Utente 218XXX
Salve gentili dottori.

In seguito alla scoperta di un tumore maligno a febbraio in mio padre ho avuto un periodo di stress molto forte, tale da andare dopo 4 giorni al pronto soccorso in preda a tachicardia e pressione altissima e dalla psichiatra che mi ha visitato mi è stato dato Diazepam (valium) 20 + 20 + 30 gocce al giorno.
Hanno avuto un buon effetto sedativo e ho iniziato da subito a scalare sentendomi meno stressato.

Dopo circa 25 giorni ero arrivato a prendere solo 5 gocce la sera prima di andare a dormire e nel frattempo avevo avuto 2 incontri con una psicologa del consultorio (tramite SSN) che in verità non mi erano serviti a molto, anzi un po' riacutizzavano i miei pensieri negativi che dalla malattia di mio padre erano andati a finire sulla situazione economica, sul futuro mio lavorativo, sulla sua sofferenza, sul percorso che avremmo dovuto affrontare durante la chemio e tante altre declinazioni negative. Comunque come detto dal giorno in cui ero finito in PS la situazione gradualmente migliorava.

Tuttavia avevo fissato un terzo colloquio con la psicologa e sono andato pur stando bene giusto per informarmla del miglioramento, quel giorno il terzo colloquio ha avuto effetto negativo facendomi tornare alcuni pensieri e anche una telefonata di parenti nel pomeriggio i quali chiedevano informazioni su mio padre (che tutt'ora non ha un quadro clinico completo). Totale: ritorno dello stress in serata, difficoltà a dormire sudori e tremori che si è protratto anche il giorno successivo. Ho rialzato dopo aver consultato il medico di base la dose di valium a 5-8-15 gocce. E dopo 3-4 giorni ho ritrovato un po' la tranquillità gradualmente e ho ricominciato a scalare il valium nuovamente.

Per farla breve mio padre - 73 anni - ha un aneurisma all'aorta, un tumore maligno alla vescica e un tumore al polomone. Pareva che quello al polomone fosse metastasi della vescica ma abbiamo saputo 4 giorni fa che non è così e in domani farà una scintigrafia per vedere se ci sono metastasi. Quindi il suo quadro è un po' migliorato e c'è la speranza di poter intervenire su tutto prima che faccia metastasi, il che in questi ultimi due giorni ovviamente mi ha fatto star meglio.

Comunque dopo la "ricaduta" avevo chiesto al medico di base di prescrivermi una psicoterapia perché mi dava fastidio il senso di debolezza mentale e suscettibilità che provo in questo periodo. Al CUP dell'ospedale mi hanno mandato al Centro di Salute mentale dove sono stato visitato da una dottoressa alla quale ho raccontato la mia situazione in un ora, alla fine lei ha detto di esser una psichiatra ma di non aver tempo di fare psicoterapia che necessita di varie sedute, ha detto che visti i miei trascorsi passati si aspetta che io possa superare da solo questo periodo (visto che nella mia vita ho sempre reagito alle difficoltà) ma mi ha comunque prescritto 15mg la sera di mirtazapina con contemporanea riduzione di valium scalando fino 7 gocce solo la sera.

Il primo giorno la medicina mi ha steso letteralmente fino alle 18 del giorno successivo (ieri), così ho chiamato la psichiatra e le ho cheisto se potevo ridurre a 7.5mg (un quarto di compressa) e lei mi ha risposto che si per i primi giorni potevo ma che l'obbiettivo è di arrivare alla dose terapeutica di 30mg la sera. Oggi infatti mi sento decisamente meglio, un po' di sonno ma non sono sedato come ieri che praticamente sbandavo camminando.

Ora vorrei chiedervi: visto che la dottoressa ha detto che si aspetta che io riesca ad affrontare da solo questo periodo -visti i miei trascorsi- e che i medicinali servono solo a lenire i sintomi e che una psicoterapia potrebbe anche farmi male in questo momento in cui sono completamente dentro la situazione della malattia di mio padre, è necessaria la terapia con mirtazapina?
A me non piace prender farmaci se non strettamente necessario e temo che questo farmaco possa cambiarmi il carattere, sedarmi troppo senza che io me ne accorga.
La dott.ssa ha detto di aver ravvisato delle giornate di depressione dai miei racconti ma visto che da qualche giorno grazie alla ritrovata tranquillità e anche alle notizie positive su mio papà sto meglio vorrei sapere se posso "temporeggiare" e vedere di iniziare successivamente la terapia con mirtazapina (magari quando il quadro di mio padre sarà chiaro e sarà deciso cosa fare, che dovrebbe essere entro questo mese e dopo aver visto le mie reazioni a queste novità)
Quindi vi chiedo sostanzialmente se gli effetti della mirtazapina sono blandi, visto che la mia è una lieve depressione reattiva (alcuni giorni sono stressato, alcuni giorni sento un senso di tristezza, altri giorni sto meglio.. generalmente però salvo il primo grosso attacco e la successiva ricaduta avuta, ogni giorno è leggermente meglio del precedente e tendo a riprendermi). Ciò che principalmente sento è una eccessiva suscettibilità alle notizie negative e alla situazione di salute di mio padre (compresi suoi dolori dopo un piccolo primo intervento).
La mirtazapina modificherà il mio carattere? come sono? mi farà sentire sedato o è un farmaco blando che aiuta semplicemente ad evitare quel senso di "oppressione" che viene ogni tanto nei momenti bui?

