Vari disturbi del sonno

Buonasera,
Ho un problema con il sonno che sta peggiorando e non so come gestire.
Quest'estate avevo dei vuoti di memoria( argomento di un altro consulto). Poi ho cominciato a dormire in modo poco riposante. Cioè dormivo 7-8 ore come sempre , ma mi svegliavo stanca e rimanevo assonnata per tutto il giorno e qualche volta mi addormentavo improvvisamente.io dormo da sola perche vivo ancora coi miei genitori. Certe sere mia madre mi diceva che avevo dormito con la luce accesa. Perché la vedeva filtrare da sotto la porta della mia stanza, verso le 3 del mattino, orario in cui lei si mette a letto. Per tre giorni di fila, la prima settimana di dicembre, ho lottato per stare sveglia, ma mi sono addormentata perfino in luoghi pubblici! La settimana successiva ho avuto ancora dei vuoti di memoria.
La mia idea è che sia tutto un circolo vizioso: per una ragione poco chiara non mi riposo abbastanza di notte, così di giorno sono assonnata e ho problemi di memoria.
Mia madre insiste ancora con la questione della luce accesa, anche se io ho la certezza di spegnerla ogni notte. Di notte mi capita spesso di svegliarmi per andare in bagno o per grattarmi in tutto il corpo e sono certa che la luce sia sempre spenta. Al mattino la luce è sempre spenta.Così ho dato il permesso a mia mamma di entrare in camera mia ogni volta che vede la luce filtrare dalla mia camera. Vediamo come andrá. Questo fenomeno infatti non capita tutte le notti, potendo così essere spiegato da una luce alternativa (esempio: di un lampione della strada) che mia madre scambia per la luce della mia camera. Il fenomeno capita più volte a settimana comunque.
Per la cronaca so di soffrire di sonniloquio da molti anni.Io so che i disturbi del sonno solitamente sono benigni. Ne ho parlato con la mia psichiatra. Lei sospetta le apnee notturne per i sintomi e la mia obesità. Io però non russo. Mia mamma non mi sente russare. Mia mamma, soffrendo d'insonnia, nota certe cose. Io non soffro d'insonnia. Ho sempre dormito tanto e bene. A parte episodi sporadici.
Sto iniziando a pensare che di notte io accenda la luce inconsciamente, tipo un gesto di sonnambulosmo. In ogni caso la mia psichiatra non ha saputo come aiutarmi. È rimasta in silenzio e ha detto: vedremo!
Io spero si tratti di un fenomeno temporaneo, Anche se è iniziaro a settembre e comincio a preoccuparmi un po' .all'epoca diedi la colpa al cambio di stagione. Mi capita di essere più stanca in autunno e primavera, come a tante persone.
Però la mia non è stanchezza nel senso di affaticamento. La mia è sonnolenza nel senso che quando studio sento gli occhi e la testa sempre più pesanti finché mi addormento. la mia resa scolastica è ovviamente calata. Mi addormento per poco tempo e mi sveglio assonnata . Dormire non mi aiuta molto. Mi addormento involontariamente perché io lotto per restare sveglia, ma non sempre riesco
Ultima informazione: non sono anemica.
Desidero un vostro parere su questa complicata situazione!
Grazie e buone feste!
[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 40.8k 992 63
È possibile che il fenomeno sia ascrivibile ad apnee notturne che vanno prontamente valutate.

Il russamento non è un sintomo principale delle apnee notturne.

