Utente 224XXX
Gentili dottori,
Riassumo brevemente la mia storia clinica, prima di effettuare la reale domanda oggetto del consulto. Sono in cura da uno psichiatra per disturbi di ansia generalizzata e assumo 1/4 solian 200 mg,150 mg Zoloft, 0.25 xanax (tre volte al giorno) cymbalta 60mg, adepril 25 mg per la notte. Come ho detto il mio problema è l'ansia. Con questa cura che ormai ho iniziato da settembre le cose sono naturalmente un po migliorate, ma non sto ancora bene del tutto. Ultimamente mi sono capitati attacchi di ansia in situazioni in cui mi trovavo circondata da molta gente (che anche se parenti) che creavano in me una forte ansia, agitazione e senso di inadeguatezza. Il mio problema sorge quando esco con gli amici. Non riesco a non bere. Questo problema si presenta soprattutto il sabato, dove bevo in media qualche birra e qualche amaro, e durante le occasioni speciali. Il resto della settimana non bevo nulla, se non saltuariamente qualche aperitivo.( anche se ci sono interi mesi in cui mi capita di bere solo il sabato) Mi rendo conto che lo faccio per allentare l'ansia e per fare in modo di essere più rilassata, più leggera. Quando bevo, mi diverto di più, affronto i miei problemi con maggiore spensieratezza. Tuttavia mentre certe volte riesco a fermarmi prima di esagerare, altre volte purtroppo supero il limite e mi ubriaco. Io vorrei riuscire ad uscire e divertirmi, sentendomi serena senza il bisogno di bere, ma non riesco proprio a non farlo. Avevo intenzione di parlarne con il mio psichiatra ma ho paura che mi liquidi dicendomi semplicemente : "se non vuoi bere, non farlo" risposta che non mi aiuterebbe più di tanto,oppure che mi prenda per alcoolizzata. Io non bevo per affrontare le situazioni quotidiane per quanto mi possano mettere ansia, ma solo quando esco per rilassarmi e svagarmi, e nelle feste. Quello che vorrei chiedervi è se si può parlare anche in questo caso problema di alcoolismo e come dovrei comportarmi per evitare di ubriacarmi quando mi capita di uscire. Inoltre vorrei aggiungere che il giorno dopo, che ho esagerato con l'alcool, mi sveglio che sto malissimo, tachicardia, umore veramente basso, vertigini. Quindi alla fine il finto benessere dato dall'alcool, dura solo il momento in cui lo assumo, passando del tutto il giorno dopo. Nel senso il giorno dopo, anziché sentirmi felice di aver passato una giornata allegra, sto male, mi sento triste, e non so come fare, per stare meglio. Proprio da questa ultima constatazione che mi è venuto il pensiero di avere un problema con l'alcool. In tutto quello che faccio non conosco mezze misure, o esagero, oppure per evitare di esagerare devo inevitabilmente evitare di fare quella determinata cosa. Ma questo succede in tutti i campi non solo per l'alcool, anche per le uscite, per lo studio, per i comportamenti. Il non conoscere mezze misure non mi fa stare bene perchè sento di avere un problema

Vi ringrazio per la cortese attenzione
Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

la sua condizione riguardo all'uso dell'alcol sembra possa essere correlata al " Binge drinking", ossia un'abbuffata di vari prodotti alcolici in un tempo determinato in genere il sabato sera; ora nel suo caso l'aspetto più importante è il fatto che lei è in trattamento con più psicofarmaci che interferiscono con l'alcol, quindi da evitare in quanto oltre agli effetti negativi che questa modalità di abuso di alcolici provoca, nei giovani dove è soprattutto di moda, bisogna necessariamente aggiungere gli effetti dell'associazione con gli psicofarmaci, quindi si curi bene come sta facendo e cerchi di divertirsi senza alcol, ma credo che comunque il suo psichiatra debba esserne informato,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 224XXX

