Utente 338XXX
Buonasera,

A seguito di una infezione alle vie urinarie, poi guarita, ho sviluppato un disturbo d'ansia: in pratica i sintomi (urinare più spesso) si presentavano ugualmente nonostante fossi guarito. Per ridurre lo stato ansiogeno, lo psichiatra di riferimento mi ha prescritto 2 cp di Xanax 0,25 al giorno + 1 cp di En. Dopo circa 3 settimane i sintomi sono spariti, alternati da qualche ricaduta, ma poi mi sono stabilizzato del tutto.

Da circa una settimana, pur non avendo disturbi urinari, ho un problema nella defecazione. Quando avevo l'infezione alle vie urinarie, infatti, il mio medico di base mi aveva raccomandato di regolarizzare l'intestino e prendere dei lassativi (Movicol) perchè la regolarità intestinale poteva migliorare i sintomi urinari. Io ho evitato di prendere lassativi e ho preferito modificare la mia alimentazione, bevendo molta acqua e assumendo una quantità maggiore di fibre. Da sempre, inoltre, faccio attività fisica, non fumo, non bevo alcolici, nè caffè o bibite gassate. Con questo espediente il mio intestino è diventato regolare (1 volta al giorno o una volta ogni 2 giorni).

Da una settimana appunto, pur mantenendo l'alimentazione di prima, ho difficoltà nella defecazione. Se sento il bisogno e non "riesco" ad andare in bagno, provo un senso di fastidio.
Questo fastidio, se ingerisco altro cibo, peggiora, al punto da rendere insopportabile la mia giornata finchè non riesco ad andare in bagno. Normalmente vado in bagno sempre una volta al giorno, oppure una volta ogni due, non posso dire di essere stitico.
Quando vado "ogni due giorni" sento fastidio finchè non mi svuoto. Non ho emorroidi, nè dissenteria, e la consistenza delle feci è normale.

Lo psichiatra di riferimento mi ha detto che il disturbo è causato da uno stato ansiogeno, da una "esigenza di controllo" che ho. Lo stato ansiogeno si sarebbe spostato da urinare a defecare.
Sto riducendo, su suo consiglio gli ansiolitici (ora prendo 1cp Xanax 0,25 + 1 En): entro due settimane dovrei abbandonare completamente Xanax. Complessivamente prendo questi farmaci da circa 1 mese. Durante il giorno non mi sento mai in ansia, tranne quando avverto lo stimolo a defecare e nn riesco a liberarmi. Lo psichiatra dice che questo disturbo è sempre colpa dell'ansia e non dei farmaci che ho preso (ho letto che rallentano la motilità intestinale). Non so più cosa pensare e sto provando con la psicoterapia, mentre riduco i farmaci. Lei cosa ne pensa? A cosa è dovuto il disturbo? Grazie

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il sintomo "urinare più spesso" così come quello "problema nella defecazione" vanno chiariti, cosa che penso però abbia già fatto il suo psichiatra.

Se si tratta del timore di non urinare, del bisogno di sapere che si è urinato o svuotato l'intestino, della preoccupazione se ciò non è accaduto di recente etc, questo non è un problema urinario o della defecazione, ma un'ossessione.

La cura di ansiolitici però non ha un'utilità precisa. Ci sono altre cure standard per i disturbi d'ansia.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 338XXX

Non ho più alcun problema urinario, ed era dovuto all'ansia causata dall'infezione.

Il mio problema è il seguente: se non riesco a defecare, dopo un giorno o due, avverto un senso di fastidio. Vado in bagno e, se non ci riesco, mi agito. Alla fine, magari con lassativi o con una particolare alimentazione, riesco a "liberarmi".

La difficoltà a defecare e il senso di fastidio ( che provo dopo qualche giorno che non vado in bagno), possono essere dovuto al fatto che ho assunto degli ansiolitici e li sto riducendo?

Questi ansiolitici hanno effetti sull'intestino?

Grazie

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

No, non ne aveva neanche prima. Aveva l'ossessione di dover urinare, non un "problema urinario". Se le fu detto che era un problema "di ansia", il senso era questo (poi non posso dire esattamente cosa fosse).

Quello che descrive con la defecazione che cosa ha che le fa pensare ad un problema ansioso ? Sta semplicemente dicendo che se non si svuota è a disagio, non vedo però perché pensi ad una questione mentale, se è solo questo il problema.

Lo sarebbe se il sintomo centrale fosse la preoccupazione di svuotarsi, con urgenza di farlo più per il bisogno di sapere di averlo fatto che non perché la cosa crea malessere di altro tipo.

Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 338XXX

Semplicemente, se non mi svuoto dopo due giorni (a volte anche uno) avverto un senso di fastidio (esigenza di svuotarsi).

Vado in bagno e se non ci riesco mi agito perché il fastidio (fisico) è presente. Il fastidio fisico mi impedisce di comportarmi normalmente perché è difficile da sopportare.

Lo è. finchè non mi svuoto.
Mi è stato detto che è un problema d'ansia, che mi fa amplificare il fastidio.

Ma può essere che questa difficoltà nello svuotarsi sia dovuta agli ansiolitici, che rallentano l'intestino?

Grazie

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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"Semplicemente, se non mi svuoto dopo due giorni (a volte anche uno) avverto un senso di fastidio (esigenza di svuotarsi).

Appunto, non è chiaro perché il fastidio coincide con l'esigenza di svuotarsi, più che crearla.

Potrebbe essere appunto come le dicono, nel qual caso chiaramente una terapia specifica può giovare.
Dr.Matteo Pacini
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