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[#2]
dopo
Attivo dal 2014 al 2016
Ex utente
La ringrazio per la risposta. Dormendo da sola non ho proprio idea di quello che mi succede di notte. Dopo le feste andrò dal mio medico di base.
Volevo chiedere un'altra cosa personale:
Io avevo un comportamento assolutamente equilibrato fino all'adolescenza. Durante l'adolescenza non avevo amici e ho iniziato a soffrire di solitudine. Nel tentativo di risolvere la situazione mi sono circondata di brutta gente. "Meglio di niente" pensavo. Poi ho dovuto smettere di frequentarle perchè mi hanno fatto del male( anche fisicamente). Ho cercato persone migliori ma non ho trovato nessuno.ho così cominciato a pensare che la mia vita non avesse senso.Sono diventata sempre piu auto distruttiva finché ho toccato il fondo. A quel punto mi sono trasferita dai miei genitori e ho iniziato una psicoterapia. avevo paura di tutti al punto che lo psichiatra mi diagnosticò il disturbo delirante, con annesso neurolettico. Dopo un anno non ero più auto distruttiva e non lo sono mai più stata. La paura degli altri mi passò più lentamente, ma mi passò. Attualmente sono in cura da un altro medico che, non avendomi conosciuta nel mio periodo peggiore, stenta a credere che io possa essere stata così autodistruttiva e delirante. Così lei è certa che se una persona delira improvvisamente e dopo 4 anni smette , non si tratta di disturbo delirante. Così mi ha sospeso il neurolettico. Lei pensa che io abbia il disturbo borderline di personalita.dice che adesso sto bene, ma che non si puo ingorare il passato.Io ho spiegato che l'unico motivo per cui ho smesso di essere auto distruttiva è che sono tornata a vivere coi miei genitori. La solitudine è il motivo per cui soffro e sto male. Tornando in famiglia ho risolto la solitudine, ma è una situazione temporanea. Io non mi riconosco nei criteri diagnostici del DBP e pure il mio ex psichiatra mi diceva che non rientro in queste categorie. Al contrario la mia attuale psichiatra sostiene che non rientro nel disturbo delirante. Non mi interessa la diatriba fra i medici. Io ho questa domanda: il DBP può essere una malattia scatenata dall'ambiente? Io non ho amici da 15 anni, nel senso che un paio di volte l'anno qualche amica mi viene a trovare, soprattutto sotto natale. ma nel resto dell'anno hanno sempre troppo da fare e mi dicono di non avere tempo ( anche se poi le vedo in foto con altre persone a feste, aperitivi ecc... potere di facebook). io ho avuto due relazioni di circa un anno ciascuna , con le uniche due persone che mi hanno voluta come partner.io non provavo nulla per loro. Loro mi avevano scelta come partner per una mia caratteristica fisica, che effettivamente hanno poche ragazze italiane. almeno cosi mi hanno detto. Le persone che mi interessavano invece mi hanno sempre risposto picche e ad oggi ancora non so cosa significhi essere corrisposti.fu un grosso errore pensare di combattere la solitudine con quelle due relazioni.l'ultima relazione risale a 7 anni fa ormai. In questi 15 anni non me ne sono sempre stata chiusa in casa ad aspettare che qualcuno si accorgesse di me. Ho frequentato il liceo, l'università, varie palestre, associazioni di volontariato ecc... Io non ho problemi a conoscere gente nuova. Ho problemi ad avere degli amici con cui uscire o fare 4 chiacchiere.la mia psichiatra dice che ho delle qualità che dovrebbero attirare le persone ( esempio: l'umorismo) effettivamente quando esco con una persona, lei si diverte molto. Spesso facciamo tardi perchè lei non vuole che finisca la serata. Poi però sparisce nel nulla fino all'anno successivo.
Siccome i miei problemi psichiatrici si accendono e si spengono in base al livello di solitudine, vorrei capire se la psicoterapia può aiutarmi davvero. Fra due anni mi dovro trasferire all'estero da sola. Si può imparare a vivere senza affetti? Senza una persona su cui contare? Ma soprattutto: soffrire per la mancanza di amici o di un partner è patologico? Io penso che a tutti piaccia essere amati e che alla mia età sia normale se l'arfetto dei genitori non mi basta più.
Grazie.
[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 40.8k 992 63
Di fatto un disturbo di personalità riguarda l'interazione del soggetto con l'ambiente circostante e rientra in criteri patologici quando sono presenti dei sintomi strutturati che creano difficoltà ambientali.

Per ciò che riguarda un disturbo delirante esso può essere presente in diverse fasi di vita e per questo va trattato nello specifico nel corso del tempo.

Le circostanze andrebbero valutate nel suo caso specifico per un miglioramento della situazione.
[#4]
dopo
Attivo dal 2014 al 2016
Ex utente
Gent. Dott,
La ringrazio per la spiegazione. Finalmente capisco qualcosa di più. I miei due psichiatr benché in disaccordo, erano concordi sul fatto che io non abbia le caratteristiche sufficienti per essere classificata in una specifica patologia.ho sbalzi d'umore non sufficienti per un disturbo dell'umore, ho pensieri ossessivi non sufficienti per un disturbo d'ansia. Anche i miei deliri passati non erano sufficienti per la psicosi. Per fortuna mi permetto di aggiungere. Infatti ad oggi non ho una diagnosi definita. Questo non significa però che io sia mentalmente sana. Me ne rendo conto. Io penso che il contesto sia importante quanto i sintomi. Ad esempio una ragazza che si abbuffa non riceve diagnosi di disturbo alimentare se lo fa perché vive in condizioni di indigenza e non mangiava da due giorni.il suo problema non è nè organico nè mentale: è ambientale...
Io credo che per me sia una situazione simile. Ci sono dei giorni in cui sono molto triste. Capitano sempre una decina di giorni dall'ultima seduta(le sedute sono quindicinali). Il giorno della seduta però sono sempre di buon umore.la mia psichiatra mi vede sempre sorridente. Il motivo è semplice: mi basta dialogare con qualcuno per sentirmi meglio. Quasi sempre tra una seduta e l'altra non parlo con nessuno di estraneo alla famiglia. Sempre tutti troppo impegnati.io però non sono una depressa che non trova più un motivo per gioire. Il mio umore è influenzato dalle vicende della vita. Come tutti.
Insomma penso che un ambiente ostile incida sulla vita di chiunque. Se una ragazza trascorre gli intervalli di 5 anni di liceo da sola, se i suoi compagni chiedono ai professori di cambiare posto perchè non la vogliono come compagna di banco, penso che questa ragazza abbia tutto il diritto di soffrirne. Quando raccontavo questi fatti lo psichiatra mi diceva che era impossibile che 25 persone ce l'avessero con me , ma che ero io che mi immaginavo tutto. Dopo il liceo una professoressa mi disse che i miei compagni mi discriminavano veramente e finalmente scoprii il perche!ero discriminata per una mia caratteristica fisica.nessun farmaco, nessuna psicoterapia avrebbe potuto rendermi migliore agli occhi dei miei compagni intolleranti! Eppure tutti, compresi i miei genitori, mi credevano paranoica! Tra l'altro è la stessa caratteristica che tanto piaceva ai miei ex. Purtroppo molte persone o la odiano o ne diventano feticisti. Non tutti sono cosi per fortuna. Dentro di me c'è sempre la speranza di incontrare qualcuno che vada oltre l'aspetto fisico.
Chiudo il discorso perché non ha senso farlo con lei che non mi conosce. Dico solo che spesso si sottovaluta che esistono gli ambienti ostili e pure le persone ostili.
Buone feste!

I disturbi di personalità si verificano in caso di alterazioni di pensiero e di comportamento nei tratti della persona: classificazione e caratteristiche dei vari disturbi.

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