Oggi chiederò consiglio anche al mio medico di base, ma vorrei più pareri perché la psichiatra mi è sembrata molto competente ma dopo un ora di colloquio la somministrazione di antidepressivo forse è prematura e non vorrei affidare il mio benessere ad una medicina considerando che appunto ciò che mi fa star male è una situazione in atto e non una stiuazione passata. Vi ringrazio sentitamente.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La scelta prescrittiva è prerogativa di chi l'ha visitata direttamente che ha quindi stabilito di prescrivere questo trattamento per il miglioramento della sintomatologia che sta avendo in questo periodo.

Se nutre dei dubbi sulla effettiva necessità del farmaco, può liberamente scegliere di sentire il parere di un secondo psichiatra con una visita diretta.
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[#2] dopo  
Utente 218XXX

Gentile dott. Ruggiero la ringrazio molto per la celere risposta, ho appena modificato le ultime righe della mia richiesta specificando che vorrei da voi - più che la confutazione di una diagnosi (che so che deve essser fatta di persona e non via Web) - un consiglio sugli effetti della Mirtazapina.

Cioè: posso fidarmi e andar tranquillo perché tale medicinale comunque mi manterrà come sono o è meglio valutare attentamente l'assunzione di un tale farmaco - magari appunto attraverso un secondo colloquio? (anche se vista la mia situazione economica non mi posso permettere grosse spese e non andrei da un privato).
Specifico che ho anche chiesto se possibile mantenere questa dose molto bassa (7,5mg) ma che la dott.ssa mi ha detto che la dose terapeutica è di 30mg ed è l'obbiettivo a cui si arriverà, magari in tempi più lunghi se il mio corpo sente molto la sedazione. E che in questa situazione o si decide di fare (bene) o piuttosto non si fa nulla.

Io mi rivedo con questa dott.ssa il 22 Aprile - dopo le ferie di pasqua - e oggi francamente non so cosa fare .Vi chiedo quindi la cosa più semplice forse per voi e per me: ovvero chiarimenti sull'effetto del farmaco.
Se è un farmaco blando, che non modificherà la mia persona, che non mi sederà, che mi manterrà in piena coscienza, che non mi creerà disturbi anche a livello sessuale lo prendo e seguo la terapia. Altrimenti richiedo un secondo consulto. Grazie infinite

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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infatti avevo risposto sulla base della domanda che aveva posto che ora è variata.

Il farmaco ha efficacia sui disturbi depressivi e la scelta di trattamento ritengo sia stata concordata con lei durante la prescrizione, momento in cui le sono state chiarite, penso, anche le problematiche collaterali del farmaco.

La scelta del trattamento è corrispondente all'esito della visita che ha effettuato e dalla quale sono scaturite le indicazioni al trattamento stesso.

Qualsiasi effetto collaterale eventuale dovrà essere riportato nel corso della visita di controllo.
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[#4] dopo  
Utente 218XXX

Io avevo richiesto una psicoterapia proprio per evitare farmaci, ma sono stato visitato da una psichitatra (evidentemente il SSN nella mia zona non fornisce tali prestazioni). Al termine del colloquio di un ora la dottoressa mi ha detto che visti i precedenti secondo lei ne sarei uscito da solo (in effetti già da 10 giorni - salvo oggi che ho dubbi riguardo al trattamento - sono tranquillo e di buon umore) e che una psicoterapia avrebbe anche potuto danneggiarmi riaprendo alcuni punti che mi fanno male.

Al termine del colloquio mi ha detto che in quanto psichiatra può curarmi con i farmaci e mi ha prescritto questo dicendo che per 5 giorni avrei potuto avere un po' di sonnolenza, garantendomi che sarebbe sparita dopo, che mi avrebbe aumentato l'appetito e che avrebbe regolato meglio il ciclo sonno-veglia. Tutto qui. Le ho richiesto maggiori informazioni ma ha detto che ha perfino una azione minore del valium su mente e memoria.

Ieri sera però mi sono venuti alcuni dubbi e volevo chiarificazioni su questo. L'eccessiva sedazione la ho già riportata ieri per telefono e di qui la riduzione, mi sento più irritabile adesso..ma può essere un effetto della sonnolenza/sedazione.
La dottoressa non mi ha chiarito effetti su umore/comportamento o altro.
Sicuramente visto che ora sono preoccupato a prenderlo, non è una buona cosa.. e non voglio agitarmi per un farmaco che magari in effetti mi farà solo bene.