Utente 221XXX
Salve, mi rivolgo a voi per un disturbo a me incomprensibile scatenatosi nelle ultime settimane.

Mi sono trovato per la prima volta in questo stato psichico qualche mese fa, in una giornata qualunque, mentre ero in macchina, ansioso per diversi motivi accumulati durante la giornata. La prima volta da sobrio, dato che vecchie (poche) esperienze con cannabis e mdma quasi sempre mi hanno provocato lo stessa identica angoscia, lo stesso effetto.
E' molto difficile da descrivere, non è un'emozione che conosco. Ma c'è una forte angoscia, paura e un senso di blocco e di distacco. Come se si creasse una barriera tra me e tutto il resto, una chiusura a riccio e un rifiuto degli stimoli esterni, che nel migliore dei casi non mi sfiorano e nel peggiore mi spaventano. Gli unici pensieri sono la paura per il mio stato di salute, come poter uscire da quella situazione terrificante e l'idea di impazzire. La prima volta è durato due giorni e se ne è andato da solo.
Mi sono poi risolto a uno psichiatra che mi ha prescritto Tolep (per altre questioni) e Xanax in caso di bisogno, diagnosticandomi un Disturbo dell'Umore a Ciclo Rapido e Disturbo d'Ansia Generalizzato, ed identificando quei 2 giorni come un attacco di panico. Il Tolep sfortunatamente mi ha dato problemi di incubi notturni particolarmente vividi, che sono poi degenerati con l'aumento di dosaggio scatenandomi un altro attacco - presunto - di panico. Questa volta lo stato psichico prima descritto è durato una settimana, con solo brevissimi momenti di sollievo.
Ora ho sospeso il Tolep e sono in cura con Lormetazepam, Lyrica e Risperidone. Mi sento comunque sempre sull'orlo della crisi, oltre al fatto che reagisco in modo particolare ai farmaci, soprattutto con agitazione e senso di confusione. Alcune volte sento tornare quei sintomi di angoscia, anche se fino ad ora sono terminati prima di degenerare a certi livelli.
Ho sofferto di depressione in passato e soffro tuttora di una continua instabilità umorale mai curata, ma non sono mai stato così male e non ho mai avuto così paura in vita mia. Facendo ricerche su internet la descrizione più vicina che ho trovato al mio stato emotivo in caso di crisi è quella corrispondente alla depersonalizzazione/derealizzazione, o in misura minore al disturbo da panico (non ci sono i sintomi fisici che provo normalmente con l'ansia). E' possibile quello che dico? Sto prendendo dei farmaci adatti?
La mia paura è, francamente, quella di stare impazzendo. Specialmente vista la prescrizione di un farmaco antipsicotico, che da quello che ho capito si usa per la Schizofrenia.

Grazie anticipatamente.

[#1]  
Dr. Manlio Converti

48% attività
16% attualità
20% socialità
MUGNANO DI NAPOLI (NA)

Rank MI+ 84
Iscritto dal 2011
Lei è mai andato a un SERT?
Lei è mai stato sincero?
Lei fa ancora abuso di sostanze?

Lei potrà farsi diagnosticare tutte le diagnosi del mondo e prendere tutte le terapie, ma deve anzitutto essere sincero sulla sua tossicomania, e farsi seguire nel merito.

Noi abbiamo solo 4 categorie di psicofarmaci per mettere riparo come con dei cerotti ai danni fatti dalla droga.

La relazione tra sintomo psichiatrico di una persona non tossicomane e la sua non sono sovrapponibili in alcun modo.

Esiste anche la possibilità con il MDMA che si ripetano nel tempo le esperienze dei flashback negativi del passato.

Le auguro di trovare presto un equilibrio, soprattutto nell'impegno nella vita quotidiana, da sobrio...
Dr. Manlio Converti

[#2]  
Dr. Giuseppe Quaranta

32% attività
8% attualità
16% socialità
PISA (PI)
SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE (TA)
BENEVENTO (BN)
REGGIO DI CALABRIA (RC)

Rank MI+ 56
Iscritto dal 2015
*E' possibile quello che dico? Sto prendendo dei farmaci adatti?

Gentile utente,

la storia che descrive è quella di umore instabile, quindi un disturbo appartenente allo spettro bipolare, complicatasi ultimamente con la comparsa di attacchi di panico.

I farmaci adatti non esistono. Non esistono cure specifiche per singoli sintomi. L'obiettivo della cura è portare la sua situazione da una condizione di instabilità a quella di maggiore stabilità.