Gentile dottor Nicolazzo,
la ringrazio per la celerità con la quale ha risposto al mio quesito. Riguardo alla sua affermazione "cerchi di divertirsi senza alcol", è proprio il fulcro del mio problema. Mi sono resa conto che nelle situazioni dove generalmente bevo, se non lo facessi, sarei molto agitata, ansiosa, avvertendo sensazioni di disagio. Quindi per evitare d stare male inevitabilmente mi viene da bere, solitamente durante l'aperitivo e la cena. Nelle occasioni in cui non ho potuto bere, ho avuto degli attacchi di ansia e la serata si è trasformata inevitabilmente in troppo stressante. Io vorrei non bere, e stare serena con gli amici, sentirmi rilassata anche senza l'assunzione di bevande alcooliche, ma la paura di stare male e non rilassarmi è più forte. Sapendo che faccio uso di psicofarmaci, cerco di bere sempre lontano dalla loro assunzione, e il sabato quando mi capita di bere non assumo lo xanax e l'adepril che generalmente assumo per dormire meglio.
Insomma è un ulteriore problema che si aggiunge agli altri e non so come comportarmi. L'impormi di non bere mi fa stare male, secondo lei, il fatto che ancora in queste situazioni io non riesca a rilassarmi o ad essere "normale" può essere dato dall'ansia e quindi sia necessario un adeguamento della cura?
Per quanto concerne il mio psichiatra, non riesco a parlargliene poichè ho paura che mi prenderebbe per alcolizzata, oppure che mi dica semplicemente di non bere. Insomma quello che vorrei io è essere più equilibrata in tutte le situazioni normali della vita.

Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

1. "..........Per quanto concerne il mio psichiatra, non riesco a parlargliene poichè ho paura che mi prenderebbe per alcolizzata,......."

al medico bisogna raccontare tutto, se si nasconde un aspetto importante il danno lo subisce direttamente il paziente stesso.
Lei non è un'alcolizzata nel stretto significato del termine ma probabilmente un soggetto con un comportamento di " Binge drinking" come già detto.

2. ".......sabato quando mi capita di bere non assumo lo xanax e l'adepril che generalmente assumo per dormire meglio......"

è un errore grossolano che la porta ad un aumento della quota di ansia con conseguente incremento dell'alcol ingerito.

3. "....cerchi di divertirsi senza alcol...."

detto così può sembrare un consiglio banale, in effetti è un pò più complicato in quanto si tratta di trasformare l'attesa dell'incontro con gli amici in qualcosa di solamente piacevole e null'altro, evitando l' " ansia da prestazione" e migliorando con l'aiuto del medico il proprio livello di autostima,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#4] dopo  
Utente 224XXX

Mi scuso se posso sembrare tediosa con le mie domande, pur sapendo che dovrebbe essere il mio psichiatra a fornirmi tutte le risposte e le delucidazioni del caso, ma vorrei ulteriormente chiederle questo :

è possibile che il mio affrontare con ansia anche le serate con gli amici in pizzeria, o qualsiasi altra situazione dove sento l'esigenza di bere per rilassarmi, sia dipeso dal fatto che la terapia farmacologica prescrittami debba essere ancora più adeguata alle mie esigenze? e quindi ulteriormente modificata?
E cioè che questa ansia sia dipesa da uno scompenso biologico, e che quindi possa essere risolta con un ulteriore assunzione di farmaci adeguati naturalmente a quelli che già prendo?
Perché se è solo una questione di volontà non c'è neanche bisogno che ne parli con il mio psichiatra, perchè mi direbbe solo cose che già so. Mentre se è dipeso da scompensi a livello chimico allora gliene parlerei più serenamente.

Saluti

[#5]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile utente,

affermazioni del tipo: lo "scompenso biologico si cura con i farmaci" mentre quello "psicologico con le parole" è un falso che non corrisponde alla realtà molto più complessa e che non considera che lo strumento "biologico e psicologico" è sempre lo stesso: il cervello.

Come le ho già detto il "Binge drinking", se di questo si tratta nel suo caso, è una condizione ben definita che va affrontata e possibilmente risolta, soprattutto in considerazione del fatto che lei è in cura con più psicofarmaci,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta