirmi assonnata, oggi oltre ad essere assonnata ero tra l'angosciato e l'inquieto, allora ho deciso di prendere 1/2 lorazepam. Ho sbagliato, secondo lei? Il lorazepam è l'unico farmaco che mi fa stare un pò meglio. Probabilmente ora devo aspettare che il noritren faccia effetto. La 1/2 di sulamid, secondo lei, a cosa serve?
Questa non è una malattia è un incubo.
Grazie mille
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Questo è un cambiamento del farmaco antidepressivo, se partiamo però dal prototipo di un disturbo bipolare, non è sempre questa la strategia.
Il lorazepam è un farmaco di cui conserva una memoria positiva, al di là della sua efficacia che dopo un mesetto è nulla.
"A cosa serve" la cura è una domanda a fondo perduto, questo tipo di confronto se mai è bene che lo abbia con il medico quando gliela prescrive, altrimenti significa che sono domande che vengono "a vuoto" come sintomo dello stato di malessere.
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dopo
Utente
Utente
Grazie dottore. Per me è chiaro, leggendo sul forum e altrove, che per il disturbo bipolare( fase depressiva) questa potrebbe non essere la strategia, ma lo specialista che mi ha prescritto questa cura è il quarto che mi ha prescritto antidepressivi( stamattina, come prescritto, ho raddoppiato il noritren) e quest'ultimo ha un ottima fama e un ottimo curriculum. Io poi che ne so di come funziona il mondo degli psichiatri!?
Lei cosa mi consiglia di fare? Di sentire un altro specialista?
Grazie mille
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Questa è una sua scelta, qui ci si può limitare solo a fare osservazioni sulla situazione che ci descrive.
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Utente
Utente
Dalle sue osservazioni si deduce che se io fossi una sua paziente lei, quasi sicuramente, non mi darebbe l'antidepressivo.Giusto?
Mi accorgo ora che il medico ha scritto sulla scheda: fase a coloritura mista. E' la stessa cosa di fase ipomaniacale?
Grazie
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Lo stato misto dell'umore è una fase con sintomi di entrambe le polarità, a conferma del fatto che il problema non è la contrapposizione tra depressione e euforia, ma la polarizzazione delle funzioni, alcune eccitate e altre inibite in maniera persistente, a vario grado. Mista può significare agitazione e depressione insieme, agitazione improduttiva, euforia aggressiva etc.
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dopo
Utente
Utente
Grazie mille dottore.
Mi potrebbe spiegare cosa implica il fatto che sia una polarizzazione delle funzioni e non una contrapposizione tra depressione e euforia?
Ora ho capito, ho detto al medico che quando ero nella fase ipo a volte ero aggressiva col mio compagno. Però, mentre ho capito l'essere "miste" di agitazione e depressione e agitazione improduttiva, non ho capito perchè si contrappongono euforia e aggressività.
La fase depressiva che segue una fase a coloritura mista si cura in modo diverso di una depressione che segue una fase ipomaniacale?


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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Implica che non sono due fenomeni separati, ma un continuum di ipereccitazione, con orientamento diverso (depressivo, euforico, rabbioso, disperato), ma che risponde spesso alle stesse medicine.

Non si contrappongono euforia e aggressività. Ma neanche euforia e depressione, tanto che nelle vecchie descrizioni la "melancolia" era descritta non come una depressione tipo "esaurimento", ma come una forma alternativa di eccitamento. Sono quadri in cui il motore umorale è tutto acceso in una direzione, non è neutro, non è indebolito, è "polarizzato" così come una porta è bloccata in apertura o in chiusura.
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Utente
Utente
Grazie, è stato molto chiaro.
Quindi ora che sto meglio, io dovrei abbassare, fino ad elimare, la dose di noritren? E' così?

Grazie mille
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

Indicazioni di questo tipo non possono derivare da questi consulti. In teoria nelle forme bipolari l'antidepressivo non è una risorsa obbligata neanche in fase depressiva.
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Utente
Utente
Buongiorno. Quando le ho scritto non avevo ancora sentito il medico che successivamente ha eliminato la 1/2 sulivan. L'antidepressivo nel mio caso è stato utile e anche molto rapido, quindi ora devo fare in modo che la fase di stabilità si mantenga. Come terapia di mantenimento la mia ( 3 cp noritren 25, 2 cp litio 300 e 1 lorazepam 10 la sera) , secondo lei, è appropriata?
Grazie mille
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
Gentile utente,

"quindi ora devo fare in modo che la fase di stabilità si mantenga."

Ovviamente, ma di pensa il suo medico. Non ha senso chiedere semplicemente se una cura va bene o meno.
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Utente
Utente
Gentile dottore, dal resoconto della mia esperienza, non risulta così ovvio che ci pensi il mio medico...
Ho chiesto se è appropriata non se va bene.
Grazie
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
"Ho chiesto se è appropriata non se va bene."

Mi sembra la stessa cosa. Se non ha fiducia nel suo medico è libera di cambiarlo, ma è poco costruttivo chiedere se una cura va bene o meno, è una domanda generica.
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Utente
Utente
Gentile dottore anche "se non ha fiducia nel suo medico" è una risposta generica, secondo me. Non si può avere fiducia a priori.
Come avrei dovuto formulare la domanda sulla cura? In questo ambiente virtuale è tutto un pò generico e sommario.
Cordiali saluti
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
"Non si può avere fiducia a priori."

Invece è quello che si fa, non su base tecnica ovviamente. Il problema è che se c'è un dubbio specifico perché non le tornano i conti su quello che le è stato detto, magari possiamo entrare nel merito. In questo caso Lei sta dicendo che il medico le ha dato una cura. Il medico è uno specialista. La cura è appropriata ? Ha il dubbio che uno specialista prescriva una cura appropriata ? Ovviamente può essere benissimo che una cura non sia appropriata, ma così a priori mi sembra un atteggiamento senza via d'uscita.
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dopo
Utente
Utente
Il suo ragionamento è giusto, una persona in cura deve necessariamente affidarsi ad un medico; ciò però, per me, non significa automaticamente "fidarsi". Il mio dubbio non è sulla validità della cura, io ora sto bene, ma sull'utilizzo dell'antidepressivo e su ciò che potrebbe accadere in seguito. Detto questo, dal mio ultimo post sono trascorsi alcuni giorni e ora sono più serena, sebbene resti guardinga.
Cordiali saluti