Utente 378XXX
Buongiorno, sono affetta da ipocondria e ansia generalizzata, nel senso che vivo ogni malessere fisico con ansia e nn sono capace di fare " spallucce " come tanti altri...le malattie da raffreddamento mi sfiniscono perchè una faringite mi dura tanto e ho paura di prendere i farmaci xchè leggo il bugiardino e mi terrorizzano le controindicazioni, x cui cerco farmaci antinfiammatori che facciano poco male tipo Uniplus, e le cose vanno x le lunghe e ci rimetto psicologicamente e divento iper attenta al mio fisico e a tutte le variazioni..mi guardo continuamente la gola e mi sfinisco vivendo tutto come un incubo e così per qualsiesi altro malessere ... La mia domanda è quali sono le terapie x curare questa malattia? Generalmente il farmaco usato è il Daparox, almeno questo è quello che un giovane psichiatra appena trentenne mi ha consigliato alla ASL, ma visto che ho una discreta intelligenza nonostante la mia ipocondria, vorrei capire come agisce questo farmaco? Una volta preso il mio organismo richiederà dei cicli a vita? e si risolve il problema? Come dovrei sentirmi una volta preso? cambierà il mio atteggiamento rispetto alle malattie? noi ipocondriaci siamo equiparati tutti in un unico protocollo che dice di prescrivere il Daparox ? Non è che io non voglia assumerlo, anzi vorrei essere aiutata perchè la mia vita è un inferno così, ma prima di fare un "atto di fede" verso questo farmaco e questo medico, vorrei raccogliere un parere da uno psichiatra non in quanto più bravo, perchè non voglio offendere e ne giudicare nessuno perchè non ne ho la competenza, ma semplicemente più esperto, nel trattare queste malattie .Grazie a chi mi risponderà.....spero...

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Dr. Vassilis Martiadis

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La paroxetina é indicata in questo tipo di disturbi. Se possa essere il farmaco più adatto a lei questo può saperlo lo specialista che la ha visitata o che la visiterà direttamente. La risposta alla terapia in genere viene seguita da un congruo periodo di mantenimento per ridurre al minimo il rischio di ricadute, rischio che comunque non può essere azzerato. In caso di ricadute la terapia può essere ripresa con lo stesso o con altri farmaci, a seconda di una serie di variabili cliniche e farmacologiche che é impossibile prevedere a priori. Non é l'assunzione del farmaco che obbliga a fare più cicli, semmai il disturbo che può ritornare a indurre a curarlo di nuovo. In questo tipo di situazioni potrebbe essere utile anche l'associazione con un percorso psicoterapico di tipo cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 378XXX

La ringrazio per la risposta, sa dirmi se il Daparox associato a una compressa di Trilafon, possono essere compatibili come terapia " associati" con il Rytmonor da 150mg che assumo x tre volte al giorno a vita x una tachicardia parossistica ? Grazie ancora

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Dr. Vassilis Martiadis

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Propafenone, rytmonorm nel suo caso, paroxetina e perfenazina non andrebbero associati se non in casi particolari e sotto diretta supervisione dello specialista. I farmaci in questione possono avere diverse interazioni. In particolare possono aumentare l'azione l'uno degli altri e indurre potenzialmente effetti collaterali. Per questo motivo devono essere lo psichiatra e il cardiologo a gestire la situazione.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#4] dopo  
Utente 378XXX

grazie ancora per la sua disponibilità, e visto che il mio giovane e inesperto psichiatra invece me li ha prescritti e quando gli ho sottoposto il problema ha sostenuto che non c'era alcun problema nell'assumerli...e che altri pazienti facevano la stessa terapia, ovviamente non sono più andata da lui...nel frattempo che cerco un altro psichiatra, sa dirmi se per le persone come me che sono in terapia col rytmonorm, esiste una terapia per l'ipocondria, l'ansia e una leggera depressione che secondo me mi sta sopraggiungendo perchè non so dove sbattere la testa x trovare una persona competente? Anzi le pongo anche un quesito che è sopraggiunto nel frattempo...una mia amica mi ha parlato di un certo Giorgio Nardone che ha studiato delle strategie senza farmaci x curare l'ansia e l'ipocondria..e nella mia zona ho visto che c'è una psicoterapeuta che è sua discepola.... non so se rivolgermi a lei o cercare uno psichiatra più esperto che mi dia una terapia nel caso ci fosse, da associare al rytmonorm...in sostanza non so se una con la mia patologia può cavarsela senza un ansiolitico che mi fa stare di un gran bene perchè ho provato a prendere lo Xanax per cinque giorni per 10 gocce al giorno e stavo meglio, datomi dal medico curante, solo che poi mi è presa la paura dell'assuefazione e l'ho interrotto perchè ho letto che gli ansiolitici danno assuefazione, mentre gli antidepressivi dovrebbero curare il mio cervello senza dare assuefazione ,,spero!!! E sono ripiombata nell'ansia per la mia salute in questo momento cagionevole a causa di un reflusso gastroesofageo che mi da problemi di respirazione e quindi ansiaaaaaa.....o quantomeno esiste la possibilità di assumere un ansiolitico senza diventarne schiava? Ho sentito di una mia conoscente che dice di aver preso per due anni 25 gocce di En la sera xchè non riusciva a dormire, questo dieci anni fa in occasione di un lutto e che ora sta bene e non prende nulla e non è schiava di nulla, ma ovviamente io nn posso sapere se mi sta dicendo la verità, e ho sentito di altri pazienti che hanno preso l'En x parecchio tempo e poi non l'hanno più preso...senza essere schiavi e anche una mia parente ha preso x 6 mesi Serotax 25 gocce e poi nn l'ha più preso....davvero non so più che pesci prendere e come orientarmi nella maniera più coerente...il mio medico di base mi ha detto di continuare a prendere lo Xanax tranquillamente....ma in realtà il nostro medico non è proprio un genio di bravura....non xchè lo dico io ma per errori conclamati....ma è l'unico medico compiacente e disponibile....se può mi aiuti ancora e Grazie .

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Dr. Vassilis Martiadis

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Il Nardone che lei cita é uno dei principali esponenti della terapia strategica che é un particolare tipo di psicoterapia che può trovare indicazione nel trattamento dei disturbi d'ansia. É chiaro che la tecnica é importante ma anche l'interazione specifica tra singolo paziente e specifico terapeuta gioca un ruolo fondamentale. Riguardo alla terapia farmacologica le benzodiazepine esplicano un effetto benefico soprattutto nelle prime fasi; successivamente l'effetto diminuisce per l'instaurasi di fenomeni di assuefazione. In alcuni casi, per alcuni farmaci e per assunzioni prolungate, si possono stabilire fenomeni di dipendenza per cui risulta difficile sospendere la terapia. É per questo che anche la terapia con benzodiazepine va gestita dallo specialista.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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