Attualmente non fa uno stabilizzatore dell'umore (se escludiamo il Pregabalin - Lyrica®, che viene impiegato prevalentemente per il trattamento del dolore neuropatico e nei quadri ansiosi). Fa una benzodiazepina, il Lormetazepam, che potrebbe contribuire nel tempo a destabilizzarla sul piano affettivo, oltre ai problemi legati alla dipendenza.
Il risperidone è un antipsicotico che si può usare negli episodi di mania (variabili da moderati a gravi) correlati al disturbo bipolare.
Dr. Giuseppe Quaranta
giuseppe.quarant@gmail.com

[#3] dopo  
Utente 221XXX

Dr Converti, la ringrazio per la risposta, ma se ho fatto riferimenti alle mie passate esperienze con sostanze è proprio per sincerità e completezza di informazione. Non ho mai avuto problemi di dipendenza e sono già pentito per i passati abusi.

Dr Quaranta, grazie per la risposta. Purtroppo ho avuto reazioni negative in passato ai farmaci stabilizzanti e si è creata in questo momento l'emergenza di trattare questi stati di angoscia difficilmente descrivibili. L'umore, vista la gravità della situazione per me, è passato in secondo piano.
Possono degli attacchi di panico durare così a lungo? O sono forse delle psicosi?

[#4]  
Dr. Giuseppe Quaranta

32% attività
8% attualità
16% socialità
PISA (PI)
SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE (TA)
BENEVENTO (BN)
REGGIO DI CALABRIA (RC)

Rank MI+ 56
Iscritto dal 2015
*L'umore, vista la gravità della situazione per me, è passato in secondo piano.

Gentile utente,

è difficile stabilire attraverso le sue parole se è davvero così, questo perché gli attacchi di panico dal punto di vista soggettivo sono un evento catastrofico nella storia clinica di un paziente, e vi si attribuirà un'importanza primaria. Spesso, tutto il resto, per il paziente (ma spero non per lo psichiatra), passerà in secondo piano. Pertanto mi conceda il beneficio del dubbio.

In ogni caso, gli attacchi di panico passano abbastanza rapidamente. A volte, si può confondere un attacco di panico con quella che è l'ansia anticipatoria, ossia la paura e l'ansia costante di sentirsi male (che ha volte può assumere sfumature critiche). L'ansia anticipatoria può durare a lungo.
Dr. Giuseppe Quaranta
giuseppe.quarant@gmail.com

[#5] dopo  
Utente 221XXX

Gentile Dr Quaranta, purtroppo faccio fatica ad identificare quel genere di sofferenza, quella paura e quei sintomi con l'attacco di panico. E non riesco a spiegarmi cosa sia. I sintomi classici che provo quando sono ansioso (tremori, sudorazione eccessiva, battito aumentato) non sono assolutamente presenti nello stato di profonda angoscia che descrivevo nel primo post. E' invece presente una forte paura, un malessere difficile da descrivere e un forte distacco dall'ambiente circostante, mancato coinvolgimento in ciò che avviene al di fuori di me. Dubito anche dell'ipotesi da Lei proposta dell'ansia anticipatoria, dato che a tutta questa paura e sofferenza segue solo altra paura e sofferenza, non c'è mai un'esplosione di pochi minuti di forte ansia, un picco come nell'attacco di panico.
Attribuisco un'importanza primaria a tutto ciò proprio per la natura così indecifrabile e dunque per me spaventosa del disturbo. E più banalmente, perché non mi è mai capitato di stare così male in tutta la vita. Perdonate la lunghezza dei messaggi.

[#6]  
Dr. Giuseppe Quaranta

32% attività
8% attualità
16% socialità
PISA (PI)
SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE (TA)
BENEVENTO (BN)
REGGIO DI CALABRIA (RC)

Rank MI+ 56
Iscritto dal 2015
Gentile utente,

i sintomi che descrive ("una forte paura, un malessere difficile da descrivere e un forte distacco dall'ambiente circostante") possono fare parte di un quadro d'ansia. La derealizzazione, cioè quel sintomo per cui lei vive la realtà come più distante, è uno dei sintomi riscontrabili durante gli attacchi di panico e/o durante l'ansia anticipatoria.

*non c'è mai un'esplosione di pochi minuti di forte ansia, un picco come nell'attacco di panico.

è proprio questa la natura dell'ansia anticipatoria, l'assenza di qualsiasi picco.

In ogni caso, sarà certamente il suo curante a inquadrare e formulare un giudizio diagnostico, impossibile durante questa interazione sommaria.
Dr. Giuseppe Quaranta
giuseppe.quarant@gmail.com