Utente 380XXX
Salve, "soffro" di un disturbo che se anche è di lieve entità sta diventando per me veramente fastidioso e un problema, si tratta di IPERTENSIONE DA CAMICE BIANCO.
Premetto che andrò il prima possibile da uno specialista perchè arrivato a questo punto mi sono accorto da non riuscire a risolvere la questione da solo.
Ne sono venuto a conoscenza alle prime visite per il lavoro (Visite Ministeriali). Effettuando l'ECG a riposo avevo una frequenza imbarazzante (115 bpm) e una pressione 150/90, dico imbarazzante perchè a riposo ho una frequenza che oscilla dai 49 ai 55, mentre la pressione media 110-120 e 70-80.
Ora, essendo pure donatore Avis, ogni volta devo giustificare questi miei sbalzi, che come per scherzo ricalano appena finito di misurare la pressione! Una cosa pazzesca, che mi innervosisce moltissimo.
Idem per le visite mediche sportive, i dottori rimangono quasi sempre allibiti dall'agitazione interna e sempre devo dire di avere quest'ansia in occasione della visita.
In generale non ho MAI avuto nè fenomeni di ansia, attacchi di panico ecc. in sintesi le uniche volte che mi agito è per le visite mediche, si tratta quindi di una specie di fobia che mi crea disagio.
Detto questo ho letto qua e là che con il tempo questo disturbo può diventare serio, ossia creare vera e propria ipertensione, la domanda è:
Esiste una terapia per questo disturbo?
Esistono dei medicinali (tipo betabloccanti) che possono tenermi calmo una sacrosanta volta utilizzandoli SOLO prima di una visita?
Di certo non ho intenzione di imbottirmi di questa roba tutti i giorni, ci mancherebbe.
Grazie.

[#1]  
Dr. Manlio Converti

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Come fa a misurare i valori pressori senza avere un medico che glieli misura? non si capisce... scusi la curiosità...
Funziona solo con i medici o anche con gli infermieri ed altri ruoli, tipo i carabinieri, i vigili del fuoco? ha provato?
La diagnosi gliela ha fatta un medico o l'ha trovata su internet?
E' andato da un cardiologo? Cosa le ha proposto?

Se è uno stato d'ansia si usano gli SSRI o analoghi, su prescrizione dello psichiatra dal vivo.
L'uso consecutivo per almeno sei-otto mesi e poi un tentativo di eliminare il farmaco potrebbe (se quella è la causa) risolvere il problema.
Può essere necessario un periodo più lungo.
Non si possono prendere i farmaci una volta sì ed una no, ma proprio tutti i giorni secondo la prescrizione medica se no è inutile o dannoso.

Lei non è un tacchino e i farmaci non imbottiscono.
Dr. Manlio Converti

[#2] dopo  
Utente 380XXX

Misuro la pressione da solo a volte ho un apparecchio idoneo e funzionante. No sinceramente non ho provato con altre figure ma ci proverò.
Il cardiologo mi visita ogni 2 anni per lavoro, tutto ok sia a riposo che sottosforzo a parte, per il primo caso, la tachicardia sinusale che scompare se mi rilasso dopo qualche minuto.
Beh, sinceramente prendere farmaci come benzodiazepine o beta tutti i giorni per un problema che mi si presenta solo occasionalmente mi pare eccessivo, fosse acqua di rose potrei anche farlo!
Comunque vedrò dallo specialista cosa dice, mi piacerebbe provare un forte ansiolitico SOLO prima di una visita per vedere che succede, prendere per mesi e mesi psicofarmaci non me la sento sinceramente le controindicazioni possono esserci. Dico questo perchè una mia conoscente che aveva una fobia prendeva per prevenire un ansiolitico solo quando sapeva che si presentava il problema, beh io vorrei fare questa strada.
Grazie.

[#3]  
Dr. Manlio Converti

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MUGNANO DI NAPOLI (NA)

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Non ho mai parlato di benzodiazepine e betabloccanti.
Non c'è indicazione per quelli e le sconsiglio l'autoterapia!
I farmaci come li usa lei sono esperienza stupefacenti... con tutti gli effetti negativi pensabili, soprattutto per quelli da lei citati.
Lei fa uso di stupefacenti e vorrebbe provare nuove esperienze?
Glielo sconsiglio.
I farmaci si usano SOLO DOPO visita medica!
Il paragone con esperienze terze, non ha nessun significato in psichiatria.
Ognuno è un universo, solo lo psichiatra ha le competenze dal vivo per darle indicazioni, non il suo amico di banco!
Dr. Manlio Converti

[#4]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
mi permetto anche un mio commento.

Mi sembra che il problema non è tanto l'alterazione dei parametri "da camice bianco" (le alterazioni che Lei riporta non è detto che siano eccessivi), quanto la Sua preoccupazione per tale fatto e per l'immagine della propria salute eccellente che vuole avere e dimostrare, e che viene infranta. Il problema si complica con l'atteggiamento dei medici che "rimangono quasi sempre allibiti", anziché creare la condizioni più calme durante la visita.

Non è escluso che la terapia farmacologica possa aiutare a curare il disturbo d'ansia, se si tratta di questo, ma con il Suo atteggiamento verso i farmaci penso che questi, tamponando il problema, potrebbero cronicizzarla (mi riferisco all'uso al bisogno), e comunque l'approccio più risolutivo potrebbe essere la psicoterapia di un certo tipo. Esistono le tecniche che permettono ad imparare ad avere sia un maggior autocontrollo dell'attività cardiaca (che è semi-consapevole, c'è spazio per l'intervento), sia del proprio stato d'animo. E' questo l'obbiettivo, e non quello di cercare ad ottenere un cartoncino coi "valori nella norma".

Andando dallo psichiatra, parlerei con lui anche di questo.
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#5] dopo  
Utente 380XXX

Grazie della risposta. Si, esatto, riflettendo mi preoccupa la mia immagine che mi crea uno stato d'ansia in quel momento inoltre più ci penso e meno riesco a controllarlo, è davvero spiacevole non avere il controllo delle proprie emozioni. Io sono calmo ma dentro il cuore va per i conti propri, come finisce la misurazione si rilassa, quasi sembra mi prenda in giro.
Veramente incredibile e fastidioso, come una forma di fobia!
Non mi rimane che contattare uno psichiatra che si occupa in Italia proprio di questi disturbi e vedere cosa fare, che rabbia!