Farmaci serotoninergici e psicanalisi.

Gentili dottori,
I miei disturbi risalgono all'adolescenza, in particolar modo soffrivo di paure ipocondriache, che mi portavano sofferenza e rituali di lavaggio mani continue. Tutto controllabile ed anzi notevolmente migliorato nel tempo, fino al 2004 anno in cui mi sono laureato: pochi mesi prima di scrivere la tesi sono stato colpito da forti attacchi di panico, che mi hanno costretto a rivolgermi ad uno specialista, con il senno di poi ci sarei dovuto andare già prima.
Ora da circa 10 anni sono in cura da un ottimo psichiatra e psicoterapeuta (psicanalista), che mi ha prescritto 100 mg di sertralina/die. Abbiamo tentato già due volte la sospesnsione del farmaco, ma senza successo: dopo pochi mesi ricominciavano gli attacchi di panico, associati a depressione e paure di tipo ansioso (poter impazzire, fare del male a qualcuno, dover essere riscoverato in un maniocomio). La mia vita lavorativa è del tutto soddisfacente: dopo la laurea ho trovato subito lavoro ed ho fatto anche una discreta carriera. L'ultima riduzione del farmaco a 50mg risale all'anno scorso con nuova crisi. Ora a distanza di un anno, con dosaggio di 100mg, quindi pieno, la situazione sembra di nuovo peggiorare, non attacchi di panico, ma inquietudine e qualche pensiero che mi mette ansia e mi fa ricorrere ad alprazolam. Faccio presente che a Gennaio sono stato promosso e la posizione affidatami implica molta reponsabilità, la situazione sentimentale, fra alti e bassi, procede ormai da 12 anni con la stessa ragazza, con la quale convivo da 7, ma che non vuole né matrimonio né figli per il momento, adducendo che non si sente ancora pronta e tutto ciò mi fa soffrire. Il mio specialista, mi ha alzato ora la dose a 150 mg/die, sto frequantando sedute di psicanalisi da 10 anni 2 volte a settimana ed ogni tanto ritornano i sintomi, anzi, ora i farmaci mi sono stati aumentati. Vi chiedo ora: sto seguendo la strada giusta per curarmi o forse cura non ce n'è? La sertralina forse non ha più effetto?
Vi ringrazio per l'attenzione.
Cordialmente
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Dr. Manlio Converti Psichiatra, Psicoterapeuta 799 17 20
Lei ha fatto una descrizione molto completa e sicuramente sta facendo tutto quello che può per migliorare, nei limiti del possibile, la propria condizione di vita e ridurre gli effetti della sua psicopatologia, che purtroppo possiamo curare ma non guarire del tutto.
L'unico elemento per il quale le posso dare un consiglio è quello di fare una psicoterapia di coppia presso il consultorio con la sua compagna.
Lei deve valutare, dato anche l'avanzare dell'età, se continuare questa relazione che le impedisce di strutturare una famiglia come lei desidera o cambiarla, ma non è compito dello psichiatra in nessun caso fare queste scelte al posto suo.
Lo psicologo del consultorio, esperto del campo, facendo parlare entrambi vi aiuterà a trovare magari un punto d'accordo che per ora da soli non siete riusciti a trovare in modo soddisfacente anche per lei.

Nel merito di Sertralina. Come tutti gli psicofarmaci è sempre possibile, ma improbabile, che si instauri una tolleranza o una resistenza. E' più probabile che l'eccesso di stress e di insoddisfazioni della sua vita si accumulino in modo da aumentare, come da lei descritto le sue incertezze.

Il suo psichiatra ha già iniziato giustamente ad aumentare, forse solo temporaneamente il farmaco. Valuterà lui tra qualche mese insieme a lei l'efficacia dell'aumento della terapia. Ci vogliono almeno due settimane per vedere delle differenze significative ad ogni cambiamento di posologia, come forse già sa.

Dr. Manlio Converti

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Utente
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Egr. Dottore,
in primis la ringrazio per la Sua completa e gentile risposta.
Le Sue parole, richiamano quelle del mio psichiatra/psicanalista, che però sostiene che la mia psicopatologia sia guaribile con farmaci e psicanalisi.
I suoi consigli sono stati molto preziosi ed è proprio in questa direzione che sto lavorando con il Suo collega.
Riesco comunque a condurre una vita soddisfacente, ricca di soddisfazioni professionali e private e penso di essere migliorato moltissimo rispetto ai tempi in cui sono inziati gli attacchi di panico (durante il periodo della tesi), che, già allora, non mi avevano comunque impedito di laurearmi.
Cordialmente