Utente 359XXX
Buona sera !

A cinque anni da un aborto spontaneo, sono seriamente intenzionata a ritentare una gravidanza, ma sono condizionata dalla terapia che ormai da troppo tempo sostanzialmente seguo, dovendo fare i conti con nevrosi compulsiva e bipolarismo, pur se al giorno d'oggi sto abbastanza bene.

Se infatti un lustro fa dovevo servirmi di quattro Seroquel da 200 ciascuno, di 15 gocce di Minias e altrettante di Entumin e due Xeristar da 60, più un paio di EN al bisogno, oggi la situazione è meno pesante. Tuttavia devo ingerire quotidianamente farmaci un po' forti, come il Depakin Chrono 500 (due volte al dì), completati da una sola Sertralina 100, da un Valdorm 30, 6 gocce di Serenase e 10 di Entumin (questi ultimi tre medicinali vengono da me assunti nottetempo). A questo punto chiedo se o con che cosa il Depakin, notoriamente controindicato in gravidanza, possa essere gradualmente rimpiazzato, magari da una pastiglia più leggera.

Grazie per l'attenzione !

[#1]  
Dr. Marco Bianchini

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La sua terapia è molto complessa e credo sia importante che in caso lei intenda seguire la strada di una gravidanza possa essere seguita da una equipe integrata (psichiatra ginecologo e contestualmente al parto neonatologo) per garantirsi in sicurezza un momento molto importante della sua vita. sul tema mi sento di consigliarle il libro Psicofarmaci in gravidanza, Cesario Bellantuono, Ed. Alpes Italia, 2013

cordialmente
Dr. Marco Bianchini
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[#2]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
sono d'accordo con quello che Le ha risposto il collega,
aggiungo comunque anche una mia risposta.

In molti casi è stata intrapresa la gravidanza, pur assumendo il Depakin (l'acido valproico), perché tale terapia psicofarmacologica è stata ritenuta indispensabile (ad esempio, nelle donne epilettiche), e si tratta di un farmaco forse il più studiato nella propria categoria. La maggior parte hanno partorito figli sani... Ovviamente, c'è stato una percentuale per la quale non è andato così bene, e ciò fa di essere molto molto cauti, e ha portato alla controindicazione ufficiale. Bisogna tener conto che il rischio è dose-dipendente, e a dosaggio, al quale lo assume Lei, il rischio può essere sensibilmente più alto; il rischio riguarda comunque prima di tutto il primo trimestre, durante il quale, nei tempi opportuni vanno eseguiti gli esami di monitoraggio che possono evidenziare le eventuali malformazioni, e può essere deciso di non proseguire la gravidanza.

Io non Le suggerisco niente, sostengo che la questione va valutata molto attentamente, e mi soffermo su diverse possibilità. Una di queste è, rivalutando la dose, mantenere tale farmaco, se è indispensabile dal punto di vista psichiatrico, monitorando attentamente la gravidanza già dal primo trimestre (come è consueto).

Le soluzioni alternative al Depakin (acido valproico) si può cercare, ma gli altri farmaci, per i quali c'è una sufficiente esperienza che possono funzionare come stabilizzatori di umore, comportano i rischi comunque, nel mentre possono non essere altrettanto efficaci. Una quasi eccezione potrebbe riguardare alcuni antipsicotici classici (di prima generazione), utilizzati in alcuni casi anche per stabilizzare l'umore, come l'aloperidolo (Serenase), che Lei assume, i quali sono sempre controindicati in gravidanza, ma con i quali, in realtà, ci sono più esperienze e potrebbero essere più sicuri degli altri farmaci alternativi. La questione è quanto saranno efficaci e quanto possono essere tollerati, ma ci si valuta assieme con il Suo psichiatra.

Il problema grosso, oltre ai farmaci specifici, è il fatto che Lei assume più farmaci. La polifarmacoterapia è di per sé un fattore di rischio in gravidanza. Un farmaco da solo magari è stato studiato, il livello di rischio può essere più o meno noto, mentre assunto assieme ad altri farmaci - le previsioni diventano più difficili, ed il rischio diventa ancora maggiore - per vari motivi.

Inoltre, il fatto che Lei debba assumere, per rimanere nel relativo compenso, più farmaci, ed alcuni anche al bisogno - significa che il Depakin non funziona come dovrebbe. In una classica malattia bipolare mi aspetterei (dalla malattia e dallo specialista che prescrive e monitora la terapia) di arrivare ad una terapia con i soli stabilizzatori di umore che controlla sufficientemente il quadro senza bisogno degli altri farmaci.

E mi nasce anche una domanda, dalla quale non potrei esimermi in tutto questo contesto importante, della gravidanza:

si tratta veramente del disturbo bipolare ? - perché il "bipolarismo" è un termine vago, e non sempre vuol dire il disturbo bipolare. In alcuni casi, si tratta dei disturbi di umore, o dei disturbi di personalità che predispongono ad importanti alterazioni di umore, che però non sono il disturbo bipolare. Idem, per quanto riguarda la "nevrosi compulsiva"... è un termine vago... e addirittura, per come è scritto ("la nevrosi") può anche far pensare ad un disturbo che si cura, in elezione, con la psicoterapia e non con gli psicofarmaci... Dunque, la diagnosi andrebbe ben valutata (perché indica la strada ad una o ad un'altra soluzione).

In alcuni casi, per le predisposizioni di carattere, le persone arrivano a dipendere dalla terapia farmacologica pesante, perché non riescono o non sono motivate ad integrare efficacemente i metodi non farmacologici. Ma di fronte alla gravidanza, magari si ha più motivazione a rivalutare anche questo... perché, ripeto, la polifarmacoterapia è di per sé un fattore di rischio.

Non sto assolutamente suggerendo (perché a distanza non posso farlo) una soluzione concreta, né i cambi di terapia, ma sto dando gli spunti da discutere con il Suo psichiatra e con il Suo ginecologo.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#3] dopo  
Utente 359XXX

Buona sera !

Ho avuto giorni addietro un incontro con il mio psichiatra, il quale è giunto più o meno alle medesime conclusioni riportate dagli esperti più sopra: forse non sono stata mai affetta da un vero e proprio disturbo bipolare.
Per sedici anni non ho mai avuto fasi di eccitazione, ma solo nevrosi ossessivo-compulsive. Dopo circa altri cinque anni di costante benessere, senza più episodi eclatanti, ho avuto però un'improvvisa ricaduta ossessiva, con conseguenti difficoltà motorie: sentivo di non riuscire a camminare con naturale leggerezza, per cui mi è stato diagnosticato un "disturbo bipolare misto". Ricoverata in clinica, ne sono uscita prima del tempo per mia scelta: dopo le mie auto-dimissioni, ho trascorso un periodo rifiutandomi di vedere il mio medico curante e mostrando anche atteggiamenti figli di un'eccitazione o di un'euforia del tutto fuori luogo. Quando mi sono convinta a farmi visitare, mi è stato prescritto il Depakin, che ho cominciato a prendere ingerendone 2 pastiglie da 500 e una da 300 al dì. La cosa è andata avanti per un anno e mezzo: poi ho cambiato definitivamente lo specialista e quest'ultimo ha gradualmente tolto le dosi quotidiane di Depakin, passate da 1300 a 1000 complessive. Nei giorni scorsi ecco la svolta: soltanto un Depakin 300 al mattino e uno da 500 la sera, con possibilità di limitare ai 500 serali la dose quotidiana in caso di condizioni ancora migliori da qui a un mese. Inoltre è stata completamente cancellata la Xanax, è stato dimezzato (da 30 a 15 mg) il Valdorm e mi è stata tolta una goccia di Serenase. Finora va tutto bene (solo due giorni dall'istituzione del nuovo piano terapeutico, quindi è ancora presto per dire se il tutto mi ha fatto l'effetto positivo desiderato), ma mi chiedo se, alla lunga, un'impostazione della mia cura come quella attuale appena descritta possa risultare pienamente efficace nel tempo. Cosa ne dite, gentili dottori ? Grazie !

[#4]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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<<..mi chiedo se, alla lunga, un'impostazione della mia cura come quella attuale appena descritta possa risultare pienamente efficace nel tempo..>>

Penso che la Sua attuale farmacoterapia non è ancora definitiva. Solo che non si può cambiarla di colpo, e si va per gradi, monitorando ogni cambiamento per un tempo sufficiente (dall'ultimo cambiamento è passato veramente poco tempo). Mantenga i contatti con il Suo psichiatra ! un Saluto !
Dr. Alex Aleksey Gukov

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